Vernciatura Costamagna, Gianpaolo Costamagna, Regola Bikes, Piemonte

Costamagna Custom Paint, anche il colore è su misura

23.01.2026
4 min
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Oltre a essere veloce, rigida e aerodinamica si può desiderare che la bicicletta sia anche bella e assecondi il proprio gusto? La risposta arriva da un laboratorio artigiano piemontese, in cui i telai in carbonio prendono vita oltre le loro doti tecnologiche. E’ il Costamagna Custom Paint di Castelletto Stura (Cuneo), in cui mani sapienti seguono un protocollo che concilia da un lato estetica e leggerezza e dall’altro la protezione del telaio e un tocco di vera arte.

Così lo racconta Gianpaolo Costamagna, titolare del laboratorio con la forte passione per la bicicletta. A un certo punto, ha preso la tecnologia e la sapienza di una carrozzeria di cinquant’anni e le ha dedicate alla verniciatura dei telai. I risultati sono stati convincenti ed eleganti.

«Nasciamo come carrozzeria da oltre 50 anni – racconta Costamagna – ma dedicarci ai telai è quello che ci piace forse di più. Lavoriamo con tutti i materiali, ma nel carbonio c’è bisogno di qualche attenzione supplementare. Se uno ci vuole qualche finitura particolare, prima c’è da dare un primer particolare. Altrimenti di norma il telaio si carteggia e poi si dà la base trasparente, con cui il peso è davvero al minimo. Diciamo che a livello amatoriale il peso estremo non conta tanto, ma è un fattore da considerare».

Il telaio in carbonio viene carteggiato per eliminare le irregolarità e poi si passa alla verniciatura
Il telaio in carbonio viene carteggiato per eliminare le irregolarità e poi si passa alla verniciatura
Il telaio in carbonio viene carteggiato per eliminare le irregolarità e poi si passa alla verniciatura
Il telaio in carbonio viene carteggiato per eliminare le irregolarità e poi si passa alla verniciatura

Verniciatura su misura

Sfogliando le foto delle lavorazioni riservate ai telai Regola, si capisce che le possibilità siano pressoché infinite. Lavorando con gli stessi prodotti di carrozzeria, volendo potrebbero riprodurre sui telai gli stessi colori delle auto e in effetti c’è qualcuno che lo chiede.

«Tutte le nostre lavorazioni sono su misura – spiega Costamagna – per cui uno va da Regola, ad esempio, gli chiede la colorazione o la finitura che preferisce e noi la facciamo come il cliente vuole. Una volta che l’abbiamo verniciato, lo mettiamo a cuocere a 50 gradi per mezz’ora. Difficile fare una statistica delle colorazioni più richieste. C’è l’effetto marmo e anche l’effetto carbonio, c’è un po’ di tutto. Come c’è anche chi la vuole semplice, grigia oppure rossa.

«Qualcuno arriva e sa già cosa vuole, delle volte invece non sanno cosa fare. E allora sono io che gli propongo qualcosa che abbiamo fatto, con l’obiettivo di consegnargli una bici unica. Una bici che hai solo tu, perché di fatto realizziamo dei prototipi ed è difficile trovarne un’altra uguale».

Ore e ore di prove

Come si faccia per passare dal verniciare le auto alla delicatezza di un telaio in carbonio, Gianpaolo Costamagna lo spiega con grande orgoglio.

«Io e Manuel, il ragazzo che vernicia – racconta – abbiamo fatto tante prove. Abbiamo perso tanto tempo, lavorando su vari telai. Abbiamo dato prima il trasparente in un modo. Poi guardavamo il risultato e facevamo delle altre prove. Alla fine però siamo riusciti a trovare il modo migliore perché il lavoro venga nel modo giusto.

«Per completare un telaio, in media serve un giorno. Dipende dalla lavorazione – riprende Costamagna – ma a volte capita che dobbiamo dare la tinta poi chiuderla col trasparente e il giorno dopo dover ricarteggiare tutto per fare un’altra parte della bici, perché magari deve avere un colore diverso. E poi abbiamo anche un’azienda che fa gli adesivi su misura, come li vogliamo. Pensiamo a tutto noi, basta che mi portino il telaio pulito, tutto smontato, e noi facciamo il resto».

