Animo robusto e spirito avventuriero, così potremmo definire la nuova bici gravel di Drali Milano. Si chiama Miraggio ed è un modello pronto a sposare le avventure più lunghe ed impegnative. Per chi pedala attraverso sentieri e strade bianche il modello Miraggio di casa Drali rappresenta un’opzione di ottimo livello.
Il passaggio ruota è ampio, per ospitare copertoni fino a 52 millimetriIl passaggio ruota è ampio, per ospitare copertoni fino a 52 millimetri
Acciaio
Torna l’acciaio, per la verità non era mai andato via, ma in Drali hanno deciso di utilizzare questo materiale per costruire la Miraggio. Un telaio leggero e allo stesso tempo molto resistente, per attutire meglio i colpi e le imperfezioni delle strade che andrete ad affrontare. La scatola del movimento centrale ed i dettagli sono in acciaio inox, mentre il carro posteriore ha una geometria asimmetrica.
Queste caratteristiche offrono un grande comfort ed una guidabilità migliore, rendendo la bici Miraggio pronta per ogni sfida. Il passaggio gomma generoso per copertoni con sezioni fino a 52 millimetri, consente di affrontare qualsiasi sterrato con più sicurezza.
Si tratta di un modello costruito in acciaio, per l’appunto. Drali ha utilizzato il proprio acciaio custom, ciò consente di personalizzare le geometrie del telaio in base alle proprie misure.
Sulla Miraggio è montato il gruppo Campagnolo Ekar, perfetto per il gravelSulla Miraggio è montato il gruppo Campagnolo Ekar, perfetto per il gravel
Dettagli tecnici
Gravel non vuol dire solamente lunghe avventure in sella alla propria bici, ma anche esplorazione e viaggi. Per questo Drali ha dotato questo modello di tutte le predisposizioni necessarie per montare borse ed accessori. Il bikepacking diventa così parte della natura della Miraggio, una bici sempre pronta all’avventura.
I freni sono a disco, modello TA 142×12, mentre la serie sterzo ha calotte esterna della misura di 1”1/2 – 1”1/8 con tubo da 44 millimetri. Per quanto riguarda il passaggio cavi: è integrato per i gruppi elettronici, mentre non lo è per i gruppi meccanici.
Le misure del telaio vanno dalla XS alla XXL, il prezzo al pubblico è di 2990 euro.
Incontro casuale con Nicolas Roche alla Nova Eroica, gara gravel che si è corsa sabato a Buonconvento. Quello che fa. quello che ha fatto. Quel che farà
PUNTA ALA – Il contesto che abbiamo trovato una volta arrivati sulla spiaggia toscana ci ha fatto piombare in qualcosa di davvero nuovo. L’eventoUnpaved Roads a cui abbiamo preso parte è un mix di sapori tra ciclismo, convivialità e natura. Prima di noi quest’aurea l’ha notata rh+che ha deciso dopo un primo anno da sponsor di diventare main sponsor e supportare questo evento dedicato al mondo gravel.
Due giorni, uno per conoscersi e uno per pedalare. Senza numeri attaccati sulla schiena, solo tu, la tua bici, l’abbigliamento tecnico e la voglia di buttarsi all’avventura.
«L’anno scorso sia per noi – spiega Andrea Pizzi, Marketing and Communications Manager di rh+ – sia per gli organizzatori è stato l’anno zero. Abbiamo deciso di entrare nel gravel perché avevamo una collezione dedicata sia uomo sia donna. Loro partivano con questo format nuovo che a noi è piaciuto subito, prima di tutto perché non si parla di una gara».
rh+ aveva nel villaggio di partenza uno stand in cui esponeva i prodotti della linea gravelrh+ aveva nel villaggio di partenza uno stand in cui esponeva i prodotti della linea gravel
rh+ per Unpaved Roads
Arrivato al secondo anno dalla sua nascita, Unpaved Roads ha già dimostrato di saper stregare gli appassionati con itinerari mozzafiato e un organizzazione innovativa. Per rh+ questo evento è stato un assist per poter abbracciare un’idea di ciclismo che il brand stava già trasferendo su tessuto da qualche tempo.
«Ci si rivolge ad un target – prosegue Pizzi – che vive il gravel con il vero spirito di questa disciplina, quindi non c’è l’ossessione del cronometro, non c’è l’ossessione della performance finalizzata alla classifica. Ma l’approccio è quello di voler fare un bel giro in gravel con gli amici, dove ci si ferma ai ristori e ci si gode la giornata in sella.
«Ci sono anche tante donne. Quindi c’è anche un target diverso che apre al mondo femminile in un modo completamente diverso. Perché togliendo la gara e la competizione si ha una risposta totalmente differente. Chi si iscrive a eventi come Unpaved Roads cerca questo. Il godersi quello che c’è intorno, godersi l’evento, godersi le persone, godersi il posto. Arrivano quasi tutti il giorno prima. Perché? Perché si vogliono proprio godere il weekend. Dopo il giro infatti nessuno fa la doccia e scappa perché si mangia ancora e si sta insieme. E’ un mondo diverso ed è il target che noi vogliamo vestire perché è non è interessato alla performance cronometrica ma è interessato al capo performante».
