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MyWhoosh, la piattaforma virtuale partner dell’UCI

01.02.2024
4 min
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ABU DHABI (Emirati Arabi Uniti) – MyWhoosh ha siglato un accordo triennale (2024, 25 e 26) con l’UCI in qualità Official Partner per i Campionati del Mondo su strada. E’ un accordo storico che vede un’azienda di e-sports come promotore del ciclismo nelle sue varie forme.

Non basta. Il 26 ottobre verrà assegnata la prima maglia di campione del mondo E-Sports in presenza, proprio ad Abu Dhabi. Vediamo cosa rappresentano MyWhoosh ed il ciclismo virtuale attraverso le considerazioni di David Lappartient Presidente dell’UCI), Michael Rogers (ex corridore, ora a capo del settore innovazione e e-sports dell’UCI) e Matthew Smithson (manager di MyWhoosh).

La finale del Mondiale E-Sports sarà ad Abu Dhabi in presenza
La finale del Mondiale E-Sports sarà ad Abu Dhabi in presenza

MyWhoosh, virtual cycling solution

MyWhoosh è una piattaforma di ciclismo virtuale che prende forma nel 2019. E’ molto utilizzata negli Emirati Arabi Uniti (dove nasce e dove è quasi impossibile pedalare outdoor in estate), in Australia e nell’Europa Centrale e del Nord (meno in quella latina). E’ giovane, in costante aggiornamento ed evoluzione e beneficia di un enorme plafond di risorse. Rientra in quel gruppo di aziende supportate dal Ministero dello Sport di Abu Dhabi ed è inoltre sostenuta da investitori privati.

Il marchio MyWhoosh è famoso e riconosciuto (anche da chi è distaccato dal ciclismo virtuale) perché è uno degli sponsor principali del Team UAE-Emirates. Il team di ricerca e sviluppo ha uno staff proveniente da varie parti del mondo, un aspetto voluto che ha l’intento di mettere insieme le diverse esigenze dei praticanti. Uno degli obiettivi di MyWhoosh è quello di ridurre il gap tra il ciclismo tradizionale e quello pedalato tra le mura di casa su uno smart-trainer. Questo è possibile grazie ad immagini vicine alla realtà con disegni e concetti proprietari, alla replica di percorsi e gare che hanno fatto la storia del ciclismo. Inoltre, l’accesso e l’utilizzo della piattaforma MyWhoosh è completamente gratuito.

MyWhoosh è la piattaforma virtuale ufficiale e regolamentata UCI
MyWhoosh è la piattaforma virtuale ufficiale e regolamentata UCI

Ciclismo virtuale gratuito

«MyWhoosh è una piattaforma free, completamente gratis – afferma Matthew Smithson, manager MyWhoosh – e accessibile a tutti. Ovviamente non posso dire se tra 20 e più anni sarà ancora così, ma la volontà è che resti gratuita. Fa parte di un processo di sviluppo che vuole portare il ciclismo ovunque e rendere il nostro sport accessibile a tutto il mondo.

«Non è difficile pensare che il Covid sia stato un boost notevole per il ciclismo in genere – prosegue Smithson – perché anche grazie al mondo virtuale, molte persone si sono avvicinate alla bicicletta. L’accordo siglato con l’UCI (di cui Smithson è uno dei promotori, ndr) è un ulteriore passo in avanti del ciclismo virtuale e del ciclismo in genere».

Akhtar Saeed Hashmi (MyWhoosh CEO) e David Lappartient firmano lo storico accordo
Akhtar Saeed Hashmi (MyWhoosh CEO) e David Lappartient firmano lo storico accordo

L’etichetta di UCI bike friendly

«Quello che è stato fatto ad Abu Dhabi a favore del ciclismo è qualcosa di impressionante», dice David Lappartient, presidente UCI ed intervenuto per presenziare allo storico accordo tra MyWhoosh e l’UCI. «Negli ultimi 4 anni il ciclismo è cresciuto in modo esponenziale e una realtà come questa di Abu Dhabi è la conferma. Qui si svolgeranno i campionati del mondo su strada nel 2028, abbinati all’assegnazione delle maglie UCI Granfondo.

«Nel 2029, sempre Abu Dhabi – prosegue Lappartient – sarà protagonista dei Mondiali su pista grazie alla costruzione del nuovo velodromo. Il ciclismo deve la sua notorietà attuale a campioni del calibro di Pogacar, Van Der Poel, solo per fare due esempi. In questo processo è coinvolto anche il ciclismo virtuale che è una vera e propria chiave di accesso».

Michael Rogers e Matthew Smithson
Michael Rogers e Matthew Smithson

Ciclismo virtuale e talenti

«Durante il periodo Covid il ciclismo è stato uno dei pochi sport che non si è fermato – ci racconta Rogers, responsabile del settore innovazione e tecnologia UCI – e questo è stato possibile grazie alle piattaforme virtuali. E’ vero che l’indoor non è il ciclismo nel suo ambiente tradizionale, ma è altrettanto vero, e nessuno lo può negare, che proprio il ciclismo indoor di oggi, ci permette di scoprire talenti. Jay Vine è solo la punta dell’iceberg, atri ne arriveranno.

