Le Sidi Sixty sono scarpe ideate per festeggiare i 60 anni di attività dell’azienda veneta, un traguardo prestigioso che è stato onorato con una scarpa piena di stile e contenuti tecnici di alto livello. Ora Sidi lancia una Limited Edition ispirata ai look più matti e camaleontici degli anni 90.
Colori accesi
Le scarpe Sidi Sixty Limited Edition Multicolor 2021 richiamano la tendenza degli anni 90 ad usare colori shocking e un mix di stili assurdi che hanno fatto la storia anche nel mondo del ciclismo. Come si può vedere sono stati usati una serie di colori molto accesi, dipingendo la tomaia con toni rossi, gialli e blu. Queste tonalità, che potremo definire pop, creano un mix davvero particolare se uniti allo stile elegante di cui sono dotate le Sixty. Ed è proprio questa combinazione che le rende davvero uniche.
Questa Edizione limitata è un mix fra colori accesi ed eleganzaQuesta Edizione limitata delle Sixty è un mix fra una serie di colori accesi ed eleganza
Con la presa d’aria
A livello tecnico ricordiamo che le Sixty sono delle scarpe dotate della suola Vent Carbon, che è disegnata con una presa d’aria integrata e canali per la ventilazione e dispersione del calore. La particolarità della presa d’aria è che può essere aperta o chiusa in base alle necessità di chi le usa e trovare così il miglior comfort in ogni stagione. Altra caratteristica della suola Vent Carbon, è che viene realizzata a mano con una fibra di carbonio a tramatura intrecciata, che conferisce un’ottima rigidità consentendo al tempo stesso un minimo grado di flessione controllata in punta. Questa caratteristica allevia lo stress ai tendini plantari e migliora la circolazione sanguigna. Sulla suola troviamo anche stampata una scala di allineamento della tacchetta, che permette la regolazione di 10 millimetri in avanti e indietro.
La suola Vent Carbon è in fibra di carbonio a tramatura intrecciataLa suola Vent Carbon è realizzata a mano in fibra di carbonio a tramatura intrecciata
Chiusura a singolo rotore
La chiusura viene assicurata nella parte anteriore dall’High Security Velcro, un cinturino con fascia velcrata al cui interno sono stati inseriti dei dentini di plastica che si incastrano fra di loro per una tenuta maggiore. Il Tecno-4 Push System agisce nella parte alta della scarpa grazie al singolo rotore centrale che permette una chiusura micrometrica e precisa. Molto comodo anche il pulsante che è stato aggiunto al rotore che fa alzare la leva e aiuta la regolazione della chiusura.
Per la chiusura c’è il rotore singolo Tecno-4 Push SystemLa chiusura è garantita dal rotore Tecno-4 Push System e dal velcro nella parte anteriore
Due tacchette
La tomaia è realizzata con una Microfibra PU Made in Italy che è certificata Oeko-Tex a garanzia dell’assenza di sostanze nocive. La Microfibra può essere definita eco-friendly con elevati contenuti tecnici, infatti viene sottoposta a un trattamento Idro per diminuire il grado di assorbimento dell’acqua e antimuffa. Per finire forniamo il peso delle Sixty in taglia 42, che è di 275 grammi.
Che differenze ci sono nella costruzione di scarpini di ciclismo tra atleti uomini e donne? Inoltre ci siamo chiesti: in che modo le aziende che producono scarpini forniscono assistenza agli atleti per le corse? Per approfondire l’aspetto tecnico in questione, abbiamo deciso di rivolgerci a Denis Favretto, Athlets Support di Sidi. Cerchiamo di chiarire il progetto che nasce per gli atleti professionisti.
Quali informazioni ritenete di dover raccogliere sull’atleta in generale, per fornirgli gli scarpini da corsa?
Valutiamo vari aspetti. Il numero, la struttura del piede… Una volta che abbiamo estrapolato queste informazioni, facciamo un prospetto secondo cui costruiremo gli scarpini.
