Search

Liv Avail Advanced Pro 1: veloce, reattiva e super comoda

23.11.2023
5 min
Salva
Il test della Liv Avail Advanced Pro 1 edizione 2024. Una bici da endurance che ha poco da invidiare ai modelli race. Geometria disegnata per le donne. Telaio in carbonio. Gruppo Shimano 105 Di2 12V. Ruote Giant e possibilità di montare pneumatici fino a 38 mm. Una bici per l'asfalto e anche per lo sterrato

Avail Advanced si rinnova per la prima volta dal 2008. E’ stato il primo modello di Liv-Giant ad essere stato pensato apposta per le caratteristiche fisiche femminili e una delle prime biciclette (da strada) in assoluto nate con un concept rivolto alle donne. La nuova Liv Avail Advanced appartiene alla linea endurance. Significa geometrie meno “estreme” rispetto ai modelli racing, con l’obiettivo principale di essere la bici… comoda, adatta per le lunghe distanze e ogni tipo di terreno: dallo sterrato al pavé.

La bici in test ha telaio XS ed è montana con lo Shimano 105 DI2 a 12 velocità
La bici in test ha telaio XS ed è montana con lo Shimano 105 DI2 a 12 velocità

Carbonio grezzo in 4 taglie

Abbiamo avuto la possibilità di provare la Liv Avail Advanced Pro 1 sulle strade di Coriano, nell’entroterra di Riccione, lungo il percorso del Tour dei Campioni in un giorno ventoso di inizio autunno.

La bici usata per il test ha il telaio in carbonio Advanced Composite ed è disponibile in taglia XXS, XS, S, M. Il telaio e la forcella sono costruiti per offrire resistenza e sostanza (grazie ad una fibra grezza con proprietà meccaniche elevate), comunque con un peso contenuto (considerando la categoria della quale fa parte la Avail Pro1), senza sacrificare un trasferimento di potenza ottimale. Il triangolo anteriore è realizzato come pezzo unico, grazie al processo di produzione esclusivo Giant, che si chiama Modified Monocoque Construction. La zona del movimento centrale è sovradimensionata nella porzione superiore dove accoglie il piantone, mentre la larghezza è di 86,5 millimetri (perfettamente in linea con gli standard attuali). I foderi orizzontali sono asimmetrici e offrono una maggiore rigidità sul lato destro e stabilità sul lato opposto.

La bici del test è di taglia XS, montata con pneumatici da 32” Giant Gavia Fondo 1 (tubeless), ruote Giant SLR1 36 con cerchi hookless, gruppo Shimano 105 Di2 12 velocità con guarnitura 50-34 e pacco pignoni 11-36 (con sviluppi metrici adatti anche alle meno allenate). Interessante anche la lunghezza delle pedivelle da 165, un dettaglio non trascurabile.

Tecnologia D-Fuse

Le innovazioni tecnologiche sono il punto forte di Avail, che le permettono di essere molto versatile. Il reggisella Giant Contact D-Fuse, dotato di uno stelo in carbonio con la sezione a forma di D, assorbe le vibrazioni senza bisogno di dispositivi meccanici o inserti speciali. Questa particolarità si è avvertita fin da subito e rende l’esperienza di pedalata confortevole anche sul ciottolato.

Stesso discorso per il manubrio Liv Contact SL D-Fuse, anch’esso con sezione a forma di D, si adatta alle mani femminili. Ha un flare (svasatura esterna) di 8 gradi per migliorare il comfort e la stabilità su diversi terreni e condizioni. Inoltre offre una maggiore rigidità di trazione e maggiore efficienza durante gli sprint e sulle salite. Non solo, la curva che volge verso l’esterno della bici porta dei vantaggi tangibili fin da subito, anche per chi passa dalla bici con i freni rim, a quella con i dischi. La riteniamo un’ottima scelta.

