Il Catalunya visto da Fortunato, al passo in salita con i big

Il Catalunya visto da Fortunato, al passo in salita con i big

03.04.2026
5 min
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Non solo classiche. Chi non è interessato alle prove sui muri e sul pavé si concentra su altri eventi comunque di altissimo spessore che offrono molti spunti d’interesse. E’ stato così la scorsa settimana, fino a domenica per la Volta a Catalunya nella quale Jonas Vingegaard ha dato un’altra risposta da par suo a Tadej Pogacar, aggiudicandosi la seconda corsa a tappe di stagione e dimostrando che il suo cammino di avvicinamento al prossimo Giro d’Italia procede nel migliore dei modi.

In Catalogna Vingegaard si doveva confrontare con un altro di quella ristrettissima cerchia di fenomeni contemporanei che risponde al nome di Remco Evenepoel e le scintille ci sono state, a dir la verità più sul piano dialettico che atletico. Ma la gara ha detto anche altro: tra i protagonisti c’era anche Lorenzo Fortunato che con il suo 14° posto è risultato il migliore degli italiani.

Per Fortunato una  prestazione nel complesso soddisfacente, superiore al 14° posto finale
Per Fortunato una prestazione nel complesso soddisfacente, superiore al 14° posto finale
Per Fortunato una prestazione nel complesso soddisfacente, superiore al 14° posto finale
Per Fortunato una prestazione nel complesso soddisfacente, superiore al 14° posto finale

«Alla fine hanno tolto un arrivo in salita – dice – ma nonostante questo, è stata una corsa dura, molto dura. D’altronde il Catalunya non prevede cronometro, si decide tutto sugli arrivi in salita. Quindi alla fine emergono sempre i migliori».

Evenepoel ha detto che Vingegaard ha corso sempre in difesa. Tu che sei sempre stato nel gruppo di testa, puoi dire se veramente è stato così?

Bisogna intendersi: Jonas alla fine correva in difesa perché la Red Bull correva in attacco. Le prime quattro tappe sono procedute senza grandi sviluppi, a parte la terza dove il team del belga ha attaccato. Nella frazione contraddistinta dal vento, la squadra tedesca ha corso in attacco, quindi la Visma si è difesa intorno al suo capitano. Nel primo arrivo in salita i Red Bull hanno tirato tutto il giorno a un ritmo veramente alto, ma questo ha fatto gioco anche a Vingegaard. Il secondo giorno invece per metà tappa ha tirato la Visma, ma poi sul finale ha attaccato la Red Bull perché doveva recuperare il tempo perso il giorno prima.

Evenepoel ha provocato un po' Vingegaard, denotando il suo scarso spirito d'iniziativa
Al Catalunya Evenepoel ha provocato un po’ Vingegaard, più a parole tuttavia che con i fatti
Evenepoel ha provocato un po' Vingegaard, denotando il suo scarso spirito d'iniziativa
Al Catalunya Evenepoel ha provocato un po’ Vingegaard, più a parole tuttavia che con i fatti
Come hai visto quindi i due maggiori protagonisti?

In salita si è visto che alla fine Vingegaard aveva più gambe, quindi nell’economia totale della corsa io penso che il danese sia a un livello un po’ più alto di Remco in montagna. Evenepoel da parte sua ha dimostrato in pianura di essere veramente forte, anche più di Vingegaard pur non essendoci prove contro il tempo. Ma il Catalunya si corre e si vince in montagna e Jonas faceva un po’ il bello e il cattivo tempo…

La montagna è anche il tuo pane. Vedendo anche gli altri, chi è che ti ha impressionato?

Togli Vingegaard e la coppia Lipowitz ed Evenepoel, con il tedesco che non mi è sembrato per nulla male, sono andati forte anche la coppia Decathlon con Gall e Riccitello entrambi in top 10 e sempre nel vivo della corsa, ma soprattutto Lenny Martinez.