Oltre alle colorazioni più originali, Costamagna può realizzare verniciature più classiche
Oltre alle colorazioni più originali, Costamagna può realizzare verniciature più classiche
Oltre alle colorazioni più originali, Costamagna può realizzare verniciature più classiche
Oltre alle colorazioni più originali, Costamagna può realizzare verniciature più classiche

Quattro colorazioni

Le colorazioni di Costamagna Custom Paint sono il Carbonio a Vista Colorato (Candy over Carbon): invece di coprire le fibre con un colore, si utilizza un trasparente colorato (Candy) applicato direttamente sul carbonio grezzo.

C’è poi l‘effetto “Al sole”, con la trama del carbonio che risplende attraverso una tonalità profonda di colori. Marmo (Marblizer Technique) è una finitura che regala un look lussuoso: il telaio è un pezzo unico perché è impossibile replicare due volte la stessa venatura.

Cubicatura (Hydro Dipping) è la soluzione ideale per chi desidera trame complesse e ripetitive su superfici curve (come steli della forcella o manubri integrati).

Infine l’effetto Ice (Crystallization), che si consegue attraverso l’applicazione di una soluzione chimica specifica che cristallizza durante l’asciugatura. Il telaio si copre di una trama che ricorda i cristalli di ghiaccio o le venature di un vetro gelato.

Costamagna Custom Paint

Titan Regola Bikes

Titan, da Regola Bikes la gravel in titanio che punta al futuro 

15.01.2026
4 min
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La giovane azienda cuneese Regola Bikes ha appena presentato Titan: la sua nuova creazione. A prima vista si tratta di una “semplice” gravel in titanio, ma quando si parla di gravel e di titanio le cose sono sempre più complesse (e interessanti) di quanto sembri.

Titan è stata infatti pensata e realizzata come una bici all rounder, un mezzo totale, capace di adattarsi ad ogni tipo di guida e di terreno. Questo grazie soprattutto ad una soluzione ingegneristica modernissima: la stampa 3D applicata ai metalli.

Titan Regola Bikes
L’innesto tra movimento centrale e fodero posteriore destro è stampato in 3D, per lasciare spazio sia ad una corona da 50 denti che ad un copertone da 50 mm
Titan Regola Bikes
L’innesto tra movimento centrale e fodero posteriore destro è stampato in 3D, per lasciare spazio sia ad una corona da 50 denti che ad un copertone da 50 mm

Stampa 3D per una bici totale

Per capire meglio i segreti di Titan abbiamo contattato Andrea Bressano, il giovane ingegnere (classe 2000) che ha progettato il telaio di Regola Bikes. «L’idea è nata quasi per gioco – ci ha raccontato – riconvertendo in gravel una vecchia mtb in titanio di mio padre. L’esperimento ha funzionato e con i ragazzi di Regola Bikes abbiamo pensato che partendo da zero avremmo potuto realizzare qualcosa di bello».

Da lì è iniziata la progettazione, con l’intento di creare una bici che durasse nel tempo grazie ad un materiale nobile come il titanio, e che potesse essere versatile al massimo. Per questo però servivano geometrie particolari, e qui è entrata in gioco la scelta di utilizzare la tecnologia di stampa 3D.

Continua Bressano: «Le gravel che ospitano copertoni larghi, diciamo da 50 mm, normalmente possono montare solo il monocorona. Allo stesso tempo le gravel con la doppia anteriore hanno per forza di cose un passaggio ruote più limitato, al massimo di 45 mm. In Regola Bikes invece volevamo creare una bici totale, che potesse integrare gomma larghe con una corona da 50 denti.

«Per farlo abbiamo usato una soluzione poco comune in Italia, la Selecting Laser Sintering, una tecnica figlia della stampa 3D, ma applicata ai metalli. L’ugello deposita una polvere a base titanio che viene fusa istantaneamente dal laser. Questo ci ha permesso di creare uno speciale innesto tra il movimento centrale e il carro posteriore con una forma particolare, impossibile da realizzare in modo tradizionale».

Tecnica, moderna e senza tempo

Questa soluzione è stata la chiave dell’unicità di Titan. Con un set di ruote da fuoristrada e gomme da 50 mm è una bici perfetta anche per i terreni più tecnici, per affrontare per esempio i molti eventi trail del calendario. Con delle gomme più scorrevoli, come quelle da 30 mm, diventa invece un mezzo veloce e scorrevole, adatto anche alle lunghe ore sull’asfalto. 

Il tutto con una geometria pensata per l’endurance, resa ancora più confortevole dalle qualità del titanio che garantisce un’ottima gestione delle vibrazioni, mantenendo però una risposta precisa ed immediata in strada.

