Schwalbe Pro One Allroad

Pro One Allroad, da Schwalbe un ponte tra strada e gravel

02.02.2026
3 min
Salva

Il brand tedesco Schwalbe ha da pochissimo presentato un nuovo pneumatico, il Pro One Allroad. Si tratta di un’evoluzione del modello G-One Speed, che infatti sparirà in favore del nuovo arrivato, che arriva con una nuova struttura interna e nuove dimensioni. Il battistrada, invece, è rimasto lo stesso.

Se il modello G-One Speed era pensato per la bici da strada (ha debuttato alla Parigi-Roubaix) il Pro One Allroad si spinge anche verso il gravel veloce, grazie ad una dimensione massima di 40 mm di sezione.

Schwalbe Pro One Allroad
La caratteristica interessante dei nuovi Pro One Allroad è la loro natura ibrida, che li rende adatti sia all’asfalto che alla ghiaia
Schwalbe Pro One Allroad
La caratteristica interessante dei nuovi Pro One Allroad è la loro natura ibrida, che li renda adatti sia all’asfalto che alla ghiaia

Più velocità e più protezione allo stesso peso

La novità principale, a detta di Schwalbe, è da ricercare nella nuova struttura chiamata Race Pro. In sostanza si tratta di una carcassa realizzata in tre strati sovrapposti che garantiscono tutta la necessaria protezione sulla spalla dello pneumatico. 

Questo ha reso possibile anche migliorare la resistenza al rotolamento, dal momento che nella parte superiore e centrale gli strati sono soltanto due, coadiuvati però da un maggiore spessore del battistrada. 

Sotto il battistrada infatti è presente il collaudato sistema antiforatura V-Guard, che però è stato allargato per essere ancora più efficiente. La mescola è la Addix Race, cioè quella di alta gamma di Schwalbe, progettata per offrire un elevato grip e una lunga durata durante le competizioni.

Tutto ciò fa di Pro One Allroad un vero e proprio ponte tra strada e gravel, pensato per chi, sull’asfalto sconnesso o sullo sterrato leggero, ricerca il massimo della velocità. E senza aggiungere peso: sia il nuovo pneumatico che il “vecchio” G-One Speed pesano 340 grammi nella versione da 30 mm.

Schwalbe Pro One Allroad
Il battistrada è rimasto invariato, con i piccoli cerchi che garantisco il giusto grip nelle condizioni atmosferiche difficili
Schwalbe Pro One Allroad
Il battistrada è rimasto invariato, con i piccoli cerchi che garantisco il giusto grip nelle condizioni atmosferiche difficili

Sostenibilità, misure e prezzo

Oltre alle specifiche tecniche, l’azienda ha posto molta attenzione anche alla sostenibilità del Pro One Allroad. Infatti è realizzato con gomma naturale proveniente dal commercio equo solidale, e utilizza inoltre nerofumo proveniente dagli pneumatici Schwalbe riciclati.

Pro One Allroad è (naturalmente) tubeless-ready e disponibile in tre misure: 30-622, 35-622 e 40-622, cosa che ne fa il Pro One più largo di tutta la gamma Schwalbe. 

La versione da 30 mm è già disponibile nel sito dell’azienda ad un prezzo di 74,90 euro.

Schwalbe

Team Picnic PostNL, Santos Tour Down Under 2026, prologo, Lapierre, Michelin

Michelin torna nel WorldTour: partnership con il team Picnic PostNL

27.01.2026
3 min
Salva

Michelin rientra ufficialmente nel ciclismo su strada di massimo livello. A partire dallo scorso 1 di gennaio, il gruppo francese è diventato partner tecnico ufficiale del team Picnic PostNL, segnando così un ritorno strategico nel WorldTour maschile e femminile.

Non si tratta di una semplice fornitura di pneumatici. La collaborazione nasce difatti con un obiettivo preciso: trasformare la competizione in un laboratorio di innovazione, dove testare, sviluppare e validare le tecnologie di domani direttamente in gara.

Michelin, pneumatici ciclismo
I prodotti Michelin torneranno a correre nel WorldTour
Michelin, pneumatici ciclismo
I prodotti Michelin torneranno a correre nel WorldTour

Da sempre, Michelin utilizza lo sport ad alto livello come strumento di ricerca e sviluppo. Il ciclismo WorldTour rappresenta uno degli ambienti più estremi e selettivi per la sperimentazione di nuovi pneumatici: superfici variabili, condizioni meteo imprevedibili, chilometraggi elevati e massima richiesta di affidabilità.

All’interno di questa partnership, i corridori del team Picnic PostNL utilizzano pneumatici progettati specificamente per le competizioni, sviluppati congiuntamente dagli ingegneri Michelin e dallo staff tecnico della squadra. Ogni gara diventa così un test reale. Ogni singolo feedback degli atleti si trasforma in dati concreti.

