DMT Tirreno Adriatico

Dmt alla Tirreno? E’ la scarpa ufficiale

09.03.2021
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Siete pronti per la Tirreno Adriatico? Bene, perché c’è qualcuno che è ancora più pronto di noi e che ha già allestito truck e mezzi per seguire la Corsa dei Due Mari, tutti i giorni, in carovana, in veste di partner commerciale. Parliamo di Dmt, il brand italiano produttore di calzature tecniche per ciclismo, che della edizione 2021 della “Tirreno” è titolare della qualifica di “scarpa ufficiale”.

KR1: sigla vincente…

Dmt, letteralmente “ai piedi” di Pogacar, Viviani, dei team Intermarchè Wanty Gobert ed Eolo Kometa, e di moltissimi altri atleti in gruppo, “parteciperà” dal 10 al 16 marzo prossimo alla gara WorldTour con un proprio mezzo brandizzato. Questa iniziativa ha il triplice obiettivo di supportare i propri atleti in gara, di promuoversi, ovviamente, oltre a quello di creare una fitta scaletta di incontri itineranti, presso le località sia di partenza che di arrivo di tappa, con la propria rete di rivenditori ufficiali.

Dmt: le scarpe del Tour

«In modo particolare – ci ha confidato Mauro Scovenna, Events specialist Diamant – daremo l’opportunità tutti i giorni e a tutti gli interessati, presso il nostro riconoscibilissimo truck, di provare la fantastica calzata delle Dmt KR1 e delle KR TdF: le scarpe che Tadej Pogacar ha portato al successo al Tour de France 2020. Queste ultime erano state originariamente progettate come prototipo di prova per lo stesso giovane corridore sloveno, che poi però ha deciso di indossarle durante la sua impressionante e spettacolare rincorsa verso la vittoria».

Mauro Scovenna, Events specialist Dmt
Mauro Scovenna, Events specialist Diamant
Mauro Scovenna, Events specialist Dmt
Mauro Scovenna, Events specialist Diamant

Costruzione innovativa

«Un grandioso successo anche per noi di Dmt – continua Mauro Scovenna – la costruzione di queste calzature è decisamente innovativa. E’ caratterizzata da una tomaia senza cuciture e da una rivisitazione della classica/storica chiusura con i lacci. Il comfort è eccezionale, ed è conferito in modo particolare sia dalla leggerezza che dalla traspirabilità e della metodologia di costruzione: la nostra brevettata Engineered Knit, che elimina i punti di pressione adattandosi al piede dell’atleta davvero come un guanto, e permettendo un trasferimento di energia solido, potente e stabile grazie anche alla esclusiva suola anatomica in fibra di carbonio».

dmtcycling.com

DMT KR 1

DMTid, la personalizzazione che non c’era

12.01.2021
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Il bike brand DMT, produttore da quasi quarant’anni di calzature per il ciclismo e partner tra gli altri di atleti del calibro di Tadej Pogacar ed Elia Viviani, ha sviluppato un sofisticato configuratore online che dà la possibilità a chiunque di personalizzare le proprie KR1, il modello top di gamma della collezione.

Una grafica “su misura”

Attraverso pochi ed agevoli passaggi da realizzare sul web – una volta collegati al portale dedicato www.dmtid.comsi può scegliere sia il colore della grafica delle scarpe quanto quello del logo. In questo modo è possibile renderle uniche attraverso l’aggiunta del proprio nome e anche della bandiera corrispondente alla nazione di appartenenza. Una soluzione ideale se si pensa a quanto il look in bici sia diventato ricercato. Inoltre, può essere utile anche per i team amatoriali o giovanili che vogliono distinguersi e affidarsi alla grande tradizione e la profonda esperienza DMT.