La vocazione di Titan a bici senza tempo è visibile anche dalle finiture brushed e dai loghi lacerati e incisi, che mettono in risalto l’essenzialità e l’eleganza di questo materiale. Ma, di nuovo, il tutto accompagnato da un design moderno. Titan ha infatti i cavi completamente integrati e il forcellino UHD, che la rende adatta ad accogliere tutti i tipi di gruppi disponibili sul mercato.

Titan Regola Bikes
Titan ha un design senza tempo, perfetto sia per un allestimento racing che per uno più vintage
Titan Regola Bikes
Titan ha un design senza tempo, perfetto sia per un allestimento racing che per uno più vintage

Allestimenti, peso e prezzo

Come tutte le bici di Regola Bikes, anche la nuova gravel può essere allestita assecondando ogni esigenza dei clienti, dalla più race alla più rilassata. Oltre al gruppo, la scelta spazia dai cerchi con nipples in titanio, ai manubri integrati fino alle selle stampate in 3D.

Per finire, due dati importanti. Il telaio in titanio ha un peso di 1,6 chili in taglia 55, mentre il kit telaio ha un prezzo molto interessante considerato il materiale e la lavorazione: 2.900 euro.

Regola Bikes

Rule Components, sinonimo di componenti di alta gamma

18.03.2025
4 min
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Un’altra bella realtà italiana, le sede di Rule è a Frabosa Sottana in Provincia di Cuneo, che punta e spinge forte con prodotti di nuova concezione. Rule components è un marchio legato a filo diretto con Regolabikes.

Rule si concentra maggiormente sulla componentistica, cavalcando la filosofia dell’innovazione che è entrata a fare parte del DNA della bicicletta. Due i prodotti principali (ad oggi) della gamma Rule, la sella 3D ed il nastro manubrio, anche se è da sottolineare che il marchio ha un catalogo completo di componentistica.

Rule 3D Carbon

Si tratta di una sella corta di alta gamma, con la scocca ed i due tubolari in carbonio, con una cover 3D in un blocco unico (tre zone differenziate di supporto). In termini di numeri è lunga 246 millimetri e larga 145, mentre il valore dichiarato alla bilancia è di 156 grammi. Leggera, ma non estrema, indice di una robustezza della sella che si spinge verso un utilizzo piuttosto trasversale, tra road, triathlon e anche per le bici da cronometro. Si potrebbe inoltre azzardare un impiego gravel race, o comunque dove il fatto peso gioca un ruolo importante.

La copertura 3D è il cuore della sella. Oltre alla lavorazione del polimero, entrano in gioco anche i disegni e le asole aperte di quest’ultimo, fattori che nell’insieme permettono di adeguare la densità ed il supporto. Sulla punta ed al centro si ha una trama fitta, mentre ai lati e dietro gli intrecci di materiali lasciano zone di respiro più ampie. A questo si aggiunge l’ampio canale centrale di scarico. Il prezzo è molto competitivo, 299 euro di listino.

Nastro Rule Pro arricchito con EVA

Il nastro manubrio si ottiene con una combinazione tra poliuretano (PU) ed EVA, è molto resistente, facile da pulire ed una sorta di waterproof, dotato di un grip elevato. Il suo spessore di 3 millimetri lo fa rientrare in quella categoria di nastri manubrio dedicati a chi non vuole perdere il feeling con il manubrio, ma al tempo stesso richiede un minimo di comfort.

Ha un peso dichiarato di 29 grammi, è molto morbido ed è facile da montare sulla curva manubrio. E’ perfettamente adattabile alle varie forme. Molto belli i due tappi di chiusura, sono in materiale super resistente e hanno una piccola vite a brugola centrale per la chiusura. Il prezzo di listino è di 40 euro.

Rule supporta alcuni team, anche con compagine femminile (foto Rule)
Rule supporta alcuni team, anche con compagine femminile (foto Rule)

Tutto parte dalla passione

«Siamo i primi utilizzatori dei nostri prodotti – Racconta Nicola Percivaldi, socio fondatore di Rule Components-NDR – cercando di considerare le tendenze del mercato e osservando anche i competitors. Soprattutto per quanto concerne la sella, il processo per arrivare alla produzione effettiva è stato lungo, e ha visto una serie di prove a banco e sul campo.

«La 3D Carbon – conclude Percivaldi – ha un indirizzo marcatamente racing, che sotto molti aspetti è parte integrante del DNA di Rule Components. Non in ultimo il concetto che vuole contraddistinguere ogni prodotto di Rule, ovvero alta qualità e tecnologia, prezzi al di sotto della media della categoria».

