MISANO ADRIATICO (RN) – Quidrez è un’espressione reggiana e in questo caso è diventato un marchio che produce dischi per freni. E se Van Rysel è l’espressione fiamminga per dire che le più belle bici di Decathlon sono fatte a Lille, Quidrez significa: quelli di Reggio.
Gianluca Gazzotti ne è il titolare e l’anima e quando stringe la mano è fermo e parla con chiarezza. Lo vedi che è molto orgoglioso delle due creazioni e fatica a trattenersi dal parlare di una clamorosa novità in arrivo nel suo catalogo. In realtà non si trattiene affatto, ma ci fa promettere che per ora, in attesa che arrivi il brevetto, terremo la bocca chiusa.
Quidrez produce dischi offroad e anche strada e a ben vedere è quest’ultima cui vogliono dedicarsi con maggiore attenzione. A parole e anche nel loro sito internet non mancano i confronti con altri produttori. Ad esempio con Shimano, il cui disco RT-CL900 persa 114 grammi, mentre il Quidrez Q-Bled Blade si ferma a 110.
«Sono solo 4 grammi di differenza – spiega Gazzotti, che però poi analizza più a fondo – ma il nostro disco utilizza la pista frenante da 1,9 mm, Shimano invece punta su 1,75 mm. Se i due dischi avessero lo stesso spessore della pista frenante, il vantaggio del Quidrez passerebbe a circa 10-12 grammi per rotore. Invece il Q-Bled Blade dispone di una maggiore massa frenante e di una struttura più robusta e il peso resta comunque inferiore».


Flottante sul serio
La descrizione va avanti e lo capisci che dentro ci sono lavoro e ragionamento. Come per il profilo Flatwave brevettato, grazie al quale si può davvero parlare di disco flottante.
«La spalla è ricavata dal pieno – spiega Gazzotti – e la prima parte che lavoro è quella posteriore, per avere precisione assoluta. Il piano mozzo è dietro, le sedi del disco sono dallo stesso lato con altezze centesimali. Perciò quando la pista è parallela e rettificata e si appoggia sui propri alloggiamenti, non può che girare dritta. L’ho chiamato Blade perché è una lama e sono tutti molto soddisfatti, perché una volta centrato il freno, non ci sono rumori di alcun genere».
Il disco freno Quidrez BDC Q-Bled Blade è stato appositamente progettato per soddisfare le esigenze dei corridori più esigenti. Grazie alla tecnologia dei 6 nottolini in acciaio inox, la pista frenante rimane flottante, consentendo una dissipazione del calore più efficace. Inoltre, il design elegante dello spider in acciaio assicura che le prestazioni non vengano compromesse. Ogni elemento di questo disco freno è stato attentamente progettato per offrire prestazioni eccezionali e una durata affidabile, anche nelle condizioni più impegnative.


Superfici parallele
Il rotore che si chiama come una lama è realizzato in acciaio inox ad alto contenuto di carbonio, più o meno lo stesso che usano gli altri produttori di dischi.
«Invece – riprende Gazzotti – ognuno ha la propria ricetta per il trattamento termico e quello non si vede e non si racconta nemmeno. E’ il segreto di Pulcinella, ma dipende sempre da come fai le cose, quali sono i partner che scegli e come lavorano. Stessa storia per la rettifica: noi ne usiamo una particolare che è millesimale. In altre parole il disco, oltre ad essere perfettamente rettificato, è parallelo. E’ un insieme di cose che lo rende efficiente.


Fra Emilia e Lombardia
Si chiamano Quelli di Reggio, per cui tutte le lavorazioni sono eseguite (quasi) tutte nella Motor Valley cui appartengono: fare tutto in casa non è ancora possibile.
«Non riusciamo ad avere il taglio laser – spiega Gazzotti, titolare di Quidrez – la verniciatura e i trattamenti termici, però ci appoggiamo a terzisti che abbiamo selezionato. Tutti italiani, tutti tra l’Emilia Romagna e la Lombardia. Terzisti selezionati che garantiscono una costanza tra i vari lotti di produzione, in modo che se domani che devo rifare una produzione, un colore o qualsiasi cosa, il risultato rimane sempre quello».
Il profilo dello spider non è piatto, ma sagomato come fossero le pale di un’elica. «Non serve per un aspetto aerodinamico – dice però Gazzotti – io non credo nel disco pieno, come hanno fatto altre aziende, anche perché non ci sono le velocità che lo richiedano e appesantisce il sistema. Noi invece abbiamo fatto una lavorazione diversa e gradevole alla vista, per avere qualcosa da raccontare. C’è dietro una storia, c’è un perché, perciò l’abbiamo fatto così».


Il modello costruttivo
A lato, Gazzotti mostra un rotore per mountain bike: diametro ben superiore e anche lavorazioni meno di fino e più squadrate. Lo spider infatti è a stella e siccome lo spessore potrebbe dare fastidio alla pinza, hanno spostato il disco in dentro con le razze che di conseguenza sono inclinate. Sono fatte in 3D, non più dritte ma tutte arrotondate e lavorate a macchina.
«Il modello costruttivo è lo stesso – spiega Gazzotti – si parte sempre per avere precisione. E alla fine i dettagli messi insieme fanno la differenza. Se i difetti di un prodotto sono la somma dei piccoli errori, la somma delle cose fatte bene si traduce in qualità».
Il disco BDC Q-Bled Blade 160 mm Oro pesa 110 grammi, spessore da 1,9 mm prezzo alla vendita di 124,90 euro. La versione Q-Bled Blade 140 mm Gun pesa 97 grammi, ha spessore di 1,9 mm e costa 119,90 euro.