FORTE DEI MARMI (LU) – Alla fine la notizia più bella arriva proprio nel finale di giornata quando dalla porta dell’hotel della Red Bull-Bora spunta proprio lui, Giulio Pellizzari. Si affaccia sulla scalinata, firma autografi a due ragazzini arrivati lì giusto per lui. «Bello vederti qui. Ci avevano detto che eri a letto», gli diciamo. Lui sorride: «Va meglio».
Intanto Giovanni Aleotti ci racconta un po’ come è andata questa particolare giornata di riposo. Ieri Jai Hindley e soprattutto Pellizzari si sono dovuti difendere, prima ancora che dagli avversari, dai loro problemi di stomaco.






Una serata di ottimismo
Oggi i Red Bull hanno fatto un po’ giornata a sé. «Siamo usciti alla spicciolata – spiega Aleotti – anche perché qui in Versilia c’è traffico e soprattutto con la bici da crono è meglio andare da soli. La squadra ci ha dato un range di orari per colazione, allenamento e tutto il resto. Poi ci siamo regolati da soli».
Questi malanni di stomaco girano in gruppo, ci hanno riferito, non hanno riguardato solo la Red Bull. Certo, ieri si sono abbattuti su di loro in una tappa poco indicata… se si punta alla classifica. Ma contro il destino c’è poco da fare.
A quanto pare il primo a stare male è stato Gianni Moscon. Lui e lo stesso Pellizzari oggi non sono usciti in bici. Hanno approfittato in tutto e per tutto della giornata di riposo. L’imperativo era recuperare.
Loro due non hanno mangiato nel kitchen truck, ma in camera. Pellizzari è rimasto a lungo nella sua stanza. Il fatto però di averlo visto in piedi è un ottimo segnale. Poco importa l’1’28” perso a Corno alle Scale. Quel che conta davvero è non stare male per il resto del Giro.
Bisognerà vedere quanto davvero ha scavato questo malanno, che strascichi lascerà e se questo giorno di riposo così particolare non presenti un conto. Passare direttamente sulla bici da crono dopo tante ore a letto non è il top. Ma queste sono solo congetture. Sarà la strada fra poche ore a dirci tutto su Pellizzari.


Aleotti racconta
Aleotti è uno degli scalatori che dovranno stare vicino a Pellizzari e Hindley. E ieri, anche nel momento di difficoltà, non ha mancato di dare il suo apporto al capitano. E all’amico… Aleotti ha insistito molto su questo aspetto dell’amicizia, del gruppo che si è ben comportato.
«Ieri – racconta Aleotti – Giulio ha avuto mal di stomaco durante la tappa. Lo abbiamo saputo attorno a metà frazione. A quel punto ho detto io al team che gli sarei stato vicino, se non altro perché parliamo la stessa lingua e basta meno, o semplicemente un gesto, per capirsi. Mi ha chiesto una mantellina e gliel’ho portata.
«Quando l’ho visto in coda negli ultimi 3-4 chilometri in realtà non ho pensato niente, se non che Pellizzari sia fortissimo e che non avrebbe mollato una virgola. Si è preparato benissimo ed è arrivato qua con una grande condizione. E’ andata così, ma per me anche ieri, nonostante tutto, non è andato piano».
Dicevamo dell’ottimismo. Aleotti ribatte sul fatto che tutto sommato, nella sfortuna, sia stato un bene che questo malanno sia arrivato nel giorno di riposo. Insomma, poteva andare peggio.
«Ho visto Giulio stamattina – riprende Aleotti – l’ho salutato, ci siamo parlati ed era un po’ più pimpante rispetto a ieri sera. Giulio ha sempre tanta energia. E’ ottimista. Poi, come diciamo sempre io e lui, di riposo non è mai morto nessuno! Quindi, tra virgolette, bene che questo problema sia capitato in questo giorno. Ora speriamo che possa recuperare al meglio».


Per Jai e Giulio
Aleotti è davvero maturato. Educatissimo come sempre, ci dice che lui si è preparato bene per questo Giro d’Italia, come del resto tutta la squadra. Ma soprattutto ci spiega come sia qui con un ruolo ben chiaro e che, a quanto pare, sente suo per davvero.
«Ho fatto un bell’avvicinamento, un buon Tour of the Alps e dai, alla fine sia Giulio che Jai sanno che possono contare su di me. Sanno che ci sono quando ne hanno bisogno. Se la squadra mi dovesse dare spazio sarò contento, ma prima ci sono loro. Io e Aleksandr Vlasov saremo vicini a entrambi fino alla fine in salita. Con Jai è da tanto tempo che ci conosciamo e abbiamo creato un bel rapporto anche fuori dalla bici. E uguale con Giulio: ci siamo conosciuti bene e anche a casa si è creata una bella sintonia».
«Questa prima settimana – riprende Aleotti – è stata un po’ particolare, fino al Blockhaus non ci sono state grandi salite. Anche ieri alla fine di salita vera ci sono stati gli ultimi tre chilometri. La crono di domani sarà una tappa delicata per tutti, non solo per noi, e poi arriverà una settimana transitoria».
Più che mai Pellizzari dovrà difendersi domani contro il tempo, contro Jonas Vingegaard e contro il sempre più pericoloso Felix Gall.






Verso la crono
Le ombre intanto si allungano sulla Versilia. Il meteo per domani sembra buono e con poco vento. Questa mattina c’era un bel via vai di corridori sul lungomare fra Viareggio e Massa. Qualcuno passeggiava a 25 all’ora con la bici da strada, qualcun altro era più concentrato con la bici da crono. Ma in generale è sembrata davvero una giornata meno stressante… E non capita spesso nel giorno di riposo.
A pochi passi dall’hotel della Red Bull c’è quello della Ineos Grenadiers. E lì abbiamo trovato Filippo Ganna che faceva i rulli. Il cronoman piemontese era a torso nudo e sudava.
«Ha scelto di fare i rulli al pomeriggio per ampliare la finestra totale di recupero – ci spiega Elia Viviani – stamattina si è svegliato tardi e non è uscito. In questo modo ha recuperato quasi 24 ore. Adesso doveva fare giusto un po’ di attivazione e stare un po’ in posizione. Ha fatto 40’ di rulli». Come ci aveva detto Marco Pinotti, i cronoman puri non hanno così bisogno di utilizzare la bici da crono nei ritagli di tempo. Loro danno del tu a questo mezzo.
Altri rumours riguardano la doppia lenticolare di Vingegaard e il manubrio Deda super evoluto di Felix Gall.
Ma alla fine la notizia più bella arriva proprio da questa hall. Pellizzari, che era rimasto a letto praticamente per tutto il giorno, aspetta Gianni Moscon, colui che da quel che abbiamo capito è stato più male di tutti. I due sono andati a fare una breve passeggiata a piedi. Speriamo che la tempesta sia passata.