Jonathan Milan, Lonardi

Finalmente Milan, che pareggia i conti con Roma

31.05.2026
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ROMA – Meglio tardi che mai. Dietro l’urlo di Jonathan Milan c’è lo sfogo di una tensione accumulata in tre settimane di Giro d’Italia, con questa vittoria che non arrivava. Ma soprattutto c’è gioia. Gioia sincera. Alla fine è lui a tagliare, anzi, a divorarsi il traguardo finale di questa edizione della corsa rosa. Ultima chiamata per lui e per la Lidl-Trek.

Le ombre si allungano su Roma. La Basilica di Massenzio si accende come fossero le Dolomiti al tramonto. E il gruppo solca le due ali di folla. Roma che, ancora una volta, ha risposto presente. Questo finale nella Capitale, con questo circuito ormai simbolico, è una vera perla del Giro. Eredità da non perdere di Mauro Vegni.

Il tentativo di Ganna (a ruota s'intravedono) Sobrero e Stuyven. Pippo è stato fuori un giro. Andava sul filo dei 60 all'ora
Il tentativo di Ganna (a ruota s’intravedono) Sobrero e Stuyven. Pippo è stato fuori un giro. Andava sul filo dei 60 all’ora
Il tentativo di Ganna (a ruota s'intravedono) Sobrero e Stuyven. Pippo è stato fuori un giro. Andava sul filo dei 60 all'ora
Il tentativo di Ganna (a ruota s’intravedono) Sobrero e Stuyven. Pippo è stato fuori un giro. Andava sul filo dei 60 all’ora

Ganna scappa, Sobrero stoppa

Eppure le cose non si erano messe bene per Milan e gli altri velocisti. L’attacco di Filippo Ganna, Jasper Stuyven e Matteo Sobrero stava per scombussolare i piani. Ma, per fortuna di Milan, Sobrero e Stuyven sono stati ligi ai dettami delle rispettive squadre che, guarda caso, avevano due dei favoriti: Milan appunto e Magnier.

«Abbiamo vinto – racconta Sobrero – ci abbiamo sperato fino all’ultimo giorno e ovviamente oggi ci abbiamo sperato con Johnny. Nel finale sapevo che avrebbero attaccato e io dovevo coprire affondi importanti come quello di Ganna. Non potevo tirare perché la priorità era Milan. Anche Stuyven non collaborava perché aveva Magnier dietro. Mi dispiace per Filippo. Gliel’ho detto: Pippo, non posso tirare, fai quello che credi. Ma così facendo i ragazzi dietro hanno potuto restare calmi fino all’ultimo. Fino a quando non mi hanno ripreso».

Sobrero è stato poi riassorbito dal gruppo e si immediatamente infilato nel treno della sua Lidl-Trek. Stavolta gli uomini della squadra tedesca sono stati perfetti, nonostante la mancanza di Simone Consonni, appiedato da una foratura. Matteo è stato ripreso ai 2 chilometri dall’arrivo e a quel punto ha collaborato alla preparazione dello sprint per Milan.

Questa vittoria in qualche modo è stata una liberazione. Era lecito pensare che la tensione crescesse attorno a Milan.

«Sì – conclude Sobrero – un po’ cresceva. I giorni passavano e questa vittoria non arrivava. Però, come ripeto, non abbiamo mai smesso di crederci e tutti noi abbiamo sempre dato il 110 per cento».

Milan abbraccia Sobrero dopo il traguardo. Matteo ha corso da stopper perfetto per la tattica della Lidl-Trek
Milan abbraccia Sobrero dopo il traguardo. Matteo è stato uno stopper perfetto per la tattica della Lidl-Trek
Milan abbraccia Sobrero dopo il traguardo. Matteo ha corso da stopper perfetto per la tattica della Lidl-Trek
Milan abbraccia Sobrero dopo il traguardo. Matteo è stato uno stopper perfetto per la tattica della Lidl-Trek

Esplosione Milan

Milan dopo l’arrivo urla di nuovo. Piomba sui massaggiatori e sugli altri membri dello staff con l’inerzia della volata. Un bestione in piena carica. Tutti, noi compresi, facciamo un balzo indietro. E nella festa tutti i nomi vengono italianizzati. Così, per esempio, Derek Gee diventa addirittura Terenzio.

