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Niente europei, ma Sierra vuole tutto: pista e strada

23.01.2024
5 min
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Per David Sierra sono giorni importanti. Villa lo voleva nel gruppo azzurro agli europei di Apeldoorn e aveva anche detto che gli avrebbe affidato la corsa a punti, ma la sua nuova squadra, la Tudor Under 23 ha preferito portarlo nel primo ritiro prestagionale, per la necessaria presa di contatto con tutto quello che sarà il suo gruppo, fra tecnici e corridori. I rimpianti sono svaniti ben presto: troppo importante porre le basi per quello che sarà il suo primo anno nella categoria con sguardo molto più in là.

Di Sierra qualche giorno fa ha parlato anche Salvoldi, sottolineando il profondo cambio non solo fisico, ma soprattutto prestativo che il corridore lombardo con radici colombiane ha mostrato nel corso dell’anno, risultando tutt’altro atleta rispetto a quello che aveva conosciuto al suo primo anno da junior.

«E’ stato un cambiamento soprattutto mentale – riconosce Sierra – devo ammettere che nel primo anno non ero concentrato sul ciclismo al 100 per cento, i miei allenamenti erano ancora a livello di un allievo. A un certo punto della stagione però ho cominciato a ragionare, a capire che se volevo davvero ottenere qualcosa, dovevo fare tutto per bene. Così d’inverno mi sono messo sotto con l’allenamento, ho curato l’alimentazione senza sgarrare, ho implementato il potenziometro e i risultati si sono subito visti».

Il gruppo U23 della Tudor, composto da 13 elementi. Fra loro anche l’altro italiano Alari (foto Tudor Pro Cycling)
Il gruppo U23 della Tudor, composto da 13 elementi. Fra loro anche l’italiano Alari (foto Tudor Pro Cycling)
Solo su pista?

No, anzi direi che su strada i progressi sono stati evidenti sin da subito. Sono andato alla Gand-Wevelgem in una giornata dura, eppure per pochissimo ho mancato di arrivare con il primissimo gruppo, di giocarmi qualcosa d’importante. Poi la pista è venuta di conseguenza, ho iniziato a competere con Fiorin nella madison e i risultati sono arrivati.

La scelta del team dà da pensare: che cosa dicono del tuo doppio impegno con la pista?

C’è massima apertura, questo lo posso assicurare, perché era una delle condizioni che avevo posto per accettare la loro proposta. Tanto è vero che mi permettono di partecipare a tutte le sessioni di Montichiari e sono stato anche al ritiro invernale della nazionale a Noto. E mi lasceranno libero anche per le prove successive.

Sierra con la nuova divisa Tudor. Il lombardo ha avuto assicurazioni per effettuare la doppia attività
Sierra con la nuova divisa Tudor. Il lombardo ha avuto assicurazioni per effettuare la doppia attività
Quali saranno?

Io punto agli europei under 23 e poi fare qualche gara di classe 1 e 2, anche per guadagnare punti per poter essere selezionato per la Nations Cup. Per ora non ho avuto notizie da Villa sulla possibilità di partecipare a qualche tappa, ma è anche giusto così considerando che è ancora in ballo la qualificazione olimpica e quindi cerca l’esperienza. Intanto però conto di avere qualche chance per gareggiare e acquisire punti e sempre maggiore conoscenza.

Hai visto Fiorin in gara ad Apeldoorn?

Non me lo sono perso, ho anche tifato per lui e mi è dispiaciuto che ha perso l’attimo giusto per rimanere nel vivo della lotta dello scratch. Sono stato contento che abbia avuto questa possibilità, mi sarebbe piaciuto condividerla.

Con Fiorin, Giaimi e Favero, Sierra ha vinto l’oro europeo con il record mondiale
Con Fiorin, Giaimi e Favero, Sierra ha vinto l’oro europeo con il record mondiale
Tra l’altro con Matteo formate ormai una coppia affiatata nella madison, un’accoppiata quasi inscindibile e Villa ripete spesso che l’affiatamento è la prima condizione perché in quella gara così difficile da interpretare si possano ottenere risultati…

Diciamo che siamo a buon punto. Ci siamo integrati bene subito. Io dico sempre che la nostra forza è che siamo due persone completamente diverse, non solo in pista. Lui è un tipo molto tranquillo, io sono più estroverso. In pista lui è molto più veloce di me, ma io sono un attaccante per natura, quindi ci compendiamo in maniera perfetta.

