Rispunta Mader. Poche chiacchiere e tanta sostanza

31.07.2022
4 min
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Esattamente come Remco Evenepoel, Gino Mader non correva dallo scorso 26 giugno. Anche lui aveva disputato il campionato nazionale e anche lui poi si era fermato.

Solo che il belga, aveva vinto in primavera, tanto da mettere nel sacco la Liegi, Gino invece si era visto poco. Attenzione, è chiaro che non stiamo qui a paragonarli. Remco appartiene a quella elite di 4-5 fenomeni che stanno caratterizzando questa epoca, mentre Mader è un gran bel corridore.

Ma proprio perché è un ottimo atleta, vogliamo sapere come mai si è visto poco sin qui.

Mader (classe 1997) è rientrato ieri a San Sebastian, chiudendo in 29ª posizione
Mader (classe 1997) è rientrato ieri a San Sebastian, chiudendo in 29ª posizione

Rientro basco

Ne parliamo con lo stesso corridore della Bahrain Victorious. Lo scorso anno fu una delle rivelazioni. Vinse al Giro, vestì la maglia di miglior giovane alla Vuelta. Se la giocò in salita con Roglic.

«Mi sono allenato bene dopo la pausa per Covid – dice Mader – Era la prima volta che facevo la Clasica di San Sebastian pertanto non avevo informazioni e l’ho presa un po’ come è venuta. E’ stata una corsa di alto livello. C’erano alcuni che venivano dal Tour e mi aspettavo volassero. Io ho cercato di tenere duro, di essere lì proprio in quel momento.

«E’ vero, lo scorso anno è stato incredibile come le cose siano andate per me. Ho avuto un gran successo, sono molto felice della stagione passata».

Lo scorso anno al Giro d’Italia vinse la tappa con arrivo in salita a San Giacomo
Lo scorso anno al Giro d’Italia vinse la tappa con arrivo in salita a San Giacomo

Alti e bassi

Invece questa stagione non è nata sotto un’ottima stella. Non che sia da buttare, si cresce anche così, però già nelle prime gare qualcosa non girava al meglio.

«All’UAE Tour – riprende Mader – non avevo raggiunto ancora il mio livello. Alla Parigi-Nizza invece mi sono ammalato e non l’ho potuta finire. Mi sono fermato, mi sono rimesso giù e al Giro dei Paesi Baschi piano piano ho ripreso il mio ritmo. Mi sono sentito meglio sopratutto negli ultimi giorni».

Però da lì la condizione è andata ad aumentare e al Romandia, corsa di “casa” Mader è andato benone. E’ stato secondo nella generale alle spalle di Vlasov. Nessun acuto di tappa, ma una corsa di costanza e sostanza.

«Al Romandia sono stato forte. Ma subito dopo mi sono fermato ancora per andare in altura. Per preparare il Tour, ma…».

Per lo svizzero un ottimo Romandia. La regolarità è un punto di forza di Mader
Per lo svizzero un ottimo Romandia. La regolarità è un punto di forza di Mader

Covid sì, Tour no

Ma il Covid ci ha messo lo zampino. Mader era in netta crescita. Un ragazzo in piena: la forma che cresce, la convinzione e l’autostima che vanno di pari passo dopo il Romandia e dopo il 2021.

«Non avendo partecipato al Giro – riprende Mader – quest’anno mi stavo focalizzando sul Tour ma non ci sono potuto andare per il Coronavirus, che ho preso al Giro di Svizzera. Sin lì ero sui mie valori, stavo bene».

In questi casi si rischia davvero molto. Non per il Covid, ma perché ormai abbiamo imparato che se ci sono degli intoppi a metà stagione, e peggio ancora la prima parte non è stata stellare, è facile che le cose non si sistemino.

Nel ciclismo di oggi è complicato andare alle corse dovendo rincorrere la condizione. Non è più come una volta. Gino invece sembra aver superato brillantemente questo ostacolo. La gamba buona, l’entusiasmo anche.

Al Romandia, Mader è stato secondo a 50″ da Vlasov (a sinistra)
Al Romandia, Mader è stato secondo a 50″ da Vlasov (a sinistra)

Crono e.. testa

E quindi può guardare avanti. Il suo calendario appare abbastanza fitto. Dopo San Sebastian ancora molta Spagna per lo svizzero.

«Andrò a Burgos e dopo Burgos dovrei essere pronto per la Vuelta. E poi ancora vedremo…».

Dello svizzero lo scorso anno ci colpì la sua caparbietà (e anche la sua vena ecologista a dire il vero). Gino Mader è un lavoratore serio e metodico. E per questa aveva cercato di lavorare su quelle che erano le sue lacune: vedi la crono.

«Sicuramente – dice Mader – la cronometro è uno dei punti su cui mi concentro sempre, ma lavori di forza, salita, sprint… sono tutti punti fondamentali e non ce n’è uno in particolare da rimarcare.

«Di sicuro mi sono allenato di più su come penso e su come mi comporto in gara. Ho cercato di migliorare la mia capacità mentale. Il lavoro fuori dalla bici, è tanto importante quanto l’allenamento in sella».