Ventiquattro ore alla chiusura del ranking UCI 2026 per team e la situazione nella lotta per la top 30 è più vibrante che mai. Come ricordiamo, essere tra le prime trenta squadre al mondo significa avere la possibilità di partecipare ai Grandi Giri. Se le WorldTour non hanno problemi, e anzi sono obbligate a prendervi parte, le altre Professional sperano negli inviti.
E qui si accendono i riflettori sulle quattro italiane coinvolte nella sfida. Anche se, di fatto, dovremmo dire tre, perché la Polti-VisitMalta dovrebbe essere al sicuro. Prima di iniziare, però, ecco la classifica qui sotto. Tenetela a mente: sarà la traccia fondamentale per seguire il filo del discorso.
| POSIZIONE | SQUADRA | PUNTI UCI |
| 25ª | Polti – Vist Malta | 3.898,15 |
| 26ª | SolutionTech – NIPPO | 3.374,35 |
| 27ª | Equipo Ken Pharma | 3.075,3 |
| 28ª | MBH Bank – CSB Telcom | 2.729 |
| 29ª | Eskaltel – Euskadi | 2.693,26 |
| 30ª | PicNic – PostNL | 2.680 |
| 31ª | Bardiani – CSF | 2.644,15 |
| 32ª | Li Ning Star | 2.508,33 |
Brava Polti
Come accennato, chi può dormire sonni tranquilli, dall’alto del suo venticinquesimo nel ranking UCI posto e di un bel bottino di punti, è la Polti-VisitMalta. La squadra di Ivan Basso è stata protagonista di una seconda metà di stagione molto fruttuosa. Ora, con quasi 4.000 punti, sta già pensando al 2027. E lo diciamo con certezza perché, abbiamo sentito per vie traverse Giovanni Ellena, che era già al lavoro in ottica del calendario venturo.
Noi, invece, in merito a questa classifica abbiamo chiesto un commento a Francesco Gavazzi, uno dei direttori sportivi della Polti. «Fortunatamente siamo tranquilli da un po’. Non vorrei essere né in MBH né in Bardiani, che a questo punto dell’anno stanno facendo la rincorsa ai punti. E’ un bello stress. Anche perché sappiamo tutti l’importanza che ha per una squadra la possibilità di ricevere un invito ai Grandi Giri. Vale per noi italiani, pensando al Giro d’Italia, ma anche per l’Euskaltel-Euskadi, in vista della Vuelta. Purtroppo, negli ultimi anni, la programmazione si fa più sui punti che sulle vittorie».
Gavazzi ha nominato l’Euskaltel-Euskadi, che è un po’ l’elemento nuovo in questa zona della classifica. Il prossimo anno avrà Mikel Landa e il suo sogno è quello di prendere parte alla Vuelta con il leader basco.
La Polti ha messo il turbo anche grazie alle vittorie di Lonardi e Bessega nelle gare ProSeries e al super bottino di Ludovico Crescioli, 839 punti UCI solo lui. Gavazzi, però, esalta soprattutto la costanza del gruppo.
«Siamo stati costanti tutto l’anno, non abbiamo avuto flessioni e credo sia stata questa la nostra carta vincente. I ragazzi sono stati sempre competitivi. Quando alcuni erano impegnati nella preparazione del Giro e, a luglio, dovevano recuperare, ci sono stati altri che li hanno sostituiti con valore. Pertanto, dico che è stato un discorso di programmazione generale di squadra. Se inizi ad andare sempre in Asia o in Sud America, magari hai la possibilità di cogliere qualche punto, ma poi cambi clima, c’è il fuso orario e, alla fine, i ragazzi alla lunga pagano dazio».


Formichina Solution Tech
Subito dietro alla Polti, al ventiseiesimo posto e con ben oltre 3.300 punti UCI, troviamo la Solution Tech-NIPPO-Rali. Sono ben dieci le vittorie di questo team, che più di tutti ha battuto lidi esotici. La squadra, però, può contare anche su atleti come Dusan Rajovic e Domenico Pozzovivo, che da soli hanno messo in cascina oltre 1.100 punti.
«Noi siamo abbastanza tranquilli e contenti – commenta il direttore sportivo Alessandro Spezialetti – alla fine, le scelte di calendario della squadra ci hanno dato ragione. E’ un bel po’ che lo siamo, a dire il vero. Siamo nelle trenta e corriamo abbastanza tranquilli».
In Belgio hanno ironizzato sulla partecipazione della Solution Tech al Gran Premio Chiriquí, a Panama. Il Nieuwsblad ha riportato le parole dell’olandese Alex Van der Tuuk, dell’Euskaltel-Euskadi, che aveva rilasciato una dichiarazione riguardante il team Solution Tech e il suo coinvolgimento in questa gara panamense. Lo stesso media olandese ha poi precisato che Van der Tuuk aveva parlato in senso puramente «ironico e umoristico».
«Se siamo andati a correre a Panama – spiega Spezialetti – ci sarà stato un buon motivo. Se gli altri volevano andarci, potevano farlo. C’è chi è andato a correre in Tunisia e in Algeria. Ognuno fa il proprio calendario e poi si tirano le somme. E queste somme ci dicono che siamo stati più bravi di altri. Non è che non andiamo a vedere ciò che fanno gli altri».