Shot 2, il top di gamma di Sidi pensato per i corridoriShot 2, il top di gamma di Sidi pensato per i corridori
Che differenza c’è tra la progettazione di scarpini tra uomo e donna?
Ovviamente il piede non è lo stesso, oltre alla differenza nel numero si può tenere in considerazione anche una struttura più leggera in base al peso delle donne che nella media è inferiore, ma questo non vuol dire che la scarpa sia meno resistente.
Cambia qualcosa nell’usura degli scarpini tra corridori uomini e donne? Chi consuma più scarpini?
Per questo aspetto direi che sono di più gli uomini a consumare gli scarpini. Entriamo anche nel discorso del chilometraggio e proprio questo è un fattore che influisce molto. L’uomo tende a consumare più scarpini rispetto a una donna, circa il 30 o 40 per cento in più.
C’è qualche materiale innovativo che potrà sostituire i materiali che utilizzate al momento?
Noi abbiamo il nostro centro specializzato nella ricerca dei materiali, siamo sempre in continua evoluzione ma non posso dirti al momento che abbiamo trovato un materiale con un nome specifico che rivoluzionerà la costruzione dello scarpino. Però ovviamente teniamo in seria considerazione questo aspetto, in ottica futura.
Il sistema di chiusura degli scarpini come cambierà?
Come è già accaduto in passato, effettivamente il sistema di chiusura tramite il rotore è stato introdotto proprio da Sidi, nel mondo del ciclismo. In questo modo si riesce ad avere una certa precisione nella chiusura dello scarpino che prima non c’era. Stiamo valutando sistemi innovativi.
Quante paia di scarpini fornite a un atleta uomo? E a una donna?
Per il discorso inerente al chilometraggio, gli uomini necessitano di un paio di scarpini in più l’anno. Può capitare qualche imprevisto in cui magari gli scarpini, a causa di una caduta, si rompano e allora si cerca di intervenire subito nella sostituzione sia per le donne che per gli uomini.
Pensate che si possano costruire scarpini in base a differenti condizioni climatiche?
Certo, noi proponiamo vari modelli anche in base alle condizioni climatiche. Ci sono scarpini con un’imbottitura più efficiente per l’inverno, rispetto ad altri che a loro volta hanno delle aerazioni per permettere al piede di rimanere più fresco quando ci sono le alte temperature
Le richieste che vi fanno i corridori maschi sono simili a quelle delle donne? Cosa cambia eventualmente?
In linea di massima sì, non ci sono grosse differenze. Sotto questo aspetto è una cosa più soggettiva che generica. Possono esserci atleti maschi estremamente puntigliosi così come le donne e il contrario. Ma dipende dal carattere.
Suola di ultima generazione, studiata per aumentare la trasmissione di potenza sui pedaliSuola Sidi, studiata per aumentare la trasmissione di potenza
Con chi è più facile collaborare tra atleta uomo e donna?
Sono entrambi collaborativi al massimo, c’è un rapporto stabile e di fiducia reciproca, questo per noi è molto importante.
Chi tra uomo e donna vi è più utile nel migliorare la struttura degli scarpini?
Non me la sento di distinguere i due generi anche perché sono di fondamentale importanza entrambi, i loro feedback ci tornano utili per migliorare. Abbiamo anche bisogno dei loro riscontri e questo ci aiuta moltissimo da entrambe le parti.
Avete molti corridori che presentano un numero differente tra scarpino destro e sinistro?
Al momento ne abbiamo 2 su 200, poi i piedi non sono mai identici l’uno con l’altro nella maggior parte dei casi. Però si tratta di differenze così minime, che non hanno bisogno di un trattamento specifico.
Matteo Trentin con le Sidi personalizzateMatteo Trentin con le Sidi personalizzate
Che differenza c’è tra il design maschile e quello femminile?
