La bici da crono attende Pellizzari dopo la tappa. Guardate che manubrio elaborato

Big e defaticamento sulla bici da crono, perché? Parla Pinotti

15.05.2026
7 min
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Sin da Burgas, in Bulgaria, abbiamo visto Vingegaard, Pellizzari, Bernal… e tutti gli uomini di classifica sgambettare sulle loro bici da crono al termine della tappa. Non è certo una novità. Ma visto quanto poco tempo ci stavano, ci è venuto spontaneo saperne di più. Capire davvero che benefici apporta questo tipo di defaticamento.

E come spesso capita in materia di cronometro abbiamo chiamato in causa Marco Pinotti, tecnico della Jayco-AlUla e grande ex cronoman. E’ lui che ci dice qualcosa di più in merito. Ed è sempre lui che ci proietta verso la cronometro di Viareggio e quei 42 chilometri che saranno determinanti per la classifica e soprattutto per il Giro d’Italia che vedremo da lì in poi. Molte delle tattiche dipenderanno dal verdetto e dalla conseguente classifica che ne uscirà martedì.

Marco Pinotti, cronosquadre, crono
Marco Pinotti ex corridore, ingegnere e coach della Jayco-AlUla. E’ stato uno dei cronoman migliori degli anni 2000
Marco Pinotti, cronosquadre, crono
Marco Pinotti ex corridore, ingegnere e coach della Jayco-AlUla. E’ stato uno dei cronoman migliori degli anni 2000
Dicevamo, Marco, vediamo spesso gli uomini di classifica fare il defaticamento sulla bici da crono. Perché si fa questa cosa?

Secondo me il motivo principale è quello di poter passare più tempo sulla bici da crono, perché magari non la si è utilizzata abbastanza a casa. Oppure anche per rifinire qualcosa sempre in tema di cronometro. Durante i Grandi Giri oppure prima di una cronometro nelle corse di una settimana, magari uno o due giorni prima, si fanno quei 10 minuti di defaticamento e si prendono due piccioni con una fava.

Però lo si fa per un tempo limitato, al massimo 10 minuti…

Nel caso di questo Giro, in cui la crono arriva alla decima tappa, se fai tutti i giorni quei 10 minuti alla fine passi un’ora e mezzo sulla bici da crono. Un’ora e mezzo che arriva senza ulteriore sforzo. La crono di Viareggio, tra arrivo al Giro e presentazione, arriva dopo quasi due settimane che si è lasciata casa.

E infatti in Bulgaria abbiamo visto più di qualcuno che alla vigilia si allenava con la bici da crono…

Chiaro. Magari hanno fatto degli ultimi ritocchi di posizione o semplicemente cercano di avere un po’ più di abitudine col mezzo. Perché sembra facile stare su quella bici, ma non lo è. Un’altra cosa che mi viene in mente è che la bicicletta da gara potrebbe essere leggermente diversa da quella da allenamento che hanno a casa e quell’uscita diventa anche un modo per controllare la posizione.

Insomma ci sono diverse sfaccettature che portano a usare questa bici nei ritagli di tempo, diciamo così…

Noi per esempio abbiamo due corridori che possono fare bene a cronometro. La usano a volte nel cool down, ma sinceramente preferisco che la usino per bene nel giorno di riposo. Sono anche preferenze personali. Magari c’è anche quell’atleta che il giorno di riposo vuole stare rilassato. Mentre io avrei preferito rilassarmi dopo la tappa.

La bici da crono attende Pellizzari dopo la tappa. Guardate che manubrio elaborato
La bici da crono attende Pellizzari dopo la tappa. Guardate che manubrio elaborato
La bici da crono attende Pellizzari dopo la tappa. Guardate che manubrio elaborato
La bici da crono attende Pellizzari dopo la tappa. Guardate che manubrio elaborato
Questo defaticamento sulla bici da crono lo fanno solo gli uomini di classifica o anche gli specialisti?

