Giorno di riposo, Viareggio, Unibet Tietema Rockets

Giorno di riposo, crono in vista: i consigli del preparatore

18.05.2026
5 min
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La gestione del giorno di riposo in un Grande Giro è sempre delicata, per diversi motivi. Non ultimo il fatto che ci si trovi ad affrontare una giornata in cui non si può restare fermi, ma allo stesso tempo bisogna recuperare le forze spese nelle tappe precedenti. Quello che i corridori si apprestano ad affrontare è il secondo giorno di riposo al Giro d’Italia, ed è uno dei momenti più importanti di tutte e tre le settimane di corsa (in apertura foto Simona Bernardini). 

Domani ci sarà la cronometro, l’unica della corsa rosa, 42 chilometri da Viareggio a Massa. Una tappa che risulterà fondamentale in termini di distacchi e di gestione delle tappe successive. Inoltre proporre uno sforzo del genere dopo un giorno di riposo ne aumenta la difficoltà e le incognite.

Giro d'Italia 2026, Giulio Pellizzari, Red Bull-BORA-hansgrohe
Questo giorno di riposo servirà per capire quali sono le reali motivazioni dietro la crisi di ieri di Giulio Pellizzari
Giro d'Italia 2026, Giulio Pellizzari, Red Bull-BORA-hansgrohe
Questo giorno di riposo servirà per capire quali sono le reali motivazioni dietro la crisi di ieri di Giulio Pellizzari

Gestire il riposo

Che il giorno di riposo in un Grande Giro non sia da considerarsi al pari di una tappa lo sappiamo, ne abbiamo parlato spesso nel corso di questi anni. Tuttavia la gestione di questa giornata non è mai uguale, varia a seconda dello sforzo che è richiesto l’indomani agli atleti. Per affrontare questo tema ci siamo messi nelle sapienti mani, e parole, di Paolo Artuso, preparatore che negli anni ha lavorato con campioni come Caruso e Pellizzari.

«Nella giornata di riposo (la scelta di usare tappa non è casuale, ndr) è importante recuperare, ma senza spegnere il sistema. I corridori devono mantenere attivo il tono muscolare, il metabolismo ossidativo e anche mantenere una routine mentale. Allo stesso tempo è necessario ridurre lo stress sistemico e di infiammazione derivato dalle tappe precedenti: iniziano ad avere il famoso mal di gambe».

Giro d'Italia 2026, Jonas Vingegaard, maglia blu
Jonas Vingegaard correrà la cronometro di domani da leader della classifica dei GPM, indossando il body Castelli e non quello di Nimbl, sponsor della Visma
Giro d'Italia 2026, Jonas Vingegaard, maglia blu
Jonas Vingegaard correrà la cronometro di domani da leader della classifica dei GPM, indossando il body Castelli e non quello di Nimbl, sponsor della Visma
Partiamo dal dire che non si può stare completamente fermi, giusto?

Tendenzialmente, meteo permettendo, si deve uscire in bici con un’attività che può variare tra l’ora e mezza e le due ore. Si parla di una pedalata defaticante alla quale unire un allenamento funzionale a tenere attivo il metabolismo. E’ importante pedalare anche a intensità base per permettere al corpo di recuperare, ma non dobbiamo dimenticare l’attivazione neuromuscolare.

Ci aiuti a capire?

Un’uscita a bassa intensità permette di fare defaticamento e allo stesso tempo di mantenere attivo il metabolismo. Allo stesso tempo è importante fare dei lavori ad alta intensità, anche perché la cronometro del giorno successivo sarà da affrontare ad una potenza media intorno a quella di soglia anaerobica. Questa un corridore la tiene per 30 o 40 minuti, quindi in una cronometro da un’ora si terrà una potenza media leggermente inferiore.

Felix Gall, Giro d'Italia 2026, Decathlon CMA GMC
Al momento il distacco di Felix Gall da Vingegaard è di 35″, riuscirà a contenere i danni nella cronometro?
Felix Gall, Giro d'Italia 2026, Decathlon CMA GMC
Al momento il distacco di Felix Gall da Vingegaard è di 35″, riuscirà a contenere i danni nella cronometro?
Nel giorno di riposo si esce con la bici da crono?

La parte di sforzo la farei con questa bici, per abituare il fisico a stare in sella. Se notate in questi giorni, a fine tappa, i corridori fanno defaticamento sulla bici da crono. Il perché è semplice, per abituare i muscoli a stare in quella posizione. 

Come affronteresti questa giornata?

Sveglia con calma, ma senza esagerare, per tenere una routine stabile. Colazione e per le 10,30 si esce a fare l’allenamento. Partirei con un riscaldamento fatto sulla bici da crono, di una trentina di minuti, a intensità di Fat Max, così da mettere in moto il sistema. Una volta finiti si passa ai lavori ad alta intensità, da fare leggermente sopra la soglia anaerobica, consiglio i famosi 40/20. Ad esempio se un corridore in soglia è a 390 watt i lavori li farei fare a 420/430 watt. Si tiene alta l’intensità per una ventina di minuti, non troppo.

Dopo? 

Si va per il defaticamento, dove passerei alla bici da strada. Questo per comodità e relax mentale, i corridori sono abituati ad usarla e possono rilassarsi, e inoltre è più facile tenere alta la cadenza di pedalata. 

Si va sul percorso della cronometro?

Difficile, anche perché non capita quasi mai di avere l’hotel vicino al percorso della crono. La giornata di riposo deve essere il meno stressante possibile, quindi uscire in bici sì, ma senza fare grandi trasferimenti in macchina. 

Lo scorso inverno, Pellizzari è andato in galleria del vento: lo scopo al momento è che stia comodo sulla bici da cronometro
Pellizzari ha lavorato tanto durante l’inverno sulla bici da cronometro e i miglioramenti si sono visti
Lo scorso inverno, Pellizzari è andato in galleria del vento: lo scopo al momento è che stia comodo sulla bici da cronometro
Pellizzari ha lavorato tanto durante l’inverno sulla bici da cronometro e i miglioramenti si sono visti
Se il meteo è come questi giorni, quindi particolarmente brutto?

Lì è il corridore che decide. Nel 2021, quando ero in Bahrain nel Giro in cui Caruso arrivò secondo, avevamo il giorno di riposo in Val di Fassa e pioveva tantissimo. Il giorno dopo però c’era una tappa impegnativa e importante, quindi non si poteva restare fermi. Lui fu l’unico a vestirsi e uscire in bici, fece il San Pellegrino con qualche accelerazione

Allenamento fatto, e si torna in hotel, che si fa?

Chi è abituato a fare stretching o altro lo può fare senza problemi. Per il resto la giornata continua normalmente: pranzo, riposo con una dormita, interviste e poi cena. Il giorno della cronometro è molto stressante, serve un’ottima organizzazione logistica ed elasticità da parte dello staff. L’obiettivo è mettere il corridori nella situazione migliore possibile per performare al meglio, ogni dettaglio conta.