Veniamo al nuovo team. Come ti trovi?

Davvero benissimo. Abbiamo già fatto un primo ritiro di 5 giorni in Spagna, c’era anche Cancellara con cui abbiamo parlato, ci ha spiegato il progetto che è alla base di tutto il team. Il nostro primo giorno coincideva con l’ultimo della squadra maggiore, ma quel che ho notato è che non cambia nulla fra l’uno e l’altro, la professionalità e l’attenzione verso di noi è la stessa. Ora non vedo l’ora d’iniziare a correre.

Nel 2023 Sierra ha sfiorato il podio ai mondiali su strada ed è stato 6° agli europei (foto Tudor Pro Cycling)
Nel 2023 Sierra ha sfiorato il podio ai mondiali su strada ed è stato 6° agli europei (foto Tudor Pro Cycling)
Sai già che calendario farai?

Non è stato ancora deciso, ma sappiamo già che alcuni di noi avranno occasioni per gareggiare con il team più grande, quindi con i professionisti e la cosa mi solletica alquanto. E’ un cambiamento profondo che sto affrontando, so anche che ci saranno lunghi periodi lontano da casa: in certi momenti dell’anno, fra una gara e l’altra rimarremo nel quartier generale vicino Lucerna. Poi ci saranno i periodi in altura.

Ti aspetti qualcosa in particolare dalla tua stagione su strada?

Sarei pretenzioso a sottolineare una gara piuttosto che un’altra. Io sono pronto innanzitutto ad aiutare e a mettermi a disposizione della squadra, ad imparare, ma non nascondo che spero in qualche occasione di mettere il naso avanti e, perché no, di vincere. Voglio prendere le misure per il prossimo anno, quando spero di fare il salto di qualità. Intanto però c’è anche la pista e lì le soddisfazioni non le posticipo a un lontano futuro, voglio ottenerle subito…

Halilaj: il ds che ha scoperto (anche) il talento di Alari

04.01.2024
5 min
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Dietro l’approdo di Samuele Alari al Tudor Pro Cycling Team U23 c’è la mano del suo diesse alla S.C Romanese: Redi Halilaj. Albanese di origine ma trapiantato in Italia, in provincia di Bergamo, dal 1999. Come corridore è arrivato a gareggiare per tre stagioni nei professionisti, con la Amore & Vita-Selle SMP. 

Redi Halilaj da corridore ha conquistato diverse volte il titolo nazionale albanese
Redi Halilaj da corridore ha conquistato diverse volte il titolo nazionale albanese

Dalla bici all’ammiraglia

Una volta smesso con le gare, la passione ormai salda nel ciclismo ha fatto salire Redi in ammiraglia. «Appena finita la carriera, nel 2017 – racconta Halilaj – sono andato a dare una mano alla Ciclistica Trevigliese. Dopo un paio di stagioni mi hanno dato in mano la squadra, nel biennio tra il 2019 e il 2020 sono passati corridori come Piganzoli, Romele e Milesi».

«Nel 2021 – continua – ho preso un anno sabbatico, sono rimasto in famiglia. Poi è saltato fuori il progetto della Romanese, grazie allo sponsor principale che è gestito da Mauro Carminati. Si era deciso di inserire, tra le squadre già esistenti, la formazione juniores. Così nel 2022 è iniziato il progetto».

Due anni fa è nato il progetto juniores della Romanese, il primo corridore arrivato è stato Alari
Due anni fa è nato il progetto juniores della Romanese, il primo corridore arrivato è stato Alari
2022, primo anno di Alari tra gli juniores…

Samuele è stato il primo corridore che abbiamo preso. Avevo, ed ho tutt’ora, un buon rapporto con i diesse del Sarnico. Ho visto un video di Alari sui social e ho capito che avesse del potenziale, ricordo di aver pensato: «Ha una bella pedalata». Così una volta partito il progetto juniores con la Romanese, ho contattato i diesse del Sarnico e lo stesso Alari. 

Com’è stato scendere dalla bici e salire subito in macchina?

