Search
Nibali Giro 2020

Nibali: l’evoluzione della nuova bici

21.10.2020
5 min
Salva

Sono arrivate le grandi montagne al Giro d’Italia, quelle che piacciono molto a Vincenzo Nibali. Quest’anno lo Squalo dello Stretto è passato dalla Merida Scultura con freni tradizionali e cambio meccanico alla nuova Trek Emonda con freni a disco e cambio Sram Red eTap AXS famoso per il suo funzionamento wireless. Non a caso il messinese dichiarava sui freni a disco: «Ho visto che in pianura la bicicletta risulta più rigida col perno passante, tant’è che spesso i velocisti li usano e ci vincono pure. In salita, anche a parità di peso delle ruote, preferisco ancora i freni tradizionali».

La parola ad Adobati

Ma come hanno fatto in Trek a convincere un campione del calibro di Nibali a cambiare così rapidamente le sue preferenze tecniche? A questa domanda hanno risposto sia il meccanico del team Mauro Adobati che il responsabile marketing di Trek Italia Rudy Pesenti.

Il primo ci ha detto che «non abbiamo dovuto convincere Vincenzo, in realtà è stato facilissimo, lui si è adattato subito e ora è contentissimo della sua bicicletta”.

Rudy Pesenti ci ha svelato qualcosa in più dicendoci che qualche preoccupazione iniziale Nibali l’aveva. Il timore non era nelle prestazioni in salita, ma nel cambio dello stile di guida in discesa, infatti la sua nuova Emonda fa segnare un peso complessivo di 6,9 chilogrammi in linea con il minimo consentito dal regolamento di 6,8 chilogrammi. L’aspetto che ci ha un po’ sorpreso è che il campione siciliano avrebbe detto che con i freni tradizionali era abituato a frenare all’ultimo momento, mentre con i dischi avrebbe rimodulato in maniera più progressiva la frenata.

Un altro aspetto interessante che Mauro Adobati ci ha raccontato è che all’inizio lo Squalo montava una guarnitura anteriore con corone da 39-52, ma con il passare della stagione starebbe usando sempre di più corone da 37-50, usate sia al Lombardia che al Giro dell’Emilia.

Emonda, in salita si vola

Questo cambiamento darebbe notevoli vantaggi soprattutto sulle salite pedalabili in cui il 50 si rivelerebbe un ottimo rapporto, soprattutto se associato a un pacco pignoni posteriore con rapporti 10-33. Adobati ci ha rivelato che in gara i corridori usano addirittura il 50 anteriore con il 33 posteriore. Un incrocio che in teoria sarebbe molto sconsigliato, ma che il gruppo Sram riesce a sopportare senza problemi. Ovviamente stiamo parlando di momenti di gara in cui la ricerca della prestazione va oltre ogni teoria sul buon uso dei componenti.

Andrea Nieri, il meccanico di ieri

Che Nibali ami tenere dei rapporti agili è un fatto che ci ha confermato anche il suo storico meccanico dai tempi della Mastromarco fino alla Bahrain-Merida, Andrea Nieri.

Oltre a confermarci che Nibali è molto meticoloso a livello tecnico e che è anche un ottimo meccanico, ha spiegato che: “a Vincenzo piaceva avere come rapporti anteriore un 38-53 associato a un pacco pignoni 11-30, che voleva anche nelle tappe pianeggianti, in quanto preferiva avere la possibilità di salvare la gamba nel caso ci fosse stato da passare una piccola asperità.

Nibali è un tester di alto livello

Sta di fatto che Nieri ci ha confermato, che anche negli anni con Merida, lo Squalo si è adattato al materiale di cui la squadra era dotata e che non ha mai chiesto modifiche particolari al telaio, ma ha sempre usato le biciclette uguali a quelle che possiamo trovare nei negozi. Nieri ci ha svelato che l’unica eccezione è stata quando Merida stava per lanciare la nuova Reacto nel 2017. Gli appassionati dotati di buona memoria ricorderanno che durante il Giro d’Italia di quell’anno, Nibali usò nella tappa numero 12 una Reacto con una colorazione particolare. Proprio quella bici era figlia dei consigli del campione siciliano, che poi furono adottati di serie sui modelli che ancora oggi troviamo in commercio.

Questo aneddoto ci conferma quanto sia importante per le aziende avere corridori sensibili nella guida delle biciclette, che possono fornire dei riscontri importanti e indicare anche eventuali soluzioni tecniche migliorative.

Discesa record dal Sormano

A conferma della grande sensibilità di guida di Nibali e del fatto che si trova molto bene con la sua nuova Emonda, basta vedere il record che ha fatto segnare all’ultimo Lombardia nella discesa dal Sormano. L’App Strava ha assegnato al campione siciliano il record di velocità con un tempo di 5 minuti e 30 secondi per percorrere i 5,6 chilometri della discesa. La velocità di punta è stata di 85 chilometri orari e quella media di 61,3 chilometri orari. Davvero niente male!