Rulecomponents

Regola C01, dedicata agli amanti dei dislivelli impossibili

13.12.2023
5 min
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Una giornata con Adriano Malori è una giornata guadagnata, perché si toccano i vari aspetti della bicicletta. Abbiamo pedalato con "Il Malo" sulle colline parmensi e in sella alle bici Regola, utilizzando una C01 e una Dardo, quest'ultima è quella normalmente utilizzata da Malori.

Regola C01 nasce per essere la bicicletta “comoda” della gamma. Un’affermazione da contestualizzare all’interno di una gamma di prodotti che nascono con un DNA votato all’agonismo, dove i modelli Dardo ed R1 mostrano un’aggressività maggiore, soprattutto per quanto concerne le geometrie ed il design.

C01 è una bicicletta più equilibrata, che esprime un concetto “normale” in fatto di aerodinamica. E’ una di quelle bici senza tempo, capace di indossare al meglio qualsiasi vestito (tipologia di ruote).

Con Adriano Malori che pedala sulla Regola Dardo
Con Adriano Malori che pedala sulla Regola Dardo

La Regola C01 del test

Abbiamo provato una taglia 52 e si notano nell’immediato delle quote geometriche votate alla competizione. Ad esempio lo sterzo da 120 millimetri, ma anche gli angoli di sterzo e piantone, rispettivamente a 72° e 74°. A questi si aggiunge un passo contenuto di “soli” 98 centimetri (dedicato a chi ama le bici agili e reattive), mentre il reach e lo stack sono nella norma.

Il telaio e la forcella sono completamente in carbonio T1000 (con finitura esterna unidirezionale) e costruiti in monoscocca. La scatola del movimento centrale è del tipo T47, perfettamente in linea con le richieste attuali del mercato e il reggisella è tradizionale, con il diametro da 27,2 millimetri (a nostro parere una scelta sempre ottimale). La serie sterzo ha le sedi da 1”1/2 (sopra e sotto) è con disegno ACR ed ha il passaggio interno di cavi e guaine. Carro posteriore e forcella offrono il passaggio a pneumatici fino a 32 di sezione.

Allestimento pronto gara

Cockpit Regola con stem in carbonio (con frontalino in alluminio CNC) e piega, sempre in carbonio (fibra T800), con superficie superiore piatta. Il seat-post è Deda, della serie Superleggero e la sella è la SLR Boost Kit Carbonio di Selle Italia. Sram Red AXS eTap per quanto concerne la trasmissione e ruote Regola 35 con cerchio in carbonio, gommate Vittoria N.EXT da 26.

Il valore alla bilancia rilevato è di 7,3 chilogrammi, il prezzo di listino è di 7.790 euro. Il kit telaio è coperto da 4 anni di garanzia.

Come va

Una macchina da guerra in salita e nei segmenti tecnici. La Regola C01 è una vera bici da salita, davvero godibile quando le pendenze superano anche la doppia cifra e le salite vanno oltre i 40 minuti di percorrenza. E’ rigida il giusto e la sua compattezza, unita ad un peso contenuto, diventano fattori parecchio sfruttabili per chi ama pedalare con il naso all’insù.

In discesa è tutta da guidare. Il posteriore non si scompone e rimane sempre composto, anche in fase di frenata perentoria. Davanti è briosa, invita a stringere le traiettorie e a “non mollare mai la corda”. Fattori che nell’insieme presuppongono anche un po’ di manico e pelo sullo stomaco (sempre nell’ottica di sfruttare a pieno le potenzialità del mezzo). Ottima la compostezza della forcella. Ruota media o alta, la differenza è poca: la bici risponde bene, ma meglio con i tubeless, che permettono di sfruttare un comfort maggiore (specialmente sulle lunghe distanze). Buona la geometria, che si spinge verso l’agonismo, grazie ad un avantreno basso e ad un piantone bello dritto.

In conclusione

Regola C01 è di sicuro una bella sorpresa, perché è una buona bici e perché nasce da un marchio appassionato di ciclismo e di agonismo. La C01 non è una bici endurance, non è una via di mezzo, perché questa Regola è la bici “sfinata” e con le forme più tradizionali della famiglia. E’ la bicicletta per chi ama fare dislivello positivo, quella dedicata ai ciclisti che guardano il valore alla bilancia con due occhi di riguardo e che troviamo spesso in fuori sella. E’ la bici che si veste con le ruote bassissime e anche con le “ruotone” per fare, di tanto in tanto, un po’ di velocità. E’ una bici da gara.