Milan inizia a raccontare lo sprint: «Il percorso lo si conosceva, era lo stesso dell’anno scorso. Io non c’ero, però l’abbiamo studiato, visto e rivisto nei video. Ci si aspettava un finale veloce e ci si aspettavano degli attacchi. Per fortuna avevamo Sobrero a coprire. Stavolta noi non volevamo inseguire, tanto è vero che non abbiamo usato nessuno per chiudere sulla fuga. Max Walscheid mi ha pilotato e mi ha portato sulla ruota di Dylan Groenewegen proprio in quello sciacquone prima del finale. Ai 200-180 metri ho iniziato lo sprint e ho pensato soltanto a spingere più forte che potevo».

Il retroscena. Poco prima del via, Milan ha sentito una vibrazione alla ruota anteriore. L'ha sostituita all'ultimo minuto
Prima del via Milan ha sentito una vibrazione alla ruota anteriore, che è stata sostituita. «Non mi convinceva. Sono molto sensibile su questi aspetti»
Il retroscena. Poco prima del via, Milan ha sentito una vibrazione alla ruota anteriore. L'ha sostituita all'ultimo minuto
Prima del via Milan ha sentito una vibrazione alla ruota anteriore, che è stata sostituita. «Non mi convinceva. Sono molto sensibile su questi aspetti»

Dal Friuli a Roma

Dal bagno d’amore in Friuli, con tanto di visita tra parenti e amici, fino a Roma con in testa questo benedetto sprint. Tra l’altro il conto con la Capitale era aperto. Erano già due le occasioni in cui i Fori Imperiali avevano respinto Milan.

«Però non posso dire che ero teso prima di oggi – ci tiene a chiarire Milan – diciamo che ci tenevo molto. Ieri, in effetti, è stato bellissimo con tutta quella gente a Piancavallo e sulle mie strade. Riconoscere i miei posti durante il Giro è stata davvero una grande emozione. Un’emozione speciale che forse mi è servita anche per oggi. Così come il non aver ancora vinto. Alla fine la mancanza del successo ci ha tenuto tutti molto motivati».

E a proposito di motivazione, una spinta importante l’ha data anche il team manager della Lidl-Trek, Luca Guercilena, che ha raggiunto la squadra. «Luca ha fatto un bel discorso, uno dei suoi discorsi motivazionali. Siamo partiti con la giusta carica», aggiunge Milan.

La volata imperiosa di Milan. Da notare, alla sua sinistra, anche Lonardi (si vede meglio nella foto di apertura), bravo secondo
La volata imperiosa e senza intoppi di Milan. Da notare, alla sua sinistra, anche Lonardi, bravo secondo
La volata imperiosa di Milan. Da notare, alla sua sinistra, anche Lonardi (si vede meglio nella foto di apertura), bravo secondo

Roma, atto terzo

Alla fine Milan non può che tracciare un bilancio positivo del suo Giro d’Italia e a pesare, giustamente, è la vittoria di Roma. All’improvviso anche i piazzamenti precedenti assumono un altro valore. Anche se, altrettanto giustamente, non si può dire che sia stato tutto rose e fiori. Ed è lo stesso Jonathan a sottolinearlo.

«Siamo venuti qui con l’obiettivo di portare a casa magari altre vittorie e la maglia ciclamino. Non siamo riusciti a centrare tutto per errori, sfortune o per la forza degli avversari. Abbiamo ottenuto tanti piazzamenti, ma non abbiamo mai perso la voglia di combattere. Siamo rimasti uniti anche nei momenti di difficoltà, quando il risultato non arrivava. Ogni volta siamo riusciti a voltare pagina e a ripartire. Fino a questa vittoria. Personalmente non ho mai smesso di credere nelle mie qualità, né in quelle dei compagni. Mai avuti certi dubbi.

«E comunque abbiamo vinto anche la maglia azzurra con Ciccone e ottenuto un ottimo quinto posto nella generale con Derek Gee».

E poi riemerge il discorso del conto aperto con Roma. Un conto che ora si è magicamente chiuso. «Tre anni fa arrivai a Roma dopo una tappa, quella delle Tre Cime di Lavaredo, in cui ero stato malissimo e non ebbi la forza per sprintare. Due anni fa, invece, ci fu quella foratura nei giri finali e Merlier mi anticipò sul pavé sotto il Colosseo. Stavolta finalmente è andata bene».

Adesso è quasi buio, altro che ombre allungate. I Visma-Lease a Bike continuano a fare festa e a intonare cori sul podio. Intanto Nino Daniele, il medico romano della Lidl-Trek, accompagna Milan al controllo antidoping. Mentre si allontanano, ci dice che per la grande mangiata di carbonara e amatriciana della serata è già tutto pronto.

Buon appetito…