Qui il nostro test con la linea gravel di rh+Qui il nostro test con la linea gravel di rh+
Un approccio differente
Per rh+ lo sviluppo del capo è uno degli assi su cui si fonda l’azienda. Per loro creare e progettare un abbigliamento che supporti il ciclista in ogni esigenza è un dogma.
«Parliamo infatti di un abbigliamento con materiali molto morbidi e nello stesso tempo tecnici, che si asciugano bene e in fretta e che hanno tutte le performance di un tessuto tecnico. Un altro aspetto che valorizza la maggior parte dei nostri capi gravel è che sono interamente riciclati, soprattutto le maglie.
«Chi decide di iscriversi a questi eventi è interessato anche ad avere, oltre al campo tecnico, un modello di maglia o pantaloncino che abbia dei colori particolari con delle nuance un po’ diverse. Quindi vuole anche vestirsi per distinguersi dal classico granfondista che mette la maglia del team della squadra. Spesso queste maglie non sono poi di grandissima qualità».
Tanta voglia di vivere la passione insieme anche il giorno prima della pedalataTanta voglia di vivere la passione insieme anche il giorno prima della pedalata
Il gravel per rh+
Noi abbiamo pedalato sui magnifici panorami offerti dal contesto toscano, tra Punta Ala e Castiglione della Pescaia. Indossavamo i modelli dellalinea gravel di rh+, i quali ci hanno impressionato per qualità dei materiali e comfort. Per l’azienda italiana infatti il gravel è una disciplina stimolante e nuova.
«Quest’anno stiamo puntando tanto sul gravel. Abbiamo individuato questo target – riprende Pizzi – e ci ha stimolato molto. Anche perché poi si travasa nella strada perché comunque chi fa gravel non è detto che poi non utilizzi anche la bici da strada, anzi. Questo ti permette di intercettare una tipologia di ciclista che acquista anche la maglia aereo o la climber o la la nostra super light che sono maglie prevalentemente da strada.
«L’anno scorso come detto era l’edizione zero, anche se loro non sono inesperti perché sono gli organizzatori della North Cape e del Tuscany Trail, quindi hanno una grossa esperienza soprattutto nell’organizzare eventi che hanno un indirizzo più turistico che agonistico. Ci siamo trovati in perfetta sintonia e mi è piaciuto l’atteggiamento. Così da quest’anno abbiamo deciso di fare il salto da sponsor a main sponsor».
Mythos Alpine Gravel, uno spettacolo su due ruote. Uno spettacolo da vivere. Ancora una volta la bici ci porta a scoprire luoghi meravigliosi. E in questo caso lo fa nel cuore delle Dolomiti.
L’appuntamento è a San Martino di Castrozza per il 25 giugno. Una zona dalla forte vocazione turistica (anche l’accoglienza alberghiera è al top) e legata al ciclismo. Basta ricordare i tantissimi passaggi del Giro d’Italia sul Passo Rolle, tra l’altro primo valico dolomitico ad essere stato affrontato nella storia del Giro e “battezzato” da Gino Bartali. Non a caso in vetta c’è un monumento che ricorda il campione toscano.
Una veduta della Baita Segantini, tetto della Mythos Alpine Gravel a 2.200 metri di quota (foto dal web)Certi scenari ricordano molto il ciclismo eroico in “bianco e nero”Il ponte tibetano, uno dei simboli del turismo e del cicloturismo offroad nella conca del PrimieroUna veduta della Baita Segantini, tetto della Mythos Alpine Gravel a 2.200 metri di quota (foto dal web)Certi scenari ricordano molto il ciclismo eroico in “bianco e nero”Il ponte tibetano, uno dei simboli del turismo e del cicloturismo offroad nella conca del Primiero
Firma iridata
La Mythos Alpine Gravel è un’esperienza non agonistica per chi vuol vivere una vera giornata di sport, in libertà, in natura e con gli amici. Il pezzo forte è senza dubbio il percorso. Si pedalerà tra la Valle del Primiero e le Pale di San Martino, toccando punti panoramici e altri storici come la Baita Segantini, eretta in onore del grande pittore trentino. Senza dimenticare le bellezze della Val Veneggia, del Passo Rolle e di tutti quegli sterrati che corrono a mezza costa.
«Un percorso – ricorda il patron della Mythos Alpine Gravel, Massimo Panighel – che ho tracciato insieme al “padrone di casa” e grande ex della mtb, Massimo De Bertolis, che è stato anche iridato marathon. C’è dunque la sua firma nella creazione di questi anelli. E in qualche modo l’ho dovuto frenare, in quanto la sua anima racing lo avrebbe portato a creare un tracciato più duro! Scherzi a parte, lui che di queste valli conosce a menadito ogni punto, ha scelto i luoghi più suggestivi.