Regolabikes

Regola Bikes, la soluzione ideale per i negozi

03.08.2023
4 min
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Pur essendo una realtà estremamente giovane (è nata nel periodo Covid, ndr), Regola Bikes si è presentata fin da subito con idee molto chiare e ambiziose. Realizzare biciclette di alta qualità e garantire massima flessibilità nei confronti di negozianti e privati. 

Il brand creato nel 2020 da Fabrizio Pasolini e Nicola Percivaldi fin dai suoi esordi ha voluto guardare anche al mercato internazionale come vetrina ideale per poter presentare i propri prodotti e soprattutto la propria “filosofia” di vendita. Si spiega così la presenza dell’azienda a Eurobike con Nicola Percivaldi nel ruolo di “ambasciatore” del brand alla ricerca di contatti con nuovi partner tecnici e soprattutto potenziali distributori internazionali.

Per fare un punto sulla loro partecipazione a Eurobike e più in generale sulle prospettive di crescita di Regola Bikes abbiamo deciso di sentire proprio Nicola Percivaldi prima della pausa estiva.

Nicola Percivaldi e Fabrizio Pasolini, fondatori di Regola Bikes
Nicola Percivaldi e Fabrizio Pasolini, fondatori di Regola Bikes
Che sensazioni avete colto a Eurobike sulla situazione del mercato ciclo a livello internazionale e perché per voi di Regola Bikes era importante esserci, seppure come semplici visitatori?

La sensazione che ne abbiamo ricavato è che il mercato del ciclo stia ancora attraversando una fase di calma dopo l’euforia degli ultimi 2 anni. Molte aziende sembrano navigare a vista in attesa di poter capire come evolverà la situazione nella seconda parte dell’anno e soprattutto nel 2024. Per quel che ci riguarda, è stato molto importante essere presenti a Francoforte. In Germania abbiamo avuto modo di incontrare i partner tecnici con i quali già collaboriamo e conoscerne dei nuovi. Per noi è stato soprattutto importante entrare in contatto con potenziali distributori.

La vostra idea è sempre quella di aprirvi al mercato internazionale?

Esatto. Fin dall’inizio il mio socio Fabrizio Pasolini ed io abbiamo sempre pensato che fosse importante non limitarci alla sola Italia, ma che fosse altrettanto importante farci conoscere all’estero. Per farlo è però necessario avere il supporto di distributori altamente qualificati in grado di capire il nostro prodotto e soprattutto il nostro modo di operare. A Eurobike abbiamo stabilito degli ottimi contatti, in particolare con un distributore molto importante. A settembre ci incontreremo qui da noi in Italia e speriamo di poter iniziare presto una collaborazione.

Tra i tanti modelli anche quello dedicato al gravel: ecco la Gieira
Tra i tanti modelli anche quello dedicato al gravel: ecco la Gieira
Quali sono stati i punti di forza sui quali avete puntato a Eurobike per convincere i potenziali distributori?

Gli abbiamo parlato dei nostri prodotti, di come vengono realizzati i nostri telai e di come la loro qualità si accompagni a prezzi altamente competitivi. Abbiamo inoltre spiegato loro quella che è la “non” regola che abbiamo pensato fin da subito per i rivenditori. Noi nasciamo come negozianti e conosciamo bene le problematiche che i negozi di bici devono affrontare ogni giorno con i brand con i quali lavorano, in particolare l’obbligo di dover fare dei programmi per poter ordinare le biciclette. Con Regola Bikes tutto ciò non avviene, non esistono regole alle quali sottostare.

In che modo lavorano con voi?

Ai negozianti che lavorano con noi non viene imposto alcun minimo d’ordine. Se uno desidera fare un programma siamo naturalmente disponibili, in caso contrario non abbiamo alcun problema. E’ importante che il negoziante si senta parte della “famiglia Regola Bikes”. In noi potrà sempre trovare un partner disponibile, pronto ad ascoltarlo e aiutarlo in qualsiasi momento. Anche per questo invitiamo tutti i negozianti che fossero interessati a diventare nostri rivenditori a non esitare nel contattarci. 

Per quel che riguarda invece il rapporto con il cliente finale come vi comportate?

Anche in questo caso massima flessibilità e disponibilità. Chi vuole una Regola Bikes deve sentirsi libero di avere una bicicletta completamente personalizzata, la bicicletta dei suoi sogni. Sarà lui a dirci come la vuole e noi la realizzeremo in base alle sue richieste. Se necessario, l’aiuteremo passo passo.

