Azzurra Ballan, stagione 2026, Team Breganze Millenium

Azzurra Ballan: il ciclismo è un affare di famiglia

25.03.2026
5 min
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La seconda stagione nella categoria juniores per Azzurra Ballan (in apertura foto Instagram) è partita con dei buoni risultati e un po’ di fiducia in più nei propri mezzi. Al quarto posto del Trofeo Città di Nonantola è seguito un tredicesimo al Piccolo Trofeo Binda, in una corsa difficile anche per le condizioni meteo che l’hanno caratterizzata. A diciott’anni ancora da compiere, l’11 agosto prossimo, il 2026 diventa un anno importante per la sua crescita e anche per il prosieguo della sua carriera

Dalla prima stagione con il Team Breganze Millenium racconta di aver portato via diversi insegnamenti. «Ho cercato di imparare il più possibile dalle mie compagne – dice Azzurra Ballan – ma anche dalle avversarie. In particolare ho capito come si corre in gruppo, perché da allieva tutto funzionava in maniera differente».

Azzurra Ballan, stagione 2025, Team Breganze Millenium
Azzurra Ballan sta affrontando gli anni da juniores con il Team Breganze Millenium (foto Instagram)
Azzurra Ballan, stagione 2025, Team Breganze Millenium
Azzurra Ballan sta affrontando gli anni da juniores con il Team Breganze Millenium (foto Instagram)

Adattarsi

Il passaggio dalla categoria allieve a juniores è stato doppio, questo perché spesso ci si trova a correre contro avversarie ben più grandi visto che le gare sono aperte anche alle elite. 

«Della prima gara fatta lo scorso anno – racconta ancora la figlia d’arte – ricordo di essere andata a tutta dal primo all’ultimo chilometro. Il cambio di passo è arrivato a metà stagione, tra le juniores le velocità sono molto più alte. Inoltre con il fatto di avere i rapporti liberi cambia il modo di approcciare alla corsa. Anche i percorsi cambiano molto, da junior il dislivello e la lunghezza delle salite sono raddoppiate».

«In tutto questo sono state fondamentali le mie compagne, ad esempio Giada Silo mi ha insegnato molto. Così come il nostro allenatore Davide Casarotto, e ovviamente anche mio padre (Alessandro Ballan, ndr)».

Azzurra Ballan, U.C. Giorgione, stagione 2024
Negli anni da allieva Azzurra Ballan ha corso nell’U.C. Giorgione (photors.it)
Azzurra Ballan, U.C. Giorgione, stagione 2024
Negli anni da allieva Azzurra Ballan ha corso nell’U.C. Giorgione (photors.it)
Che rapporto hai con tuo padre, parlate di ciclismo?

Abbiamo un bellissimo rapporto, ora fa più fatica a venire alle corse perché sono lontane da casa, ma quando può c’è sempre. Poi usciamo spesso ad allenarci insieme, anche solo per divertirci e fare qualche volata al cartello. Che ovviamente vinco io (dice ridendo, ndr). 

Ti ha insegnato qualche trucchetto?

Quando si parla delle gare gli dico sempre che in strada ci sono io, non lui. Poi i tempi sono cambiati, ma comunque spesso dice cose che sono vere, alla fine molte volte la gara va come dice lui. Magari mi dice di stare davanti o alla ruota della più forte, ma non è sempre facile quando poi ti trovi in mezzo al gruppo. 

Trofeo Binda 2026, Azzurra Ballan, Team Breganze Millenium, Alessandro Ballan
Trofeo Binda 2026 Alessandro Ballan alle prese con un rullo, al suo fianco sua figlia Azzurra Ballan pronta a correre
Trofeo Binda 2026, Azzurra Ballan, Team Breganze Millenium, Alessandro Ballan
Trofeo Binda 2026 Alessandro Ballan alle prese con un rullo, al suo fianco sua figlia Azzurra Ballan pronta a correre
C’è qualcosa che poi ti è effettivamente magari anche tornata utile?

Mi ricorderò sempre una gara da esordiente, in cui lui mi ha detto di prendere la volata nelle prime tre posizioni. In corsa non ci avevo dato troppo peso, ma una volta nel finale mi sono messa in terza posizione e ho anticipato la volata arrivando seconda. Quando sono arrivata da lui gli ho detto: «Allora di ciclismo ne sai!».

Come ti sei avvicinata al ciclismo, è stato lui a passarti questa passione?

Ho iniziato a correre da G4, prima non sapevo praticamente andare in bici, in realtà mio padre non voleva nemmeno che iniziassi a correre. Sa quanto sacrificio e impegno c’è dietro a questo sport, i rischi e tanti altri aspetti, quindi non era molto d’accordo. Poi piano piano ho convinto mia mamma, che era già un po’ dalla mia parte, e alla fine anche lui si è deciso a farmi provare

Quindi prima hai fatto altri sport?

