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Thomas e la lussazione della spalla. Di cosa si tratta?

06.07.2021
4 min
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Thomas che cade nella terza tappa del Tour e riporta la lussazione della spalla, come gli era già successo in allenamento nel dicembre del 2020. Gli esce la spalla, in gergo si dice così. Ma si rialza, è dolorante eppure riparte e giorno dopo giorno recupera fino ad essere in grado di fare il forcing che tutti abbiamo visto verso Tignes. Ma in cosa consiste la lussazione della spalla? Abbiamo chiesto l’intervento del dottor Maurizio Radi, Fisioterapista Osteopata, titolare del Centro Fisioradi di Pesaro, che tra l’altro ha da poco inaugurato la nuova sede. Ecco che cosa ci ha detto.

Cinque articolazioni

La spalla è un complesso articolare composto da 5 articolazioni – Acromion-clavicolare, Scapola-toracica, Gleno-omerale, Sterno-clavicolare, Sottodeltoidea – la più importante delle quali è quella scapolo-omerale, che collega l’omero alla scapola.

Il movimento della spalla è reso possibile da ben 26 muscoli. Essi sono in grado di eseguire movimenti davvero complessi. Nonostante sia protetta da molte strutture anatomiche che comprendono i muscoli, i tendini ed i legamenti, quella scapolo-omerale è una delle più instabili del nostro corpo. Essa infatti è dotata di grande ampiezza di movimento.

Ecco l’immagine tipica della fuoriuscita della testa dell’omero
Ecco l’immagine tipica della fuoriuscita della testa dell’omero

La lussazione della spalla

La lussazione è un evento traumatico che causa la perdita permanente dei rapporti fra le ossa di un’articolazione. Conseguenze possono essere la rottura della capsula e dei legamenti che stabilizzano l’articolazione. In tali lesioni si possono associare anche quella della cartilagine, dei vasi, delle ossa, dei nervi.

La lussazione della spalla è pertanto quell’infortunio caratterizzato dalla fuoriuscita permanente della testa dell’omero dalla cavità glenoidea della scapola. Si tratta della cavità dove solitamente alloggia per formare la cosiddetta articolazione scapolo-omerale. Viene chiamata anche lussazione gleno-omerale.

Due tipologie

Esistono due tipologie. La lussazione anteriore della spalla, in cui la testa dell’omero fuoriesce dalla cavità glenoidea della spalla spostandosi in avanti e verso il basso. E la lussazione posteriore della spalla, in cui la testa dell’omero fuoriesce dalla cavità glenoidea della spalla spostandosi dietro 

La lussazione anteriore della spalla è la tipologia di lussazione della spalla più comune. Essa caratterizza il 95 per cento di tutti i casi di lussazione della spalla. 

La manovra per rimettere la spalla nella sua sede va eseguita da personale qualificato
La manovra per rimettere la spalla nella sua sede va eseguita da personale qualificato

Sintomi e diagnosi

La diagnosi di lussazione è semplice ed immediata. Il danno infatti è visibile ad occhio nudo. I sintomi, tipici di ogni caduta sono dolore violento, impossibilità di movimento dell’arto, il braccio rimane penzolante vicino al corpo, oppure palpando la spalla non si avverte più la sua caratteristica rotondità. L’intervento più frequente in questi casi è il riposizionamento. Esso deve sempre essere effettuato da personale esperto con una manovra particolare. E’ buona norma sottoporre prima il paziente ad una radiografia (inutile dire che in caso di caduta durante una corsa, la spalla viene rimessa nella sua sede senza tale esame, ndr).

Approccio conservativo o chirurgico

In caso di prima lussazione, l’approccio è quasi sempre con terapia conservativa. Perciò, dopo il corretto riposizionamento dell’omero nella sua sede naturale, il braccio verrà immobilizzato tramite un tutore. Suo compito sarà tenere il braccio aderente al corpo per circa due settimane.

Dopo questo primo periodo, è bene procedere ad una corretta riabilitazione dell’articolazione. L’obiettivo sono il recupero totale dei movimenti ed un adeguato rinforzo muscolare per stabilizzare l’articolazione ed evitare incidenti simili in futuro.

La lussazione della spalla può tuttavia causare il distacco del cosiddetto “labbro glenoideo”. Si tratta di una piccola guarnizione che garantisce lo scivolamento dell’omero nella cavità glenoidea.

Questa struttura cartilaginea può cicatrizzare e riposizionarsi nella sede corretta. Tuttavia può anche succedere che guarendo assuma una scorretta posizione o che non cicatrizzi. Questo può portare ulteriori problemi e lussazioni. Quindi nei soggetti giovani e nei soggetti sportivi soprattutto professionisti, va fatta una corretta valutazione. In molti casi si tende ad intervenire chirurgicamente per stabilizzare l’articolazione, scongiurando eventuali recidive.

Un tutore terrà il braccio aderente al corpo per circa due settimane
Un tutore terrà il braccio aderente al corpo per circa due settimane

L’intervento

Di solito l’intervento viene effettuato in artroscopia. La spalla deve restare immobilizzata per circa 3/4 settimane, dopo di che il soggetto verrà sottoposto a sedute di fisioterapia e riabilitazione. Si recuperano così il movimento articolare, il tono muscolare ed il gesto motorio necessari per la ripresa della attività lavorativa e/o sportiva. Questa fase può durare indicativamente 3/4 mesi. Un tempo indispensabile per stabilizzare adeguatamente la spalla.