La Dardo è la bici da strada per eccellenza di Regola Bikes
La Dardo è la bici da strada per eccellenza di Regola Bikes
Dal punto di vista dei prodotti, dobbiamo aspettarci delle novità nel breve periodo?

Molto presto presenteremo un nuovo modello gravel in carbonio. Si tratta dell’evoluzione della Gieira in alluminio presentata di recente. Mi preme poi ricordare che continua la nostra felice collaborazione con Adriano Malori nel suo ruolo di ambassador, ma anche di consigliere. La sua presenza, i suoi suggerimenti sono sempre per noi utilissimi. Presto avremo una bella novità da raccontare che lo vedrà coinvolto in prima persona.

Regola Bikes

Gieira: il gravel su misura di Regola Bikes

23.06.2023
3 min
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Regola Bikes apre il suo sguardo anche sul mondo gravel, in realtà lo ha già fatto, ma da qualche giorno ha ampliato l’orizzonte. Le avventure sulle strade bianche sono qualcosa che va oltre le regole del ciclismo. Così come la filosofia del marchio piemontese: lontano dalla tradizionale produzione di bici. La serie gravel di Regola Bikes si chiama Gieira (ghiaia in piemontese) e insieme a Fabrizio Pasolini ve la presentiamo. 

Il passaggio cavi interno sposa un animo più votato al “racing”
Il passaggio cavi interno sposa un animo più votato al “racing”

Diverse sfumature

Carbonio o alluminio, la scelta si pone già dall’inizio, e non ci sono limiti alla fantasia. Vero, Regola Bikes propone delle linee guida, ma uscire dai binari non è assolutamente vietato.

«Abbiamo notato – spiega Fabrizio Pasolini – che il mondo gravel offre tante occasioni, così ci siamo detti di voler assecondare un po’ tutti. Il telaio della Gieira è disponibile sia in alluminio che in carbonio. L’idea è che il primo sia legato al mondo dei viaggi e dell’avventura, mentre il secondo è più incline all’animo racing».

L’alluminio viene idroformato, i tubi così hanno diversi angoli a seconda degli utilizzi
L’alluminio viene idroformato, i tubi così hanno diversi angoli a seconda degli utilizzi

L’alluminio

Il telaio in alluminio, come raccontato, è dedicato a chi ama il bikepacking, l’avventura più intensa da vivere in sella ad una bici. Questo materiale ha ottime caratteristiche da questo punto di vista e ne sposa molto bene la filosofia. 

«Anche in questo caso -continua – il ciclista può scegliere tra passaggio cavi interno o esterno. Noi consigliamo di lasciare i cavi in vista, questo rende più facili le operazioni sulla bici, ma ognuno è poi libero di fare come vuole. Il nostro alluminio, è idroformato, questo significa che è un getto d’acqua a dargli l’angolatura. Ciò permette di avere più manovrabilità e maggiori scelte a livello di piega. Con questa lavorazione rimane resistente agli urti e sopporta meglio il peso delle borse.

Il cliente decide ogni dettaglio, anche per quanto riguarda il gruppo, in questo caso si è montato lo Shimano GRX
Il cliente decide ogni dettaglio, anche per il gruppo, in questo caso è montato lo Shimano GRX

Geometrie differenti

Il telaio porta lo stesso nome ma tra carbonio ed alluminio le geometrie e le idee di base sono differenti. Il bello di Regola Bikes è che nulla è prestabilito, è il ciclista che decide ogni dettaglio. 

«Chiaramente le geometrie hanno qualche differenza – conclude Pasolini – a seconda dell’anima del telaio. Ma una volta che il cliente decide è lui che detta “legge”. Molto volte partiamo dal telaio nudo e crudo, prendiamo le misure e ci muoviamo di conseguenza. Si può dire che tutte le bici sono diverse. Il montaggio ed i componenti sono in mano al ciclista, da questo punto di vista non ci sono regole: pedivelle, attacco manubrio, sella, supporto sella, ruote… Ogni dettaglio è in mano alla fantasia del nostro cliente».

Regola Bikes

Regola Bikes detta le sue “non” regole

04.04.2023
4 min
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Regola Bikes è un marchio di bici estremamente giovane, ma con obiettivi ben chiari da raggiungere, come ci hanno raccontato Fabrizio Pasolini e Nicola Percivaldi, i due fondatori. Li abbiamo incontrati all’interno dello showroom della loro nuova sede alle porte di Cuneo. Grazie a loro, abbiamo scoperto un marchio dalla forte vocazione internazionale, guidato da regole, anzi “non” regole molto precise. Scopriamolo insieme.