«Sostanzialmente i percorsi sono gli stessi della passata edizione, ma cambia il senso di marcia di rientro verso Fiera di Primiero. In questo modo il ponte tibetano verrà affrontato in salita e non in discesa, così da godersi al meglio quel tratto».
L’altimetria del percorso lungo, il black…E quella del percorso corto, il greenL’altimetria del percorso lungo, il black…E quella del percorso corto, il green
Sterrati okay
Le strade, assicurano dall’organizzazione, sono in ottimo stato dopo l’inverno e la manutenzione non è mai venuta meno, pertanto si può pedalare in tutta sicurezza e ci si può divertire al massimo. Inoltre, è bene ricordarlo, essendo una prova non competitiva si può pedalare anche con e-bike o mtb. Ma certo la gravel è il mezzo migliore vista la tipologia delle strade e il dislivello.
E a proposito dei due anelli, quello maggiore è denominato “black”. Misura 73 chilometri per un dislivello di 2.380 metri e conta oltre il 70 per cento di strade sterrate. Quello più corto è invece chiamato “green”. Misura 42,5 chilometri per 1.310 metri di dislivello e anche in questo caso la percentuale di sterrato supera il 70%. Entrambi partono e arrivano a San Martino di Castrozza. E per entrambi, la partenza è “alla francese” dalle 8,30 alle 9,30.
Il pacco gara della Mythos Gravel AlpineL’evento è aperto ad ogni tipo di bici. L’importante è divertirsi e godersi la naturaAl termine medaglia di finisher per tutti. Ricordiamo che a settembre tocca alla Mythos in mtbIl pacco gara della Mythos Gravel AlpineL’evento è aperto ad ogni tipo di bici. L’importante è divertirsi e godersi la naturaAl termine medaglia di finisher per tutti. E a settembre tocca alla Mythos in mtb
Servizi al top
Come sempre negli eventi organizzati da Pedale di Marca non mancano i servizi di qualità. Lungo il percorso che, essendo gravel va fatto in autonomia, non ci sono frecce, ma non mancano i ristori: tre sul lungo e due sul corto.
«Ristori che saranno forniti di ogni leccornia – conferma Panighel – andiamo dal dolce al salato, dalla frutta agli integratori e per il dopo “gara” più che ad un pasta party abbiamo pensato ad un “terzo tempo” stile rugby. Ci sarà un panino alpino, con formaggio e speck, birra e strudel a volontà. Come ci tengo a sottolineare si tratta di una giornata di festa e di sport in natura».
Ricchissimo il pacco gara, soprattutto se confrontato con il costo d’iscrizione (30 euro fino al 31 maggio). Parliamo infatti di un pacco gara il cui valore commerciale è di 65 euro.
«Abbiamo inserito nel pacco gara una fascia Montura, una mini-pompa da telaio Topeak, integratori Named e tanti altri prodotti, tutti di qualità. E per chi taglia il traguardo c’è anche la medaglia di finisher».
Le iscrizioni chiudono a quota 500, meglio affrettarsi dunque, anche perché dopo il 31 maggio la quota subirà un aumento.
Svelata la nuova serie di Giant Revolt per il gravel. Dopo una lunga tradizione di bici offroad comode, ecco finalmente dei modelli per andare più veloci
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DORMELLETTO – La Giant Revolt X Advanced Pro è una bicicletta gravel con la sospensione anteriore, con il reggisella telescopico e con una geometria che offre dei vantaggi notevoli. E’ una sorta di bicicletta “tutto-terreno” che fa pedalare ovunque e senza paura.
Abbiamo avuto il piacere di usarla per una giornata, portandola nel magnifico contesto del Parco dei Lagoni di Mercurago, nei pressi di Arona e vicino al Lago Maggiore. Approfondiamo le sue peculiarità.
Giant Revolt X, quando si dice di una bici divertente (foto Mirrormedia-Giant)Giant Revolt X, quando si dice di una bici divertente (foto Mirrormedia-Giant)
Rigida, no grazie
La categoria gravel è come una grande famiglia, dove tutti riescono a trovare un motivo di divertimento, di sfogo e dove la tecnica del mezzo meccanico mette tutti d’accordo. Ci sono gli stradisti che “magari” approcciano le ruote tassellate per la prima volta, lontano dall’asfalto e immersi nella natura. Ci sono i pedalatori alle prime armi, ma ci sono anche i bikers esperti che apprezzano quella sorta di mondo di mezzo rappresentato dal gravel, un po’ strada e un po’ mtb.
La Revolt X è anche la degna rappresentante delle diverse possibilità che offre Giant per gli utenti del gravel, perché se è vero che ci sono quelli che vogliono la bicicletta completamente rigida, è altrettanto vero che ci sono i ciclisti che con la gravel vogliono osare di più, spostandosi ai limiti più estremi del gravel che quasi sfocia nella mtb con una buona dose di tecnica. Ed ecco che in un contesto del genere la forcella ammortizzata (una Fox32 con 4 centimetri di escursione) e un reggisella telescopico con 25 millimetri di affondamento (che non è mai completamente bloccato, con l’obiettivo di dissipare continuamente), fanno davvero la differenza.