L’obiettivo è duplice. Supportare le prestazioni del team ai massimi livelli e trasferire le innovazioni sviluppate in gara nei prodotti destinati al mercato.

Team Picnic PostNL, 2026
Il Team Picnic PostNL nel 2026 utilizzerà copertoni Michelin
Team Picnic PostNL, 2026
Il Team Picnic PostNL nel 2026 utilizzerà copertoni Michelin

Collaborazione continua e bidirezionale

Il valore della partnership risiede nella collaborazione quotidiana tra azienda e squadra. Gli atleti forniscono sensazioni precise su grip, scorrevolezza, comfort e resistenza. Gli ingegneri traducono queste informazioni in miglioramenti immediati.

Secondo Vincent Ledieu, Direttore del Programma Ciclismo di Michelin, lavorare a stretto contatto con un team WorldTour permette di comprendere in modo profondo le reali esigenze della competizione moderna. Un approccio che rafforza il DNA del marchio, da sempre legato alla performance misurabile e verificabile sul campo.

Il team Picnic PostNL rappresenta una delle realtà più strutturate e innovative del panorama internazionale. Partecipa a tutte le prove del WorldTour e adotta un modello misto e integrato, che comprende squadra maschile, femminile e un ampio progetto di sviluppo.

Nel 2026 il team conta 28 uomini, 17 donne e 16 atleti della compagine ”devo. Una struttura che riflette una visione contemporanea dello sport professionistico, basata su performance, ricerca e crescita sostenibile.

Per Piet Rooijakkers, responsabile R&D del team, la partnership con Michelin consentirà di disporre di attrezzature di altissimo livello, adattate alle esigenze reali della competizione. Il processo di miglioramento continuo diventa così un vantaggio competitivo concreto.

Foto3 (La bicicletta Lapierre del team, le ruote sono Ursus)
La bicicletta Lapierre del team, le ruote sono Ursus
Foto3 (La bicicletta Lapierre del team, le ruote sono Ursus)
La bicicletta Lapierre del team, le ruote sono Ursus

Innovazione, materiali e visione globale

Fondata oltre 130 anni fa, Michelin è oggi uno dei leader mondiali nei materiali compositi e nelle soluzioni ad alte prestazioni. Il gruppo opera in 175 Paesi e impiega oltre 129.000 persone.

Il “know-how” nei polimeri avanzati consente all’azienda di sviluppare pneumatici e componenti per settori critici come mobilità, aeronautica, sanità ed energie a basse emissioni. In Italia, Michelin è presente dal 1906 con stabilimenti produttivi a Cuneo e Alessandria, sede centrale a Torino e direzione commerciale a Milano.

La competizione rimane uno dei pilastri della strategia di innovazione. Con il ritorno nel WorldTour, Michelin riafferma il proprio ruolo nel ciclismo d’élite… e la strada torna a essere il banco di prova definitivo!

Michelin

Vittoria

Vittoria e reTyre, insieme per produrre nuovi pneumatici sostenibili  

19.01.2026
3 min
Salva

Nei giorni scorsi l’azienda norvegese reTyre ha chiuso con successo un round di investimento da 7 milioni di euro. L’operazione è stata guidata da Blue Revolution Fund, un fondo di venture capital globale gestito da Hatch Blue, e da Fundracer, altro fondo di venture capital che investe in start-up.

L’investimento ottenuto permetterà a reTyre di aumentare la propria capacità produttiva e di conseguenza di rispondere ad una domanda in costante crescita.

reTyres, fondatori
I tre fondatori di reTyre
reTyres, fondatori
I tre fondatori di reTyre

Scopriamo reTyre 

Dopo oltre un decennio di ricerca, l’azienda norvegese ha sviluppato una tecnologia brevettata di stampaggio a iniezione che cambia radicalmente il modo in cui vengono attualmente prodotti gli pneumatici per biciclette. Il processo riduce le emissioni di CO₂ dell’80%, consente una riciclabilità al 100%, ed è privo di polvere. Altra cosa importante, si tratta un processo completamente automatizzato. 

Questa svolta garantisce una produzione decentralizzata e pulita, vicina alle linee di assemblaggio OEM, riducendo drasticamente le emissioni e i costi di trasporto.

Grazie al finanziamento ottenuto, reTyre installerà già nel 2026 la sua prima attività produttiva completamente automatizzata in Norvegia. Sempre quest’anno è prevista l’inaugurazione di un secondo stabilimento in Asia.

Vittoria Labs
Il lavoro sarà svolto a stretto contatto con Vittoria per lanciare sul mercato una nuova generazione di pneumatici
Vittoria Labs
Il lavoro sarà svolto a stretto contatto con Vittoria per lanciare sul mercato una nuova generazione di pneumatici

Entra in gioco Vittoria

In tutto questo quale sarà il ruolo di Vittoria? reTyre si sta preparando a entrare nel mercato degli pneumatici ad alte prestazioni e come partner ha scelto proprio l’azienda bergamasca. Le due realtà hanno firmato un accordo di collaborazione strategica per sviluppare e lanciare sul mercato una nuova generazione di pneumatici ad alte prestazioni basati sulla tecnologia di stampaggio a iniezione proprietaria di reTyre.

