Matilde Rossignoli, veronese nata il 6 maggio 2008, corre per la Bft Burzoni. Nel 2027 passerà elite in una devo team estera

Rossignoli tra pista e strada per lasciare il segno prima di passare

14.08.2026
5 min
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Nemmeno il tempo di festeggiare e godersi la vittoria in solitaria in vetta al Santuario Madonna del Boden di Ornavasso, nella gara organizzata da Elisa e Paolo Longo Borghini, che la sua agenda l’ha messa sotto subito con i nuovi impegni. Matilde Rossignoli partirà domenica per Zolder per i mondiali juniores in pista (dal 19 al 23 agosto) per il primo dei prossimi appuntamenti da disputare con la maglia azzurra.

Chi la conosce bene, definisce la diciottenne veronese della BFT Burzoni (in apertura foto Ossola) una cecchina chirurgica nel cogliere i successi su strada. Rispetto ad alcune sue colleghe vince meno, ma con tantissima qualità e anche quest’anno lo ha confermato. La gara piemontese – che era una di quelle indicate dal cittì Velo come test probante per mondiali e europei – va a bissare il trionfo di Cittiglio del Piccolo Trofeo Binda. Per la verità Rossignoli quest’anno avrebbe potuto incassare molto di più tenendo conto di otto secondi posti, però non ci pensa e guarda avanti, dove all’orizzonte per lei c’è anche un importante salto tra le elite.

Matilde torni in pista dove agli europei di luglio a Cottbus hai vinto l’oro col quartetto, l’argento nella madison e il bronzo nell’omnium. Com’è stato l’avvicinamento alla rassegna iridata e che discipline correrai?

Ci siamo allenate a Montichiari fino a ieri con lo stesso gruppo di atlete che era in Germania. Ci troviamo molto, siamo quasi le stesse dell’anno scorso e naturalmente abbiamo un anno in più di sintonia ed esperienza. Ci teniamo tutte a fare molto bene. Personalmente correrò due prove anziché tre: l’inseguimento a squadre e madison.

Facciamo un salto indietro a sabato scorso. Cosa rappresenta la vittoria di Ornavasso?

Devo dire che è stata una liberazione (dice sorridendo, ndr). I miei numeri e valori dimostrano che sto bene, anzi che sono in crescita. Questo successo mi dà molto morale per il finale di stagione, anche perché l’ho ottenuto in un momento in cui non sono al top della condizione.

Ti ha fatto un effetto particolare vincere la gara voluta da Elisa Longo Borghini, la stella polare del ciclismo femminile italiano?

Naturalmente mi ha fatto molto piacere, anche perché è la corsa allestita da Paolo, fratello di Elisa e padre della mia compagna di squadra Anna. Nei giorni precedenti, il nostro diesse ci aveva detto che ci teneva a vincere questa corsa non solo per quel motivo, ma anche perché dopo due mesi ci ritrovavamo tutte. Tra giugno e luglio, tra impegni con la nazionale e infortuni, la squadra aveva disputato tante gare con poche ragazze. Già vincendo il campionato italiano cronosquadre avevamo ritrovato la nostra compattezza.

Dopo le medaglie conquistate agli europei, Matilde e il gruppo azzurro puntano forte al mondiale in pista di Zolder (foto UEC)
Dopo le medaglie conquistate agli europei, Matilde e il gruppo azzurro puntano forte al mondiale in pista di Zolder (foto UEC)
Dopo le medaglie conquistate agli europei, Matilde e il gruppo azzurro puntano forte al mondiale in pista di Zolder (foto UEC)
Dopo le medaglie conquistate agli europei, Matilde e il gruppo azzurro puntano forte al mondiale in pista di Zolder (foto UEC)
Complessivamente come giudichi la tua stagione?

Penso che sia andata e stia andando bene. In pista abbiamo colto buoni risultati, su strada nelle gare dure sono arrivata quasi sempre davanti. Certo, un po’ pesano quegli otto secondi posti e altre top 5 che potevano avere un esito diverso. E’ stato un periodo di alti e bassi dove sono mancate la fortuna e anche la testa.

Per quale motivo la testa?

Ci sono tante gare nelle quali vuoi fare bene e talvolta non fai come dovresti. Nei finali di gara potevo gestire meglio certe situazioni. Senza volerlo mi sono ritrovata a non credere più in me stessa nonostante sappia quali siano le mie caratteristiche o le mie capacità. Ho avvertito forse troppa pressione, un po’ perché sono al secondo anno da junior e ci si aspetta sempre tanto, un po’ perché dovevo trovare squadra.

Ora invece come stai? Ti sei sistemata per l’anno prossimo?

Sì, adesso sono più serena sotto quel punto di vista. Sapere di passare tra le elite e avere già un contratto per le prossime due stagioni mi ha tolto molta pressione. E’ un bel traguardo, ancora non si può annunciare, però non ci sto pensando perché ci sono ancora tanti impegni prima della fine sia con la squadra che con la nazionale in cui fare il meglio possibile.

Al netto dei risultati ottenuti e che correrai mondiali ed europei, Matilde Rossignoli si è posta qualche obiettivo particolare da raggiungere prima di salutare la categoria juniores?

Difficile, ma a dire il vero sì (risponde dopo qualche istante di riflessione, ndr). Mi piacerebbe vincere una cronometro. Al momento non ci sto lavorando a fondo, ma inizierò a breve perché correrò la prova contro il tempo al mondiale. Di sicuro non vincerò la crono in Canada perché non è troppo adatta alle mie caratteristiche, però se dovessero organizzare prima della fine della stagione il campionato italiano a crono, ci punterei in maniera decisa.