Non sono da dimenticare le gomme, perché di base ci sono delle sezioni da 50, ma si possono montare coperture fino a 53 millimetri di larghezza. Proprio le gomme grandi aiutano quando ci si dimentica di far ammortizzare la forcella, oppure ci si dimentica di abbassare il telescopico nei passaggi con qualche saltino, tra un sasso e l’altro.
La forcella lavora, eccome se lavora (foto Mirromedia-Giant)La forcella lavora, eccome se lavora (foto Mirromedia-Giant)
Nulla la può fermare
Con un mezzo così dotato, nei termini di componentistica e grazie alle sue geometrie, i limiti diventano quelli dell’utilizzatore e non quelli della bicicletta. Si tratta di un mezzo che non si ferma davanti a nulla, che passa sulle radici come se niente fosse ed è parecchio stabile. Ha un carro posteriore che copia bene il terreno, a tutto vantaggio anche di un risparmio di energie nel medio/lungo periodo.Servono anche a quelli preparati che si spingono verso i tracciati “quasi” estremi per questa bicicletta.
Può affrontare in tranquillità percorsi con un elevato tasso di tecnicità, anche quelli che anni a dietro si facevano con le mtb da 26. Anzi, con una Revolt X si è decisamente più veloci e sicuri.
Le quote geometriche, molto moderne se consideriamo in particolare un orizzontale allungato e uno sloop accentuato, si spingono verso una categoria endurance. Taglia per taglia c’è un passo totale accentuato. C’è un angolo del piantone che aiuta a portare il corpo sul carro posteriore. Troviamo un’apertura dello sterzo (dove è coinvolto tutto l’avantreno) che perdona qualsiasi indecisione e aiuta a stabilizzare la bici un po’ ovunque.
Tubazione obliqua voluminosa e forcella Fox32 da gravel (foto Mirrormedia-Giant)Carro ribassato, slope accentuato e dropper post (foto Mirrormedia-Giant)La leva che aziona il reggisella telescopico (foto Mirromedia-Giant)E anche le ruote Giant sono ben contestualizzate nel pacchetto, non troppo rigide (foto Mirrormedia-Giant)La ghiera per le regolazioni della forcella (foto Mirromedia-Giant)Tubazione obliqua voluminosa e forcella Fox32 da gravel (foto Mirrormedia-Giant)Carro ribassato, slope accentuato e dropper post (foto Mirrormedia-Giant)La leva che aziona il reggisella telescopico (foto Mirromedia-Giant)E anche le ruote Giant sono ben contestualizzate nel pacchetto, non troppo rigide (foto Mirrormedia-Giant)La ghiera per le regolazioni della forcella (foto Mirromedia-Giant)
In conclusione
La Giant Revolt X non è una bicicletta per il gravel race così come lo vediamo oggi, dove anche le bici road (opportunamente equipaggiate) riescono a dire la loro. Una Revolt X è molto più divertente, perché è il punto di connessione perfetto tra il gravel con qualsiasi livello d’interpretazione e la mtb. Ma la Revolt X è anche una bicicletta totale. Non veloce come una road (non lo vuole neppure essere), ma sfruttabile su strada, sicura, stabile e gratificante ovunque la si porti.
Con le gommone grandissime il suo pane diventano i sentieri sterrati e dove è necessario avere anche un po’ di manico per finire la giornata con il sorriso stampato in faccia.
Come per tutte le bici che hanno un allestimento che mette insieme molte variabili (e qui sono diverse che devono combinarsi tra loro), ci vuole del tempo per capire come settare nel giusto modo ogni singolo componente.
Il prezzo di listino della versione che abbiamo provato è di 7499 euro, non proprio bruscolini, ma è giusto sottolineare le “tante cose” che si trovano su questa bicicletta. Telaio full carbon e sospensione anteriore, reggisella telescopico e ruote in carbonio CXR X1 (davvero ottime e si sposano alla perfezione con la bici nella sua totalità), oltre alla trasmissione Sram Force AXS 1×12. Non manca davvero nulla.
All’interno del Pro-M Store, a Milano, Michelin decide di presentare i suoi nuovi copertoni. Un modo per lanciarsi all’interno di un mercato che per il marchio francese diventa sempre più importante. Quelli che vengono proposti da Michelin sono quattro prodotti destinati al mercato della strada, del gravel e della mtb. Segnale che la voglia di riproporsi è estremamente forte, infatti entro il 2028 è previsto il lancio di oltre 20 gamme destinate al mercato delle biciclette premium.
Il Power Cup è stato il primo dei quattro copertoni presentati ed è dedicato alla stradaIl Power Cup è stato il primo dei quattro copertoni presentati ed è dedicato alla strada
Power Cup: strada
Il copertone dedicato agli amanti della strada è il Michelin Power Cup, progettato per le competizioni di alto livello e per accontentare gli amatori più esigenti. Le novità tecniche sono molte, la prima è il battistrada, progettato per migliorare la velocità e l’efficienza di rotolamento. Un’altra caratteristica, importante soprattutto per chi ricerca le massime prestazioni, è l’aderenza in curva. Tra vincere e perdere una corsa, a volte, la differenza si trova nei minimi dettagli.