Paul Magne Amundsen, CEO e fondatore di reTyre, ha così commentato l’investimento appena ottenuto e la partnership con Vittoria.

«Dopo un decennio di ricerca e sviluppo mirati – ha dichiarato – siamo orgogliosi di rivoluzionare il settore con una tecnologia che offre un nuovo livello di prestazioni, consentendo al contempo una vera circolarità e una soluzione sostenibile nella produzione di pneumatici. Il supporto di Hatch Blue, Fundracer e la nostra partnership di co-sviluppo con Vittoria riflettono la profonda fiducia sia nella nostra visione che nel potenziale rivoluzionario della nostra piattaforma, mentre continuiamo a crescere».

Ecco invece le prime dichiarazioni di Stijn Vriends, Presidente e CEO di Vittoria.

«Seguiamo reTyre da molti anni – ha detto Vriends – e siamo convinti che il loro esclusivo metodo di produzione possa essere applicato con successo agli pneumatici per biciclette. Vittoria è sinonimo di prestazioni e sostenibilità, e la tecnologia di reTyre offre entrambi. Siamo entusiasti di collaborare e lanciare sul mercato questa nuova generazione di pneumatici sostenibili e performanti».

La collaborazione tra reTyre, Hatch Blue, Fundracer e Vittoria rappresenta una svolta nel settore globale degli pneumatici per biciclette, combinando tecnologia avanzata e produzione sostenibile.

Vittoria

CHutchinson Blackbird all season tubeless , controllo, tenuta a scorrevolezza

Hutchinson Blackbird all season tubeless. Provata la sezione da 30

29.12.2025
5 min
Salva

Uno pneumatico tubeless 4 stagioni con prestazioni paragonabili ad uno sviluppato in modo specifico per le gare? Il nuovo Blackbird all season di Hutchinson è anche questo.

E’ un tubeless ready che nasce con il nuovo concetto hookless, ovvero con il cerchietto/tallone leggermente squadrato, robusto e abbondante nelle dimensioni. Ma non è solo questo, perché la sua tenuta anche su fondi viscidi è un valore aggiunto non secondario per chi utilizza pneumatici del genere in inverno e durante le sessioni di training e non lascia nulla al caso. Lo abbiamo provato.

Controllo, tenuta a scorrevolezza, Hutchinson Blackbird all season
Perfetto con ruote ad alto profilo e da gara
Controllo, tenuta a scorrevolezza, Hutchinson Blackbird all season
Perfetto con ruote ad alto profilo e da gara

Blackbird all season, come è fatto

Tutto parte dallo scheletro, ovvero dalla carcassa 3×127 Tpi, marchio di fabbrica dell’azienda francese. 127 fili (intreccio a base di poliammide) per pollice quadrato in una sorta di triplo strato, dove al centro è posizionata una bandella di rinforzo. In questo rientra anche il cerchietto laterale, completamente avvolto nel tessuto della carcassa. Sono rinforzati pure i bordi. La struttura a “rete” che caratterizza i lati di Blackbird prende il nome di Gridskin, uno spessore aggiunto che ha l’obiettivo di irrobustire e sostenere lo pneumatico, anche nell’ottica di ottimizzare la tenuta di forma sul lungo periodo.

Battistrada con spessore maggiorato. Si tratta di una mescola a doppia densità e con disegno differenziato. Al centro è liscio e utilizza la Mach 3.0 per non sacrificare la scorrevolezza. Ai lati utilizza ribs ed intagli (Hutchinson Blackbird all season è una gomma direzionale) con mescola Safetread, ma in generale il suo spessore è stato maggiorato del 24%, ovvero di ben 2,1 millimetri. E’ tantissimo per un tubeless ready di questa caratura e fascia di mercato, fattore che influisce inevitabilmente sul valore alla bilancia (360 grammi dichiarati, 358 rilevati nella misura 700×30), ma anche su una longevità super.

30 millimetri rilevati

Come nostra abitudine abbiamo voluto “forzare” l’abbinamento al cerchio. Per il test è stata utilizzata una ruota particolarmente wide con canale interno da 24 millimetri di larghezza. Questo per valutare la tenuta di forma del Blackbird all season, un tubeless ready che nasce con l’obiettivo di configurarsi al meglio anche con la tecnologia hookless dei cerchi. Molti di questi si spingono verso larghezze di 25 millimetri (tantissimo) e proprio la tenuta della sezione dichiarata diventa un elemento di valutazione. 30 millimetri dichiarati, 30 rilevati, in tutto il range di pressioni utilizzate, dalle 3,5 fino alle 5 atmosfere (ottimo e davvero ampio).