Dall’asfalto al gravel

Infatti, per quanto riguarda la guidabilità, la bici offre una sensazione molto responsiva nelle curve ed è facile da manovrare in discesa. E’ compatibile con pneumatici di larghezza fino a 38 millimetri: caratteristica che la rende perfetta per affrontare diversi terreni, dalle strade sconnesse alle strade gravel.

Il passaggio dei cavi è interno, grazie all’attacco manubrio Contact Aerolight (non è un integrato), che oltre all’estetica ne migliora anche l’efficienza aerodinamica. Inoltre, la Liv Avail Advanced presenta la tecnologia del tubo di sterzo maggiorato e di una forcella studiata appositamente per fornire prestazioni più precise all’avantreno. Questo risultato si ottiene grazie a due fattori. Il primo sono i cuscinetti della serie sterzo maggiorati (1-1/4″ inferiore e 1-1/8″ superiore) in acciaio inossidabile per una maggiore longevità. Il secondo è il tubo di sterzo conico, che offre l’equilibrio ideale tra rigidità dello sterzo e reattività.

Non è stato difficile adattarsi alla Avail Advanced Pro 1: sono bastate poche uscite: feeling immediato
Non è stato difficile adattarsi alla Avail Advanced Pro 1: sono bastate poche uscite: feeling immediato

Feeling immediato

In generale, fin dalla prima pedalata si trova subito feeling con la bicicletta, non c’è bisogno di usarla molto per abituarcisi. La prima sensazione che si avverte è di pedalare sulle nuvole da quanto è comoda. E’ sorprendente la reattività in salita e negli sprint (contestualizzando questa bicicletta all’interno di una categoria endurance). Liv Avail Advanced è in tutto e per tutto una bici da corsa, che però non ha nulla da invidiare alle bici puramente dedicate al gravel. Avail è la giusta compagna di pedalate sia per le uscite settimanali, con la possibilità di fare sia sentieri sterrati che strada (in base alle preferenze di giornata), sia per i lunghi viaggi in bike-packing.

La bicicletta montata come nella versione del test è in vendita (prezzo riportato sul sito) a 4.899 euro. Il prezzo per la versione Pro 0, montata con lo Shimano Ultegra, è di 6.399 euro.

LIV-Cycling

Ca’ Virginia: un po’ campo base, un po’ resort di lusso

23.07.2023
4 min
Salva

La Country House Ca’ Virginia, che i nostri lettori ricordano bene e che anche il pubblico televisivo ha imparato a conoscere dopo la vittoria nella trasmissione Quattro Hotel sulle reti Sky, è un’ottima location logistica (in apertura, foto Ca’ Virginia) per i percorsi che vi abbiamo raccontato: quello della CAAM (Ciclo Appenninica Alte Marche) e il Tour dei Campioni. La prima ciclovia, infatti, si snoda per 200 chilometri intorno ai Monte Nerone, Catria e Petrano, ai margini con il confine con l’Umbria. Il secondo invece si colloca a cavallo tra Romagna e Pesarese; basti pensare che la struttura si trova a Borgo Massano, ad appena 18 chilometri da Tavullia, comune ente capofila nel progetto del Tour dei Campioni.

La Country House marchigiana ha vinto una puntata di Quattro Hotel per i servizi dedicati ai cicloturisti (foto Ca’ Virginia)
La Country House marchigiana ha vinto una puntata di Quattro Hotel per i servizi dedicati ai cicloturisti (foto Ca’ Virginia)

Servizi su misura

Il Ca’ Virginia si pone proprio nel mezzo e allora chiediamo subito a Giacomo Rossi, l’albergatore-ciclista che gestisce la struttura, quali sono i servizi specifici che la rendono un bike-hotel di pregio, essendo immerso nel verde.

«I servizi specializzati per ciclisti – spiega – sono una lavanderia quotidiana con riconsegna entro la mattina alle 8. Insieme alla biancheria della stanza rendiamo al cliente i suoi indumenti tecnici lavati e asciutti. Poi c’è una bike room videosorvegliata, con postazioni per le bici e anche per lasciare le scarpe o altri accessori tecnici. Quindi l’angolo officina, attrezzato per piccoli ricambi e per interventi meccanici di prima assistenza.