Il Power Cup è disponibile nelle versioni Tubular, Tubetype e Tubeless Ready. Questa gamma soddisfa le aspettative di tutti, sia dei corridori del WorldTour che degli amatori, anch’essi alla ricerca delle migliori prestazioni durante le loro uscite.
L’inserto Gum-X consente di ottimizzare l’efficienza di guida, salvando il copertone da forature indesiderateGiocano un ruolo importante anche la scorrevolezza e la resistenza al rotolamentoL’inserto Gum-X consente di ottimizzare l’efficienza di guida, salvando il copertone da forature indesiderateGiocano un ruolo importante anche la scorrevolezza e la resistenza al rotolamento
Una guida migliore
Nella versione tubolare del Power Cup sono incluse diverse tecnologie, tra cui quella Gum-X, una delle più interessanti presentate da Michelin. Si tratta di un modo per ottimizzare l’efficienza di guida e l’aderenza in curva. La tecnologia High Density Shield, inoltre, offre degli alti livelli di resistenza alle forature. La carcassa dello pneumatico con 2×160 TPI migliora il comfort ad alte pressioni di esercizio. Il peso è estremamente contenuto, questo grazie alla combinazione dello pneumatico con una camera d’aria in lattice.
La parte esterna tassellata del Power Adventure garantisce un alto grip sulle strade sterrateLa parte esterna tassellata del Power Adventure garantisce un alto grip sulle strade sterrate
Power Adventure: gravel
Per il mondo del gravella novità prende il nome di Power Adventure, un copertone con battistrada ibrido. Pensato per ciclisti che non si pongono limiti e che pedalano in ogni situazione. Michelin amplia la sua linea Power con questo pneumatico tubeless ready, uno prodotto che va alla ricerca di alte prestazioni, disponibile in due colorazioni: nero e classic.
Si tratta di un copertone in grado di performare al massimo anche su sentieri sterrati. L’intento di Michelin è alimentare l’interesse dei ciclisti nel settore del gravel, offrendo un prodotto con una bassa resistenza al rotolamento e un’eccellente aderenza.
Il copertone Power Adventure è disponibile con un’ampia scelta di misure: 30-622; 36-622; 42- 622; 48-622Il copertone Power Adventure è disponibile con un’ampia scelta di misure: 30-622; 36-622; 42- 622; 48-622
Sterrato e ghiaia
Il disegno del battistrada, dotato di piccoli tasselli e di un cordone centrale liscio, permette di pedalare su sentieri sterrati o ghiaiosi. La parte dentellata, invece, è ideale per avere la massima aderenza su questo tipo di percorsi e, allo stesso tempo, anche su strada.
La nuova mescola di gomma, Gum-X, presente anche in questo modello, ottimizza l’aderenza su superfici asciutte e bagnate. Inoltre, il Power Adventure utilizza la tecnologia Bead 2 Bead, che consiste in uno strato supplementare che protegge l’intera carcassa ed offre un’ottima durata.
Per la mtb sono disponibili diverse scelte, a seconda del terreno che si affronta in garaPer la mtb sono disponibili diverse scelte, a seconda del terreno che si affronta in gara
Force e Wild: mountain bike
Le ultime due novità riguardano la mtb: si tratta dei copertoni XC2 e XC, sviluppati e utilizzati ai massimi livelli dal Team KMC-Orbea. Il primo dei due: il Force XC2 ha un battistrada che offre grip su molte varietà di terreni. I tasselli sono centrali ed allungati, per mantenere un’ottima efficienza di rotolamento e di conseguenza un’alta velocità di percorrenza. Quelli laterali, invece, posizionati in maniera progressiva, offrono stabilità nelle curve.
I Wild XC, invece, si concentrano sull’aderenza e sulla trazione, sono progettati per essere usati su terreni morbidi e misti. I tasselli centrali distanziati ottimizzano l’autopulizia in condizioni fangose o con molta ghiaia. Anche questo copertone, nella parte laterale, offre un alto grip.
Che cosa rappresenta per un'azienda come Trek la vittoria di Stuyven all'europeo gravel? Il settore tira, l'interesse aumenta. I pro' sempre più al centro
Guerciotti lancia il modello Brera dedicato alla specialità gravel. Una bici che può affrontare qualsiasi terreno, leggera e confortevole con freni a disco
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Il 2023 è per Bonin un anno davvero particolare. La commerciale veneta festeggia infatti i suoi primi 50 anni di attività e per celebrare al meglio questo prestigioso traguardo ha deciso di farsi un “regalo” speciale: una nuova partnership con 7anna. Stiamo parlando di una azienda polacca proprietaria dei brand Rondo, NS Bikes, Octane One e Creme.