Tantissimi, ho provato pattinaggio, equitazione, ginnastica artistica, ma vedevo che non erano per me. Volevo andare in bici, e finalmente dopo diversi anni ho convinto papà ed eccomi qui (ride, ndr). 

Crescendo hai capito quale può essere la direzione prendere? 

In questi anni me la cavavo abbastanza bene su tutti i percorsi. Sento di avere uno spunto veloce abbastanza buono, così come a cronometro riesco ad andare forte. Sulle salite lunghe ci sarà da migliorare ma sto crescendo anche lì. Poi lo scorso anno la squadra ci ha portate al Fiandre Juniores.

Azzurra Ballan, Ronde Van Vlaanderen Juniores 2025, Team Breganze Millenium
Nel 2025 Azzurra Ballan ha corso al Fiandre Juniores, una prima esperienza sui percorsi che hanno regalato tanto a suo padre
Azzurra Ballan, Ronde Van Vlaanderen Juniores 2025, Team Breganze Millenium
Nel 2025 Azzurra Ballan ha corso al Fiandre Juniores, una prima esperienza sui percorsi che hanno regalato tanto a suo padre
Gara che in famiglia conoscete bene…

E’ stata un’esperienza bellissima, peccato sia finita prestissimo perché dopo tre chilometri il gruppo si è frazionato a causa di una caduta. Non siamo più riuscite a rientrare e mi sono fermata. Quest’anno torneremo e spero possa andare meglio. 

Il secondo anno da junior ha una grande importanza, pensi al futuro?

Mi piacerebbe molto passare nel WorldTour, magari in un devo team, perché rimanere in Italia da open vorrebbe dire correre contro le juniores e non penso sia una cosa che aiuti a crescere. Invece entrare in una squadra internazionale sarebbe un modo per fare ulteriori esperienze e migliorare. Vediamo come andrà quest’anno, al momento non ci sono stati contatti, quindi tocca rimboccarsi le maniche.  

Piccolo Trofeo Binda, Matilde Rossignoli vince in maglia tricolore (foto Facebook Team BFT Burozni)

Matilde Rossignoli: la vittoria al Binda, il tricolore e l’amore per il ciclismo

16.03.2026
4 min
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CITTIGLIO (VA) – La cerimonia di premiazione del Piccolo Trofeo Binda tarda di qualche minuto rispetto all’orario previsto: le 14. Questo ha permesso alle ragazze della categoria juniores di guardare i primi passaggi della gara riservata alle elite, vinta poi con un colpo di mano di Karlijn Swinkelse e con una gestione astuta da parte del UAE Team ADQ. Matilde Rossignoli, vincitrice in mattinata della gara juniores in maglia tricolore, e le ragazze del Team BFT Burzoni aspettano sotto al palco, intanto parlano e scherzano tra di loro. 

La volata con cui Matilde Rossignoli si è imposta è partita lunga, anzi lunghissima (in apertura foto Facebook Team BFT Burzoni). Con la strada che porta al traguardo di Cittiglio sempre più in salita, metro dopo metro. La campionessa italiana in carica è uscita dalla scia delle avversarie quando il cartello indicava i -100 metri all’arrivo. Non l’hanno più superata, ha vinto e mostrato a tutti il tricolore e il nome della squadra. 

Piccolo Trofeo Binda, Matilde Rossignoli vince in maglia tricolore, sul podio insieme alle compagne del Team BFT Burzoni
Piccolo Trofeo Binda, Matilde Rossignoli vince in maglia tricolore, sul podio insieme alle compagne del Team BFT Burzoni
Piccolo Trofeo Binda, Matilde Rossignoli vince in maglia tricolore, sul podio insieme alle compagne del Team BFT Burzoni
Piccolo Trofeo Binda, Matilde Rossignoli vince in maglia tricolore, sul podio insieme alle compagne del Team BFT Burzoni

Inizio scoppiettante

L’esordio in Olanda, nello stesso fine settimana in cui le ragazze del Team BFT Burzoni sono state nella sede della Picnic per effettuare dei test. Poi la corsa in Italia e il Piccolo Trofeo Binda, primo appuntamento internazionale della stagione juniores. Vincere è stato importante, soprattutto in un contesto di gara dove era richiesto di tirare fuori quel qualcosa in più per riuscire ad emergere.

«Sicuramente è stata una gara molto dura, come sempre – ci racconta al riparo da qualche goccia di pioggia – ogni anno il Piccolo Trofeo Binda diventa imprevedibile e difficile. Si tratta della seconda corsa stagionale in Italia e della prima internazionale, quindi non sappiamo mai davvero il livello delle avversarie. Inoltre in tutte e due le edizioni in cui ho corso (2025 e 2026, ndr) il meteo ha sempre reso il tutto ancora più complicato. L’anno scorso l’ho sofferta tanto, quest’anno invece mi sono sentita bene ma è stata comunque molto impegnativa».

