Era dicembre del 2016 quando il Consiglio federale della FCI, a fronte delle defezioni massicce alla prova tricolore, stabilì che la partecipazione ai campionati italiani fosse il requisito indispensabile, salvo giustificati motivi, per lo svolgimento delle attività con le squadre nazionali. Si cominciò dal 2017, con il tricolore sulle spalle di Fabio Aru e i mondiali di Bergen in Norvegia.
In Belgio si sono ritrovati in una situazione simile. Tutti i più forti, da Evenepoel a Wellens (in apertura), già impegnati nella preparazione per il Tour, si sono detti poco propensi a scendere dai ritiri in altura per correre i campionati nazionali. Soprattutto perché, al pari di quella italiana, la gara parrebbe disegnata per i velocisti.


Il certificato medico
Di certo la collocazione dei campionati nazionali nel calendario UCI, a una settimana dal Tour, è tutto fuorché ideale, tuttavia Belgian Cycling, la Federazione ciclistica, ha ascoltato e ricordato ai suoi tesserati che, in mancanza di un certificato medico, la partecipazione ai campionati nazionali è obbligatoria e l’assenza non giustificata comporta la sospensione dall’attività per 9 giorni. Quanto basta per saltare il Tour de France.
«Auguriamo una pronta guarigione a tutti i corridori che si sentiranno male domenica», ha ironizzato in un podcast di Het Nieuwsblad il giornalista Maxime Caeyman. Evenepoel è ancora nell’elenco degli iscritti, ma da qui a domenica potrebbe cambiare tutto.


Una risorsa per la federazione
Massimo Van Lancker, tecnico di Belgian Cycling, ha spiegato perché i professionisti del Belgio sono tenuti a partecipare al campionato nazionale.
«I comuni e le città con cui organizziamo i campionati del Belgio – ha detto – pagano somme considerevoli per permettere lo svolgimento della gara. Utilizziamo i fondi ricavati da queste gare per investire nelle gare giovanili, nelle competizioni nazionali, ma anche nell’attività della nazionale. Di conseguenza, anche i corridori che partecipano al campionato belga ne traggono beneficio, ad esempio, supportando la nazionale nelle competizioni internazionali. E diciamocelo chiaramente: per un organizzatore, è fondamentale che i migliori corridori siano al via».


La maglia più bella
In altre parole: con meno nomi di spicco al via dei campionati nazionali, gli organizzatori pagano meno, la Federazione incassa meno e meno può investire di conseguenza nella promozione dello sport.
«Già altre volte in passato – ancora Van Lancker – abbiamo ricevuto delle domande dai corridori riguardo a questo obbligo e abbiamo risposto spiegando il contesto. Anche loro lo capiscono. Vogliamo evitare di trovarci nella stessa situazione di altri Paesi, dove i migliori corridori si ritirano dai campionati nazionali. Ma quell’obbligo non è l’unica ragione per cui i corridori si presentano alla partenza dei campionati belgi. Chiedete al gruppo qual è la maglia nazionale più bella e molti indicheranno il tricolore belga. Campione belga, ecco, questo è un traguardo che moltissimi corridori vorrebbero raggiungere».
Stupisce infatti che a esprimere l’intenzione di chiamarsi fuori dalla sfida siano stati due corridori come Evenepoel e Wellens che quella maglia l’hanno conquistata e onorata in lungo e in largo.


Il regolamento via mail
Il campionato belga di domenica si correrà a Brasschaat, cittadina con meno di 40 mila abitanti nella provincia di Anversa. Tim Merlier è considerato il favorito, ma Philipsen e Meeus sono in grande condizione.
«Il campionato belga su strada – ancora Van Lancker – è obbligatorio. Ogni corridore ha ricevuto un’email contenente tutte le informazioni, incluso il regolamento che deve conoscere e rispettare. Se non possono essere presenti, si devono prendere i provvedimenti necessari. Se si possiede un certificato medico, l’assenza è legittima e la sanzione viene annullata. In assenza di certificato o di una valida motivazione, l’assenza è illegittima e la Federazione prenderà provvedimenti. Chi siamo noi per mettere in discussione ciò che scrive un medico? Non è assolutamente nostra intenzione trasformare questa vicenda in una caccia alle streghe».


Le regole e le abitudini
La sensazione è che non si voglia arrivare alla punizione, ma che Belgian Cycling abbia voluto tenere il punto rispetto a campioni che hanno annunciato la defezione con largo anticipo. Il malanno dell’ultima ora che ti impedisce di prendere il via non lo conosci dieci giorni prima: l’assenza di Van Aert per i problemi al gomito è ben nota e per lo stesso problema Wout non correrà il Tour. Sta di fatto che, al pari di Evenepoel ancora in elenco, pare che anche Wellens si sia… ravveduto e oggi ha colto il secondo posto nella cronometro, alle spalle di Segaert.
Resta il fatto che il ciclismo WorldTour faccia sempre più fatica ad integrarsi con le regole di prima: quelle che prevedono i campionati nazionali a fine giugno, che i contratti si rispettino fino alla scadenza o si interrompano alla fine della stagione. Questa tendenza… creativa che tende a prevalere oggi nel gruppo non è uno dei fattori che rende il ciclismo più bello e appetibile.