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Lo stacco è anche alimentare. Assalto ai cibi proibiti

15.10.2021
5 min
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Fra 48 ore la stagione dei professionisti sarà definitivamente conclusa. Dopo la Veneto Classic davvero sarà fatta. Ma per moltissimi corridori e “corridore” lo stacco è già iniziato. Ed è quello vero. Quello di fine anno e non quello che serve a recuperare energie nel bel mezzo della stagione. Uno stacco totale, anche dal punto di vista dell’alimentazione.

Con Erica Lombardi, dietista dell’Astana Premier Tech, proviamo fare un articolo, a tratti anche divertente sulle “zozzerie” che possono mangiare gli atleti. Quali e quanti cibi proibiti?

Durante l’anno i corridori mangiano soprattutto carboidrati, ma conditi in modo leggero
Durante l’anno i corridori mangiano soprattutto carboidrati, ma conditi in modo leggero

Assalto a McDonald!

Elisa Balsamo preferisce le lasagne, gli hamburger e il sushi. Marta Bastianelli va di pizza, gelato e cioccolato. Il russo Vlasov si butta su patatine fritte, hamburger e pizza. Matteo Sobrero invece è più tradizionalista e si tuffa sulle tagliatelle. Mentre Davide Martinelli vota per pizza, hamburger e sushi. E come loro tanti altri… 

«Quei bei panini imbottiti con hamburger, salse e bacon, ma anche patatine fritte e pizza sono le cose che più vogliono mangiare i miei ragazzi in questo periodo – dice la Lombardi – Però bisogna anche starci un filo attenti, per due motivi: il primo, perché okay lo stacco ma tra meno di un mese già riprendono i ritiri. E il secondo, perché siamo in autunno e i cibi golosi messi a disposizione da madre natura sono più pesanti rispetto a quelli dell’estate. In poche parole, d’estate c’è l’anguria, d’inverno le castagne».

«La cosa che ho notato è che non chiedono molto i dolci, perché tutto sommato i carboidrati li mangiano tutto l’anno. Forse chiedono un po’ di più la cioccolata, ma tutto sommato i dolci li mangiano. Per dire, il Mars in certi allenamenti se lo portano dietro. Invece il salame, la patatina fritta e questi cibi più conditi e saporiti no».

Dal nutrirsi al mangiare

La Lombardi fa una differenza semplice ma sostanziale. Fino a pochi giorni fa gli atleti si nutrivano, adesso mangiano. La differenza è il gusto.

«Fino a qualche giorno fa mangiavano patate lesse. Adesso le mangiano fritte. Se ci si pensa, un panino anche se grasso non è la fine del mondo. Si abitua anche l’organismo a digerire questi cibi più pensanti, senza contare che la stessa digestione fa bruciare di più in quanto più difficile. Si chiama termogenesi indotta. In pratica più mangi leggero e meno sprechi. Se invece mangi più grassi e proteine consumi di più per scinderli».

«Ma questo stacco è importante. E’ importante soprattutto per la testa. Una ragazza che seguo, nelle ultime gare davanti all’ennesimo piatto di riso e patate lesse mi ha detto: io non ce la faccio più a mangiare. L’atleta – dice la Lombardi – deve essere felice. A volte anche durante un Giro se un corridore è un po’ giù sono io che gli dico: senti, ma perché stasera non prendi un dolce? Per dire… Alla fine una piccola concessione fa bene all’umore e comunque produce endorfine. Staccare è importante, ma è anche importante non distruggersi. Oggi non capita più di vedere corridori irriconoscibili dopo un mese di stacco. Anzi, c’è quasi il problema opposto. Hanno paura d’ingrassare».

E questo è un qualcosa ben diverso da quanto accadeva un tempo. Ma c’è un perché…

«Il perché è che, almeno io in Astana, in qualche modo li faccio “sgarrare” anche durante l’anno. Gli dò delle concessioni e non sono sempre solo privazioni. Per esempio la pasta al pesto. E’ pesante, ma fatta in un certo modo col nostro chef ecco che è buona lo stesso ma meno pesante. E questo alla lunga incide eccome».

alimentazione
Per la Lombardi dopo lo stacco invernale il corridore non dovrebbe aver preso più di 2-3 chili
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Per la Lombardi dopo lo stacco invernale il corridore non dovrebbe aver preso più di 2-3 chili

Ma occhio ai chili

Si mangia e ci si “sfoga”. Non è più come una volta è vero, durante la stagione, qualcosina la si concede, ma è anche vero che vengono concessi meno chili durante lo stacco. E non è tanto la dietista o la squadra ad imporre questi limiti, ma il ciclismo moderno che vuole sempre tutti più al limite.

«Come accennato, fra meno di un mese ci sono i ritiri e a gennaio già si corre, non tutti, ma per qualcuno è così. Io dico che il limite sia di due, massimo tre chili. Oltre si fa fatica a ritirarli giù. Posto poi che non c’è una regola univoca. E il rischio maggiore non arriva tanto dallo sgarro a tavola, ma dalle calorie bianche: spuntini e alcool. Quando noi beviamo una Coca Cola, noi stiamo mangiando zuccheri. Se prendiamo una birra, stiamo mangiando carboidrati. Quando si è a casa, si è più portati allo “spizzichino”: una fetta di salame, un cioccolatino, un biscotto… ».

«E poi ripeto, un bel po’ di sfortuna per quel che riguarda i chili dipende dalla stagione. Sia perché il fisico tende a mantenere di più i grassi, sia perché ci sono cibi più calorici. Quando uno dice: è autunno, mi sono fatto un piatto stagionale. Quindi ci si prepara una zuppa di zucca, delle castagne e magari si chiude con un kaki o dell’uva, ecco che si è fatto un enorme carico di calorie. D’estate con anguria e cibi freschi è molto più difficile ingrassare. Gli sciatori di sicuro sono più avvantaggiati dei ciclisti per lo stacco!»