Nel suo primo anno nella categoria juniores Matilde Rossignoli è riuscita a togliersi parecchie soddisfazioni (photors.it)
Nel suo primo anno nella categoria juniores Matilde Rossignoli è riuscita a togliersi parecchie soddisfazioni (photors.it)
L’anno scorso hai conquistato la maglia tricolore al primo anno nella categoria juniores, è cambiato qualcosa dopo quel risultato?

Sono cambiate diverse cose a livello di prestazioni, ma questo fa parte della crescita e del continuo apprendimento. Quella che è arrivata, con la maglia tricolore, è una maggiore consapevolezza nelle mie capacità

In quali aspetti?

Essere al primo anno juniores e riuscire a destreggiarmi e farmi valere contro atlete più grandi è stata una bella risposta. Per quanto riguarda la prestazione c’è stato un cambio netto, un salto davvero importante arrivato grazie ai miei due nuovi preparatori. 

Matilde Rossignoli nel 2025 ha vinto la seconda tappa della Bizkaikoloreak, nei Paesi Baschi, il suo primo successo di Nations Cup
Matilde Rossignoli nel 2025 ha vinto la seconda tappa della Bizkaikoloreak, nei Paesi Baschi, il suo primo successo in Nations Cup
Matilde Rossignoli nel 2025 ha vinto la seconda tappa della Bizkaikoloreak, nei Paesi Baschi, il suo primo successo di Nations Cup
Matilde Rossignoli nel 2025 ha vinto la seconda tappa della Bizkaikoloreak, nei Paesi Baschi, il suo primo successo in Nations Cup
Cosa avete cambiato?

Ci siamo concentrati maggiormente sul fondo, cercando di implementare lavori su sforzi più lunghi e intensi (la volata di ieri lo testimonia, ndr). Mentre lo scorso anno mi ero allenata tanto sugli sforzi più brevi, per stimolare il VO2 Max. E’ stata una scelta legata al fatto che il prossimo anno passerò elite, quindi le gare saranno più esigenti. 

Come ti stai trovando con la BFT Burzoni?

Benissimo, siamo un gruppo veramente unito e affiatato, ci divertiamo molto insieme, inoltre i risultati non mancano, cosa che non fa mai male (ride, ndr). 

Tuo padre, Francesco Rossignoli, è stato professionista, è lui che ti ha avvicinato al ciclismo?

In realtà il via me lo ha dato mio zio Paolo, fratello di mio padre, era il vicepresidente di una squadra delle nostre zone (Salizzole, Verona, ndr). E’ una passione che mi ha presa fin da subito e ho iniziato a correre tra i giovanissimi, da G5.

Matilde Rossignoli è considerata la "capitana" delle junior secondo anno. Nel 2025 ha corso l'europeo (foto Frantz Piva)
Matilde Rossignoli ha vestito anche la maglia azzurra al campionato europeo lo scorso ottobre (foto Frantz Piva)
Matilde Rossignoli è considerata la "capitana" delle junior secondo anno. Nel 2025 ha corso l'europeo (foto Frantz Piva)
Matilde Rossignoli ha vestito anche la maglia azzurra al campionato europeo lo scorso ottobre (foto Frantz Piva)
Cosa ti ha attratto del ciclismo?

E’ uno sport che mi diverte molto, essere sotto sforzo, fare fatica, sono tutti aspetti che mi hanno avvicinata a questo mondo. Non so ancora che ciclista posso diventare, mi piacerebbe vincere una tappa al Giro Women, ma anche le Classiche non sono male (dice con una risata, ndr). 

C’è un desiderio per questa stagione appena iniziata?

Sicuramente di passare un anno tranquillo, come lo scorso, e di ottenere buoni risultati sia a livello personale sia come squadra. Magari superarci e fare ancora meglio del 2025. 

Dallo Yorkshire a Cittiglio: Imogen Wolff, talento da forgiare

17.03.2024
4 min
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CITTIGLIO – Il cielo è velato, ma le cime dei monti sono bianche. Le nevicate dei giorni scorsi ancora resistono. Così come resistono, e bene, le gambe di Imogen Wolff sull’ormai celebre tremendo rettilineo in salita del Piccolo Trofeo Binda (in apertura foto Ghilardi).

Sul palco risuona l’inno di Re Carlo. Imogen canta, poi si mette anche la mano destra sul cuore. Intanto l’Union Jack s’innalza verso il cielo.