«Chiaramente, oltre a tutto ciò, c’è la possibilità di avere mappe dei tour a disposizione e l’assistenza da parte mia, da esperto della zona, nel dare consigli per chi è che vuole andare da solo o anche organizzare tour guidati. Per chi sceglie di avere il pacchetto Bike Family c’è la possibilità anche di fare GPS o tracce personalizzate».

La Colazione del Ciclista comrpende tutti i nutrienti necessari per supportare l’attività in bici
La Colazione del Ciclista comrpende tutti i nutrienti necessari per supportare l’attività in bici
C’è poi una colazione dedicata ai ciclisti…

Si, e questa è tra le cose che è piaciuta a Barbieri (lo chef stellato della trasmissione 4 Hotel che poi ha decretato la vittoria del Ca’ Virginia nella puntata del programma, ndr). Abbiamo la “Colazione del ciclista”, con una carta strutturata con carboidrati e proteine, dolce e salato, dai cereali alle uova e, in ultimo ma non per ultimo, la crema di zabaione, ovvero uovo e zucchero, un’altra chicca che non ci facciamo mancare per identificarci nella specializzazione verso gli amanti delle due ruote.

Ci sono altre peculiarità del Ca’ Virginia non prettamente concepite per i ciclisti?

Bè, abbiamo un’area wellness e benessere che è fruibile da tutti. Niente traffico intorno, ma solo campi coltivati fino all’orizzonte e poggi rilassanti. E soprattutto, siamo un “green energy hotel” che non produce nemmeno un grammo di CO2, grazie alla scelta di abbinare la geotermia al fotovoltaico e al solare.

Il traffico non esiste, intorno soltanto pascoli, boschi e stradine da esplorare (foto Ca’ Virginia)
Il traffico non esiste, intorno soltanto pascoli, boschi e stradine da esplorare (foto Ca’ Virginia)
Che cosa pensi dei percorsi della CAAM e del Tour dei Campioni?

Sono due territori ad alta vocazione cicloturistica. Nel Tour dei Campioni sono molto belle le colline tra Tavullia e Coriano, oltre alla Riviera Romagnola. Poi c’è un anello secondario, il Tour del Parco, con il tratto di strada panoramica all’interno del Parco San Bartolo che si affaccia sull’Adriatico.

Mentre la Ciclo Appenninica Alte Marche?

E’ più lunga e, vi dirò di più, ci sono anche strade che si adattano al gravel, un po’ più sconnesse (non sterrate) che ci permettono per esempio di arrivare in quota al Monte Nerone. Questa l’ho percorsa anche qualche decina di giorni fa ed è una meraviglia quella che sale da Piobbico e da lì praticamente ci porta in cima al Nerone dal versante est.

Ca’ Virginia si trova sulla rotta del Tour dei Campioni, ma offre anche possibilità di uscite gravel
Ca’ Virginia si trova sulla rotta del Tour dei Campioni, ma offre anche possibilità di uscite gravel
Quindi non solo strada ma anche gravel e mtb?

Sì, diciamo che la Mtb la lasciamo come terzo punto. Però ad esempio la parte dell’Alte Marche è meravigliosa per il gravel e già a partire dai dintorni del Ca’ Virginia sto studiando percorsi misti ghiaia e asfalto che vanno in quella direzione e verso l’Urbinate.

Come funziona il servizio di guida? 

