Un altro ragazzo italiano che approda nel WorldTour. Un altro prodotto del nostro vivaio che conclude la sua rincorsa e dal prossimo anno sarà nella massima serie con l’ambizione di mostrare le sue abilità e non essere “uno dei tanti”. A fronte di una stagione nella quale è stato evidente il suo salto di qualità, Ludovico Crescioli ha già firmato il contratto che lo legherà per i prossimi 3 anni alla Groupama, andando ad allargare quel piccolo nucleo tricolore in una squadra che non sarà autarchica come la Uno-X, ma dove i non francesi sono in percentuale davvero pochi.
Di carne al fuoco da trattare con Crescioli, come si vede ce n’è tanta. Il corridore del Team Polti VisitMalta è davvero in un ottimo momento e lo si è visto anche al recentissimo Giro d’Abruzzo, chiuso al 7° posto confermando una grande costanza di risultati.


«Sono sempre stato uno costante – racconta Crescioli appena chiusa la sua fatica abruzzese – anche se magari l’anno scorso non ho raggiunto così tante top 10. Quest’anno sono riuscito a fare quel miglioramento soprattutto legato alla convinzione. D’altro canto avere un anno in più nel professionismo mi sta aiutando ma io al di là dei risultati guardo anche alla costanza di rendimento che credo mi caratterizzi molto».
Quanto è stato importante affrontare e portare a termine il Giro d’Italia?
Molto. E’ vero quel che si dice che ti cambia il motore. Prima e dopo ho avuto un rendimento diverso. Fare un Giro d’Italia mi ha aiutato a darmi un colpo di pedale in più per la stagione che poi è venuta. Avevo preparato abbastanza bene la corsa rosa e penso che dopo aver fatto 21 giorni già portarla al termine sia un risultato importante, un aiuto nella costanza e nei risultati.


Qual è stata la gara di quest’anno che ti rappresenta di più?
Non è la vittoria. Mi vengono in mente un po’ di tappe al Giro dove ho attaccato. Sono un corridore che non molla mai, ci ho provato all’ultima tappa come avevo fatto nella settima a Porcari, non mollando mai nelle salite, riuscendo a rientrare. Sono le gare dove è emerso il vero Crescioli.
Quando è nato il contatto con la Groupama?
Prima del Giro d’Italia, avevo fatto bene alle corse in Francia, quelle di Besançon o il Tour du Jura, lì è nato il contatto perché mi hanno visto nelle loro gare di casa e poi da lì si è svolta la trattativa.


Nella scelta hai anche sentito Germani e Milan per sapere un po’ com’è l’ambiente, come si lavora lì?
Prima no. Io direttamente ho parlato con Philippe Mauduit, il manager della squadra, il mio procuratore lo conosceva già e mi ha sempre parlato bene di lui. Poi comunque ho avuto modo di parlare con Lorenzo Germani che mi ha raccontato un po’ come si trova lui.
Rispetto ad altre squadre del WorldTour, la Groupama è un po’ particolare perché ci sono solo sei stranieri, di cui tre italiani. Questo ti dà un po’ da pensare? Formerete il vostro gruppetto, però il fatto che siete in una squadra molto nazionale influisce?
Sinceramente non penso. Ho parlato con loro e mi hanno detto di avermi scelto per le mie caratteristiche, li ho visti molto concreti nel volermi e questo mi ha fatto piacere anche per la scelta che ho fatto. Mi piace pensare che c’è una nuova realtà e questa mi dà curiosità nell’affrontare l’anno prossimo in una nuova dimensione.


Quando la decisione è stata presa, ti ha dato una spinta in più anche per affrontare la seconda parte di stagione?
Aver firmato per una WorldTour alla fine era quello che volevo, il mio obiettivo per fare un salto in avanti, ma non perché mi trovo male alla Polti, anzi, il mio percorso di crescita parla ben chiaro, ho fatto tutte le categorie. Gli junioreso, poi gli U23 e passando per le Continental adesso sono in una Professional, ma volevo arrivare a una WorldTour. Comunque, firmato o no, cerco sempre di dare il mio meglio in bicicletta e questo penso si veda.
C’è una gara da qui alla fine della stagione che hai segnato in rosso sul calendario?
Intanto volevo concludere per il meglio questo blocco di gare con il Giro d’Abruzzo, dopo aver fatto secondo al Matteotti. Ma di gare italiane ce ne sono ancora molte e voglio cercare di dare il massimo in quelle, per chiudere la mia esperienza al Team Polti come si deve.