7anna entra ufficialmente nel mercato italiano grazie alla partnership con Bonin7anna entra ufficialmente nel mercato italiano grazie alla partnership con Bonin
Un nuovo modello di business
La partnership fra Bonin e 7anna si fonda su un modello di business che vuole cercare di valorizzare al meglio i punti di forza di entrambe le realtà. Grazie a questo nuovo accordo, 7anna entra oggi nel mercato italiano permettendo ai rivenditori Bonin di poter accedere a prodotti estremamente innovativi sotto il punto di vista del design e della progettazione. Caratteristiche che possono garantire la possibilità di competere con i grandi brand già presenti sul mercato.
Maria Mansutti, General Manager di Bonin, ha evidenziato con queste parole le potenzialità che una realtà come Bonin, presente in maniera capillare nel nostro Paese, può offrire a 7anna: «Grazie ai nostri più di 2000 clienti sparsi in tutto il Paese – racconta – siamo certi di poter fornire a questi marchi la visibilità che meritano anche in Italia. Le biciclette di questi 4 brand si distinguono infatti per il loro design innovativo e per la continua ricerca del dettaglio.
«Bici di grande qualità sia dal punto di vista della progettazione che della realizzazione, made in Europe nei vari stabilimenti del gruppo 7anna. Unendo le forze e le risorse di chi conosce le dinamiche ed esigenze del mercato italiano e chi invece ha forte esperienza di prodotto e costruzione, siamo convinti si potrà fare un business di successo!».
Bonin potrà aggiungere alle grandi conoscenze del mercato italiano la forte esperienza di prodotto e costruzione di 7annaBonin potrà aggiungere alle grandi conoscenze del mercato italiano la forte esperienza di prodotto e costruzione di 7anna
Nuovi marchi da scoprire
Dei 4 brand che arrivano oggi in Italia grazie a 7anna, Rondo é sicuramente quello con cui Bonin sente di aver maggior affinità. Si tratta di un marchio fortemente orientato al gravel, segmento che sta crescendo anche in Italia. Rondo offre modelli per tutte le esigenze: dalle più spinte verso il corsa a quelle per gli amanti del comfort.
Con 15 anni di esperienza nella produzione di biciclette, l’azienda può contare su un team che comprende i migliori designer industriali e grafici, ingegneri, ciclisti e manager aziendali esperti. Il risultato finale sono modelli alla portata di tutti, ma che si sanno distinguere dalla concorrenza.
NS bikes propone prodotti altamente innovativi. Fin dalla sua nascita ha sbaragliato il mercato con le geometrie rivoluzionarie del suo telaio “streetlegal”, progettato e sviluppato da veri rider pro, e ancora oggi imitato da molti brand concorrenti . Lo slogan di NS bikes è “cambiare, adattarsi sempre”.
A completare il catalogo di 7anna troviamo i brand Octane One, che offre bici con un buon rapporto qualità prezzo per chi si avvicina al mondo del ciclismo, e Creme. Quest’ultimo dedicato alle city bikes dal sapore classico ma con moderne tecnologie e con una cura particolare per le finiture e il dettaglio. Anche questi due marchi saranno presto disponibili presso i rivenditori Bonin.
Maria Mansutti, General Manager Bonin, con i responsabili vendite di 7annaMaria Mansutti, General Manager Bonin, con i responsabili vendite di 7anna
Debutto in musica
La storia di 7anna è davvero curiosa e merita quindi un breve accenno. A fondare l’azienda polacca è stato Szymon Kobyliński, con alle spalle un passato di grande successo nell’industria musicale negli anni novanta come chitarrista e cantante della famosa band “Blenders”. Kobyliński è stato anche uno dei precursori del downhill in Polonia. Con il tempo si è reso conto che la sua vera vocazione erano le biciclette e il business, non il palcoscenico. Da questa presa di consapevolezza nel 2001 è nata 7anna con il preciso obiettivo di offrire biciclette in grado di incontrare le esigenze e i gusti di una platea di praticanti sempre più eterogenea.
Assos propone un nuovo modello di pantaloncini dedicati in particolare a chi pratica gravel, cicloturismo e bikepacking. Si tratta dei GTC Kiespanzer, che letteralmente significa: carro armato da ghiaia. Un prodotto in grado di rispondere ad esigenze sempre maggiori da parte di questa clientela in continua espansione.
Le tasche laterali, in rete 3-Mesh, sono estremamente capientiLe tasche laterali, in rete 3-Mesh, sono estremamente capienti
Resistenza
Il nome di questo nuovo capo d’abbigliamento di Assos è tutto un programma, nato per fronteggiare al meglio tutte le situazioni e le sollecitazioni che nascono dalle avventure lontane dall’asfalto. Vengono realizzati con il tessuto Type.429, il quale offre una buona compressione, rimanendo comunque molto traspirante ed aerodinamico.
