Avendo conosciuto le sue attività giù dalla sella e tenendo conto delle recenti operazioni di ciclo-mercato, potremmo dire che c’è più di un ingrediente per il quale Chiara Reghini dall’anno prossimo potrebbe trovarsi a proprio agio in Francia alla Mayenne Monbana My Pie.
La formazione professional d’Oltralpe porta il nome del dipartimento della regione dei Paesi della Loira affiancato da una antica cioccolateria e da una ditta di prodotti alimentari da forno, che si sposano bene con le ricette che Reghini trasforma a casa quando non è via per le gare. Chissà se la 23enne di San Pietro di Barbozza di Valdobbiadene avrà fatto caso a queste curiosità quando ha firmato il biennale in uscita dalla Top Girls Fassa Bortolo, ma chiacchierando con lei abbiamo scoperto che oltre ai sacrifici in bici sa tenersi impegnata col lavoro sulle colline attorno a casa.
L’appuntamento telefonico per parlare del suo trasferimento francese (al pari di quello di Gaia Segato e Martina Fidanza alla St. Michel) ce lo chiede possibilmente dopo l’allenamento e… la vendemmia, tipica di questo periodo e di quelle terre. E incuriositi iniziamo con le domande.


Chiara come mai ti troviamo in vigna?
Abbiamo una cantina che rientra nella nostra azienda agricola a conduzione famigliare. Da un paio di anni mia madre e mia sorella gestiscono anche un piccolo bed & breakfast che è aperto quasi tutto l’anno (Agriturismo Rive del Bacio-La Dimora a Valdobbiadene, ndr). Da quando hanno aperto questa struttura ho iniziato a preparare torte e altri dolci per la colazione dei clienti.
Tutto frutto di una passione per la cucina?
Sì, mi è sempre piaciuto “sperimentare” questo mio passatempo. Principalmente le torte rustiche o crostate sono quelle che mi vengono meglio, ma devo dire la verità che prima di proporle ai clienti le provo e le faccio assaggiare alle persone che lavorano alla vendemmia. Mi fanno da “cavia” e se piace a loro, posso metterla nel menù (dice ridendo, ndr). Ieri ho fatto una torta soffice menta e cocco con buoni riscontri.




Da cosa prendi spunto?
Guardo su alcuni profili social e metto in pratica le ricette oppure seguo quelle della mia famiglia. L’intenzione è sempre quella di cambiare quasi ogni mattina, anche a seconda della durata del soggiorno dei nostri clienti, proponendo più dolci fatti in casa. Ho aperto anche una pagina su instagram dove pubblico tutte le mie torte. Forse è un profilo da boomer (sorride, ndr), però lo ritengo una sorta di servizio comodo per chi vuole venire da noi.
Invece la scintilla tra te e la Mayenne quando è scoccata?
A fine maggio quando eravamo alla Vuelta a Burgos e sia noi della Top Girls che loro eravamo nello stesso hotel. E’ stato tutto un caso perché guardavamo come lavoravano anche fuori dalla gara. Abbiamo scambiato qualche semplice chiacchiera come capita normalmente in quelle situazioni, ma nulla di ché, poi si sono interessate a me dopo la quarta ed ultima tappa.


Cosa è successo in particolare?
Premetto che la Vuelta a Burgos è una gara che mi è sempre piaciuta, dove nel 2025 ero arrivata quarta nella classifica delle giovani. Quest’anno volevo curare di più la generale e all’ultimo giorno c’era la tappa più dura, con arrivo in salita. Credo di aver fatto una buona prestazione, con tenacia, anche in preparazione al Giro Women. Alla fine ho chiuso quindicesima al traguardo e quattordicesima nella generale. Sono stata la prima atleta di una formazione continental ed è un bel risultato in una gara WorldTour.
Ti aspettavi l’interessamento di questa formazione francese?
Onestamente no, però mi hanno detto che erano rimasti colpiti proprio dalla prova di quella tappa. Cercavano una ragazza con le mie caratteristiche, anche se devo ancora scoprire che tipo di atleta sono. E da lì, anche attraverso il mio procuratore, mi hanno chiesto una video-chiamata per presentarmi la loro squadra dal punto di vista organizzativo. Quel giorno dovevo allenarmi per il Giro Women, ma ero agitata per questo appuntamento.




