MARINA DI PIETRASANTA (LU) – Tra i corridori che stanno disputando questo Giro d’Italia c’è anche Lorenzo Rota. Ed è una notizia meno scontata di quel che possa sembrare. Rota infatti viene da un lungo periodo molto difficile, costellato da problemi fisici.
Ora invece eccolo qui a guidare, in qualche modo, la Lotto-Intermarché. Sulle strade del Giro è il veterano della sua squadra. In questi giorni lo abbiamo incontrato e abbiamo fatto il punto con lui. Per ora qualche tentativo di fuga, ma il bello inizierà da domani. La crono di oggi è quasi (il quasi è d’obbligo visto che si tratta di ben 42 chilometri) un prolungamento del giorno di riposo.


Come stai, Lorenzo? Sappiamo che hai avuto un bel po’ di problemi, alle ginocchia…
Sì, in effetti ho avuto tanti problemi nell’ultimo anno e mezzo. Adesso spero che la sfortuna sia passata e vediamo un po’ come vanno le cose. Ci tengo molto a fare bene in questo Giro d’Italia.
Com’è stato questo cammino di recupero?
Lungo, direi! Ci sono stati tanti momenti alti e bassi, a dire la verità. Adesso ho ritrovato un po’ di serenità, anche mentale, finalmente. Nell’ultimo periodo comunque ho avuto ancora un po’ di sfortuna, però da Francoforte ho iniziato a ritrovare le sensazioni che volevo. Ed è stata una bella iniezione di fiducia.
Sapere di fare il Giro è stato un ulteriore traino nella tua situazione?
Non proprio, a dire il vero, perché era una cosa già in programma da inizio anno, non è stata una sorpresa per me. Certamente è stato uno stimolo. Come squadra abbiamo avuto qualche problemino proprio pochissime ore prima del via, ma in generale siamo fiduciosi.


Questo, Lorenzo, è un Giro d’Italia che offre spazio agli attaccanti come te. Quest’anno poi non c’è Pedersen, che l’anno scorso bloccava un po’ tutte le tappe…
Sì, sì, è un Giro molto aperto. Sicuramente ci saranno tante fughe, penso. Almeno spero! Ma come dicevo, per me adesso la priorità è stare bene. Se stai bene viene tutto facile, se invece c’è qualche problemino diventa tutto più difficile. Ma ho lavorato bene, sono fiducioso che questo Giro mi potrà dare qualcosa. Sia durante la corsa rosa stessa sia eventualmente per il resto della stagione. Sono sempre uscito bene dai Grandi Giri e voglio essere ottimista sul fatto che la seconda parte di stagione possa regalarmi qualcosa in più.
La tua squadra, l’Intermarché, si è fusa con la Lotto. Sappiamo che Lotto ultimamente non aveva un grandissimo rapporto con il Giro. Addirittura avevano anche rinunciato un paio di anni fa pur avendone diritto di partecipazione. Cosa hai detto ai tuoi compagni?
Sapete che sono l’unico della mia squadra ad aver già corso il Giro? Non so se sia un bene o un male, però so a cosa vado incontro. E’ sempre un po’ un’arma a doppio taglio. Nel senso che quando sai cosa ti aspetta, conosci anche le difficoltà. Cosa ho detto ai compagni: abbiamo una squadra giovane. Ci sono ragazzi come Simone Gualdi che fanno esperienza, ma sono già pronti per fare risultato. Cerco di trasmettere un po’ la mia esperienza. Ho già fatto sette Grandi Giri, qualcosa magari posso dargli.


Insomma Rota, road captain della Lotto-Intermarché?
Sì, poi stando in Italia so interpretare meglio le strade, alcune le conosco anche abbastanza bene.
Nel vostro team ci sono, anzi c’erano, due atleti molto interessanti. Uno era Arnaud De Lie, che è andato a casa. L’altro invece è Lennert Van Eetvelt, che è ancora in corsa…
De Lie non stava bene, aveva preso questo virus dall’ultima gara a cui aveva partecipato. Era un punto di domanda. Anche nella prima tappa era in sofferenza. Invece per quanto riguarda Van Eetvelt, anche lui ha avuto un periodo un po’ così e così. Le classiche delle Ardenne non sono andate come ci aspettavamo. Però anche lui ha il massimo supporto mio e soprattutto quello di Gualdi in salita. Cercheremo di stargli vicino il meglio possibile.
Lui punta alla classifica?
Vediamo, giorno per giorno… E’ giovane, è uno scalatore. Sarà la strada a dircelo.