Glen McKibben, brand director DMT, con Tadej Pogacar
Glen McKibben, Brand Director DMT, con Tadej Pogacar
Glen McKibben, brand director DMT, con Tadej Pogacar
Glen McKibben, Brand Director DMT, con Tadej Pogacar

La rivoluzione Engineered Knit

Il modello KR1 di DMT è in assoluto la scarpa che ha dato inizio alla rivoluzione del Engineered Knit, oggi presente su tutta la collezione DMT (corsa, mtb e triathlon). Sviluppata e indossata da Elia Viviani, Tadej Pogacar e da altri grandi campioni, questa calzatura si distingue per l’incredibile comodità, che a detta di molti atleti cambia radicalmente il concetto di una comune scarpa da ciclismo. Leggere e traspiranti, le KR1 sono caratterizzate da una struttura in maglia brevettata che elimina tutti i punti di pressione, garantendo una calzata estremamente comoda. Altra caratteristica è la super traspirabilità della tomaia “Knit” e lo straordinario sostegno fornito dalla suola anatomica in carbonio, capace di un trasferimento diretto di potenza davvero molto efficace.

Sviluppate con Elia Viviani

«La tomaia in morbida maglia avvolge senza comprimere il piede – ha dichiarato a bici.PRO Elia Viviani ,che di queste scarpe può con ragione definirsi uno dei più pignoli sviluppatori – concedendo performance superiori in termini di comfort e traspirabilità. Grazie alla tecnologia 3D Knit ciascuno sarà pronto a superare i propri limiti, offrendo ai piedi il massimo del comfort: questa è davvero una nuova generazione di calzature da ciclismo».

Elia Viviani
Elia Viviani con le KR1
Elia Viviani
Elia Viviani durante l’ultimo Giro d’Italia con le KR1

Chiusura con il BOA

Oltre alla tomaia interamente in Engineered Knit 3D personalizzabile, tra le altre caratteristiche distintive delle DMT KR1 occorre anche ricordare lo spessore variabile e le strutture in maglia per il massimo del comfort, le fettucce passacavo integrate, il sistema di chiusura singolo BOA Fit IP1, la già citata suola anatomica in carbonio, la regolazione anteriore-posteriore della tacchetta (8mm) e gli stilosi toni riflettenti sul colore nero. Le misure disponibili? Dal 37 al 47 (mezze taglie dal 37,5 al 45,5. Il peso è di appena 240 grammi nella misura 42.

dmtid.com

VIDEO/Metti un giorno con Bennati e la Filante

01.12.2020
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Appuntamento con Daniele Bennati per una serie di test che si aprono con la Filante SLR, la nuova bicicletta aerodinamica di Wilier Triestina. Grande lavoro in galleria del vento per smussare angoli e tubi. Nuova concezione del passaggio ruota alla forcella e al carro posteriore, per consentire all'aria di incanalarsi, rendendo così la bicicletta molto più stabile e più veloce. Una bici compatta che agevola il compito di tenere alta la velocità e rilanciare. «Se fossi ancora un corridore - ha detto il Benna - sarebbe senza dubbio la mia bici».

La strada sale dolcemente, quando Bennati cala due denti e si alza sui pedali. La Filante SLR grigia cambia subito passo e avanza in un fruscio. La nuova nata di casa Wilier Triestinaun senso di compattezza e velocità. E vederla tra le mani di uno che su un’altra bici della casa veneta, 13 anni fa, vinse la tappa di Parigi al Tour de France, rende più credibile ogni parola.

Siamo nell’entroterra Piceno con il corridore aretino che di Wilier è testimonial, per una serie di test di cui iniziamo a raccontarvi da qui. E il primo riguarda appunto la bici più veloce, presentata il 10 novembre, ma non ancora messa sotto torchio. Chi meglio del Benna?

Wilier Triestina Filante SLR, 2020, manubrio aerodinamico integrato
Il manubrio integrato nasce proprio per questa bicicletta
Wilier Triestina Filante SLR, 2020, manubrio aerodinamico integrato
Il manubrio integrato creato su misura

«Su salite così – dice avvicinandosi al furgone da cui lo riprendiamo – va molto bene. Poi chiaramente su pendenze più marcate, la Zero SLR va meglio, è più da salita. Ma se fossi stato ancora un corridore, questa sarebbe stata la mia bici. Senza dubbio».