Devo distinguere l’aspetto commerciale da quello privato. Gli uomini almeno per questo sono un po’ più vanitosi, perché capita che ci chiedano di inserire uno stemma, una scritta, un disegno particolare. In secondo luogo vi faccio l’esempio di Pauline Fernand Prevot che ci ha chiesto di inserire delle strisce iridate per rappresentare la maglia iridata anche negli scarpini. Però le donne non sono molto fissate con questo aspetto, non ci chiedono scarpini rosa e cose del genere, magari bianchi o neri. Anche perché andrebbero in contrasto con la maglia rosa del giro d’Italia, forse anche per questo.
Pensi sia possibile un giorno per gli atleti professionisti, che ne hanno bisogno, integrare una suola plantare allo scarpino, evitando cosi di dover ricorrere alle suole?
Di impossibile di fatto non c’è nulla, però bisogna considerare che sarebbe un aspetto definitivo. Inoltre il piede potrebbe subire dei traumi o infortuni e in tal caso questa situazione sarebbe da gestire. Per il momento la soluzione migliore è quella di abbinare gli scarpini a dei buoni plantari. La collaborazione tra noi e centri specializzati in podologia è importante.
Una notizia che era nell’aria e che viene confermata direttamente dall’ufficio marketing Sidi coordinato da Giulia Collavo. Il vincitore del Giro d’Italia 2020, l’inglese Tao Geoghegan Hart, entra ufficialmente a far parte della grande scuderia di atleti e campioni che hanno calzato, e che utilizzano ancora oggi, le scarpe da ciclismo del marchio italiano.
Non è la prima volta
A dire il vero, quella di Geoghegan Hart non è proprio una prima volta con Sidi, in quanto agli inizi della sua carriera il britannico ha già avuto occasione di pedalare (e di vincere) con le scarpe prodotte dalla storica realtà veneta.
Il tweet di Geoghegan Hart per l’accordo con SidiIl tweet con cui Geoghegan Hart annuncia la sua collaborazione con Sidi
Collaborazione vincente
L’azienda trevigiana, fondata nel 1960 da Dino Signori, dunque accoglie e dà il benvenuto “in squadra” a Tao Geoghegan Hart. Una collaborazione che da subito potrebbe definirsi vincente e che fonde in un tutt’uno la classe cristallina del corridore inglese, quest’anno con l’obiettivo sul Tour de France, all’innovazione e alla qualità proposta da Sidi.
Geoghegan Hart quest’anno correrà al Tour de FranceGeoghegan Hart ha vinto l’ultimo Giro d’Italia e quest’anno darà la caccia al Tour de France
Assalto al Tour
Il ventiseienne corridore della Ineos Grenadiers ha rappresentato una delle più grandi e al tempo stesso concrete rivelazioni dell’ultima stagione delle corse professionistiche, vincendo a sorpresa il Giro d’Italia dopo uno spettacolare testa a testa con Jai Hindley. Rivelatosi un perfetto atleta da classifica, Geoghegan Hart debutterà con le proprie Sidi ai piedi e per la prima volta al Tour de France, mentre la prima gara stagionale è programmata tra qualche giorno al Tour des Alpes Maritimes et du Var, la breve corsa a tappe francese che si terrà dal 19 al 21 febbraio prossimo.
La sede di Sidi a MaserLa sede di Sidi a Maser
L’Italia sempre nel cuore
«Non ho mai nascosto di amare l’Italia – ha dichiarato Tao Geoghegan Hart – mi piacciono la cultura, il cibo e i poi i tifosi, carichi di passione. Nella mia testa, il ciclismo e questo Paese sono sempre stati legati. Non solo per il Giro d’Italia, ma anche per i grandi marchi che hanno fatto e tuttora scrivono la storia del ciclismo. L’anno scorso ho vinto il Giro pedalando su una bici Pinarello, vestendo maglia e pantaloncini Castelli ed indossando casco Kask. Adesso ho la grandissima opportunità ed il privilegio di calzare Sidi, il modelloShot 2 per la precisione, e di questo sono davvero onorato e felice. Guardando al futuro, devo dire che sono davvero entusiasta di poter lavorare con un’azienda come Sidi. Una realtà industriale internazionale, molto innovativa, ma con un’anima ed un cuore ancora familiare, e questo per me è molto importante. Insieme potremo fare molta strada, ne sono sicuro».