Come hai gestito questa situazione con Lucio Rigato, il capo della Top Girls?
Inizialmente non gli ho detto nulla perché volevo solo farmi un’idea della squadra francese. Infatti mi sono presa del tempo per rispondere a loro e loro non mi hanno fatto pressioni perché non volevano deconcentrarmi dal Giro Women. Volevo anche vedere come mi comportavo in corsa per capire qualcosa in più da me. Dopo la fine del Giro ho riflettuto e ho parlato con Lucio.
Come l’ha presa?
Innanzitutto sono andata a casa sua per parlargli di persona perché certe cose non le puoi discutere al telefono, specie con lui che ci ha fatto crescere. Sia lui che Matteo (Busato il diesse, ndr) hanno appoggiato la mia possibilità di andare alla Mayenne, anche se non avevo ancora firmato nulla. Penso che in generale a loro faccia piacere che una ragazza di un team continental passi in una professional o in una WorldTour, come era capitato ad esempio a Tonetti e Vigilia. Per Lucio e Matteo è motivo di soddisfazione e significa che sanno sempre lavorare bene con noi.
Cosa ti hanno insegnato questi anni di Top Girls?
Sono passata elite con loro dopo il terzo anno da junior. Avevo fatto questa scelta per la maturità, sono una ragazza che ama la politica dei piccoli passi. Ho imparato a lavorare per le compagne e a gestire carichi di lavoro e stanchezza in gara. Poi è arrivato qualche piazzamento importante come un terzo posto nel 2025 in Repubblica Ceca che mi ha dato un po’ più di consapevolezza. Alla Top Girls ho imparato a crescere in maniera costante.


Prima ne accennavi, Chiara Reghini che tipo di atleta è?
Non ho mai fatto risultati rilevanti, anzi pensate che io da quando corro in bici ho vinto solo due gare, una da allieva ed un’altra da junior. Però penso di essere sempre stata una ragazza piuttosto solida, che usciva nelle corse dure. Anche questo processo di crescita mi ha permesso di avere ogni anno ampi margini di miglioramento, anche a livello mentale dove non finivo la stagione troppo stanca.
In cosa senti di dover migliorare?
Sicuramente negli sprint ristretti, ma grazie alle mie compagne De Vallier e Luccon spesso in allenamento facciamo la cosiddetta volata al cartello e qualcosa ho migliorato. Penso di essere cresciuta in salita e sento che posso fare uno step ulteriore. Di certo dovrò iniziare a curare molto di più la cronometro. L’anno scorso avevo contribuito alla vittoria del tricolore nella cronosquadre, però solo perché ero molto in forma. E’ un esercizio fondamentale, anche perché al giorno d’oggi bisogna essere corridori abbastanza completi.


Hai parlato di programmi in generale con la Mayenne?
Sul calendario abbiamo fatto un rapido accenno, però capiremo tutto meglio a novembre durante il raduno. La mia nuova squadra mi ha dato carta bianca per quanto riguarda allenamenti, nutrizione o posizionamento in bici. Ho Paolo Slongo come preparatore e mi hanno detto che posso continuare ad essere seguita da lui, purché ci sia un dialogo aperto con i tecnici francesi per vedere i miei dati. E’ una situazione abbastanza comune in altre squadre e devo ringraziare la Mayenne per consentirmi di tenere le figure con cui già lavoro.
Che obiettivi hai prima di salutare la Top Girls?
A settembre avremo le gare open e il Giro Mediterraneo in Rosa, poi ad ottobre parteciperemo alle classiche italiane dove ci sono percorsi più inclini alle mie caratteristiche. L’anno scorso in alcune di queste ero andata bene e mi piacerebbe finire il 2026 magari osando di più e mettendomi più in mostra. In ogni caso l’obiettivo è chiudere scoprendo qualcosa di nuovo di me e dando il massimo, come ho sempre fatto, per Lucio, Matteo ed ogni singola persona della squadra.