Flussi d’aria

Il manubrio realizzato per l’uso. Gli spigoli del telaio smussati. La distanza superiore al passaggio ruota sia all’anteriore che al posteriore per far defluire meglio i flussi d’aria. Gli ingegneri Wilier l’hanno studiata a lungo e bene, il riscontro del campione è immediato.

«Il concetto di aerodinamicità – prosegue Bennati mentre sullo sfondo si stagliano i Monti Sibillini già innevati – non si esaurisce solo alla pianura. La domanda per una bici del genere è se va bene anche in salita. Secondo me, se parliamo di salite pedalabili in cui fai velocità, anche 30 all’ora, una bici aerodinamica ti aiuta comunque. Ma forse è persino riduttivo limitarsi all’aerodinamica, che pure è decisiva».

Wilier Triestina Filante SLR, 2020
Wilier Triestina Filante SLR, presentata il 10 novembre 2020
Wilier Triestina Filante SLR, 2020
Wilier Filante SLR, presentata il 10 novembre

Scorrevolezza top

Il discorso si fa interessante, per cui rallentiamo perché possa parlare senza rischiare l’attacco di cuore.

«Io con Wilier ho vinto a Parigi – dice – ma parliamo di 13 anni fa ed è impossibile fare paragoni. Le bici cambiano anno dopo anno, ma ad esempio usando questa che ha i freni a disco e il perno passante, ti rendi conto che l’insieme fa la differenza. Non tanto sulla rigidità quanto sulla scorrevolezza. Ti rendi conto che ad alte andature, riesci a mantenere bene la velocità. E’ meno problematico rilanciare la bici quando vai davvero forte. Nel caso di un velocista, ad esempio, è chiaro che quando ti alzi sui pedali a 65 all’ora, è molto meno complicato non solo mantenere la stessa velocità, ma fare proprio la volata negli ultimi 200 metri. La differenza di questa bici rispetto a quella di Parigi è proprio questa».

Wilier Triestina Filante SLR, 2020, Campagnolo Super Record
La Filante di Bennati monta il Campagnolo Super Record elettronico con freni a disco
Wilier Triestina Filante SLR, 2020, Campagnolo Super Record
Per Bennati Super Record e freni a disco


Cura dei dettagli

E’ un insieme di cose che si chiamano progresso e spiegano tanti altri aspetti del ciclismo contemporaneo.

«Magari – dice Bennati leggendoci nel pensiero – ci si meraviglia che le medie siano sempre molto alte, però forse tanti non valutano anche questo aspetto. Cioè che le bici sono molto più veloci rispetto a un tempo. Viene studiato tutto nei minimi dettagli. Dalla scarpa al casco, fino all’abbigliamento, che è una componente fondamentale, tanto che nelle tappe di montagna ci sono corridori che utilizzano il body. Ormai si può limare l’impossibile, c’è una continua ricerca della perfezione e della massima aerodinamicità. Rispetto a un tempo si va molto più forte anche per questi motivi».

Wilier Triestina Filante SLR, 2020, freni a disco Campagnolo
Il sistema frenante Campagnolo si distingue per potenza e modulabilità
Wilier Triestina Filante SLR, 2020, freni a disco Campagnolo
Freni Campagnolo, potenti e modulabili

Il furgone accelera, Bennati scatta, allunga, si distende, prova la volata, si tuffa nel tornante in discesa come un bambino con il giocattolo più bello. La descrizione tecnica della bici nei dettagli potete leggerla nell’articolo di Filippo Lorenzon, per continuare a capire il pensiero del toscano c’è questo video bellissimo che lo racconta. Mentre il nostro viaggio con lui non si ferma qui e presto vi porteremo su altre traiettorie…

www.wilier.com/it

Pogacar Parigi

DMT: come sono nate le scarpe di Pogacar

25.11.2020
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Tornando al Tour de France 2020 tutti noi ricordiamo la bellissima vittoria di Tadej Pogacar. Il giovane sloveno ha portato sul gradino più alto del podio anche le scarpe del marchio italiano DMT, ma in una versione con i lacci che ha colpito molto gli appassionati. Abbiamo parlato di queste scarpe e del loro possibile futuro con Glen McKibben Brand Director di Diamant, l’azienda che produce le scarpe DMT e le biciclette Cipollini. McKibben è un appassionato ciclista che ha lavorato in precedenza anche per altri brand prestigiosi del mondo del ciclismo e oggi segue da vicino la nascita e l’evoluzione dei prodotti DMT e Cipollini.