Giulia Collavo, Coordinatrice dell’ufficio marketing di SidiGiulia Collavo, Coordinatrice dell’ufficio marketing del marchio veneto
Dino Signori, fondatore Sidi
«Sono davvero molto, molto contento di accogliere Tao Geoghegan Hart nella nostra grande famiglia – ha dichiarato Dino Signori, il fondatore di Sidi – e mi piace molto che questo corridore sia un ragazzo concreto, legato alla propria famiglia e alle cose semplici. E proprio queste belle caratteristiche lo rendono assolutamente in linea con la nostra filosofia. Sappiamo che lui ama correre in Italia e noi allora vogliamo fargli sapere che lo aspettiamo presto in azienda. Sarà sempre il benvenuto».
Le scarpe sono forse per il ciclista l’accessorio più delicato, infatti è dal piede che viene trasmessa la forza ai pedali e spingere per molte ore e nelle condizioni climatiche più disparate sottopone il piede a sollecitazioni notevoli. Per questo, ci siamo chiesti come vengano realizzate le scarpe dei professionisti e abbiamo posto una serie di domande ai tecnici di Sidi che seguono l’ideazione e lo sviluppo dei vari modelli.
Scarpe standard
Un tema che è sempre molto dibattuto è se per i professionisti si usi ancora il “su misura”. I tecnici responsabili del settore corse del marchio veneto ci hanno riferito che nella maggioranza dei casi le scarpe dei professionisti rappresentano fedelmente quelle in catalogo, disponibili per tutti i ciclisti. La verità tuttavia è che i modelli attualmente in produzione derivano direttamente dall’esperienza dei campioni e sarebbe più corretto dire che i clienti dei negozi hanno il privilegio di poter utilizzare le scarpe dei campioni. Le quali a volte si possono differenziare per scelte cromatiche legate a gusti personali o a colori richiesti dai team, ma le tecnologie e i materiali sono gli stessi.
Le eccezioni
Però ci sono delle eccezioni, dato che le scarpe “su misura” esistono e vengono prodotte per gli atleti che ne hanno bisogno. La filosofia di Sidi è che le scarpe devono essere un valido aiuto durante la pedalata e per questo motivo vengono customizzate per dare un’assistenza maggiore al ciclista che presenta deformazioni o anomalie ai piedi. Nonostante ciò, l’azienda tiene a sottolineare che una qualità delle loro scarpe è proprio avere una calzata che soddisfa la maggior parte delle conformazioni dei piedi.
Arnaud Demare in maglia ciclamino all’utlimo Giro d’ItaliaArnaud Demare in maglia ciclamino all’ultimo Giro d’Italia
Il comfort è importante
Un aspetto importante a cui Sidi tiene molto è il rapporto costante con gli atleti, in modo da essere sempre presente e affiancare il corridore nelle sue esigenze. Una delle curiosità che volevamo soddisfare a proposito delle diverse esigenze è se uno scalatore comeBernalprediligal’aspetto leggerezza. In realtà ci è stato risposto che per uno come il colombiano è importante avere materiali leggeri, ma la caratteristica imprescindibile da lui richiesta è il comfort, per il discorso già fatto in apertura.
Stabilità del piede
Non è per caso che il fondatore di Sidi, Dino Signori, abbia sempre sostenuto che «il primo principio è la stabilità del piede in fase di pedalata/spinta». In molti casi infatti alleggerire la scarpa significa perdere stabilità e di conseguenza compromettere la resa della performance. Questo è il limite sotto il quale i tecnici Sidi non vanno mai.
