Gee è pronto, la Lidl-Trek ha la sua punta per il Giro

Gee è pronto, la Lidl-Trek ha la sua punta per il Giro

08.02.2026
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Derek Gee è stato uno dei principali protagonisti dell’ultimo ciclomercato, sia per la portata del suo passaggio dall’Israel alla Lidl-Trek, sia per il fatto che il trasferimento è arrivato proprio negli ultimissimi giorni delle contrattazioni. Quando ormai i roster delle squadre WorldTour sono sistemati. Il suo però è un caso speciale perché il canadese, divenuto vessillo del ciclismo del suo Paese dopo l’addio di Woods, è uno dei pochi che sposta gli equilibri, soprattutto nelle corse a tappe visto il suo piazzamento ai piedi del podio dell’ultimo Giro d’Italia.

Il corridore di Ottawa inizierà la sua stagione a metà mese con la Volta ao Algarve in Portogallo e andrà avanti attraverso brevi corse a tappe per preparare il suo ritorno al Giro, con la ferma intenzione di salire i gradini del podio. Quanti, sarà solo il tempo a dirlo. Ma la sua scelta non è stata casuale: «Fin da quando ero bambino, è sempre stato il mio Grande Giro preferito, è qualcosa che se lo facessi ogni anno per il resto della mia carriera, sarei felice».

Derek Gee con la nuova maglia della Lidl-Trek. Il canadese è solo alla quarta stagione da pro' pur avendo 28 anni
Derek Gee con la nuova maglia della Lidl-Trek. Il canadese è solo alla quarta stagione da pro’ pur avendo 28 anni
Derek Gee con la nuova maglia della Lidl-Trek. Il canadese è solo alla quarta stagione da pro' pur avendo 28 anni
Derek Gee con la nuova maglia della Lidl-Trek. Il canadese è solo alla quarta stagione da pro’ pur avendo 28 anni

La convivenza con Ayuso

Nel corso del media day per presentarlo come corridore della Lidl-Trek, tutti si sono interessati principalmente alla sua coesistenza con un “tipino difficile” come Ayuso, considerando che i due hanno caratteristiche e obiettivi simili. Il canadese ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche: «Ho passato con lui solo una settimana e mezza, ma saremo molto in viaggio insieme e, onestamente, il primo impatto è stato davvero bello. Siamo andati molto d’accordo, ci siamo subito intesi come lingua e non vedo l’ora di correre con lui, penso che sapremo aiutarci a vicenda in base alle circostanze».

Resta il fatto che Gee è arrivato tardi nel team, scombussolando equilibri che si andavano creando. Potrebbe essere un problema, almeno nella prima parte della stagione? «Io non credo, perché anche quando il mio destino era incerto mi allenavo duramente sapendo che uno sbocco ci sarebbe stato nelle trattative. Nonostante fossi arrivato incredibilmente in ritardo, ho trovato una squadra ben organizzata, e poi mi sono sentito integrato molto rapidamente nel ritiro di dicembre. Forse se avessi saltato quel ritiro, le cose sarebbero diverse, ma sono tornato con il pieno supporto della squadra, pronto ad andare avanti. Vedremo come sarà integrarsi nel gruppo, soprattutto nella prima gara, ma sono ottimista».

Al Giro d'Italia Gee ha stupito, proiettandosi ai piedi del podio. Quest'anno vuole migliorarsi...
Al Giro d’Italia Gee ha stupito, proiettandosi ai piedi del podio. Quest’anno vuole migliorarsi…
Al Giro d'Italia Gee ha stupito, proiettandosi ai piedi del podio. Quest'anno vuole migliorarsi...
Al Giro d’Italia Gee ha stupito, proiettandosi ai piedi del podio. Quest’anno vuole migliorarsi…

Un top team per puntare al podio

Lo squillo al Giro 2025 non è passato inosservato, soprattutto perché ottenuto militando in una squadra considerata di seconda fascia. Che cosa cambia ora che è nella Lidl Trek? «Le risorse e le competenze qui sono immense. E’ difficile dire quali saranno le differenze. L’obiettivo di essere in un team come questo non può essere che puntare al podio. Spero che possa aiutarmi a fare un altro passo avanti. Sono entrato in questa squadra fondamentalmente perché sono incredibilmente ambiziosi. Analizzando le proposte arrivate, in questa non riuscivo a vedere alcun lato negativo.

«Sono stato assunto per occuparmi della classifica generale e cercare di spostare l’ago della bilancia in quella direzione, è lo stesso che è avvenuto con l’arrivo di Juan nel team. Ora Lidl-Trek sembra avere i migliori corridori in tutte le altre categorie, dalle volate alle classiche. Si tratta solo di iniziare a costruire anche il lato grandi giri. Quindi è un progetto a cui sono davvero entusiasta di partecipare. D’altronde, per il mio stile di corridore, non sento il bisogno di avere sei corridori intorno a me per curare la classifica generale. Penso che sarebbe un ottimo complemento avere corridori adatti a ogni bisogno, classifica o caccia alle tappe, qui ci sono i migliori velocisti del mondo».

