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Tanto così! Un millimetro e Demare fa il bis. Parola a Guarnieri

12.05.2022
5 min
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Un millimetro separa i due sprinter. I 196 chilometri della tappa sono racchiusi tutti lì. E se la Palmi-Scalea non resterà negli annali per la sua verve, di certo resterà nella memoria di Arnaud Demare e Jacopo Guarnieri. Il brivido è tutto lì.

Tappa noiosa, diciamolo pure. Sarà che si aspetta la tripletta del weekend, sarà che era lunga, piatta e persino con vento contro, ma la sesta frazione del Giro d’Italia finisce col sole che volge al tramonto sul Mar Tirreno. E se non fosse stato per Diego Rosa, martire di giornata, probabilmente si sarebbe conclusa ancora più tardi.

Ma il ciclismo è anche questo. E quando si dice che la corsa la fanno i corridori è anche in questo senso.

Un millimetro

Però la volata è sempre una bella iniezione di adrenalina. Dicevamo di quel millimetro che è un’eternità, che è la sintesi di una volata tumultuosa. Senza un treno che dominava. Forse perché andando piano in tanti ci sono arrivati col pieno di energie. C’erano almeno sei team con almeno quattro uomini ciascuno.

«Vero – dice Guarnieri – eravamo in tanti, ma noi siamo stati vicini e da quel punto di vista siamo stati bravi. Ma siamo andati a “due all’ora” per 200 chilometri e fino ai 10 chilometri non è successo niente, anche perché con quel vento a ruota si stava parecchio bene.

«Quindi tutti avevano energie, ma noi l’abbiamo gestita al meglio. Perché poi quando ti spostavi e prendevi aria c’era un bel “muro”. E Demare è stato bravo ad uscire da dietro».

Arnaud Demare e Jacopo Guarnieri fanno festa. I due sono ormai un duo imprescindibile
Arnaud Demare e Jacopo Guarnieri fanno festa. I due sono ormai un duo imprescindibile

Parola a Guarnieri

Guarnieri parla quindi molto del vento e di come questo abbia caratterizzato sia la tappa che la volata.

Il racconto dello sprint di Guarnieri però è un compendio di tecnica.

«Oggi, ai 500 metri ho deciso di partire – spiega Guarnieri – poiché la velocità stava calando un po’ e con queste condizioni e dopo una tappa così lenta era meglio una volata meno lunga. Ho preso la testa e poi anche Morkov si stava muovendo. Ho rischiato un po’ nella curva finale (il rettilineo tendeva un po’ a girare, ndr) perché per un attimo ho pensato che Arnaud mi passasse a destra e invece poi ha scelto la sinistra. Ho tentennato un paio di secondi. Però, dai è andata bene».

In quei frangenti, quando si vola e si spinge in modo spasmodico, non è facile decidere dove mettersi per far passare il proprio capitano, il proprio velocista. Ma anche in questo caso Guarnieri fa chiarezza.

«Ci si deve fidare – dice il lombardo – Il capitano si deve fidare del suo apripista. La miglior situazione in un rettilineo ideale è quella di battezzare un lato, di mettersi alle transenne, ma lasciando lo spazio affinché il proprio velocista abbia lo spazio per passare. In questo modo poi è lui che può decidere dove infilarsi. E solitamente passa tra l’apripista e la transenna. Anche perché il rivale che è alla sua ruota a quel punto per uscire deve comunque aspettare di superare l’apripista.

«Non è una manovra scorretta, assolutamente, ma neanche che gli si stende il tappeto rosso!».

Demare, in ciclamino, batte Ewan per un soffio. Al photofinish si è parlato di millimetri
Demare, in ciclamino, batte Ewan per un soffio. Al photofinish si è parlato di millimetri

Occhi su Ewan e “Cav”

Per Guarnieri oggi i più temuti erano proprio Cavendish ed Ewan.

«E infatti il maggior lavoro ce lo siamo sobbarcato noi tre rispettivi team – riprende Guarnieri – Una tappa così piatta era più complessa per Demare che è sì un velocista, ma non è super puro. Lui tiene, attacca. Oggi invece era volata secca perfetta per quei due».

«Tanto che, e lo dico col sorriso, quasi, quasi Demare ha vinto alla Ewan. Saltandolo negli ultimi 50 metri. Ma perché? Perché è stato molto bravo, oggi non ha commesso errori».

Al colpo di reni. Con questo successo, il settimo, Demare diventa il francese plurivittorioso al Giro
Al colpo di reni. Con questo successo, il settimo, Demare diventa il francese plurivittorioso al Giro

Tra errori e fiducia

Errori. Guarnieri tocca un tasto che può sembrare assurdo far emergere nel giorno di una vittoria. I Groupama-Fdj, sembrano non essere perfetti come due anni fa, quando si mangiavano rettilinei ed avversari. Anche ieri nel loro treno, per esempio, mancava proprio Guarnieri. Cosa non funziona dunque come due anni fa? Chiaro, parliamo di dettagli…

«Ma non è che due anni fa non commettessimo errori – spiega Guarnieri – ci sono anche altri 150 corridori che vogliono fare la volata. Oggi però Arnaud ha corso con la “confiance” (la fiducia, ci dice in francese, ndr). Nella prima tappa che ha vinto Cav, lui è uscito subito senza sfruttare la scia. Troppa foga, troppa voglia di vincere. Ieri invece si è riscattato e oggi ha corso con quella sicurezza addosso che ti dà la vittoria. E la chiave sta nel fatto che ha aspettato quel tantino per uscire di scia ad Ewan».

Freddezza, insomma. E lo ha battuto sulla linea d’arrivo per un millimetro o forse due. Tutto merito della testa e della vittoria di ieri. E di Guarnieri!