La nuova suola C-boost SRS in dotazione alle Shot 2La nuova suola C-boost SRS in dotazione alle Shot 2
Esigenze diverse, modelli diversi
Invece un velocista come Demare ha esigenze diverse? Solitamente i velocisti cercano la rigidità e la possibilità di stringere al massimo il piede per la volata. Per questo motivo il francese utilizza un modello diverso rispetto a Bernal. L’unica cosa che li accomuna è l’utilizzo della suola Vent Carbon. I modelli preferiti dai professionisti, ci hanno riferito i tecnici Sidi, sono i tre top di gamma, come le Shot 2 scelte prevalentemente dai corridori all-rounder, mentre gli scalatori preferiscono le Sixty e i velocisti usano maggiormente le Wire 2.
Nuova suola
A proposito di suola in casa Sidi c’è stata proprio di recente una novità. Fino al 2020 i tre modelli di punta avevano la stessa suola in carbonio. Dal 2021 ne è stata introdotta una nuova in carbonio: C-boost SRS, dedicata al modello Shot 2. I tecnici Sidi hanno mantenuto costanti i punti cruciali come la posizione dei fori per il montaggio della tacchetta e i relativi spessori corrispondenti. Questa scelta è stata fatta per garantire l’assenza di variabili biomeccaniche tra una suola e l’altra. A livello di tomaia invece le scarpe si differenziano in base al modello.
Matteo Trentin con le Sidi personalizzate per la lotta contro il Covid 19Matteo Trentin con le Sidi personalizzate per la lotta contro il Covid 19
Solette interne
Un punto sul quale negli ultimi anni c’è una ricerca maggiore di personalizzazione è la soletta interna. Sempre più atleti hanno dei propri plantari o solette, l’unica raccomandazione che fanno da Sidi è che gli stessi atleti verifichino che queste solette vengano adattate al volume e alla forma delle scarpe. Per chi non ha le proprie, Sidi fornisce per tutte le scarpe dei sottopiedi anatomici.
Grafica speciale per Trentin
Abbiamo chiesto se capita che arrivino delle richieste particolari e ci è stata segnalata quella di Matteo Trentin. Il campione quest’anno in forze all’UAE Team Emirates ha richiesto una grafica particolare per sostenere i medici e gli operatori in prima linea contro il Covid 19.
In effetti il fattore grafica è molto importante. Il team di grafici Sidi lavora per seguire la moda del momento e accontentare i gusti dei consumatori. Per i professionisti si lavora tenendo conto delle esigenze dei vari team di appartenenza.
Quando si deve scegliere un colore nuovo, magari per caratterizzare un prodotto-icona già presente in gamma come le Sidi Sixty, perchè non provare semplicemente a lasciarsi ispirare dalla natura?
Le Sixty sono dotate di tutte le migliori tecnologie di Sidi
Sidi introduce un nuovo colore
E’ proprio questo quello che ha fatto l’ufficio stile di Sidi per introdurre la nuova colorazione Seafoam del modello di calzature “bestseller” Sixty. La tonalità – una delle colorazioni più tenui mai realizzate all’interno dello stabilimento di Maser – ben rappresenta una cromia che vien subito da associare a quella dell’oceano in quanto include predominanti di verde e di blu, unitamente ad una piccola percentuale di grigio che leggermente sfuma le due principali colorazioni. Facciamo riferimento alle scarpe visibili nell’immagine di apertura di questo articolo.
Equilibrio fra anima e positività
Si, è proprio il mare che ha ispirato Sidi, che introducendo questa variante colore offre al pubblico degli appassionati una nuova versione cromatica della Sixty: una “limited edition” nella quale ciascuno – assicurano in Sidi – può riconoscere una sua personale sfumatura. Il colore è legato alla natura, alla schiuma creata dall’oceano e intende richiamare l’equilibrio dell’anima e la positività. Questa nuova tonalità conferisce una grande personalità alla linea della scarpa, garantendone un look a dir poco esclusivo.