Gli specialisti lo fanno molto meno. Hanno più dimestichezza in generale col mezzo e con l’attitudine alla disciplina. Senza contare che per loro non sarebbero abbastanza quei pochi minuti. Un Ganna penso ci passi molto più tempo di altri su quella bici, specie in vista degli appuntamenti in cui ha un obiettivo.

La cosa però che più di tutti ci chiediamo, Marco, è quali benefici davvero possano portare quei 7-8 minuti sulla bici da crono?

Sicurezza psicologica principalmente, per il resto molto dipende da cosa hai fatto a casa. Se a casa hai passato un buon tempo su quel mezzo, oggettivamente quella manciata di minuti fa poco. Se non hai fatto niente… poco è meglio di niente. E in questo caso quei minuti assumono molto più valore. Mi viene un esempio…

Vai, dicci…

Prendiamo un corridore che si ritrova inaspettatamente in classifica, prendiamo giusto giusto Eulalio. Ha un buon vantaggio, è discreto in salita, non ha più il capitano (Buitrago è stato costretto al ritiro, ndr) e uno così magari a casa non aveva neanche la bici da cronometro. Fossi in lui ci passerei più tempo possibile. Quel cool down assume tutt’altro senso. Magari a cronometro si dovrà difendere, la farà a tutta. E magari riesce a stare almeno 45’ su quella bici, il tempo che dovrebbe durare la crono di Viareggio. In questo caso meglio che l’atleta si abitui un pochino alla volta. E invece che fare 5 minuti, ne fa 10. Nel suo caso non è solo un cool down, è proprio stare lì sopra. Richiamare una determinata biomeccanica. E torno a dire: poco è meglio di niente.

Qualcuno ci ha detto che eseguire questo tipo di defaticamento è anche utile per utilizzare altri muscoli e questo è un vantaggio per il sistema linfatico, di conseguenza per il recupero generale. Tu cosa ci dici?

Ci sta, perché usi muscoli un po’ diversi. Adesso i corridori hanno una posizione aggressiva anche sulla bici da strada, ma quella da cronometro è ancora diversa. Sì, sono sempre i muscoli delle gambe, però usi un po’ più il gluteo e un po’ meno i muscoli del gastrocnemio e della parte bassa delle gambe. L’espirazione è diversa. Attivi anche i muscoli del collo. I tricipiti sono attivati in maniera diversa. La postura è completamente diversa e quindi è anche un esercizio posturale.

Ganna pizzicato sulla Pinarello Bolide alla vigilia del Giro in Bulgaria (foto Instagram)
Ganna pizzicato sulla Pinarello Bolide alla vigilia del Giro in Bulgaria (foto Instagram)
Ganna pizzicato sulla Pinarello Bolide alla vigilia del Giro in Bulgaria (foto Instagram)
Ganna pizzicato sulla Pinarello Bolide alla vigilia del Giro in Bulgaria (foto Instagram)
Ma come ci si deve stare su questa bici in quei minuti? E’ solo bassa intensità o altro?

L’intensità deve essere bassa perché è comunque quella del defaticamento, però l’Eulalio della situazione potrebbe alternare qualche secondo al ritmo medio soprattutto se esegue questo defaticamento dopo una tappa facile. Poi chiaramente dovrebbe stare in posizione sulle protesi, perché se mette le mani sulle leve perde molti vantaggi. Sì, forse ha la sella più avanzata e angoli leggermente diversi, però conviene farlo in posizione da crono vera e propria.

Prima, Marco, hai accennato alla crono di Viareggio. Hai detto che dovrebbe durare sui 45’. Cosa ti aspetti da quella tappa: con che media si vincerà?

Molto dipenderà dal vento. Quella zona è simile a quella della crono della Tirreno-Adriatico. Ma secondo me si vincerà sui 55 di media, a meno che non ci sia vento contrario.