Fabrizio Pasolini consegna a Adriano Malori la sua prima Regola Bikes
Fabrizio Pasolini consegna a Adriano Malori la sua prima Regola Bikes
Partiamo dall’inizio, quando e perché avete deciso di creare Regola Bikes?

Regola Bikes nasce nel 2020, in pieno lockdown causato dal Covid. In quel periodo avevamo un negozio a Frabosa Sottana, in provincia di Cuneo. Eravamo chiusi e come tutti i nostri colleghi negozianti cercavamo di capire come gestire una situazione che ci aveva colto di sorpresa. Proprio in quei mesi di chiusura forzata, abbiamo iniziato a riflettere sul nostro lavoro e sulle politiche messe in atto da molte delle aziende con le quali collaboravamo e che a nostro parere non tutelavano il lavoro nostro e degli altri negozianti. Di fronte a quella situazione di incertezza, abbiamo capito che era giunto il momento di realizzare qualcosa di veramente nostro. Regola Bikes nasce in quel preciso istante. 

Il nome Regola Bikes è molto curioso. Potete spiegarci perché l’avete scelto?

Il periodo del lockdown è stato caratterizzato da una serie di regole che tutti noi eravamo chiamati a rispettare. A pensarci bene, anche prima dell’arrivo del Covid, noi negozianti eravamo costretti a rispettare delle regole. Erano quelle che ci imponevano i nostri fornitori con i loro minimi d’ordine da rispettare. Abbiamo allora deciso di ribaltare questa situazione con una nuova filosofia di lavoro. Per Regola Bikes non esistono regole. Ai negozianti che vorranno lavorare con noi, non imporremo mai delle regole, intese come un minimo d’ordine al quale dover sottostare. Nello stesso tempo il cliente finale si dovrà sentire libero di “disegnare” la sua bici ideale senza alcuna imposizione o regola da parte nostra.

Adriano Malori è poi diventato un ambassador di Regola Bikes
Adriano Malori è poi diventato un ambassador di Regola Bikes
A proposito di cliente finale, a chi si rivolge Regola Bikes?

Regola Bikes è un brand pensato per chi non vuole omologarsi, ma vuole distinguersi dalla massa pedalando su una bicicletta davvero speciale. Chi entra nel nostro showroom deve sentirsi libero di realizzare, anche con il nostro aiuto, una bicicletta che rispetti completamente i suoi gusti e le sue aspettative. Deve uscire da qui con la consapevolezza di aver acquistato qualcosa di veramente speciale.

Navigando sui vostri social abbiamo scoperto che Regola Bikes ha un estimatore convinto in Adriano Malori. Oggi Adriano fa parte della vostra famiglia come ambassador. Come nasce il rapporto di collaborazione con lui?

E’ una storia davvero singolare, che merita di essere raccontata. Quando abbiamo creato il marchio Regola Bikes abbiamo iniziato a promuoverlo via social. Ci siamo così accorti che Adriano metteva spesso il suo like ai nostri post e in alcuni casi aggiungeva un suo commento positivo. Incuriositi dalla cosa abbiamo deciso di contattarlo. Gli abbiamo chiesto se gli facesse piacere poter pedalare su una nostra bici. Eravamo infatti interessati ad avere un suo parere. Noi eravamo convinti della bontà del nostro prodotto, ma avere un parere esterno, sopratutto qualificato come il suo, ci interessava molto.

E cosa è accaduto?

Adriano si è dimostrato molto disponibile. Abbiamo quindi deciso di portargli personalmente una nostra bici presso il suo centro 58×11 by Alessandro Malori di Basilicanove in provincia di Parma. Era un mercoledì. Gli abbiamo detto di prendersi tutto il tempo che voleva e di essere sincero, se necessario anche duro, nel darci il suo giudizio. Il venerdì sera, attorno alle 20, è squillato il nostro telefono. Era Adriano Malori. Ricordiamo ancora, come se fosse oggi, le sue prime parole: «Avete un gioiello! Credo che sia la bici migliore sulla quale io abbia mai pedalato. Anche le ruote (Regola Bikes realizza anche quelle, ndr) sono spettacolari!».

Questa è la sede di Regola Bikes, dove sono esposti tutti i modelli creati fino ad ora
Questa è la sede di Regola Bikes, dove sono esposti tutti i modelli creati fino ad ora
Cosa avete pensato in quel momento?