Il sistema di chiusura Tecno-4 Push SystemIl sistema di chiusura Tecno-4 Push System
Sessant’anni di Sidi
Il modello Sixty è stato sviluppato da Sidi per celebrare al meglio il sessantesimo anniversario dell’azienda: sei decadi di crescita sul mercato e di incredibili trionfi colti su tutte le principali strade del grande ciclismo. Ricordiamo che oggi sono Sidi le scarpe di Bernal, Moscon, Trentin, Carapaz, Landa, Colbrelli e di tantissimi altri atleti del gruppo.
Concentrato di tecnologie
Realizzata mediante l’impiego di materiali di assoluta eccellenza – e sempre rispettosi dell’ambiente – Sidi Sixty è una calzatura leggera, performante, resistente e naturalmente confortevole. La tecnologia che caratterizza questa scarpa comprende un insieme di soluzioni davvero molto innovative. Tra queste ne ricordiamo due in particolare: il sistema di chiusura Tecno-4 Push System, costituito da un singolo rotore per garantire una chiusura micrometrica, simmetrica, veloce, equilibrata e precisa riducendo al tempo stesso il peso della scarpa, e la leggerissima suola Vent Carbon, realizzata a mano in fibra di carbonio per conferire il giusto equilibrio tra rigidità e flessibilità (speciali condotti d’aria integrati forniscono poi una ventilazione ideale e la dispersione del calore).
Di recente Sidi ha presentato le nuove Shot 2, ma siccome questo è un periodo dell’anno in cui molti approfittano per cambiare alcuni componenti o accessori, analizziamo anche un altro modello, le Sixty.
Il nome di queste scarpe è un omaggio ai sessant’anni dell’azienda fondata nel 1960 da Dino Signori. Le Sixty sono scarpe dedicate alle prestazioni e racchiudono un insieme di soluzioni tecniche all’avanguardia tipiche di Sidi. Il sistema di chiusura Tecno-4 è dotato di un singolo rotore, che permette di ridurre il peso delle scarpe, assicurando una chiusura micrometrica e una velocità di rilascio che della tensione che è stata ottimizzata rispetto ai modelli precedenti.
La suola Vent Carbon è stata pensata per massimizzare il trasferimento della potenza ai pedali. Una caratteristica di questa suola è la presenza di canali d’aria integrati che facilitano la ventilazione e la dispersione del calore. Inoltre, c’è la possibilità di chiudere o aprire le prese d’aria in base al clima e alla stagione. Sidi utilizza delle fibre di carbonio che conferiscono alla suola il giusto grado di rigidità e di flessione controllata in punta. In questo modo diminuisce lo stress ai tendini plantari e si favorisce una corretta circolazione sanguigna durante lo sforzo.
Il nuovo design del tallone integrato apporta un aiuto anatomico, sostenendo il piede durante la pedalata evitando deformazioni che possono avvenire dopo pressioni prolungate nel tempo. Nel tallone sono presenti anche degli inserti reflex per favorire la visibilità del ciclista sulla strada.
Le Sixty sono scarpe rispettose dell’ambiente in quanto prodotte con materiali all’avanguardia e rispettosi dell’ambiente con un minore assorbimento dell’acqua e della formazione dell’umidità.
Sidi ha completamente rinnovato il proprio sito internet. Immagine, grafica, appeal e interazione con l’utente sono state ben aggiornate per essere così ancora più “vicini” alle aspettative dei clienti in tutto il mondo.