La «quarta italiana»
Scorrendo la graduatoria troviamo la MBH Bank, squadra ungherese di bandiera ma bergamasca di fatto. La formazione di Bevilacqua è forse l’altra sorpresa, dopo il team basco, di questa classifica. Ha ormai un piede e tre quarti dentro la top 30, tutto questo al primo anno nella categoria professional.
«La lotta per i punti UCI – esordisce Gianluca Valoti, uno dei direttori sportivi del team – a volte rovina anche un po’ i modi di correre, ed è un peccato, ma tant’è. Noi, al primo anno da Professional, siamo contentissimi. Non pensavamo di fare così bene, né di arrivare a questo punto della stagione con questa classifica. Non è finita, ma siamo tranquilli. Noi, come altre squadre, vedi appunto tutte quelle coinvolte in questa zona del ranking UCI, siamo a correre tra la Veneto Classic, ma soprattutto, in questo caso, in Serbia e alla Chrono des Nations».
La guerra è agli sgoccioli e tutti combattono su ogni fronte possibile. La Chrono des Nations assegnerà punti UCI a chi saprà conquistarli, considerando che il sistema di punteggio premia i primi 25 classificati e che al via ci saranno meno team. Tanto per rendere l’idea della situazione.
Tra l’altro, in questo calderone si è ritrovata anche il Team Picnic PostNL, squadra WorldTour della cui crisi avevamo già parlato. Adesso alcuni membri dello staff e alcuni atleti hanno persino denunciato i vertici del team, sostenendo che l’ambiente di lavoro non sia sano.
«Ripeto – prosegue Valoti – siamo contenti, e lo siamo anche per lo staff, non soltanto per i ragazzi. E’ una soddisfazione di tutti. Se penso a come, in un solo anno, ci sono cambiati il lavoro, la programmazione, la logistica, il magazzino… E’ un risultato di tutti. Abbiamo corridori che sono con noi dagli juniores e membri dello staff presenti da tempo immemore. E’ una gratificazione sincera».


Bardiani nella tempesta
E veniamo alla Bardiani-CSF 7. Purtroppo, la squadra di Roberto e Bruno Reverberi non naviga semplicemente in acque agitate, ma si trova nel pieno di un uragano tropicale. La tempesta è in corso e probabilmente, dopo il 18 ottobre, sarà ancora più forte.
La classifica UCI dice trentunesimo posto, a circa 16 punti dalla Picnic PostNL. «Ma purtroppo – spiega con realismo Roberto Reverberi – non è neanche così. I punti sono di più. La classifica non viene aggiornata settimanalmente e, nel frattempo, loro hanno raccolto 90 punti in una gara WorldTour».
«La classifica non è meritocratica. Noi abbiamo più punti dell’anno scorso, ma poi vedi gente che è andata a correre in Algeria, a Panama… Perché non ci siamo andati? Saranno stati più furbi, ma chi avrebbe mai pensato a quelle gare in Algeria? L’Euskaltel-Euskadi lì ha raccolto un sacco di punti. Il prossimo anno avrà Mikel Landa e sta cercando di fare tutto il possibile per andare alla Vuelta.
«Io vi parlo dalla Serbia. Sono qui e siamo tutte noi Professional coinvolte in questa lotta, insieme alle continental. Mi spiace perché, alla fine, abbiamo una buona media punti per atleta, pur avendo perso gente come Pinarello, Scalco e Fiorelli… La MBH, per dire, ha fatto quasi la metà dei punti con un corridore solo, Fancellu».
Con Reverberi si parla anche della crisi della Picnic PostNL e di come questa squadra rischi grosso. Si vocifera che possa chiudere o auto retrocedersi a professional, ammesso che il regolamento UCI lo consenta. Roberto, però, ci blocca subito: «Anche se dovesse saltare, il regolamento UCI dice chiaramente che, per gli inviti ai Grandi Giri, si fa riferimento alla classifica del 18 ottobre 2026, data di chiusura della stagione agonistica».
Certo, non è facile per questo storico team italiano. Sarebbe incredibile perdere una squadra presente da oltre quarant’anni al Giro d’Italia e in tutte le maggiori gare italiane. Però gli scenari sono cambiati, così come i calendari. E oggi, nella corsa alla sopravvivenza sportiva, le strategie di programmazione specie per i team più piccoli possono fare la differenza.