Controllo, tenuta a scorrevolezza, Hutchinson Blackbird all season
30 millimetri di larghezza rilevati anche su canale da 24 millimetri
Controllo, tenuta a scorrevolezza, Hutchinson Blackbird all season
30 millimetri di larghezza rilevati anche su canale da 24 millimetri

Il meteo non è un problema

Per quanto concerne la scorrevolezza, potrà non essere allo stesso livello del segmento Race, ma in fatto di tenuta ed affidabilità, andiamo ben oltre la media della categoria. Qualcuno potrebbe pensarlo come un tubeless da allenamento e da endurance, i più sensibili (dopo i primi chilometri di utilizzo) lo inserirebbero in una fascia (molto ristretta) di pneumatici, sì della gamma endurance, ma parecchio evoluta. Sotto il profilo della prestazione percepita, il nuovo Hutchinson Blackbird all season non ha nulla a che vedere con le gomme training del passato. E’ super scorrevole ed è anche piuttosto veloce anche con l’asfalto freddo, ha una tenuta laterale eccellente anche con la strada sporca.

Supporta e sopporta un ampio range di pressioni di esercizio, senza mai stravolgere il suo DNA ed è dotato di una fase ammortizzante per nulla banale. Traducendo, anche per chi ama risposte dirette ed è portato ad aumentare le pressioni oltre il limite consigliato (in base a peso e caratteristiche di guida), questo tubeless ready Hutchinson non sarà mai eccessivamente duro e secco.

Super rapporto qualità/prezzo

Il prezzo di listino è di 69,99 euro. Blackbird all season non è un tubeless economico, ma a nostro parere gli euro sono perfettamente tradotti una volta su strada. Si tratta di un tubeless ready con una resa tecnica paragonabile al Race alto di gamma, più durevole, sicuramente non leggerissimo, ma strutturato per non subire i rigori dell’usura precoce. Ed è anche sostanzioso, fattore che non guasta mai e che può mettere al riparo da eventuali danni causati da agenti esterni.

Insieme a pochi altri tubeless ready di questo segmento, che non hanno la competizione estremizzata come focus primario, Hutchison Blackbird all season è il simbolo di una categoria che è cambiata in modo esponenziale, diventando sempre più performante (anche grazie all’adeguamento hookless), senza mai snaturare il concetto di durata e robustezza.

Hutchinson

Beltramitsa

Copertoni Schwalbe Tudor

Quali gomme invernali? Le scelte in casa Tudor

21.11.2025
4 min
Salva

Per pedalare d’inverno, lo sappiamo, occorre attrezzarsi bene. Gambe coperte e giacca pesante, copriscarpe, guanti e chi più ne ha più ne metta. Ma nella brutta stagione anche la bici necessita di un “abbigliamento” particolare, a partire dai copertoni.

Che differenze ci sono tra gli pneumatici estivi e quelli invernali? Come utilizzarli al meglio? L’abbiamo chiesto a Diego Costa, una vita da meccanico di altissimo livello e ora Head of Operations nel Tudor Pro Cycling Team.

Diego Costa, meccanico, head of operations Tudor Pro Cycling
Diego Costa è passato alla Tudor dopo anni alla Ineos. Dal 2026 sarà Head of Operations (foto Tudor Pro Cycling)
Diego Costa, meccanico, head of operations Tudor Pro Cycling
Diego Costa è passato alla Tudor dopo anni alla Ineos. Dal 2026 sarà Head of Operations (foto Tudor Pro Cycling)
Diego, come prima cosa ci dici quali sono le differenze tra una gomma estiva e una invernale?

La differenza principale riguarda il rotolamento. Con quelle estive si cerca il massimo della performance e della velocità, ma si perde qualcosa per quanto riguarda il grip. Quelle invernali invece sono più strutturate come carcassa, quindi leggermente meno veloci, ma più aderenti. Una differenza che infatti si vede anche nel peso.

Alla Tudor siete sponsorizzati da Schwalbe, che modelli utilizzate e quanto pesano?

Durante la stagione montiamo sempre gli Schwalbe Pro One da 28 mm, anche a cronometro. Invece per l’inverno diamo ai corridori gli Schwalbe One 365 sempre da 28, uno pneumatico quattro stagioni. Pesano rispettivamente 260 e 360 grammi, quindi come dicevo c’è una bella differenza.

Cambia anche la resistenza alle forature?

Esatto, i 365 hanno la protezione RaceGuard, oltre ad una carcassa più robusta e una mescola diversa. Per questo paga qualcosa in termini di resistenza al rotolamento, ma per gli allenamenti invernali vanno più che bene. Poi dipende anche dalle condizioni atmosferiche e da dove si abita. Abbiamo corridori spagnoli che usano sempre i Pro One, anche per avere sempre lo stesso setup. Allo stesso tempo ci sono altri corridori, per esempio gli olandesi, che utilizzano i 365 durante tutto l’anno.

