Tour de France 2026, Plateau de Solaison, Remco Evenepoel, Tadej Pogacar

EDITORIALE / Ecco perché Evenepoel dovrà ringraziare Tadej

21.09.2026
4 min
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MONTREAL (Canada) – Suonerà probabilmente insolito, eppure siamo convinti che una bella fetta dell’imbattibilità di Evenepoel nelle crono si debba anche a Pogacar. Tale è stata finora la sua voglia di tenere testa allo sloveno, da averlo spinto a crescere in ogni ambito e fra questi c’è anche la cronometro. Basta guardare come sia andata negli ultimi tre Tour. Remco ha vinto tre delle cinque crono che ha disputato e in ciascuna di queste Pogacar è arrivato secondo, mentre è stato lui a vincere le restanti due.

Remco non ci sta a consegnare le armi e probabilmente se chi disegna le corse fosse stato un po’ più lungimirante, lo avrebbe messo nelle condizioni di dare più filo da torcere a Tadej, con cronometro più lunghe e veloci che fossero armi più potenti nelle sue mani. In due sole occasione i due si sono sfidati in un mondiale di specialità: nel 2022 Remco arrivò terzo (ma vinse la prova in linea) e Pogacar sesto; lo scorso anno a Kigali, Remco conquistò la maglia iridata e Pogacar arrivò quarto (ma vinse la prova in linea).

Al quarto oro mondiale di Evenepoel va sommato anche quello olimpico di Parigi 2024
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Battuto, mai arreso

La presenza di Pogacar ha insegnato a Remco a fare quello che meno gli piace: chinare il capo. Lo ha fatto dopo il terzo posto dell’ultimo Tour, riconoscendo di avere avuto di fronte uno più forte. Tuttavia questo non ha mai significato che il belga si sia arreso. Lo dimostra il fatto che da anni continui a cercare il modo per tenergli testa: il cambiamento fisico e tecnico che lo ha portato a conquistare il terzo posto del Tour, dice che non ci ha ancora rinunciato. E forse questo è quel che è mancato fin qui a Ganna e al suo entourage.

Non tanto la capacità di chinare il capo, quanto quella di reinventarsi (non sappiamo come, a dire il vero, ma non ne avremmo neppure la competenza) cercando altre vie per batterlo. Per fronteggiare Pogacar, Evenepoel ha cambiato preparazione e squadra, restando legato a Specialized che non ha mai smesso di fornirgli novità tecniche: i continui ringraziamenti non sono casuali né di facciata. Al contrario la sensazione è che la Netcompany-Ineos si sia fermata – almeno in apparenza – su un pacchetto tecnologico di alto livello, che forse non basta più per la sfida con il belga. E che Ganna sia ben radicato nella comfort zone di un entourage che lo conosce da una vita, rinunciando alla possibilità di rimettersi in gioco seguendo vie diverse.

Al netto della giornata storta, che però Pippo ha escluso parlando dei migliori dati di sempre, il significativo aumento del gap nella crono di ieri significa che quel massimo non basta e c’è da lavorare, probabilmente in modo diverso da quanto fatto sinora.

Il distacco fra Ganna ed Evenepoel è stato di 57": il segnale che forse c'è bisogno di una discontinuità tecnica?
Il distacco fra Ganna ed Evenepoel è stato di 57″: il segnale che forse c’è bisogno di una discontinuità tecnica?
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Il distacco fra Ganna ed Evenepoel è stato di 57″: il segnale che forse c’è bisogno di una discontinuità tecnica?

L’assenza di Pogacar

Alla luce di queste considerazioni, si capisce come l’assenza di Pogacar potrebbe essere per Evenepoel un momento decisivo di crescita. Non tanto l’occasione per vincere in assenza del più forte, quanto la possibilità di conquistare dei traguardi che oltre a impreziosire il suo palmares renderanno più solida la sua convinzione. Ha ragione Pellizzari nel dire che c’è solo un Pogacar e siamo abbastanza certi che nei suoi sogni Remco non sogni di essere come lui, bensì di batterlo. E se domenica fosse lui a vincere la maglia iridata, non sarebbe così sprovveduto da credere di aver colmato il gap, ma troverebbe il modo di lavorare ancora di più per farsi trovare pronto quando Tadej sarà ancora della partita.

Per questo la sua assenza potrebbe rivelarsi un’occasione anche per i tanti che finora ha annichilito, portandogli via ogni sicurezza. Questo non significa che Enric Mas diventerà improvvisamente capace di sfidarlo nel prossimo Tour, ma che certamente avrà la determinazione di battersi sapendo di non essere da meno dei suoi rivali. E non significa che automaticamente l’eventuale Evenepoel iridato sarà capace di sfilargli la maglia gialla, ma che arriverà alla sfida con una maggiore consapevolezza di sé. Benvenga tutto questo se servirà ad avere un ciclismo più combattuto.