Eppure, prima di firmare il contratto la paura ha fatto capolino nella sua testa… «E’ stato un periodo duro, sono sincero. E’ anche il tipo di cosa che, poiché è la tua quotidianità, ti assorbe completamente. Ma quando arrivi al ritiro del nuovo team, la tensione ti abbandona davvero molto in fretta. Quindi non ha lasciato strascichi e mi sento rimotivato, pronto a tornare in gruppo».

Nel 2025 Gee ha corso solo fino a giugno. 40 giorni con 3 vittorie compreso il titolo nazionale
Nel 2025 Gee ha corso solo fino a giugno. 40 giorni con 3 vittorie compreso il titolo nazionale
Nel 2025 Gee ha corso solo fino a giugno. 40 giorni con 3 vittorie compreso il titolo nazionale
Nel 2025 Gee ha corso solo fino a giugno. 40 giorni con 3 vittorie compreso il titolo nazionale

Tutta la pressione su Vingegaard

Neanche il cambiare ha rappresentato un timore: «Ho fatto un’intera carriera fino a questo punto in una squadra, quindi si è trattato più che altro di immergersi nell’ignoto di un nuovo team e di come facessero le cose in modo diverso. Non ci sono stati grandi cambiamenti, solo piccole cose, a cominciare dalle dimensioni di questa organizzazione e la quantità di risorse a disposizione. Ma saranno le corse stesse a disegnare una fisionomia diversa e dovrò imparare ad adattarmi. I cambiamenti arriveranno con le gare e spero che siano solo in modo positivo».

A proposito del Giro d’Italia, la presenza di Vingegaard influirà sulle strategie del Giro d’Italia per la squadra? «Ovviamente molti lo danno favorito, quindi immagino che ci sarà molta pressione su quella squadra, mentre noi avremo una strategia multitasking con gli sprint, con Giulio Ciccone che punta alle tappe e poi con me. Io credo che potrebbe essere di grande aiuto per capire come si svolgerà la corsa. Potrebbe essere un po’ meno caotica avendo un faro che catalizza l’attenzione».

D'inverno Gee, in attesa del nuovo contratto, si è allenato da solo, gestendo in proprio la preparazione
D’inverno Gee, in attesa del nuovo contratto, si è allenato da solo, gestendo in proprio la preparazione
D'inverno Gee, in attesa del nuovo contratto, si è allenato da solo, gestendo in proprio la preparazione
D’inverno Gee, in attesa del nuovo contratto, si è allenato da solo, gestendo in proprio la preparazione

Come arrivare in cima al ranking

Gee però guarda anche più in là ed è ottimista sul futuro dell’intero team: «Quando sono entrato nel team, dall’esterno sembrava essenzialmente il gold standard delle organizzazioni. L’obiettivo dovrebbe essere diventare la squadra numero uno al mondo. E’ l’obiettivo di tutti, ma credo sinceramente che questa squadra possa farcela».

Nelle settimane delle trattative e dell’incertezza, Gee è stato l’allenatore di se stesso: «Ho fatto tutto da solo, ma fondamentalmente la preparazione per una stagione è la parte più facile. Ho usato molto la mia bici. Ho fatto degli sforzi più lunghi. Ho cercato di non complicare troppo le cose. Ora ho cambiato allenatore e mi trovo molto bene con Xavier Zabalo».

Una scelta importante considerando che il canadese è entrato nei 28 anni, quindi normalmente dovrebbe avere già un lungo passato: «Io però ho avuto solo due anni di tentativi per la classifica generale. Sono diventato professionista per gli standard odierni molto tardi, a 25 anni, quindi penso che ci sia ancora molto da fare, anche fisicamente. La prima parte è stata una grande curva di apprendimento, ed è lì che penso di essere migliorato di più, imparando a gareggiare in un grande giro, perché era una cosa nuova.

Il canadese sa sfruttare le sue doti in salita, ma vuole fare meglio come anche a cronometro
Il canadese sa sfruttare le sue doti in salita, ma vuole fare meglio come anche a cronometro
Il canadese sa sfruttare le sue doti in salita, ma vuole fare meglio come anche a cronometro
Il canadese sa sfruttare le sue doti in salita, ma vuole fare meglio come anche a cronometro

Obiettivo, i mondiali di casa…

«Penso però – prosegue Gee – che anche fisicamente ci sia ancora parecchio da migliorare, soprattutto in alcune aree. Non mi pongo limiti. Penso che non ci sia un’area in cui sono palesemente carente, ma non c’è nemmeno un’area che sia il mio punto forte. Significa che ci sono piccoli margini di miglioramento praticamente in ogni disciplina della classifica generale».

Oltre il Giro, c’è un altro grande obiettivo all’orizzonte: i mondiali in casa e Gee sa che deve crescere anche come interprete di corse d’un giorno per onorare l’evento-vetrina nel suo Paese: «Mi sono sicuramente concesso di sognare un po’ più in grande, di inseguire obiettivi più ambiziosi. Il ciclismo canadese mi è molto caro e voglio raggiungere il livello che hanno raggiunto alcuni dei grandi corridori canadesi, come Mike Woods, Steve Bauer, Ryder Hesjedal. Sono una fonte di ispirazione per me e in un certo senso hanno fissato il punto di riferimento per dove voglio arrivare nella mia carriera».