E questo cambiamento tra pneumatici da allenamento e gara non si sente?

Molto poco direi, perché comunque giochiamo anche con le pressioni per fare in modo che abbiano le stesse sensazioni. Per esempio tenendo i Pro One a un gonfiaggio più basso.

A proposito di pressioni, quali sono quelle giuste per il modello invernale 365?

Parlando della versione tubeless, che consiglio senz’altro, noi le usiamo dai 4 a 5,3 bar. Secondo me anche per gli amatori durante l’inverno conviene certamente un copertone un po’ più robusto e più sicuro, e quello è un ottimo modello. Anche per quanto riguarda il design, il 360 ha le scanalature più accentuate di quello estivo, un dettaglio importante in questa stagione, quando spesso le strade restano umide anche con il bel tempo.

Negli Schwalbe One 365 anche la scanalatura è più marcata, per un migliore grip sul bagnato
Negli Schwalbe One 365 anche la scanalatura è più marcata, per un migliore grip sul bagnato
Torniamo un attimo alla vostra scelta durante le gare. Come mai avete optato per la misura da 28 mm?

Abbiamo esplorato molte combinazioni, fatto molti test, e quella sezione, nell’insieme del sistema copertone-ruota-bici, si è dimostrata la migliore. L’anno scorso per esempio utilizzavamo il 25 mm all’anteriore e il 28 mm al posteriore, da quest’anno invece siamo passati solo alla sezione più grande. E rimarremo così anche per la prossima stagione. Tranne che per le gare sulle pietre, dove utilizzeremo i Pro One ma da 30 mm.

Qualcuno dei vostri durante l’inverno fa anche gravel? In questo caso che pneumatici consiglieresti?

Sì qualche corridore che abita in nord Europa lo fa, anche per diversificare la preparazione, ma è una cosa che chiedono direttamente loro. Per il gravel un’ottima opzione sono gli G-One Overland 365 da 40 mm, per i quali vale più o meno lo stesso discorso fatto per gli One 365 stradali. Sono degli pneumatici quattro stagioni, quindi con protezione antiforatura e con maggior durata, la scelta giusta per chi li usa a livello amatoriale senza l’ossessione del risultato agonistico

Schwalbe Pro One Aero, precisione di guida ed aerodinamica

25.07.2025
5 min
Salva

Schwalbe entra dalla porta principale nella categoria degli pneumatici aero concept. Che piaccia oppure no, quando si entra nella categoria top level e performance, confrontarsi con l’aerodinamica (e tutto quello che gli ruota intorno) è un passo obbligato.

I nuovi Schwalbe Pro One Aero TLR fanno parte della linea EVO, famiglia di prodotti sviluppati per il professionismo e per le massime performance, sono tubeless ready differenziati tra anteriore e posteriore. Li abbiamo provati.

Schwalbe Pro One Aero TLR

Siamo all’apice dello sviluppo, ricerca del design, forme e materiali legati alla categoria degli pneumatici. Oggi come oggi non è più sufficiente la qualità della gomma, intesa come accessorio e come punto di primo contatto con l’asfalto. La gomma anteriore è il primo punto di impatto con l’aria, quello posteriore ottimizza i flussi del telaio. Inoltre, tutte le gomme di nuova generazione si confrontano con un settore ruote/cerchi che è cambiato profondamente rispetto al passato, soprattutto nelle forme e nelle larghezze. Schwalbe Pro One Aero seguono questo filone di sviluppo che vede l’aerodinamica tra i soggetti principali.

Sono tubeless ready, hanno una sezione di 28 millimetri (ETRTO 28×622) e sono pneumatici pieghevoli. Hanno una mescola Addix Race, quella sviluppata per l’agonismo ai massimi livelli ed una carcassa EPI 127 (127 fili per pollice quadrato, la stessa carcassa avvolge anche il tallone). La versione è Super Race con inserto centrale Super Race Guard, una bandella protettiva dal peso ridotto. Il design del battistrada riprende il classico intaglio Schwalbe. I nuovi Schwalbe Pro One Aero sono differenziati (nella struttura e per quanto concerne la superficie degli intagli) tra anteriore (front) e posteriore (rear), lo si percepisce anche al tatto. Il prezzo di listino recita 79,90 euro (per singolo pneumatico), non poco, ma perfettamente nella media se consideriamo questa categoria ultra performance di strumenti, perché di questo si tratta.