Si tratta di un servizio a pagamento per chi lo chiede, tuttavia nulla toglie che se alcuni giorni capita che decido di fare un giro in bici, lo dico ai clienti e, in quei casi, chi vuole si aggrega liberamente. Del resto pedaliamo anche per piacere oltre che per mestiere… 

Ca’ Virginia

Oltre il Tour dei Campioni: il cicloturismo unisce due regioni

19.07.2023
5 min
Salva

TAVULLIA – Non c’è solo il Tour dei Campioni tra gli itinerari da scegliere a cavallo tra Marche e Romagna. Quello che abbiamo raccontato è l’anello principale, dal chilometraggio più elevato che si lega ai nomi (tra gli altri) di Valentino Rossi, Marco Simoncelli, Nicky Hayden. La mente di Alessandro Gualazzi ha ideato anche altri due anelli più semplici, di circa 40 chilometri ciascuno. Sono l’ideale per le famiglie, per il ciclista in vacanza in Riviera che non vuole rinunciare ad una breve uscita o, più semplicemente, per chi si avvicina al mondo dei pedali e non è ancora al top della forma. Si tratta del Tour dei Borghi e del Tour del Parco, entrambi ricalcano parte delle località del Tour dei Campioni, con qualche… variazione sul tema.

Due nuovi tour

Ad esempio il Tour dei Borghi tocca le località di Morciano di Romagna, il Misano World Circuit, Coriano (dove, ricordiamo, si può visitare il museo “La Storia del Sic” dedicato a Marco Simoncelli). Poi Montescudo-Monte Colombo, ma nell’entroterra si transita per San Savino e nei pressi di Morciano si pedala lungo la Strada Provinciale Conca. L’unico, breve, tratto impegnativo rimane quello per raggiungere Montescudo: 1,2 chilometri al 9 per cento se affrontate l’anello in senso antiorario.

Il Tour del Parco, invece, si sviluppa interamente in Provincia di Pesaro-Urbino e, muovendo da Tavullia, scende al Mare Adriatico fino al Parco Naturale di San Bartolo per poi risalire il litorale lungo la Panoramica all’interno del parco regionale, caratterizzato principalmente per il tratto di costa alta, in gran parte rappresentata da falesia viva, rara in tutto l’Adriatico. Le sommità in questo punto toccano i 200 metri di quota permettendo dunque, in alcuni punti, un’ampia vista fino all’orizzonte. 

Nel parco è presente anche una vasta rete di sentieri per chi vuole immergersi ancora di più nei boschi della zona, scelti negli ultimi decenni dal capriolo quale proprio habitat ideale. Il Tour del Parco è più vallonato del precedente e, prima di puntare a Tavullia, non può mancare Gradara con il suo castello, anch’esso da espugnare con uno strappo abbastanza severo, ma breve.

Francesca Paolucci è sindaco di Tavullia (foto Comune di Tavullia)
Francesca Paolucci è sindaco di Tavullia (foto Comune di Tavullia)

Unire due regioni

Il rientro, come detto, è nel Comune di Tavullia che è anche l’ente capofila del progetto del Tour dei Campioni. Qui ci facciamo spiegare meglio dal sindaco Francesca Paolucci qual è il ruolo delle istituzioni.

«Abbiamo subito sposato l’idea di fare un percorso cicloturistico – dice il sindaco – che potesse unire il territorio di due regioni. Ciò spesso è un ostacolo amministrativo ma non lo è a livello reale, dato che il territorio può essere vissuto nella sua interezza».

Gli altri Comuni hanno subito aderito all’iniziativa?

Sì e devo dire che di ciò sono molto contenta, anche considerando la vastità del territorio e la possibilità di offrire anche itinerari su strade secondarie e sterrate. Abbiamo cercato di dare un denominatore comune che è quello del Tour dei Campioni, sia inteso in senso generico, sia collegandolo al fatto che in queste zone diversi campioni del motomondiale hanno intrecciato le loro storie in sella alla bici.

Alcuni di loro sono al corrente del progetto?

Sicuramente si, anche grazie a Mauro Sanchini (telecronista Sky per il Motomondiale, ndr) ed appassionato ciclista che si è gentilmente prestato per il nostro spot promozionale. Poi, ovviamente, loro fanno una vita talmente particolare che sono presi da mille impegni. Ma ricordo che lo stesso Valentino Rossi quando parlava di Pantani, lo ricordava come un “campione del popolo”. 

