Giro d'Italia 2026, Fermo, Giulio Pellizzari

EDITORIALE / Anche lo sconfitto merita l’applauso più forte

18.05.2026
4 min
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Anche Ruud si è stupito della lunghezza dell’applauso dopo la finale persa ieri al Foro Italiano contro Sinner. E quando lo sconfitto ha riconosciuto merito al vincitore e raccontato di aver avuto una bambina e che questo ha reso la sua primavera così speciale, l’applauso è diventato quasi commozione. Tanto che lo stesso Sinner, ascoltando parlare il norvegese appena battuto, ha sfoderato un sorriso pieno di umanità e amicizia.

Appena un’ora prima, lungo la salita di Corno alle Scale, Jonas Vingegaard aveva vinto la seconda tappa del suo primo Giro, tenendo nuovamente Gall a poca distanza e vedendo sprofondare Pellizzari per quelli che sono stati descritti come i sintomi di un problema di stomaco. A differenza di quanto è accaduto fra i tennisti di Roma, il Giro d’Italia non è ancora concluso per cui è comprensibile che non ci fossero discorsi da fare. Tuttavia ascoltare la voce dello sconfitto o di un suo portavoce avrebbe permesso di tenere vivo un barlume di speranza nei suoi tifosi.

Poche parole ma semplici, che lasciassero trasparire la voglia di non mollare. Invece nessuno nel suo entourage ha proferito verbo, in una gestione asettica che non ha tenuto conto di un dettaglio per nulla trascurabile: pur sconfitto, Pellizzari è un corridore italiano, la speranza italiana per il Giro d’Italia. Se si fosse saputo che Giulio era stato male, allora quel distacco all’arrivo sarebbe parso eroico e non il segno della temuta resa. La comunicazione nel secolo della comunicazione è gestita in modo spesso singolare.

Tour de France 1964, duello sul Puy de Dome fra Anquetil e Poulidor: il primo terrà la maglia gialla per 14", Poulidor sconfitto divenne beniamino dei tifosi
Tour 1964, duello sul Puy de Dome fra Anquetil e Poulidor: il primo terrà la maglia gialla per 14″, Poulidor sconfitto divenne beniamino dei tifosi
Tour de France 1964, duello sul Puy de Dome fra Anquetil e Poulidor: il primo terrà la maglia gialla per 14", Poulidor sconfitto divenne beniamino dei tifosi
Tour 1964, duello sul Puy de Dome fra Anquetil e Poulidor: il primo terrà la maglia gialla per 14″, Poulidor sconfitto divenne beniamino dei tifosi

La dignità dello sconfitto

La storia dei grandi sconfitti viaggia di pari passo con quella dei grandi vincitori e per certi versi è anche superiore. In 18 anni di carriera, Raymond Poulidor ha vinto 63 corse e una Vuelta, ma è salito per 8 volte sul podio del Tour, battuto da mostri sacri come Anquetil e Merckx. Eppure la sua leggenda ha fatto di lui, ancorché spesso sconfitto, uno degli eroi più acclamati della storia francese (ci ha pensato semmai suo nipote Mathieu Van der Poel a portare la nobiltà che mancava nelle vittorie del nonno).

Vogliamo parlare di Chiappucci? El Diablo ha vinto 29 corse, ma è salito per due volte sul podio del Tour e tre su quello del Giro, battuto da Lemond e Indurain. Eppure negli anni della sua carriera e ancora oggi in varie occasioni, la sua popolarità nelle strade è superiore anche a quella di chi vinceva di più.

Lo sconfitto, specie al cospetto di campioni imbattibili come Sinner, Anquetil, Merckx, Lemond, Indurain e Pogacar, è l’umano più prossimo alla divinità. E rispetto ai fenomeni, spesso brilla per la sua fatica. Il lavoro per arrivare al vertice è uguale per tutti, ma se non hai dalla tua parte il tocco di talento dei fuoriclasse, ogni passo costa più sudore. «Non tutti possono diventare dei grandi artisti – dice la frase di un grande film di animazione – ma un grande artista può celarsi in chiunque».

Monte Pana, Giro del 2024: Pogacar regala a Pellizzari la sua maglia rosa. Giulio, pur sconfitto, venne accolto dal pubblico come un vincitore
Monte Pana, Giro del 2024: Pogacar regala a Pellizzari la sua maglia rosa. Giulio, pur sconfitto, venne accolto dal pubblico come un vincitore
Monte Pana, Giro del 2024: Pogacar regala a Pellizzari la sua maglia rosa. Giulio, pur sconfitto, venne accolto dal pubblico come un vincitore
Monte Pana, Giro del 2024: Pogacar regala a Pellizzari la sua maglia rosa. Giulio, pur sconfitto, venne accolto dal pubblico come un vincitore

Tutti con Pellizzari

Quelli che ieri hanno applaudito Ruud hanno rivisto nello sconfitto le loro fatiche quotidiane, allo stesso modo per cui Poulidor e Chiappucci entrarono nel cuore del pubblico del ciclismo. Per questo non da oggi, ma da oggi con particolare enfasi, chi scenderà sulle strade del Giro farebbe bene a sostenere Pellizzari e la sua (auspicata) risalita.

Purtroppo il ciclismo sfrenato degli ultimi anni sta portando via la cultura della sconfitta: il vincitore umilia lo sconfitto e quasi ne ridicolizza la fatica con prestazioni che lo annichiliscono. E allora proprio oggi bisognerebbe ricordarsi il modo in cui venne raccontato quel ragazzino che due anni fa sfidò Pogacar a Monte Pana e ne ottenne in cambio gli occhiali e la maglia rosa. Perché se anche uscirà sconfitto da questo Giro, Pellizzari passerà ogni giorno inseguendo il suo sogno, con lo stesso sguardo impertinente e vivace che lo ha già portato nel cuore del suo pubblico.

L’applauso di Roma per Ruud sia allora l’applauso del Giro per Giulio. E’ facile esaltarsi nella vittoria, ma è ancora più facile la tentazione di voltare le spalle a chi soffre. Fra il correre ben dosato di Vingegaard e la sofferenza del marchigiano, noi non abbiamo dubbi. Non tutte le ciambelle riescono col buco, ma quel che conta è che la ciambella sia buona, poco importa se non sarà anche bella.