Nella parte esterna sono stati aggiunti dei pannelli che proteggono il ciclista dalle abrasioni che si possono verificare quando ci si inoltra nei vari sentieri. Questa caratteristica deriva dall’uso del tessuto Bunny Hop: ortogonale e resistente. Bielastico e compatto, composto in parti uguali da poliammide ed elastan.
Il disegno delle bretelle ad “A” evita l’abbassamento dei pantaloncini durante la pedalata Il disegno delle bretelle ad “A” evita l’abbassamento dei pantaloncini durante la pedalata
Performante e con tanto spazio
Indumento realizzato con taglio C2 AEPD regular fit, ha un disegno ereditato dai modelli più performanti, quelli da gara. Nonostante ciò risulta meno aggressivo, con una lunghezza standard delle gambe, in modo tale da permettere dei movimenti comodi anche quando si scende di sella.
I pantaloncini GTC Kiespanzer hanno un maggiore spazio di stoccaggio, per riporre tutto ciò di cui abbiamo necessità per le nostre lunghe pedalate. Queste tasche si trovano nella parte laterale, sono elastiche, realizzate con pannelli in rete 3-Mesh.
I tiretti facilitano l’accesso alle tasche posterioriI tiretti facilitano l’accesso alle tasche posteriori
Bretelle e sicurezza
La forma delle bretelle è la classica ad “A” nata con i modelli Mille GTS, una soluzione che evita l’abbassamento dei pantaloncini nella zona lombare. Inoltre, questa forma data alle bretelle, rende il fondello molto stabile.
A proposito, il fondello è il Mille GTC C2: formato da due strati, nella parte inferiore, il primo di Microshock, il secondo è il Filterfoam. Un doppio supporto, dallo spessore di 19 millimetri che dona un maggior comfort. Una soluzione per avere ancor più stabilità sono le goldenGate, ovvero delle cuciture che fissano il fondello nella parte posteriore ed anteriore. I kraterCooler sono dei fori, che si trovano nella parte superiore, i quali garantiscono un perfetto ricambio d’aria.
La sicurezza è importante, per questo Assos ha applicato delle strisce riflettenti, che forniscono la giusta visibilità in ogni situazione ed a qualsiasi ora del giorno.
I GTC Kiespanzer sono in vendita al prezzo di 250 euro.
La bici è un mezzo che permette di perdersi, nei pensieri come sulle strade, asfaltate o meno. Nel creare la Atlas 8.series, il suo nuovo modello gravel, Focus ha deciso di incentrare il concetto sul godersi i momenti in bici. Il gravel è anche questo, staccare dalla vita di tutti i giorni e pedalare immersi nella pace ed il silenzio di certi luoghi.
La nuova forma dell’attacco manubrio aumenta l’aerodinamicaLa nuova forma dell’attacco manubrio aumenta l’aerodinamica
Bici a misura d’uomo
Il modello Atlas è perfetto per prendersi dei momenti di libertà in sella alla bici. E’ costruita per affrontare con sicurezza ed efficacia tutte le tipologie di superfici ed ogni ostacolo. Un telaio in carbonio, leggero e dalle prestazioni di alta qualità, insieme alla Atlas riuscirete a pedalare per lunghi tratti senza mai sentire il peso dei chilometri. Non importa che si affrontino salite lunghe ed impegnative o tratti in discesa, la nuova nata di casa Focus risponderà sempre in maniera rapida a tutte le vostre esigenze.
La tecnologia Road Boost dona maggiore rigidità ai raggi, la bici risulta più reattivaLa tecnologia Road Boost dona maggiore rigidità ai raggi, la bici risulta più reattiva
Carbonio e sviluppo
Il telaio in carbonio della Altas 8.series le permette di essere più leggera di ben 1,7 chilogrammi rispetto alla Atlas 6.series. I miglioramenti tecnici arrivano anche dalla scelta dei dettagli, lo stem è più aerodinamico, con passaggio cavi integrato. La geometria della Atlas 8.series è più aggressiva rispetto al modello precedente, questo grazie ad un head tube più basso.
Per via della combinazione di reach e attacco manubrio corto, diventa una bici piuttosto lunga. Il tutto si traduce in una guida davvero fluida. L’avantreno alto offre sicurezza in discesa. I foderi orizzontali molto corti rendono la bici piacevole e facile da gestire, anche nei tratti più complicati.
La forcella ampia permette di montare pneumatici fino a 45 millimetri di ampiezza, con ruota 700cLa forcella ampia permette di montare pneumatici fino a 45 millimetri di ampiezza, con ruota 700c
Dettagli tecnici
La Atlas 8.series prevede, nel cambio, la scelta tipica del gravel, quindi un monocorona con ampia scelta nel pacco pignone. Una decisione sinonimo di diversificazione, con la possibilità di superare in agilità qualsiasi ostacolo e quando la strada lo consente, di spingere un rapporto che produce velocità. A livello di comfort e sicurezza si gioca con due accessori importanti: l’ampio manubrio e i freni a disco assicurano, infatti, pieno controllo del mezzo e massimo comfort.