Il Tour dei Campioni può dirsi concluso oppure sono in ballo altre proposte? 

Ora abbiamo individuato i percorsi, ma l’intenzione è di muoversi per gradi. Lavoriamo per fare una segnalazione permanente del percorso, per collocare alcune colonnine di supporto per ciclisti. E soprattutto, per coinvolgere ristoranti, agriturismi e tutte le strutture che possono essere interessate al cicloturismo. Del resto il turista attivo, spesso quando arriva da noi la prima cosa che ci chiede è la possibilità di noleggiare la bici, sempre se non si è già portato la sua…

Tour dei Campioni, prima tappa. Partiamo da Tavullia

16.07.2023
7 min
Salva

TAVULLIA – Chi lo dice che moto e bici siano incompatibili tra loro o distanti anni luce? Pur nel rispetto reciproco che le due categorie devono adottare sulle strade, ci sono diversi punti in comune. Innanzitutto il senso di libertà nel viaggiare a cavallo del proprio mezzo. La possibilità di raggiungere borghi e luoghi che spesso in auto vengono ignorati. Lo spirito di gruppo che si consolida con gli altri membri della propria comitiva. La pianificazione di una vacanza in sella o anche solo il fermarsi per consultare la mappa, cartacea o digitale che sia. Certo, il motore fa una bella differenza, ma oggi le e-bike hanno lanciato un ulteriore ponte tra centauri e pedalatori.

E dove poteva consolidarsi il binomio moto/ciclismo se non in quella terra, a cavallo tra Marche e Romagna, che è stata una fucina di campioni quali Valentino Rossi, Marco Simoncelli, Nicky Hayden (e continua ad esserlo nella MotoGp con Franco Morbidelli e Luca Marini)? E che, al tempo stesso, è anche un territorio felice per gli amanti della bici, tra l’azzurro dell’Adriatico e le verdi colline dell’entroterra?

Il ranch di Valentino

Ecco allora che ci troviamo a pedalare sul “Tour dei Campioni”, un percorso cicloturistico che da Tavullia (comune capofila del progetto) tocca le località di Gradara, Misano Adriatico, Coriano, Montescudo/Montecolombo e Morciano di Romagna. Ci fanno compagnia i ragazzi e le ragazze del Team Fisioradi, che vediamo arrivare come una nuvola bianca per via delle loro divise.

L’appuntamento è sotto il mitico muraglione di Tavullia dove campeggia lo striscione inneggiante all’idolo di casa, Valentino Rossi, che con le sue gesta ha reso famoso in tutto il mondo questo angolo della provincia di Pesaro. Ci muoviamo verso Gradara superando proprio il “ranch”, la pista divenuta il “luna park” di Rossi e della sua ciurma.

Con Paolo e Francesca

Gradara è nota come “Capitale del Medioevo” per via delle sue rievocazioni storiche, che valorizzano il proprio patrimonio culturale. Il borgo (nella foto di apertura il nostro ingresso in città) è cinto da possenti mura e la rocca malatestiana, quattrocentesca, è l’attrattiva principale. Secondo tradizione, proprio in questo castello avvennero le gesta dolci e amare tra Paolo e Francesca, narrate da Dante nel V Canto dell’Inferno.

Due passi a piedi sul ciottolato accanto ai turisti e risaliamo in sella per scendere tutti in gruppo verso il mare, verso Misano Adriatico. Qui, poco prima di raggiungere il lungomare, veniamo piacevolmente sorpresi da una striscia blu sull’asfalto: è la pista ciclabile “Ecovia” inaugurata lo scorso 2 giugno ed è un piacere per lo sguardo vedere vacanzieri di tutte le età percorrerla avanti e indietro in sella alle loro bici. Facciamo un salto nei pressi del moderno porticciolo di Portoverde e proseguiamo, in questo connubio di moto e bici, verso l’autodromo di Santa Monica dove, oltre al Motomondiale, si svolge anche l’annuale Italian Bike Festival (la prossima edizione si svolgerà dal 15 al 17 settembre). Oggi però niente stand di bici sul piazzale, ma ci affacciamo sulle tribune per ammirare le auto sportive che si impegnano a saltare sui cordoli.