Si era partiti con il Boa

Sembra strano a dirlo, ma anche per la versione con i lacci delle scarpe DMT di Pogacar c’entra il Covid-19.
«All’incirca un anno fa io e Nicola Minali avevamo parlato con Pogacar per capire che preferenze aveva in fatto di scarpe – esordisce così Glen McKibben – e lui ci aveva detto che gli piacevano i lacci. Ma noi non avevamo un modello con i lacci e gli abbiamo fornito le nostre KR1 con il Boa. Tadej le ha provate e ci ha dato subito dei riscontri positivi, soprattutto era colpito dalla morbidezza della tomaia in Knit». Per chi non lo sapesse Nicola Minali è un corridore ex professionista che ora lavora presso DMT e segue lo sviluppo delle scarpe.
«Questa cosa dei lacci era rimasta in testa a Minali – continua McKibben – che ha iniziato a pensare a qualcosa. Intanto la stagione era partita e Pogacar utilizzava le scarpe con il Boa e aveva anche vinto qualche corsa»

Pogacar con Phlippe Zecchetto CEO di Diamant
Pogacar in visita da DMT con Philippe Zecchetto CEO di Diamant
Pogacar con famiglia  Zecchetto
Pogacar in visita da DMT con il patron Federico Zecchetto a destra e suo figlio Philippe

Arriva il lockdown

Ma poi la stagione si ferma a causa del Covid-19 che ci ha costretto a fermarci e a vivere il lockdown, ma non è stato per tutti uguale: «Sai la stagione si è fermata ma in Slovenia hanno avuto un lockdown più leggero del nostro e potevano pedalare. Proprio in quel periodo, Minali aveva portato a termine la versione della scarpa con i lacci. Abbiamo pensato di farla provare a Tadej. Abbiamo diversi professionisti che usano le scarpe DMT, fra cui anche Viviani. Spesso gli facciamo provare delle novità tecniche per vedere che riscontro ci danno. La maggior parte delle volte nessuno si accorge se Elia ha corso con una scarpa con una suola diversa, ma con i lacci la cosa è più evidente»

Oltre ogni aspettativa

Per Pogacar lo stop della stagione si è trasformato in una seconda possibilità per provare qualche materiale nuovo come le scarpe.

«Poco prima che riprendesse la stagione Pogacar ci ha chiesto se poteva correre con le scarpe con i lacci, si era trovato talmente bene che le voleva tenere. A quel punto abbiamo pensato perché no?».

E i risultati sono andati ogni aspettativa: «Ci siamo detti, se va bene vince una tappa al Tour e arriva con il gruppo dei migliori, non pensavamo che lo vincesse , ed invece con quella vittoria ci siamo ritrovati un autentico boom di richieste. Tutti ci chiedevano di poter provare la versione con i lacci. A questo punto abbiamo pensato di celebrare questa vittoria e proprio in questi giorni sta arrivando nei negozi la scarpa con i lacci con l’autografo di Pogacar. Lo facciamo anche per celebrare il Made in Italy in un anno che è stato difficile per tutti».

Pogacar al mondiale di Imola
Pogacar in azione con le sue DMT ai mondiali di Imola
Pogacar al mondiale di Imola
Pogacar ha continuato ad usare le DMT con i lacci anche dopo il Tour. Qui è ai mondiali

Anche nel 2021

Glen McKibben ci ha confermato che anche per il 2021 Pogacar dovrebbe continuare ad usare questa scarpa che a livello tecnico: «Ha la suola anatomica della KR1 che sostiene bene l’arco plantare e trasmette tutta la forza ai pedali. Anche la tomaia è la stessa della KR1 in Knit, la nostra tecnologia che fa sembrare di indossare un guanto. Quelle con i lacci hanno una serie di piccole modifiche e sono dotate di un sistema di cordini che sono inseriti dentro la tomaia, passano sotto la suola e si vanno ad agganciare ai lacci». In questo modo stringendo i lacci la scarpa rimane uniformemente aderente al piede.

