Oggi Taranto la vedrà protagonista della cronometro individuale, poi lunedì Martina Fidanza correrà la prova in linea dei Giochi del Mediterraneo. Per il finale di stagione la Visma Lease a Bike non ha previsto per lei un calendario intenso, se non come riserva, così potrà dedicarsi alla preparazione dei prossimi mondiali su pista che si terranno a Shanghai, in Cina, dal 14 ottobre.
Il motivo per cui l’abbiamo cercata è tuttavia il cambio di squadra: nel 2027 e 2028 infatti Fidanza correrà nella professional francese St Michel-Preference Home-Auber93 che si sta rinforzando con l’ingaggio di nomi di prima fascia. Il fatto di scendere un gradino si può leggere come un passo indietro oppure la voglia di sposare un progetto destinato a crescere, trovando magari spazi più ampi per esprimersi. Nelle due stagioni trascorse nella squadra olandese, Fidanza ha centrato quattro vittorie su strada, dividendosi fra il ruolo di velocista e quello di supporto per altre compagne.


Che esperienza sono stati per Martina Fidanza questi due anni alla Visma Lease a Bike?
L’anno non è ancora concluso, però è stata una bella esperienza, totalmente diversa da quello a cui ero abituata. Secondo me è stato un passaggio che ci voleva, per capire tutti gli ambienti che ci sono adesso nel ciclismo.
Ti ha fatto capire di più la tua dimensione e i ruoli in cui ti trovi meglio?
Sicuramente mi ha aiutato anche a scoprire ruoli diversi. Forse prima ero solo Fidanza la velocista, qui invece ho riscoperto di poter fare cose diverse e non mi è dispiaciuto. Sicuramente mi ha anche fatto capire in quale dimensione mi vedo di più e forse anche quale ambiente, quale contesto mi fa esprimere meglio.
Qual è stato il periodo nelle ultime due stagioni in cui ti sei sentita meglio?
Penso all’inizio dell’anno scorso, quando anche in pista ho vinto i due titoli europei, battendo nello scratch Lorena Wiebes. Quello è il momento in cui mi sono sentita meglio. E poi ho ottenuto anche delle vittorie su strada e dei piazzamenti di tutto rispetto.
Invece quest’anno?
Quest’anno i patti con la squadra erano chiari e sapevo che sarei partita con un ruolo un po’ diverso. Per questo non mi aspettavo la vittoria in Australia, perché la mia preparazione non era delle migliori. Alla fine ho finalizzato nella parte di stagione in cui mi è stata data la possibilità e per questo sono contenta.


Come è nata la decisione di andare in Francia? La squadra certamente sta spingendo molto…
Si sono fatti avanti loro, dimostrando di essere interessati. Io ho ascoltato la proposta e mi è piaciuta. Si stanno ingrandendo, perché chiuderanno la squadra maschile per investire di più sulla femminile. Sembra un ambiente un po’ più riservato, se si può dire, un po’ più familiare. E per l’esperienza che ho avuto negli anni scorsi, gli ambienti piccoli mi sono sempre piaciuti.
Parli della Isolmant di tuo padre?
Sono partita da lì, poi sono andata in Ceratizit, che pur essendo già una WorldTour è sempre stata una squadra abbastanza familiare. Per cui mi è piaciuto il progetto della St Michel e ho deciso di sposarlo. Penso che al momento sia la scelta giusta. Penso anche a me e quello di cui ho bisogno, anche in prospettiva futura, e mi sento di aver fatto bene.
Secondo te hanno cercato la Martina velocista o quella che aiuta?
Volevano la Martina che vince, quella che piace sempre di più (ride, ndr). Sono contenta comunque anche della varietà di calendario che fanno, perché non si precludono la possibilità di gare più piccole, molto importanti soprattutto per me che faccio anche un’attività abbastanza intensa su pista. Avere un doppio calendario su cui scegliere, per me è sicuramente una situazione ottimale.
La Martina che vince ha anche più responsabilità?
No, no, l’ho detto più per scherzo. Giocano sul fatto che hanno bisogno di competitività a livello WorldTour, ma anche in gare di altro livello. Non sono un’atleta che a 26 anni non vuole fare le gare più piccole, tutt’altro. Penso che siano di altrettanta importanza e diano valore al palmares e alla squadra, per cui ci andrei comunque competitiva…


Anche perché vincere oggi è difficile a qualsiasi livello, no?
Assolutamente, nessuno ti regala niente. E loro non chiedono nulla, anzi mi sono piaciuti proprio per questo. Ho fatto questa scelta perché stanno cercando di ampliare la squadra per offrirci il meglio.
Hai firmato per due anni, vuol dire che arriverai alle Olimpiadi di Los Angeles con loro…
Esatto, ne sono pienamente consapevoli. L’altra cosa che mi è piaciuta è che non sono l’unica ragazza che fa pista, hanno anche delle francesi giovani. Conoscono questo tipo di percorso e sono pronti a sostenermi.
Questi giochi del Mediterraneo possono essere un obiettivo oppure un passaggio?
Sono arrivati un po’ last minute, perché in realtà ero riserva. Sono appena scesa da Livigno, non corro da un po’, per cui dovremo vedere (la sua ultima corsa su strada è stato il Baloise Tour, concluso il 19 luglio, ndr). La crono non è proprio la mia specialità, il percorso su strada invece è abbastanza adatto, con l’arrivo nella zona portuale di Taranto.
Sai già quali specialità farai ai mondiali su pista?
Non ancora, inizieremo i ritiri più sostanziosi da settembre e da lì capiremo meglio. Sicuramente il mio obiettivo di questa parte di stagione è riuscire ad arrivare al mondiale pista nella mia migliore condizione e concludere l’anno meglio che posso.