Poi non ci sono tante curve…

No, è una crono per specialisti puri. All’inizio vanno verso Sud, poi fanno un giro dentro Viareggio ma con delle curve relativamente ampie e tornano verso Massa. Solo poco prima dell’arrivo lasceranno il lungomare per andare verso l’interno leggermente in salita. Un dislivello minimo, seguito poi da un dislivello negativo altrettanto minimo. Non so, 1-1,5 per cento di pendenza.

La cronometro individuale Viareggio-Massa: 42 km con poche curve e appena più di 70 m di dislivello
La cronometro individuale Viareggio-Massa: 42 km con poche curve e appena più di 70 m di dislivello
La cronometro individuale Viareggio-Massa: 42 km con poche curve e appena più di 70 m di dislivello
La cronometro individuale Viareggio-Massa: 42 km con poche curve e appena più di 70 m di dislivello
Togliamo per un attimo il vento: l’assetto è già scritto?

Certo, ruote altissime davanti e lenticolari dietro. Tra l’altro il tempo sembra sarà stabile. Il vento ci sarà ma dovrebbe essere sui 15 all’ora. Anche se poi andrà visto per bene 48-24 ore prima. Di solito in quelle zone spira dal mare, quindi perpendicolare alla direzione di marcia dei corridori.

Se ci fosse vento contrario, questo avvantaggerebbe gli uomini di classifica che su carta sono più piccoli e quindi più aero?

Mica tanto, perché alla fine il vento contro prolunga il tempo di gara. E se uno perde il 3 per cento magari anziché lasciare sul campo 40” ce ne lascia 50”. Essendo una crono piatta contano i watt e non i watt/chilo. Su carta sì, il vento contro favorirebbe un pochino i corridori più piccoli, ma qui è proprio piatta.

Facciamo qualche nome. Oltre a Filippo Ganna, che è il favorito numero uno, chi altri vedi bene? Campenaerts per esempio?

Non ne sono sicuro, perché in Visma-Lease a Bike hanno sempre una politica di… gregariato e immagino non gli faranno sprecare troppe energie. Poi magari arrivando dopo il giorno di riposo avrà carta bianca, non so. Secondo me può fare bene Arensman, lui lo vedo parecchio messo bene e in palla. Poi ci sono Cavagna, Segaert può essere pericoloso, Nicholas Larsen e anche il buon Lorenzo Milesi.

Ben O'Connor è la speranza della Jayco-AlUla per la generale. Quest'anno l'australiano, tolto il prologo del Down Under, ha fatto solo la corno dell'UAE Tour
Ben O’Connor è la speranza della Jayco-AlUla per la generale. Quest’anno l’australiano, tolto il prologo del Down Under, ha fatto solo la crono dell’UAE Tour
Ben O'Connor è la speranza della Jayco-AlUla per la generale. Quest'anno l'australiano, tolto il prologo del Down Under, ha fatto solo la corno dell'UAE Tour
Ben O’Connor è la speranza della Jayco-AlUla per la generale. Quest’anno l’australiano, tolto il prologo del Down Under, ha fatto solo la crono dell’UAE Tour
E tra gli uomini di classifica? Il tuo Ben O’Connor?

Vingegaard è il più forte. Spero che O’Connor stia bene. Non andrà piano a cronometro. Lui arriverà tra il decimo e il quindicesimo posto, secondo me. E sarebbe una buona prova. E’ molto lunga questa crono.

E Pellizzari? E’ migliorato tanto e abbiamo notato un manubrio molto elaborato. Si vede che ci hanno lavorato proprio tanto…

Mi aspetto una buona prova da parte di Giulio Pellizzari. Forse tra gli uomini di classifica ci sarà solo Vingegaard che lo batterà. Alla Tirreno fece una buona crono. Poi consideriamo anche il fatto che questa tappa arriva dopo dieci giorni di gara: la fatica inizia a farsi sentire e inizia a essere un filo meno per specialisti.

Il fatto che arrivi dopo il giorno di riposo può essere un vantaggio per gli specialisti o per gli uomini di classifica?

Leggermente per gli specialisti. Se recuperano un po’, hanno più potenza da esprimere.