I nostri feedback

Prima di tutto, sono facili da montare e tallonano in un amen. Ci piace molto questo fattore, perché montare un tubeless deve essere possibile anche tra le mura di casa. Non bisogna essere per forza degli ingegneri, non bisogna essere dei body-builder e deve essere possibile farlo con strumentazioni comuni. Grazie alla costruzione tubeless-easy, che da Schwalbe porta con se da sempre, tutto resta molto semplice. L’anteriore è più morbido e sottile, il posteriore è maggiormente strutturato. Quello davanti ha una sorta di “forma a pera”, più puntuto al centro, mentre quello dietro è più rotondo e anche alla prova del calibro (per la misurazione della larghezza una volta montato sul cerchio) le differenze si vedono. L’anteriore deve fendere l’aria, senza perdere di equilibrio, quello dietro si deve interfacciare con la tubazione del piantone e deve anche essere più comodo, non sacrificare la trazione e la tenuta.

Sotto il profilo dell’utilizzo il nuovo kit Schwalbe (perché di kit si tratta) è tanta roba ed è anche una sorta di pneumatico Dottor Jekill e Mister Hide. Perché? Perché entrambi gli pneumatici sono velocissimi a prescindere, ma cambiano le risposte in base alla situazione di scorrimento. Più duri e secchi nella parte centrale, velocissimi sul dritto. Pastosi, trasmettono una morbidezza ed elasticità maggiore, con una aderenza eccellente e una buona capacità di smorzamento sui lati, ovvero quando si affrontano curve. Un misto tra una performance legata alla velocità e percezione di scorrevolezza estrema che collima con una tenuta elevata quando si piega la bici, un blend non così comune. Abbiamo trovato ottimale l’impiego di pressioni, 5/5,2 per l’anteriore, 5,4 per il tubeless posteriore. Il nostro peso è di 66 chilogrammi.

Tubeless ready da gara, molto versatili in puro stile Schwalbe
Tubeless ready da gara, molto versatili in puro stile Schwalbe

In conclusione

Il nuovo set di pneumatici Schwalbe Pro One Aero non è un compromesso. Sono un vero e proprio strumento dedicato a chi ricerca la massima tecnicità dei prodotti, a chi sa cogliere anche le più piccole differenze in fatto di performance, un prodotto pensato per conciliare in modo ottimale l’aerodinamica e l’utilizzo quotidiano ed anche con differenti condizioni meteo.

Come vuole la tradizione, uno pneumatico Schwalbe funge bene sull’asciutto e anche sul bagnato, merito della mescola, del design e anche di quegli intagli laterali che donano un grande equilibrio alla gomma. E poi il valore alla bilancia, ottimo e ridotto, quindi un kit tubeless ready dedicata a chi ama questa tipologia di pneumatici e butta sempre un occhio al peso. Anche il prezzo di listino è buono, tenendo ben presente che si argomenta uno pneumatico che entra a fare parte di una fascia alta/altissima, dove tutta la tecnologia sviluppata ha un costo.

Schwalbe

Continental lancia Archetype, lo pneumatico per il Tour di Pogacar

26.06.2025
3 min
Salva

Dopo mesi di progettazione, test e collaudi, oggi Continental lancia Archetype, il nuovo pneumatico sviluppato con la UAE Team Emirates, che vedremo in azione nel prossimo Tour de France.

Archetype è nato proprio dalle esigenze di Pogacar e compagni, che hanno chiesto al brand tedesco uno pneumatico da 30 millimetri che assicurasse le massime prestazioni possibili. In termini di velocità, leggerezza e tenuta.

Archetype arriva direttamente dalla richiesta di Pogacar e compagni di avere un nuovo pneumatico da 30 mm super performante
Archetype arriva direttamente dalla richiesta di Pogacar e compagni di avere un nuovo pneumatico da 30 mm super performante

Dai fondamentali al futuro

Il nome stesso, Archetype, testimonia il lavoro che è stato fatto dall’azienda: un prototipo reso reale, e un modello per il futuro degli pneumatici da gara. Come ha detto Hannah Ferle, Road Product Manager di Continental: «La UAE Emirates – XRG ci ha chiesto uno pneumatico che offrisse prestazioni ancora più veloci con una larghezza di 30 millimetri. E’ stata una grande sfida, quindi siamo tornati ai fondamentali».

Continua Ferle: «Il risultato è l’Archetype: un pneumatico che distilla i nostri decenni di esperienza nelle corse in un prodotto puro e specifico. È minimale, veloce e fatto per coloro che vivono per competere».

Il disegno del battistrada richiama quello del modello Grand Prix 5000, ma il peso è di 35 grammi inferiore
Il disegno del battistrada richiama quello del modello Grand Prix 5000, ma il peso è di 35 grammi inferiore

Leggerezza, velocità, comfort

Dovendo rispondere agli altissimi standard richiesti dalla squadra che domina il World Tour, molta attenzione è stata rivolta al peso. Infatti Archetype pesa 35 grammi in meno rispetto ad un modello molto apprezzato dai professionisti, il Grand Prix 5000 S TR (di cui richiama anche il disegno del battistrada). 