Svolta digitale
Quest’anno, l’azienda di Maser (Treviso) fondata da Dino Signori taglia un traguardo davvero molto prestigioso, ovvero quello dei primi sessant’anni di storia. Come ribadiscono dall’azienda: un riferimento, ma anche e soprattutto un punto di partenza… E nel pieno rispetto dello stile Sidi, ecco lanciato sul web – ad ora solo per l’Italia ma più avanti lo sarà anche per il mondo – il proprio canale di vendita diretta ufficiale. Un primo ed importante passo sulla strada di una rivoluzione della comunicazione aziendale che verrà sempre più integrata ed incentrata con i canali digitali.
Sidi, sessant’anni di glorie e di vittorieSidi, 60 anni di glorie e vittorie
Il cliente al centro
Come anticipato, l’aspetto di sidi.com è completamente rinnovato. Più dinamico, intuitivo e al tempo stesso interattivo, oltre che perfettamente coerente e graficamente allineato (il famoso “family feeling”) con tutti gli altri canali di comunicazione.
Sulla nuova piattaforma il cliente è davvero posto al centro dell’esperienza di acquisto, raggiungendo in modo veloce ed esaustivo tutte le informazioni tecniche che riguardano i diversi prodotti. Inoltre, l’utente viene facilmente guidato nelle proprie personalizzazioni delle parti di ricambio. Quest’ultimo è uno dei “plus” che da sempre distingue Sidi sul mercato e la qualifica come un brand capace di venire realmente incontro alle esigenze dei suoi clienti.
Egan Bernal e Dino Signori, titolare di SidiEgan Bernal e Dino Signori
I primi 60 anni
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Giulia Collavo, responsabile marketing di Sidi.
«L’e-shop – ci ha detto – è stato pensato e soprattutto strutturato per rispondere alle esigenze dei nostri consumatori e per reagire in modo efficace al cambiamento che sta subendo il mercato, anche a seguito della pandemia legata al Covid-19. Il progetto di ristrutturazione del sito e di avvio dell’e-commerce aziendale è partito sei mesi fa e siamo davvero entusiasti del lavoro svolto. Il 2020 rappresenta comunque per il nostro gruppo un anno importante… Sidi ha compiuto sessant’anni! Ed i suoi clienti meritano un regalo importante che gli faccia capire quanto tutti loro siano per noi davvero speciali».
La moto e la bici
Sì, la storia di Sidi è proprio questa. Fondata nel 1960, da piccolo laboratorio artigianale per la manifattura di calzature sportive da montagna, l’azienda si è poi specializza negli anni ’70 nella produzione di stivali da moto e di calzature per il ciclismo. Grazie alla passione, alla professionalità e alle innovative intuizioni del suo fondatore Dino Signori, il marchio è diventato nel tempo un autentico riferimento nel proprio settore.
Le Sidi Wire 2 Carbon sono il modello di scarpe che hanno supportato Sonny Colbrelli nella sua stagione ricca di successi. Leggere e performanti adatte ad ogni stagione.
La gamma di scarpe Sidi è fra le più ampie del mercato e da oggi si aggiunge un nuovo modello dedicato al mondo strada: Shot 2.
Per conoscere queste nuove scarpe partiamo dalla suola C-Boost SRS realizzata con un carbonio di ultimissima generazione. I tecnici Sidi hanno disegnato una zona metatarsale con una conformazione tale da favorire la trasmissione della potenza sui pedali. Un aspetto molto importante è che grazie ai nuovi fori ovali si hanno 5 millimetri in più di margine di regolazione delle tacchette per un posizionamento più preciso.
Un punto su cui Sidi è sempre stata all’avanguardia è la ventilazione interna alla scarpa per mantenere i piedi sempre ad una temperatura ideale. La suola C-Boost SRS ha integrata una presa d’aria. Per favorire la durabilità della suola, le parti più delicate che si deteriorano prima sono state protette da inserti sostituibili.
