Pasqualon 2022

Dalla Vallonia, Pasqualon rivede il Giro e si lancia sul Tour

01.06.2022
5 min
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E’ un Andrea Pasqualon estremamente su di giri quello che risponde da Andorra, dove sta preparando i suoi prossimi impegni, ossia Giro di Svizzera dal 12 giugno e soprattutto il ritorno al Tour de France a luglio. La vittoria di domenica al Circuito di Vallonia, una delle prove del calendario belga “extraclassiche”, con al via molti corridori di primo livello gli ha dato quello spirito in più per lavorare in altura e preparare la campagna di Francia. Il veneto, come i suoi compagni, sarà chiamato a dare seguito allo splendido Giro d’Italia dell’Intermarché Wanty Gobert.

Rimpianto Giro

Pasqualon questo Giro lo ha vissuto prima con un po’ di rimpianto, perché avrebbe tanto voluto essere al via. La sua esperienza sui tracciati del Centro e Nord Europa (la partenza del Tour sarà dalla Danimarca) lo ha però dirottato sulla Grande Boucle.

«A conti fatti – dice – è stata anche una decisione giusta e che ho condiviso. Ero arrivato alla Roubaix con già 29 giorni di corsa nelle gambe ed ero sinceramente stanco. Avevo bisogno di ricaricare le batterie e soprattutto poter lavorare con calma, infatti mi sono fermato una settimana e poi ho ripreso con un primo periodo di allenamento intenso. I benefici si sono visti».

Pasqualon Vallonia 2022
La volata vincente di Pasqualon al Circuito di Vallonia. Dietro si vede Zingle, terzo è Gilbert
Pasqualon Vallonia 2022
La volata vincente di Pasqualon al Circuito di Vallonia. Dietro si vede Zingle, terzo è Gilbert
Com’è venuta la tua vittoria di Charleroi?

Era una gara ideale per le mie caratteristiche, con le tipiche strade del Belgio, tanto vento laterale, passaggi anche stretti, insomma dove c’era tanto da lavorare. Alla fine avevamo un circuito di 13 chilometri da affrontare tre volte, noi puntavamo a fare gara dura per ridurre al massimo la gente della volata finale. Io sapevo che il più pericoloso era Philippe Gilbert, ma all’improvviso è partito Zingle, il giovane della Cofidis. Gilbert non aveva gambe per chiudere, allora ai 300 metri sono scattato e ho superato il transalpino a 20 metri dal traguardo.

Questa è la tua prima vittoria in maglia Intermarché…

Sì e per me ha un valore altissimo. Finalmente dopo tanto lavoro al servizio degli altri ho avuto la mia giornata di gloria. Oltretutto ho ripagato la fiducia del team che in quest’occasione, proprio considerando le caratteristiche del percorso, mi aveva eletto capitano. Era la maniera migliore per proiettarsi verso l’estate.

Pasqualon Roubaix 2022
Il 34enne di Bassano del Grappa ha corso la sua prima Roubaix chiudendo 19°, miglior italiano
Pasqualon Roubaix 2022
Il 34enne di Bassano del Grappa ha corso la sua prima Roubaix chiudendo 19°, miglior italiano
Hai visto il Giro?

Certamente, con i ragazzi ci siamo sentiti quasi ogni giorno dopo la tappa. Io credo che il segreto del bei risultati della squadra sia proprio l’atmosfera che c’è fra noi. Siamo una famiglia unita, un vero gruppo di amici prima ancora che compagni di squadra. C’è lo spirito giusto e soprattutto affrontiamo ogni gara con l’obiettivo non del piazzamento, ma della vittoria. Quest’anno siamo già arrivati a 11, è un’annata magica che sarà difficilmente ripetibile e se continuiamo così io dico che possiamo anche entrare fra le prime 5 squadre del WorldTour.

I risultati dei tuoi compagni ti hanno sorpreso? Due uomini in top 10, le vittorie parziali di Girmay e Hirt…

Se devo essere sincero no. Biniam partiva con l’obiettivo di prendere la maglia il primo giorno e infatti è stato quello che l’ha contesa a Van Der Poel. Sono stato poi felicissimo per la sua vittoria a Jesi su un arrivo ideale per lui. “Bini” è esplosivo ma leggero, su un arrivo in leggera salita sapevo che poteva stroncare VDP che è più pesante e così è stato. Hirt dal canto suo sapevo che se superava indenne la prima settimana andava in crescendo e poteva anche entrare fra i primi 5.

Pasqualon Girmay 2022
Andrea insieme a Girmay: per l’eritreo il veneto è un amico e una guida esperta nel gruppo
Pasqualon Girmay 2022
Andrea insieme a Girmay: per l’eritreo il veneto è un amico e una guida esperta nel gruppo
E Pozzovivo?

E’ stato fenomenale, forse lui è stato la vera sorpresa, con quel che ha passato, arrivando in squadra quasi fuori tempo massimo. Non credevo potesse fare quello che ha fatto, se lo merita tutto. Ha dimostrato una tenacia che dovrebbe essere d’insegnamento a tanti ragazzi che mollano alle prime difficoltà. Questo è professionismo puro.

Ora c’è il Tour che ti chiama in causa. Con che obiettivi partite?

Avremo una squadra completa, con un treno per le volate di Kristoff e un uomo per la classifica come Meintjes. Anche lui è un diesel, se riesce a passare la prima metà Tour poi andrà a caccia della top 10 che ha già raggiunto due volte. Noi dovremo dargli una mano e tenerlo coperto in un Tour che si preannuncia molto duro sin dall’inizio, con la parte danese e l’incognita della quinta tappa sul pavé. Noi comunque possiamo emergere in ogni tappa, vogliamo assolutamente mettere la nostra firma con almeno un successo.

Pasqualon Meintjes 2022
Il sudafricano Meintjes sarà il capitano dell’Intermarché al Tour, puntando alla top 10
Pasqualon Meintjes 2022
Il sudafricano Meintjes sarà il capitano dell’Intermarché al Tour, puntando alla top 10
E Pasqualon che compiti avrà?

Io lavorerò per gli altri, ma avrò anche spazio, soprattutto in quelle tappe con arrivo in leggera salita dove ci invertiremo i compiti con Kristoff, che sarà lo sprinter per gli arrivi in pianura. Su quelle tappe più mosse, anche in caso di arrivo allo sprint posso dire la mia. Mi sto preparando per quello.