Le ragazze della Gran Bretagna hanno dominato la classifica a squadre. Il Piccolo Binda era valido come tappa di apertura Coppa delle Nazioni juniores 2024
Le ragazze della Gran Bretagna hanno dominato la classifica a squadre. Il Piccolo Binda era valido come tappa di apertura Coppa delle Nazioni juniores 2024

Dominio inglese

Ha vinto dunque Imogen Wolff, della Gran Bretagna. In realtà la squadra di sua maestà ha dominato. La regina della passata edizione, Cat Ferguson, è arrivata seconda e anche le altre compagne si sono ben comportate, tanto da vincere la classifica a squadre.

Ha vinto con un attacco forte, deciso, a 33 chilometri dalla fine. Che su una corsa che ne contava 74 significa poco meno della metà.. Wolff ha fatto il vuoto. Le compagne a quel punto hanno braccato ogni tentativo, come manuale impone.

«Davvero una super gara oggi – racconta Wolff – sono davvero contenta di essere andata via da sola. Per di più così lontano dal traguardo, quasi 35 chilometri. All’inizio non ci credevo, ma poi sono riuscita a tenere botta fino al traguardo».

Imogen non è la prima volta che veniva a Cittiglio. Lo scorso però non andò benissimo la sua corsa. Tuttavia l’esperienza del 2023 le è servita per conoscere il percorso, capire la corsa.

«L’anno scorso ero quasi arrivata quando ho avuto dei problemi nel finale (finì comunque undicesima, non male per essere al primo anno juniores, ndr), quindi avevo sicuramente dei ricordi che mi hanno spronato a fare meglio».

L’azione di Wolff, davvero un bel mix di potenza e leggerezza (foto Gilardi)
L’azione di Wolff, davvero un bel mix di potenza e leggerezza (foto Gilardi)

Scienziata dello Yorkshire

Ma chi è dunque questa giovane ragazza dal volto pieno di graziose lentiggini? Imogen Wolff viene e vive nello Yorkshire, vicino a Barnsley, nel centro della Gran Bretagna. 

«Gli inglesi dicono sia il posto migliore e io sono d’accordo! Di sicuro è un buon posto per allenarsi. Anche perché la mia compagna, Cat, seconda oggi (e prima l’anno scorso, ndr) è delle stesse zone e ci alleniamo. Ci sono tantissime salite e le strade sono davvero tecniche. E penso che questo sia uno dei motivi per cui lo Yorkshire spesso genera molti buoni atleti».

«Sono salita in sella da piccolissima, ma non per allenarmi chiaramente. Ho iniziato  fare le cose sul serio da quando ne avevo 13, quindi 3-4 anni fa. Per il resto studio e mi alleno. Sono all’ultimo anno delle superiori. Sto studiando matematica, biologia e chimica, quindi lo trovo piuttosto impegnativo, ma quest’anno come detto è l’ultimo anno quindi, si spera, manchino solo pochi mesi».

Imogen è anche un’ottima crossista con diversi podi in Coppa del Mondo (foto Barnsley Chronicle)
Imogen è anche un’ottima crossista con diversi podi in Coppa del Mondo (foto Barnsley Chronicle)

Talento da scoprire

Da un punto di vista tecnico Imogen Wolff chiaramente deve ancora scoprirsi del tutto. Ed è normale. Parliamo di un’atleta del 2006. La bici poi come da tradizione inglese abbraccia più specialità, specialmente in fase di inizio. E in tutto ciò la pista non manca quasi mai.

Ma Imogen va anche molto forte nel cross. Ha anche vinto delle gare ad inizio stagione e poi stata molto costante con tanti piazzamenti nelle top 10.

«Penso di essere ancora un mix tra cronoman, sprinter, scalatrice… come se non avessi ancora trovato la mia specialità. Posso dire che mi piacciono le gare come questa, le gare dure, le gare più lunghe. Ad oggi penso che forse le classiche, o comunque le gare di un giorno, sarebbero ideali per me e poi mi interessano».

Il podio dell’11° Piccolo Trofeo Binda: 1ª Imogen Wolff (Gran Bretagna), 2ª Cats Ferguson (Gran Bretagna), 3ª Auke De Buysser (belga della AG Insurance Soudal)
Il podio dell’11° Piccolo Trofeo Binda: 1ª Imogen Wolff (Gran Bretagna), 2ª Cats Ferguson (Gran Bretagna), 3ª Auke De Buysser (belga della AG Insurance Soudal)

Sognando il Fiandre

Wolff è giovane, ma anche saggia. Un’atleta come lei, che ben si piazza nelle corse internazionali ed è un punto fisso della sua nazionale, ha di certo un contratto pronto per il prossimo anno quando diventerà una elite, ma lei con saggezza non rivela nulla: «Intanto voglio diventare una professionista. Poi vediamo cosa succede».

Rivedremo Imogen in azione presto alla Gand-Wevelgem in Belgio. Queste sono le corse che ama. «Quella che mi piace di più? Il Giro delle Fiandre». Lo scorso anno fu settima. Vista come è andata a Cittiglio…