A casa del Sic

Il Misano World Circuit è intitolato a Marco Simoncelli e noi riprendiamo a pedalare verso l’entroterra in direzione della sua Coriano. Superiamo Misano Monte e, tra campi coltivati a vite e ulivo, eccoci nel centro abitato, dove è d’obbligo una visita al museo “La Storia del Sic”. Qui ci sono le moto, le tute, i caschi, le foto e i video del tanto gioviale quanto sfortunato pilota scomparso nel 2015.

Col sole ormai alto e la zip della maglia quasi tutta aperta, solchiamo la cresta delle colline che in lontananza lasciano ammirare l’inconfondibile profilo di San Marino e del Monte Titano. Raggiungiamo il comune sparso di Montescudo-Monte Colombo dove pedaliamo accanto all’ombra della Torre Civica e quindi puntiamo verso Est per la via del ritorno.

Ritorno a Tavullia

L’ultimo borgo sul nostro percorso è Morciano di Romagna. In estate la sua area verde al centro del paese prende vita con spettacoli teatrali all’aperto, concerti e film, e soprattutto la sua Notte Bianca delle Stelle richiama turisti dalla Riviera grazie alle animazioni degli artisti ed alla partecipazione degli astrofili. 

Dopo circa 70 chilometri e 1.000 metri di dislivello facciamo ritorno a Tavullia e salutiamo il gruppo di amici di Fisioradi che ci ha accompagnato per questo Tour dei Campioni: un’ottima opportunità per vedere da un’altra angolazione questo tratto di Riviera Adriatica e le sue colline, ovviamente dal sellino di una bici!

Tour dei Campioni, le due ruote tra Emilia-Romagna e Marche

08.02.2023
6 min
Salva

Quando si parla di due ruote non si può che non pensare al territorio condiviso tra Emilia Romagna e Marche. Un angolo di mondo che racchiude tutta l’essenza di due passioni: motociclismo e ciclismo. E’ in questi luoghi che ogni anno arrivano appassionati da tutto il mondo per vedere gare del Motomondiale al Misano World Circuit Marco Simoncelli e amanti della bicicletta per solcare i percorsi delle Gran Fondo più famose. Il Tour dei Campioni ha come scopo proprio questo, legare i territori oltre i confini regionali uniti dalla grande passione per i motori e per la bici sulle strade dei grandi piloti.

Nato da un’idea della AG Eventi di Alessandro Gualazzi, questo progetto mette al centro della sua mission il turismo green e slow. Un modo per scoprire terre e Comuni che dialogano tra loro in armonia e vivono lo sport con passione e voglia di stare insieme. 

I luoghi

Tavullia è il Comune capofila dell’iniziativa che unisce sei Comuni a cavallo tra le province di Pesaro Urbino e Rimini, tra le regioni Marche ed Emilia Romagna. Tavullia, Gradara, Coriano, Misano Adriatico, Morciano di Romagna e Montescudo-Montecolombo sono i luoghi da cui è partito il progetto che animerà queste zone. Tutti condividono la grande assione per i motori e per la bicicletta. Un binomio che è alla base del progetto che mette in rete i percorsi cicloturistici di questi territori diventati un simbolo internazionale del motociclismo. 

Tre i percorsi individuati, Tour dei Campioni, Tour dei Borghi e Tour del Parco, che uniscono costa ed entroterra. E’ stata realizzata una guida cartacea ed una mappa affiancata da una cartellonistica per condurre i cicloturisti tra gli splendidi paesaggi di queste colline. Tre anelli volti a far scoprire le bellezze e le particolarità in sella alla propria bici. Tutto rigorosamente digitalizzato e scaricabile in file GPX su Komoot per poter fare le esperienze in compagnia o in autonomia. 