Eravamo felicissimi. Malori non si è infatti limitato a farci i complimenti, ma ci ha dato dei consigli per apportare dei piccoli miglioramenti alla bicicletta che gli avevamo lasciato. La cosa curiosa è che internamente stavamo già lavorando a migliorare proprio gli aspetti che Malori ci aveva appena segnalato. In quel momento abbiamo capito che eravamo sulla strada giusta e che avevamo un prodotto da poter proporre al pubblico davvero unico. Oggi Malori è un nostro ambassador e siamo felicissimi di averlo in squadra con noi.

Quali sono i vostri obiettivi futuri?

Continuare sulla strada che abbiamo intrapreso nel 2020. Realizzare biciclette speciali e mettere ogni giorno ancora più passione nel nostro lavoro. Siamo i primi a testare ogni nuovo modello. Se c’è qualcosa che non ci convince, prima di presentare una nuova bicicletta ci lavoriamo fino a che non siamo completamente convinti di poter offrire ai nostri clienti un prodotto davvero top. Questa è la nostra prima regola.

Regola Bikes

Regola Bikes Dardo, purosangue da corsa

01.03.2023
3 min
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Le Regola Bikes sono bici pronte a dettare la propria legge nel mercato delle due ruote. Oggi andiamo a conoscere l’ultima arrivata nonché la più racing della gamma: la Dardo. Una purosangue a pedali in grado di far collimare caratteristiche da top di gamma con un’estetica pulita e accattivante che non ha nulla da invidiare alla concorrenza.

Dopo un’esperienza accumulata negli anni di vendita, Regola Bikes ha dato il via alla produzione propria nel 2020. I fondatori Nicola Percivaldi e Fabrizio Pasolini hanno lanciato la propria gamma di bici uniche e personalizzabili

Anima racing

Per quanto giovane, Regola Bikes ha già tanto da comunicare. I primi a testare i prodotti e a progettare i telai sono proprio Nicola e Fabrizio che vantano più di dieci anni nella vendita di bici e da due si sono messi in gioco nella produzione. La Dardo è l’ultimo tassello che completa al momento la proposta da affiancare alla C01 (la più endurance) e alla R1 (la più versatile). 

L’anima di questo nuovo modello è rivolta a chi cerca il massimo dalla propria bici. Le geometrie vantano dettagli aerodinamici e una rigidità in grado di trasmettere tutta la potenza espressa sull’asfalto. Il carbonio utilizzato è il t1000 3k H.M. a dimostrazione che la qualità è un valore imprescindibile di questa Dardo. Il telaio monoscocca vanta particolari come i foderi ribassati, aerodinamici oppure forcelle a profilo a goccia per poter rendere ancora più filante il tutto. Per finire il manubrio integrato monoscocca dona alla bici una linea ancora più sinuosa e coerente con tutto il concetto racing che rappresenta. 

Il manubrio monoscocca favorisce la linea pulita e aero
Il manubrio monoscocca favorisce la linea pulita e aero

Completamente personalizzabile

Perché si chiama Regola Bikes? Semplice, perché nell’anno della sua nascita, il 2020 le regole erano all’ordine del giorno e la risposta in carbonio da parte di Nicola e Fabrizio è stata quella di dare un’identità che volesse dimostrare la propria di regola. Questo però viene ribaltato quando ci si interfaccia con il cliente. Lo slogan diventa hollywoodiano e l’unica regola è che non ce ne sono affatto. Infatti ogni particolare che va oltre alle geometrie è personalizzabile. 

Dalla colorazione a cui l’azienda punta molto per dare un’esperienza al consumatore di totale personalizzazione. Alla scelta dell’allestimento che spazia per un’infinità di combinazioni. L’obiettivo finale rimane quello di creare un collegamento diretto e umano tra cliente e produttore. Proprio perché chi vende è anche produttore e ogni dettaglio è stato pensato dai due fondatori per soddisfare le richieste dell’utente. 

Si passa dai componenti Shimano e Sram alle ruote Regola in carbonio o alluminio. Le taglie coprono dalla 46 alla 58. Il peso si differenzia in base alla scelta dell’allestimento. Nella versione Durace a disco con copertoncino e pedali si attesta a 7,2 kg. Caratteristiche uniche racchiuse in un prezzo che vanta una promozione per il mese di marzo per Dardo, R1 e C01 con gruppo Ultegra Di2 12v e ruote Regola in carbonio a 4.450 euro mentre con ruote Vision Team 35 alu a 4.090 euro. 

RegolaBikes