Evenepoel e Lipowitz, la coppia della Red Bull dove il tedesco ha preso le redini con il passare dei giorni
Evenepoel e Lipowitz, la coppia della Red Bull: il leader in Catalunya è stato il tedesco
Evenepoel e Lipowitz, la coppia della Red Bull dove il tedesco ha preso le redini con il passare dei giorni
Evenepoel e Lipowitz, la coppia della Red Bull: il leader in Catalunya è stato il tedesco
A proposito del francese, sembra che si stia un po’ specializzando in questo tipo di corse a tappe di una settimana o più. Secondo te è un corridore che potrebbe anche allungare e diventare un domani un candidato a essere protagonista in un Grande Giro?

Ne sono sicuro, perché è giovane (Martinez ha ancora 22 anni, ndr), ha solo bisogno di esperienza. Andare ai Grandi Giri per fare classifica non è facile, soprattutto essere forte nella terza settimana. Lui parte fortissimo nella prima, sta crescendo anche come abitudine allo sforzo e quindi secondo me vorrà puntare ad andare forte alle corse di tre settimane. Ora non so dire se vincerà prima o poi un Grande Giro, è però si può scommettere che avrà un radioso futuro.

Il tuo Catalunya com’è stato in generale, come lo giudichi?

Il mio obiettivo era arrivare nei 10 della generale, ma ho perso tempo nella seconda tappa quando il team di Evenepoel ha attaccato sulla penultima salita dove è esplosa la corsa. Ho chiuso con una top 10 al Coll de Pal, la frazione forse più severa, e posso dirmi soddisfatto. D’altra parte era la mia prima corsa dopo l’altura e quindi è un Catalogna positivo. Era dall’anno scorso che non avevo sensazioni buone perché non avevo più corso. Il fatto di essermi ritrovato comunque davanti in montagna con gente di quel calibro lo giudico positivamente. Il risultato un po’ meno, ma posso rifarmi nelle prossime corse.

Da sinistra Gall e Riccitello, la coppia della Decathlon che ha ben impressionato anche come amalgama
Da sinistra Gall e Riccitello, la coppia della Decathlon che ha ben impressionato al Catalunya
Da sinistra Gall e Riccitello, la coppia della Decathlon che ha ben impressionato anche come amalgama
Da sinistra Gall e Riccitello, la coppia della Decathlon che ha ben impressionato al Catalunya
Sono tutte tappe per te di avvicinamento al Giro d’Italia?

In realtà no. Adesso sarò al via ai Paesi Baschi e dopo decideremo che strada prendere. Non è ancora deciso al 100 per cento se sarò al via della Corsa Rosa, vedremo come si svilupperanno le prossime settimane.

Il Paesi Baschi è tanto diverso da questa corsa in Catalogna?

Mi dicono che è un po’ più nervosa. Io non l’ho mai fatta, ma vedendo il percorso mi pare comunque duro e quindi bisognerà andare forte in salita. Il canovaccio non cambia di molto, anche se sono salite un po’ un po’ più corte, ma più ripide, quindi per me può anche andare bene.

Il podio finale, con il danese seguito da Martinez a 1'22" e Lipowitz a 1'30"
Il podio finale del Catalunya, con il danese seguito da Martinez a 1’22” e Lipowitz a 1’30”
Il podio finale, con il danese seguito da Martinez a 1'22" e Lipowitz a 1'30"
Il podio finale del Catalunya, con il danese seguito da Martinez a 1’22” e Lipowitz a 1’30”
Dall’inizio della stagione sei dove pensavi di essere?

In questo momento sì. La mia stagione vera l’ho iniziata alla Milano-Torino. Le prime corse le ho prese per dare una mano alla squadra e lavorare, visto che era tanto tempo che non correvo. Ho fatto il ritiro in altura e sono arrivato a dei buoni valori. E’ chiaro che devo crescere in vista dei Grandi Giri, dell’estate.

In squadra come sta andando, che cosa noti di diverso rispetto allo scorso anno, quando si pensava molto al discorso punti?

Beh, quest’anno ci guardiamo un po’ meno, l’anno scorso magari c’era un po’ più di stress, soprattutto prima che iniziasse la stagione, perché nessuno pensava che avremmo fatto così tanti punti, neanche noi. Quest’anno siamo partiti più tranquilli, ma siamo comunque quarti in classifica e questo mi pare dica già tanto…