Focus, grazie alla sua tecnologia Road Boost offre una elevata stabilità grazie anche alla migliore tensione dei raggi. Un modo per assecondare ancora di più le scelte del ciclista, non precludendogli alcuna mossa.
Il design del telaio offre uno spazio di 45 millimetri per gli pneumatici, con ruote da 700c. La Atlas, tuttavia, è predisposta per accogliere anche ruote da 650B, così da permettere, a chi lo desidera, di montare pneumatici ancora più ampi.
I gruppi pensati per il gravel garantiscono una grande agilità, così da superare qualsiasi pendenzaIl portapacchi posteriore, pensato per i viaggi bikepacking, aumenta lo spazio per riporre le varie saccheI gruppi pensati per il gravel garantiscono una grande agilità, così da superare qualsiasi pendenzaIl portapacchi posteriore, pensato per i viaggi bikepacking, aumenta lo spazio per riporre le varie sacche
Bikepacking
Se si parla di gravel allora non si può escludere il bikepacking. La Atlas 8.series permette, con comodità, di caricare quante più borse possibili, per godersi appieno ogni giorno di libertà. Viene fornita con la borsa top tube nella quale puoi riporre attrezzi essenziali o snack da mangiare mentre si pedala. E’ possibile montare un portapacchi posteriore, l’Adventure Rack, con una portata di carico di 6 chili, 3 per lato.
Nei giorni scorsi Fulcrum ha annunciato che nel 2023 sarà nuovamente sponsor di due importanti eventi gravel come il Tuscany Trail e Badlands. La scelta da parte di Fulcrum di confermare il proprio supporto a entrambi gli eventi è motivata dalla condivisione da parte del brand veneto degli stessi valori che animano da sempre le due manifestazioni: l’emozione della competizione, la bellezza della natura e la solidarietà della comunità ciclistica.
La Badlands è considerata la sfida di bikepacking offroad più selvaggia e dura d’Europa (foto Facebook Badlands)La Badlands è considerata la sfida di bikepacking offroad più selvaggia e dura d’Europa (foto Facebook Badlands)
Nuovo look per il Tuscany Trail
Nel 2023 il Tuscany Trail festeggia i suoi “primi” dieci anni di vita confermandosi come uno dei più importanti eventi bikepacking al mondo. Fulcrum è al suo fianco in qualità di sponsor dal 2021.
Per festeggiare questo importante traguardo il Tuscany Trail ha deciso di rinnovarsi con un nuovo percorso. L’evento è in programma il prossimo 1 e 2 giugno e le iscrizioni sono ufficialmente chiuse con un numero record di 4796 riders.
La principale novità di quest’anno riguarda appunto il percorso che sarà ad anello: 480 chilometri, con 6.900 metri di dislivello, attraverso le colline della Toscana. La partenza, rigorosamente alla francese, sarà a Donoratico, nella Maremma livornese.
Riconfermata la formula, quella avventura in autosufficienza, con i partecipanti che devono raggiungere il traguardo in autonomia, senza assistenza tecnica né meccanica, pedalando su un percorso misto di strade bianche, singletrack e asfalto. Niente limiti di tempo né classifiche: ognuno sarà libero di decidere il proprio ritmo gara.
La ricetta Fulcrum
Per un evento gravel come il Tuscany Trail, Fulcrum ha creato la linea di ruote Rapid Red con modelli specifici per l’uso misto su asfalto e off-road. Disponibili in due misure (700C e 650B), queste ruote hanno canali larghi che possono ospitare copertoni generosi, garantendo stabilità e trazione. Il sistema 2-Way Fit Ready permette, inoltre, di scegliere tra opzione tubeless o copertura tradizionale.
Quest’anno la Tuscany Trail festeggia il suo decimo compleanno (foto Facebook Tuscany Trail)Quest’anno la Tuscany Trail festeggia il suo decimo compleanno (foto Facebook Tuscany Trail)
Badlands, la più dura
La Badlands, in programma a settembre, è considerata la sfida di bikepacking offroad più selvaggia e dura d’Europa. Fulcrum è sponsor della manifestazione dal 2021. Come avvenuto per il Tuscany Trail, anche qui le iscrizioni sono già chiuse. Per i fortunati e coraggiosi partecipanti il programma prevede 800 chilometri in Andalusia, attraverso alcuni dei luoghi più remoti, suggestivi e impegnativi del continente, come la costa selvaggia del Parco naturale Cabo de Gata-Nijar, le splendide foreste della Sierra de Huétor, i deserti di Gorafe e Tabernas, l’unica vera zona desertificata d’Europa. Il dislivello complessivo è di 16.000 metri.
Seguendo la tradizione degli eventi di bikepacking, non è previsto un premio per il corridorepiù veloce, se non l’onore di essere il primo. D’altronde, Badlands non è una gara: è una sfida personale contro il tempo, non contro gli altri.
Badlands può essere considerata un evento “virtuoso” viste le regole che sono tenuti a rispettare i partecipanti: autonomia, divieto di sfruttare la scia e rispetto per la natura evitando di lasciare tracce del proprio passaggio.