Comfort elevato

In molti si chiedono ma come fa un corridore a tenere per diverse ore lo stesso livello di chiusura della scarpa senza avere qualche dolore? «Questo è il grande pregio del Knit – risponde McKibben – la sua grande morbidezza ed elasticità ha permesso a Pogacar di tenere le scarpe strette in tutte le tappe dall’inizio alla fine, senza avere mai dei fastidi. Probabilmente con una tomaia in materiale classico questo non sarebbe potuto avvenire».

Pogacar alla Freccia Vallone 2020
Pogacar in azione alla Freccia Vallone
Pogacar alla Freccia Vallone 2020
Pogacar in azione alla Freccia Vallone

Il futuro sono i lacci?

Quindi con Pogacar che continuerà ad usarle, possiamo immaginare che il futuro sia un ritorno dei lacci? «Non credo, penso che la comodità del Boa per la gran parte dei ciclisti, compreso il sottoscritto, sia maggiore, infatti continueremo la nostra collaborazione con Boa e siamo felicissimi dei risultati. Certo che i lacci fanno moda e possono piacere a chi cerca un tocco di vintage in una scarpa che con il Knit e la suola anatomica in carbonio è un concentrato di innovazioni tecnologiche molto moderne».

Tadej Pogacar, Tour de France 2020

Pogacar da Colnago e Dmt: promessa mantenuta

18.11.2020
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Come promesso appena vinto il Tour, Tadej Pogacar ha ricambiato la stima e la fiducia di due suoi top sponsor italiani. Il vincitore della maglia gialla ha infatti visitato le realtà produttive di Colnago e Diamant, che allo sloveno fornisce le scarpe Dmt.

Ernesto Colnago, Tadej Pogacar, Cambiago 2020
A Cambiago, con Colnago e Campagnolo (dietro)
Ernesto Colnago, Tadej Pogacar, Cambiago 2020
A Cambiago con Ernesto Colnago. Sullo sfondo, Valentino Campagnolo

Ad accogliere Pogacar a Cambiago è stato direttamente Ernesto Colnago, che del giovane corridore è un grandissimo innamorato. Foto di rito, giro in azienda – che nel tempo si è trasformata in un vero e proprio museo del ciclismo – ed immancabile dedica del costruttore lombardo sul telaio “giallo Tour” della V3Rs.

All’incontro era presente anche Valentino Campagnolo, amico storico di Colnago e partner della UAE Team Emirates per quanto si riferisce la fornitura di gruppi e ruote (Fulcrum).

Tadej Pogacar, Dmt, Bonferraro di Sorgà 2020
E poi a Bonferraro di Sorgà, in Dmt, con Philippe Zecchetto
Tadej Pogacar, Dmt, Bonferraro di Sorgà 2020
In Dmt con Philippe Zecchetto

Il secondo incontro di questo piccolo “tour de… force” si è invece svolto nella sede Diamant di Bonferraro di Sorgà (Verona), dove si producono le scarpe Dmt calzate in corsa da Pogacar. 

Tadej Pogacar, Dmt, Bonferraro di Sorgà 2020
Ancora in Dmt, con Federico Zecchetto, firmando la maglia gialla
Tadej Pogacar, Dmt, Bonferraro di Sorgà 2020
In Dmt, con Federico Zecchetto e la maglia gialla

A fare gli onori di casa sono stati i titolari Federico e Philippe Zecchetto che hanno approfittato per raccontare al giovane campione l’esclusiva tecnologia 3D Engineered Knit applicata alla tomaia delle sue scarpe (un’intuizione che ha contribuito a rivoluzionare il concetto di calzatura ciclistica) e conseguentemente quanto lo stesso brand investa senza sosta in Ricerca & Sviluppo del prodotto. 

www.colnago.com

www.dmtcycling.com