Un altro punto che è stato rinnovato è il nuovo rotore Doppio Tecno-3 Push Flex. Questa nuova versione è stata ridotta di dimensioni rispetto alla precedente ed è dotata di un sistema di flessione centrale che si adatta facilmente alla conformazione dei piedi. In questo modo si evitano zone di pressione. Inoltre, permette una regolazione micrometrica ed è sostituibile in maniera semplice.
Le nuove Sidi Shot 2 nel colore neroLe nuove Sidi Shot 2 nel colore nero
Nella parte posteriore troviamo il tallone integrato con un desing nuovo, più leggero e rinforzato per evitare eventuali deformazioni che avvengono durante gli sforzi prolungati. La struttura anatomicamente modellata sostiene e stabilizza il piede. Sidi ha aggiunto anche degli inserti reflex per una maggiore visibilità sulla strada. Sempre nella parte posteriore il Reflex Adjustable Heel Retention Device permette di chiudere la scarpa regolando ogni lato in modo indipendente e sicuro.
Le Nimbl Exceed rappresentano una delle massime espressioni delle calzature tecniche per il ciclismo su strada. Fanno collimare le lavorazioni fatte a mano con i materiali e le soluzioni di ultima generazione. Le abbiamo provate
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Le ruote veloci di Sidi per questa stagione 2020 si chiamano Martina Fidanza, Elisa Balsamo e Arnaud Demare. Tutti e tre accomunati dal modello di calzatura ideato e prodotto dallo storico brand di Maser (Treviso) impiegato in gara: il Wire2.
Fidanza scratch
Martina Fidanza, atleta della Eurotarget-Bianchi-Vittoria ha vinto l’oro e di conseguenza indossato la maglia di campionessa europea su pista nello scratch grazie ad un finale clamoroso. L’azzurra si è difatti resa protagonista una spettacolare rimonta, superando la fuggitiva bielorussa a soli 100 metri dal traguardo.
«Se questa scarpa è la più usata dai velocisti, un motivo ci sarà – ha dichiarato entusiasta Fidanza – ed in pista ci si corre meravigliosamente bene. E’ affidabile, sicura e possiede quella resistenza che serve per sopportare gli sforzi e gli sprint estremi. La suola è leggerissima, e questo permette di gestire i cambi di intensità senza pensieri. Poi adoro il design: fa venir voglia di correre e di vincere».
Balsamo fa il bis
Elisa Balsamo è la nuova campionessa europea dell’omnium e della madison. Due medaglie che proiettano definitivamente l’atleta della Valcar-Travel Service nel gotha del ciclismo internazionale.
Per Elisa Balsamo due ori agli europei in pista di Plovdiv calzando le WireDue ori per Elisa Balsamo con le sue Wire
«Gli atleti hanno sempre bisogno di una grande concentrazione e non possono permettersi di pensare che qualcosa vada storto dal punto di vista tecnico – ha dichiarato Balsamo – e con Sidi so che posso correre focalizzandomi solo sulla competizione. Le mie Wire rappresentano una garanzia. Mi piacciono perché sono ultraleggere e comode, questo anche grazie alla facilità di regolazione del sistema di chiusura. I piccoli dettagli fanno sempre la differenza, specialmente quando sei in corsa e non vuoi perdere secondi preziosi».
Ugualmente Sidi, ugualmente oro: questa volta Martina Fidanza nello scratchUn altro oro per Sidi con Martina Fidanza
Demare al Giro
La maglia ciclamino al Giro 2020 Arnaud Demare quest’anno ha centrato quattro vittorie di tappa. Il francese è uno “storico” testimonial Sidi e si è invece soffermato sulle prestazioni della Sidi Wire 2, che ha indossato durante la corsa rosa.
«Mi trovo molto bene con questa scarpa – ha difatti dichiarato il francese della Groupama-Fdj – una calzatura davvero perfetta sia dal lato della resistenza che da quello della leggerezza. La suola è ideale per lanciarsi nelle volate perché massimizza la rigidità e allo stesso tempo trasferisce tutta la potenza esattamente nel modo che ti aspetti».