La nuova Wilier Triestina Filante SL ID2 nasce con un compito preciso: portare più vicino a un pubblico ampio il carattere racing della famiglia Filante. Non è però una semplice versione economica della SLR ID2, che già avevamo conosciuto. Il progetto riprende infatti il linguaggio aerodinamico e le geometrie della sorella maggiore, traducendoli in una piattaforma pensata per un utilizzo più ampio.
Allenamento, uscite veloci, lunghe giornate in sella e gara convivono così nello stesso progetto. L’idea di fondo rimane quella della velocità intesa non soltanto come dato misurabile, ma come equilibrio fra efficienza, controllo e piacere di guida. Una Filante, insomma, nel modo più completo possibile.


A casa dell’Aston Martin
Quando si parla di una bici aero, il rischio è concentrarsi soltanto sui profili del telaio. Wilier parte invece da un concetto più ampio: la prestazione aerodinamica dipende dall’interazione fra bicicletta, ciclista e componenti. E’ lo stesso approccio seguito nello sviluppo della Filante SLR ID2, il cui progetto è stato affinato insieme allo staff tecnico del Groupama-FDJ United attraverso simulazioni CFD e verifiche nella galleria del vento di Silverstone, di proprietà dell’Aston Martin ma utilizzata da diversi team di F1. La Filante SL ID2 eredita quel lavoro e ne trasferisce i principi in una piattaforma destinata a un pubblico più ampio.
L’integrazione fra telaio e cockpit diventa quindi parte sostanziale del progetto. L’obiettivo non è soltanto ridurre la resistenza all’avanzamento, ma mantenere una risposta precisa quando la velocità aumenta e quando il ritmo cambia rapidamente. Le geometrie racing contribuiscono alla stessa sensazione: una bici stabile quando serve, ma pronta a reagire agli input del ciclista. In questo senso, la Filante SL ID2 cerca di conservare quella risposta immediata che rappresenta uno dei tratti distintivi della famiglia, senza trasformare l’aerodinamica in un esercizio fine a sé stesso.


Una bici all-round?
La differenza rispetto a una bici aero concepita esclusivamente per la competizione emerge soprattutto osservando le possibilità di utilizzo. Il telaio accoglie coperture fino a 34 millimetri, una scelta che amplia il ventaglio delle superfici affrontabili e permette di lavorare con pressioni e sezioni più adatte alle uscite lunghe. E’ inoltre prevista la compatibilità con trasmissioni monocorona e con lo standard UDH, aprendo la porta a configurazioni differenti rispetto al tradizionale doppio rapporto.
Un ruolo importante lo gioca anche il nuovo cockpit R-Bar. Il passaggio dei cavi completamente integrato mantiene pulita la zona anteriore, mentre la particolare conformazione dei drops introduce un flare complessivo di 3 centimetri. La presa bassa diventa così più larga e offre maggiore controllo senza abbandonare la logica aerodinamica del progetto. La soluzione va letta insieme all’impostazione generale della bici: non soltanto velocità quando si spinge, ma anche ergonomia e controllo quando le ore in sella aumentano.
A completare il pacchetto arriva l’Aerokit SL, sistema di idratazione integrato che segue la ricerca di continuità estetica e funzionale del telaio. Chi vuole spingersi ancora più verso l’efficienza aerodinamica può inoltre adottare l’Aerokit SLR. Il risultato è una piattaforma che lascia maggiore libertà di interpretazione senza perdere la propria identità racing.


Anima racing
Anche la veste grafica segue una logica precisa. Wilier propone quattro colorazioni che interpretano in maniera differente la stessa idea di velocità: Drive White, Pivot Grey, Pulse Red e Flow Blue. Non cambiano soltanto le tonalità, ma anche il racconto che accompagna ciascuna proposta, dal bianco associato all’orizzonte aperto al rosso che richiama il battito durante un’accelerazione.
Al di là della comunicazione cromatica, il punto interessante della Filante SL ID2 rimane però la sua collocazione all’interno della gamma. Wilier la presenta come la porta d’accesso all’esperienza Filante, mantenendo il carattere orientato alla prestazione della piattaforma ma con un’impostazione meno estrema rispetto alla SLR. Nella gamma attuale, la Filante SL utilizza infatti un telaio in carbonio monoscocca NHU MOD + High Impact Strength e punta esplicitamente a un rapporto fra prestazioni, utilizzo e accessibilità.
La nuova ID2 sposta ulteriormente questo concetto verso il ciclismo contemporaneo. L’aerodinamica rimane centrale, ma viene affiancata da spazio per coperture più generose, diverse configurazioni della trasmissione, un cockpit più evoluto e un sistema di idratazione integrato. Non una Filante addomesticata, quindi, ma una Filante pensata per essere utilizzata in più situazioni. La sintesi è tutta nel suo nome: Filante SL ID2. Sempre racing.