La sua carcassa è ultra-morbida e garantisce la massima reattività e un grande livello comfort. Lavora assieme alla mescola BlackChili di Continental, che riduce la resistenza al rotolamento pur mantenendo un’aderenza che è – e non potrebbe essere altrimenti – ai massimi livelli disponibili.

Inoltre si avvale della lavorazione LazerGrip, il trattamento micro-profilato di Continental sulla spalla del copertoncino, che permette di affrontare le curve in modo sicuro anche ad alte velocità. L’Archetype integra infine anche Active Comfort, una tecnologia che assorbe le vibrazioni della strada. Questo garantisce una guida più fluida e controllata, caratteristica fondamentale per chi deve stare molte ore in sella. 

Archetype è in versione limitata, e un prodotto ufficiale del Tour de France 2025
Archetype è in versione limitata, e un prodotto ufficiale del Tour de France 2025

Dettagli e prezzo

In linea con l’ormai consolidata tendenza tra i professionisti (e non solo) gli Archetype sono naturalmente tubeless ready e compatibili con i cerchi hookless. Il nuovo, anzi nuovissimo, Continental Archetype è disponibile da oggi, in edizione limitata, in tutti i rivenditori ufficiali Continental al prezzo di 105,95 euro.

Continental Tyres

Michelin Pro5 tubeless ready, super scorrevole e immediato

23.05.2025
5 min
Salva

Abbiamo provato il nuovo tubeless ready Michelin Pro5, ovvero l’ultima evoluzione del tubeless più versatile dell’azienda francese. Rispetto alla versione precedente è migliorato (è cambiato completamente) nelle differenti sfaccettature tecniche.

E’ più scorrevole e veloce, lo si percepisce fin dalle prime pedalate. E’ più comodo, un comfort che arriva principalmente dalla capacità di adattarsi alle differenti tipologie di asfalto.

Il test completo del tubeless ready Michelin Pro5
Il test completo del tubeless ready Michelin Pro5

I punti chiave del nuovo Michelin Pro5

Adotta la mescola Michelin Gum-X, opportunamente riprogettata per adeguarsi al meglio ed essere ancora più efficace nel contesto tubeless ready road. Ha una carcassa da 3×120 Tpi, una sorta di scheletro con 3 strati diversi e 120 fili di nylon per pollice quadrato.

Michelin Pro5 è pieghevole. Risponde perfettamente alle nuove richieste dello standard ETRTO in merito alla compatibilità con cerchi hook e hookless (fattore dimostrato anche dal design squadrato del tallone, che si ancora perfettamente sui cerchi senza uncino). Sono cinque le larghezze disponibili: 28 e 30, 32 e 35 millimetri. Il prezzo di listino è di 64 euro, a nostro parere ottimo.

Pneumatico tubeless tanto veloce

Fin dai primi chilometri emerge un carattere brioso, diretto e perentorio nelle risposte. A tratti sembra un tubeless ready da crono montato con la camera d’aria in TPU. E’ un lato della performance non comune nella categoria dei tubeless ready sviluppati per il mondo road/training che, a nostro parere, contestualizza il nuovo Michelin Pro5 in un segmento racing dove però è necessario avere uno pneumatico robusto.

Competizione, ma anche endurance e questo secondo aspetto è da interpretare come longevità tecnica dello pneumatico. Pro5 tubeless ready fa parte del segmento Competition Line di Michelin (non un dettaglio).

Pressioni di esercizio da gestire

L’estrema reattività di questo tubeless comporta anche una gestione oculata delle pressioni di esercizio, il tutto per sfruttare le caratteristiche tecniche del binomio pneumatico/ruota. Non solo, perché il Pro5 ha una struttura compatta, sostenuta e robusta e necessita di un range ottimale di pressioni per dare modo alla stessa gomma di lavorare in maniera corretta.

Un esempio: siamo partiti da pressioni di 5,2 e 5,5, rispettivamente per anteriore e posteriore, trovando in 4,6 e 5 bar il setting ottimale (il nostro peso è di 66 chilogrammi e lo stile di guida è aggressivo), nell’ottica di sfruttare una buona scorrevolezza abbinata ad un buon grado di comfort. Queste pressioni ci hanno permesso di avere a disposizione un tubeless molto preciso anche in curva e su asfalti con consistenza differente. Il range consigliato da Michelin, considerando il nostro peso corporeo ed il canale da 21 millimetri, è 4,4/4,6 atmosfere.

In conclusione

Michelin torna a proporre un tubeless ready completo, prestazionale sotto diversi punti di vista e per differenti tipologie di utenza/interpretazione. Ad un eccellente blend di caratteristiche tecniche (nell’ottica della performance) viene abbinata una durata non secondaria dello pneumatico. E poi non costa una follia, il che permette di sfruttare un tubeless vantaggioso anche per il rapporto qualità/prezzo/longevità.

