Il periodo che intervalla una stagione dall’altra per i corridori è sinonimo di vacanza, un modo per recuperare le energie fisiche e mentali. Il recupero fa parte del percorso di crescita e preparazione per l’annata successiva. Tuttavia chi rimane a casa e continua a lavorare è lo staff: team manager, direttori sportivi, preparatori, meccanici e tutti gli altri. Per questo quando chiamiamo Gianluca Valoti lo troviamo impegnato nei lavori di magazzino della MBH Bank Csb Telecom Fort. Pulizie d’autunno potremmo definirle.
«Abbiamo iniziato con lo sgombero del magazzino – ci dice – mettendo in ordine quello che rimane in giro durante l’anno. Uno dei lavori principali riguarda le ammiraglie, perché scade il leasing e dobbiamo togliere gli adesivi e riconsegnarle. Insomma, un insieme di lavori e di mansioni che trovano spazio alla fine della stagione».


Top 30
La prima stagione della MBH Bank CSB Telecom Fort come squadra professional era partita con una grande ambizione: quella di entrare tra le prime 30 formazioni al mondo. Un obiettivo raggiunto grazie alle 18 vittorie raccolte durante tutto l’anno, le quali insieme ai piazzamenti e le classifiche hanno portato la bellezza di 2.879 punti. Quota che è valsa la 29ª posizione del ranking UCI e la possibilità di ottenere l’invito alle corse WorldTour.
«Abbiamo raggiunto questo grande obiettivo – continua Valoti – era un qualcosa al quale a inizio stagione credevamo, ma consapevoli di quanto fosse difficile. Invece ci siamo riusciti, grazie alle 18 vittorie. Certe alla nostra portata, mentre altre sono state delle bellissime sorprese. Eravamo partiti con l’intento di fare bella figura e metterci in mostra, con il passare del tempo abbiamo visto l’obiettivo della top 30 sempre più raggiungibile. E’ stata una soddisfazione immensa per noi e i nostri sponsor, i quali ci hanno tenuto a ringraziarci».


Ci sono state delle vittorie che ti hanno stupito?
Senza nulla togliere agli altri, ma quelle di Fancellu sono state uniche in un certo senso. Non mi sarei mai aspettato di trovare un corridore in crescita. Lo scatto lo ha fatto da metà anno in poi, quando abbiamo deciso di cambiare il calendario per fare bene e provare a vincere.
Una svolta cercata?
Sì, perché abbiamo deciso di non farlo correre alla CRO Race, ma di andare al Giro d’Abruzzo con l’obiettivo di raccogliere il massimo. Fancellu ha trovato una vittoria di tappa e il terzo posto in classifica generale. Direi che è stata una bella soddisfazione.
Soddisfazione arrivata anche per altre vittorie?
Assolutamente, mi vengono in mente i due successi di Christian Bagatin o quella di Lorenzo Masciarelli. Quelle ci danno soddisfazione perché arrivano da ragazzi cresciuti con noi e che sono passati professionisti arrivando dall’esperienza continental. Ci sono stati anche atleti sfortunati come Nicolò Buratti, partito benissimo a inizio anno e poi costretto a un lungo stop a causa di una caduta.


La sfida difficile inizia adesso, confermare quanto di buono fatto anche nel 2027…
Siamo partiti chiedendo agli sponsor un ulteriore sforzo, ci hanno voluto seguire e dare fiducia. In questo modo abbiamo avuto delle risorse in più per rinforzare la squadra con corridori di esperienza. Senza dimenticarci dei giovani che già abbiamo e sui quali riponiamo grande fiducia.
Qualche nome per il prossimo anno è già uscito, si può dire qualcosa?
Oltre a Samuele Battistella, che è stato ufficializzato qualche settimana fa, abbiamo preso Lorenzo Rota, Luca Covili e Kamiel Bonneu. Inoltre abbiamo confermato Filippo D’Aiuto, il quale aveva già corso con noi come stagista a fine stagione. Dovremmo avere una rosa di 24/25 corridori, in modo da poter fare doppia attività.
Ora che siete entrati nei 30 si aprono le possibilità di fare un Grande Giro…
Abbiamo già avuto l’onore di essere invitati da RCS al Lombardia. Per noi che abbiamo una storia di oltre trent’anni legata al territorio di Bergamo è stata una soddisfazione bellissima. Vedremo se avremo modo di correre altre Monumento o il Giro d’Italia, stiamo lavorando per farci trovare pronti anche per corse impegnative come un Grande Giro.


Lo sponsor principale ora è ungherese, cosa dicono dal quelle parti di questa prima stagione da professional?
Sono molto contenti, terminate le corse è arrivato subito un messaggio da Gabor Deak, presidente del team ad Antonio Bevilacqua per complimentarsi del lavoro fatto. Sono davvero contenti di quanto fatto e ci danno la massima fiducia per il futuro.
Continuerà anche il lavoro per lo sviluppo del ciclismo ungherese?
Certamente, avremo sempre una formazione juniores con ragazzi ungheresi con lo scopo di farli crescere. Andremo avanti sui due fronti: juniores e professionisti. Oltre a far crescere i giovani che già avevamo con noi. Il fatto che gare come Trofeo Piva e San Vendemiano si siano aperte anche agli elite ci permette di far crescere i giovani.
Per il 2027 da chi ci aspetta qualcosa in più?
Mi piacerebbe avere conferme da chi ha mostrato qualcosa, mentre credo e spero che i giovani riescano a fare quel passo in più per essere competitivi. La scelta di prendere corridori d’esperienza è legata al fatto che crediamo nei giovani già presenti in rosa. Lorenzo Nespoli, Matteo Ambrosini, Lorenzo Masciarelli ma anche lo stesso Davide Persico.


Domanda difficile: come si sostituisce un corridore come Fancellu che è stato fondamentale per entrare nella top 30?
Non sarà facile, perché è un corridore che ci ha portato molti punti. Abbiamo scelto atleti di esperienza come Rota e Battistella, con l’obiettivo di avere più corridori in grado di raccogliere punti. Ogni anno si riparte da zero, questa è la sfida e la parte difficile del lavoro.
Intanto domani (oggi per chi legge) c’è la presentazione del Giro…
Ci saremo, un’altra cosa nuova da inserire nel mio curriculum da diesse. Sarà un bell’evento, dove avremo modo di vedere e osservare un mondo nuovo e capire come muoversi. Non si smette mai di imparare anche dopo 30 anni di esperienza.