Difficile. Quello che so l’ho imparato anno dopo anno. Alla fine questa è la mia quinta stagione da diesse. Sono partito da zero e non è stato facile, perché ci sono tanti meccanismi da curare e coordinare. Ogni ragazzo ha un carattere diverso e devi trovare il modo di comunicare con tutti. La mia fortuna è che sono innamorato del ciclismo, mi diverto ad aiutare i ragazzi e realizzarli. 

Conoscono la tua storia di corridore? Sono curiosi?

Ho capito una cosa: più passano gli anni e più i ragazzi sono curiosi. Io non voglio mischiare quello fatto in bici con quello che faccio in ammiraglia. Dico loro di restare tranquilli e di non bruciare le tappe. Da junior non conta vincere, ma conta crescere e imparare. 

«Quello che mi ha sorpreso di Alari è la sua capacità di lavorare fuori soglia, cosa fondamentale per un cronoman»
«Quello che mi ha sorpreso di Alari è la sua capacità di lavorare fuori soglia, cosa fondamentale per un cronoman»
Che tipo di diesse sei?

Non sono uno facile. Per me l’allenamento è sacro. Pretendo tanta serietà e dedizione. Il ciclismo è cambiato, ci sono sempre meno squadre e sempre meno occasioni. Capita di dover dire dei no ad alcuni ragazzi. Quindi quello che dico ai miei corridori è questo: «Io ho scelto voi, e voi me. Pretendo impegno perché dovete valorizzare questa occasione, non tutti hanno avuto questa fortuna e bisogna impegnarsi al massimo». Sposo la filosofia che mi hanno insegnato i miei diesse: «Chi ha tempo non aspetti tempo». 

In cinque anni il ciclismo a livello juniores è completamente cambiato…

Dall’epoca di Milesi, da dopo il Covid, si c’è stata un’accelerata pazzesca. Tutto è finalizzato alla crescita ed i team vengono a prendere i ragazzi fin da giovani. 

Come è successo con la Tudor e Alari. Ma lui che ragazzo è?

E’ un ragazzo con cui si lavora bene. La famiglia è molto tranquilla ed è sempre rimasta distante dal ciclismo, lasciandoci lavorare in pace. Senti una fiducia che ti rende la vita semplice. Senza l’assillo della famiglia il ragazzo si emancipa ed il legame con il diesse diventa estremamente profondo. 

Sotto gli occhi di Halilaj sono passati tanti talenti: qui Milesi e Piganzoli ai tempi della Ciclistica Trevigliese
Sotto gli occhi di Halilaj sono passati tanti talenti: qui Milesi e Piganzoli ai tempi della Ciclistica Trevigliese
Samuele ha detto che avete un legame molto radicato. 

Abbiamo una grande sinergia e una bella intesa. A me come corridore piace tanto. Ha molti margini di miglioramento e la scelta dell’estero lo aiuterà. Il calendario sarà impegnativo, ma sono le esperienze giuste per crescere ancora. Il ciclismo è diventato ancora più globale. 

Che idea hai della sua crescita?

Ha tanto fisico e un enorme potenziale. Quando si hanno le giuste qualità non bisogna accelerare i tempi, ma fare le cose fatte bene. Se un corridore ha motore la cosa importante è arrivare ad utilizzarlo al 100 per cento. Molte volte i ragazzi si perdono proprio perché noi diesse non siamo in grado di inquadrarli nel modo giusto. 

Pochi giorni fa Halilaj ha seguito Alari in allenamento: che emozione vederlo con la nuova divisa
Pochi giorni fa Halilaj ha seguito Alari in allenamento: che emozione vederlo con la nuova divisa
La Tudor è stata la giusta scelta da questo punto di vista?

Sì, fin da dopo l’infortunio Samuele si è allenato con loro. La squadra ha gestito la sua ripresa ed è stato giusto così. Ci sentiamo ancora spesso, l’altro giorno l’ho visto in allenamento e l’8 gennaio partirà per il training camp.

Che effetto ti ha fatto vederlo con una divisa diversa?

E’ stata una bella sensazione. Correrà in un vivaio di un grande team e sarà guidato da gente di un certo livello. Spero possa ripercorrere la strada degli altri ragazzi passati da me (Piganzoli, Milesi e Romele, ndr).