Michelin Pro5 è molto più che un tubeless da allenamento, è uno pneumatico che si spinge ad uno step successivo, in termini di resa tecnica, affidabilità e piena sfruttabilità del prodotto.

Michelin

Vredestein Superpasso PRO TLR, il tubeless per correre

29.04.2025
5 min
Salva

Evolve il tubeless di punta della gamma Vredestein. Ora il Superpasso TLR adotta il suffisso PRO ed incorpora una nuova soluzione tecnologica relativa alla costruzione della carcassa.

Active Control Technology viene introdotta con il nuovo pneumatico TLR (disponibile anche nella versione copertoncino). Si tratta di una carcassa con fili direzionali e non sovrapposti, con una drastica riduzione di peso. Entriamo nel dettaglio.

Vredestein Superpasso PRO TLR, il tubeless per le competizioni
Vredestein Superpasso PRO TLR, il tubeless per le competizioni

Superpasso PRO TLR vs TLR

Il DNA Vredestein resta ed è ben visibile anche nell’ultima versione. Non cambia il design del battistrada (che rimane pastoso e quasi malleabile, in special modo con l’aumento della temperatura esterna), caratterizzato dai lunghi intagli laterali con le classiche “punte” che si spingono verso il centro dello pneumatico. La mescola adotta un blend di tre densità differenti (TriComp Technology). Resta anche la forma tipica di Vredestein, con un tubeless molto rotondo una volta montato/gonfiato alla pressione adeguata.

La nuova tecnologia Active Control del battistrada è introdotta per la prima volta su gomme tubeless. Si riferisce alla carcassa, dove un singolo layer direzionale di tessuto (senza sovrapposizioni), permette di risparmiare peso e aumenta le performance. Lo pneumatico, a parità di sezione e se messo a confronto con la versione più anziana, è più veloce e reattivo, più leggero e più resistente.

Tre larghezze disponibili

25, 28 e 32 millimetri di larghezza, misure mutuate anche dalla versione per camera d’aria, così come le colorazioni, total black o con i fianchi beige. Molto interessanti i valori alla bilancia dichiarati, soprattutto per la versione tubeless: 265, 280/290 e 315/325 grammi (è piuttosto leggero, al di sotto della media della categoria).

Resta nel range di una categoria top level il copertoncino, con pesi dichiarati compresi tra i 195 e 245 grammi (da evidenziare che la colorazione beige/transparent risparmia qualche grammo, rispetto alla total black). Abbiamo rilevato un valore alla bilancia di 288 grammi per lo pneumatico da noi utilizzato durante il test, 28×622 nella colorazione beige/transparent.

I nostri feedback

Rispetto alla generazione precedente il tubeless è stato migliorato di molto, soprattutto nella tenuta (anche in curva ad andatura elevata) della velocità e nelle fasi in cui lo pneumatico deve assecondare/aiutare i cambi di ritmo. Il nuovo Superpasso PRO è decisamente più reattivo. Resta un comfort di buon livello, considerando la categoria del quale fa parte. Il nuovo si spinge in modo maggiore verso una prestazione di livello top.

Ottimale la gestione del range di pressione, fattore che aumenta la sfruttabilità dello pneumatico. Raggiunge il suo massimo quando l’asfalto è secco, asciutto e la temperatura passa i 20°, ma si comporta bene anche con asfalto umido e temperature che scendono sotto i 15°. Come tutti i Vredestein, anche il nuovo PRO (una volta montato e gonfiato alla pressione di esercizio adeguata/preferita) è molto rotondo e presenta dei fianchi dritti (non bombati verso l’esterno). Questo aspetto è da considerare nell’ottica della misura effettiva dello pneumatico, che tende ad essere più abbondante della dichiarata. L’esempio è il nostro doppio test: con un canale interno del cerchio la misura effettiva è di 29 millimetri, con un canale da 23 il Superpasso PRO arriva a 31. Quindi, attenzione alle tolleranze con il telaio e alla pressione di gonfiaggio.

Cerchio con canale interno da 23 millimetri, larghezza effettiva della gomma 31 millimetri
Cerchio con canale interno da 23 millimetri, larghezza effettiva della gomma 31 millimetri

In conclusione

Il nuovo Vredestein Superpasso PRO TLR è uno di quegli pneumatici fatti per essere sfruttati durante le gare. E’ cucito sulle esigenze di chi vuole sentire la gomma, che ama una certa secchezza da parte dello pneumatico in fase di accelerazione cambio ritmo, senza mai rinunciare al grip. E’ dedicato anche a chi vuole sentire girare la gomma sulla strada, ben inteso che non è uno pneumatico rumoroso.

La tenuta di strada è eccellente ai lati dove entra in gioco anche la forma rotonda che permette di sfruttare tutto il tubeless. Infine, il nuovo Vredestein è uno di quei tubeless che mette tutto sul piatto quando fa caldo e la temperatura dell’asfalto si alza.

Vredestein