I campioni

Ad animare questo viaggio nella terra dei motori ci sono i luoghi che hanno cresciuto e ospitano tutt’ora i Campioni delle due ruote. Da Valentino Rossi a Luca Marini, Franco Morbidelli, Pecco Bagnaia, Andrea Migno, Celestino Vietti e di tanti altri campioni. Immancabile il ricordo a due stelle dello sport come Marco Simoncelli e Nicky Hayden, che ci hanno lasciato troppo presto ma che ancora colorano questi luoghi.

«Benvenga questa iniziativa -– spiega il sindaco di Coriano Gianluca Ugolini – che conferma la vicinanza di due regioni come Emilia Romagna e Marche, non solo dal punto di vista geografico, ma anche per la vocazione sportiva e la bellezza dei rispettivi territori. Coriano, terra dei motori e del campione di motociclismo Marco Simoncelli, aderisce con convinzione a questa iniziativa interregionale che unisce diversi Comuni accomunati dalla presenza di campioni sportivi che hanno fatto la storia dei territori e di itinerari da vivere e scoprire in sella alle due ruote».

Turismo in primis

A muovere tutto e alla base del Tour dei Campioni ci sono il turismo e la voglia di far conoscere al mondo intero questi magnifici luoghi e le loro tradizioni.

«Con il Tour dei Campioni – commenta la sindaca di Tavullia Francesca Paolucci – lanciamo un progetto che crediamo possa incentivare il turismo outdoor portando più visitatori nei nostri territori: persone che poi dormiranno nei nostri alberghi e nei nostri B&B, che mangeranno nei nostri ristoranti ed agriturismi e che magari acquisteranno prodotti tipici nei nostri negozi.

«E’ importante che ci credano anche altre istituzioni e che contribuiscano a potenziare e valorizzare questa iniziativa. Ma il valore aggiunto di questo progetto è che facciamo dialogare territori di province e regioni diverse ma confinanti tra di loro per un’iniziativa che consideriamo strategica. Quando parliamo di turismo occorre superare i campanilismi e ragionare in un’ottica di sistema. Soprattutto i piccoli Comuni devono fare rete tra di loro per mettere in campo progetti e servizi che possano attirare turisti».

Un punto di partenza

Un’iniziativa di questo tipo amplia gli orizzonti di un turismo vissuto a ridosso del mare, per pochi mesi l’anno. Dietro l’idea di Alessandro Gualazzi e la sua AG Eventi, c’è la voglia di portare il ciclismo su queste strade per 365 giorni e in luoghi originali come il Circuito di Misano. 

«Unire due sport. Molti motociclisti utilizzano la bici per allenarsi e i ciclisti sono spesso appassionati delle due ruote a motore. Il nostro scopo è il turismo e far sì che questi mondi vivano sulle stesse strade in armonia. La zona che abbiamo scelto è collinare non è impegnativa ed è alla portata di tutti, con panorami bellissimi e caratteristici. Si può fare con qualsiasi tipo di bici: da strada, mtb, gravel, ebike. L’asso nella manica sarà l’incontro con il Circuito di Misano. Prevederemo infatti un momento per far entrare le bici dentro l’autodromo che sta mostrando un’anima aperta e diversificata per molti sport. Mauro Sanchini ci aiuta molto in questo, collabora con noi e sostiene il progetto.

«Mi auguro di poter tabellare tutto il percorso, con segnaletiche rivolte alla sicurezza e a misura di ciclista. Ad oggi ci sono informazioni per ogni paese che viene attraversato. I Comuni ci stanno sostenendo e come loro anche le autorità regionali. E’ un progetto in continua evoluzione, con le risorse che verranno e che valorizzeranno il progetto non ci poniamo limiti». 

TourdeiCampioni