«In UCI crediamo molto nell’ulteriore crescita del virtual cycling, come veicolo di promozione del ciclismo in genere, con la volontà di portarlo alle Olimpiadi. Riteniamo questo un sogno realizzabile ed è anche per questo motivo che per la prima volta, il prossimo 26 ottobre ad Abu Dhabi verrà assegnata la prima maglia di Campione del Mondo E-Sports in presenza. Dobbiamo entrare nell’ottica che gli e-sports fanno parte del modo di vivere delle nuove generazioni, che il mondo virtuale è un’opportunità e non un ostacolo. Che piaccia oppure no è un aspetto con il quale ci dobbiamo confrontare».

Pogacar tra Giro, Tour, mondiale e la nostalgia di casa

26.01.2024
4 min
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ABU DHABI (Emirati Arabi Uniti) – Trovarsi di fronte Tadej Pogacar per caso e rubare 3 minuti del suo tempo. A volte capita anche questo e come è facile immaginare, non ci siamo fatti scappare l’occasione.

Il Giro d’Italia, la passione per la bici, ma senza essere maniaco. La tripletta dei tre grandi Giri? Per ora non è neppure un sogno nel cassetto.

Un 2024 parecchio intenso per Pogacar, che debutterà alla Strade Bianche
Un 2024 parecchio intenso per Pogacar, che debutterà alla Strade Bianche
Finalmente ti vedremo al Giro d’Italia! Hai già puntato qualche tappa in particolare?

In realtà ho sempre desiderato di fare il Giro e questo è il momento giusto per esserci. Per quanto riguarda le tappe, abbiamo iniziato adesso ad entrare nel dettaglio del percorso. Quindi è difficile essere precisi in questo momento. Quello che posso dire è che ci saranno diverse frazioni impegnative e in diversi momenti, dall’inizio alla fine.

La scelta di essere al Giro potrebbe condizionare la tua prestazione al prossimo mondiale?

Per il mondiale è necessario capire come andrà la stagione. L’accoppiata Giro e Tour deve essere gestita e saranno anche le mie gambe a parlare. Vorrei esserci, questo è sicuro, ma prima di tutto voglio fare bene al Giro.

Pogacar tra i vertici dello sport di Abu Dhabi e dell’UCI
Pogacar tra i vertici dello sport di Abu Dhabi e dell’UCI
E invece in ottica Olimpiadi?

Non è il tracciato più adeguato alle mie caratteristiche. Il calendario di gare che abbiamo costruito non ruota attorno alle Olimpiadi. Nel 2024 gli obiettivi saranno Giro, Tour e mondiale.

Hai mai pensato alla tripletta Giro, Tour e Vuelta?

Ad oggi no, mai dire mai, ma non è tra le priorità.

Come sarà guardare gli altri competere nella prima parte di stagione?

Devo entrare nell’ottica e di sicuro è una cosa nuova per me, anche se l’inizio del mio programma di gare non è poi così lontano. Sarò comunque molto impegnato con una preparazione diversa dagli altri anni e con le ricognizioni.

Ti piace allenarti simulando la gara?

Si, mi piace la simulazione della gara durante l’allenamento e la sfida con i miei compagni. Se fatto nella giusta maniera è uno step che ti aiuta anche nell’approccio alla competizione vera e propria.

Lo sloveno, sempre attento alla sua bicicletta
Lo sloveno, sempre attento alla sua bicicletta
Nei giorni scorsi ti sei allenato con Van Der Poel? Una coincidenza?

Siamo buoni amici, ci scriviamo spesso, ma l’incontro durante il training camp è stato pura coincidenza, ci siamo incontrati per strada.

Quanto sei maniaco con la bici e con il materiale in genere?

Mi piace la bici, sono un appassionato di tecnica e di tutto quello che utilizziamo. Non mi definisco un maniaco, però mi piace provare e pensare a cose nuove, a soluzioni che possono dare quel qualcosa in più.

A tuo parere i materiali di oggi portano dei vantaggi?

Portano dei vantaggi per quanto riguarda un incremento e un miglioramento generale delle prestazioni, ma ritengo che nel World Tour siamo tutti ad un livello simile. Qualche team ha un abbigliamento più performante, altri hanno delle ruote più veloci, ma la realtà è che siamo tutti ad un livello altissimo.

Un ragazzino, difficile vedere Pogacar senza il sorriso
Un ragazzino, difficile vedere Pogacar senza il sorriso
Hai mai utilizzato i rulli per fare degli allenamenti indoor?

Sì certo, nel periodo del Covid era l’unico modo possibile di allenarsi in modo adeguato con l’obiettivo di mantenere uno stato di forma ottimale. Uno dei nostri sponsor è MyWhoosh e in quel periodo abbiamo provato anche diverse soluzioni poi utilizzate in seguito per la piattaforma.

Quale è la parte più difficile del mestiere del corridore?

Siamo fortunati e mi ritengo molto fortunato, ma come tutti i lavori dei sogni anche il ciclismo professionistico ha i suoi lati discutibili. Talvolta mi pesa stare lontano da casa e dalla famiglia per lunghi periodi. Questa è la parte del mio lavoro che mi pesa di più.