Tour Auvergne-Rhone-Alpes 2026, Wout Van Aert, vittoria 5a tappa, Parc des Oiseaux Villars-les-Dombes

Caduta, vittoria e abbandono: Tour a rischio per Van Aert?

16.06.2026
5 min
Salva

Nell’anno della vittoria alla Roubaix, quando il giorno perfetto gli ha permesso di battere quel diavolo di Pogacar sollevando il blocco di pavé sognato per una vita, una banale ferita al gomito rischia di privare Wout Van Aert del Tour de France. Il gigante belga della Visma-Lease a Bike si è ritirato dal Tour Auvergne-Rhone-Alpes, il caro e vecchio Delfinato, e ieri non si è unito alla squadra che sta trascorrendo a Tignes l’ultimo periodo di altura prima del Tour.

Non è chiaro se Van Aert si unirà al gruppo in un secondo momento. Per ora, la squadra ha preferito procedere per piccoli passi, cercando di dare alla ferita il tempo per guarire. Di certo però si tratta di una battuta di arresto che si somma al non aver portato a termine la corsa a tappe francese, dalla quale Wout si è ritirato dopo aver vinto in volata la quinta tappa, che avrebbe costituito un blocco di allenamento utile in vista del Tour.

La caduta di Van Aert si è svolta in allenamento alla vigilia della corsa francese: al via aveva già il gomito bendato
La caduta di Van Aert si è svolta in allenamento alla vigilia della corsa francese: al via aveva già il gomito bendato
La caduta di Van Aert si è svolta in allenamento alla vigilia della corsa francese: al via aveva già il gomito bendato
La caduta di Van Aert si è svolta in allenamento alla vigilia della corsa francese: al via aveva già il gomito bendato

La caduta in allenamento

L’infortunio si è verificato otto giorni fa in seguito a una caduta durante un allenamento sulla bici da crono. L’entità della caduta non è parsa rilevante, al punto che Van Aert ha proseguito nel suo programma. Due giorni dopo, Van Aert ha trascinato la squadra alla vittoria nella cronosquadre di Perreux mentre giovedì scorso ha vinto la tappa di Parc des Oiseaux Villars-les-Dombes, ma probabilmente l’aver continuato a correre potrebbe avere un prezzo inatteso.

Dalla vittoria infatti, il gonfiore è aumentato e nuove ecografie hanno rivelato un’infiammazione più estesa rispetto a prima. Il Tour de France inizia il 4 luglio e la situazione non è delle migliori.

Van Aert ha trascinato la Visma alla vittoria nella cronosquadre, compromettendo però la guarigione della ferita
Van Aert ha trascinato la Visma alla vittoria nella cronosquadre, compromettendo però la guarigione della ferita
Van Aert ha trascinato la Visma alla vittoria nella cronosquadre, compromettendo però la guarigione della ferita
Van Aert ha trascinato la Visma alla vittoria nella cronosquadre, compromettendo però la guarigione della ferita

Meglio fermarsi

L’infortunio non deve necessariamente essere molto grave, sebbene la cura delle ferite sia sempre una priorità nel ciclismo. L’infezione è sempre il primo passo del processo di guarigione, tuttavia, affinché la guarigione si completi, è preferibile lasciare la ferita indisturbata, mentre nello sport professionistico (nelle fasi calde della stagione) questo non è sempre possibile e spesso (con poca lungimiranza) accade il contrario.

Se si decide di andare avanti, il tessuto che si va riformando e che è molto fragile, rischia di irritarsi nuovamente, ad esempio (come nel caso di Van Aert) a causa dell’attrito con il manubrio da cronometro e a quel punto l’intero processo infettivo ricomincia da capo.

Di solito i medici delle squadre riescono a non fermare i corridori, grazie a bende, pomate e antibiotici, pur sapendo che in alcuni casi sarebbe più utile fermarsi e dare il tempo alla ferita di guarire. Anche perché l’infezione può causare una reazione da stress in tutto il corpo e prolungare il recupero in modo significativo.

La cauta di Museeuw alla Roubaix 1998: l'infezione derivata espose il belga al rischio di amputazione della gamba
La cauta di Museeuw alla Roubaix 1998: l’infezione derivata espose il belga al rischio di amputazione della gamba
La cauta di Museeuw alla Roubaix 1998: l'infezione derivata espose il belga al rischio di amputazione della gamba
La cauta di Museeuw alla Roubaix 1998: l’infezione derivata espose il belga al rischio di amputazione della gamba

Precedenti da considerare

Proprio in questi giorni, in Belgio si stanno facendo accostamenti allarmanti e si guarda con favore il fatto che Van Aert sia stato fermato. Non dimenticano infatti che la caduta di Johan Museeuw nella Foresta di Arenberg alla Roubaix del 1998 che stava per costare la gamba al campionissimo belga per una ferita infetta. Ricordano quando nel 2013 Tom Boonen rischio di perdere un braccio per un’infezione sottovalutata: evento scongiurato perché il belga decise in autonomia di andare al pronto soccorso. Ed è immediato l’accostamento con il fresco dramma del colombiano Cristian Camilo Muñoz, morto lo scorso aprile a seguito di un’infezione contratta dopo una caduta al Tour du Jura.

Ovviamente il caso di Van Aert risulta essere meno grave, ugualmente però la scelta della Visma Lease a Bike di fermarlo è suonata provvidenziale. Wout è stato medicato nel weekend all’ospedale di Herentals. Riferiscono fonti della squadra che nel frattempo il gonfiore si è ridotto, per cui il problema di salute è limitato, ma lo stop è sopraggiunto nel momento meno indicato.

All'indomani della vittoria di tappa, Van Aert si è ritirato ed è rientrato a Herentals
All’indomani della vittoria di tappa, Van Aert si è ritirato ed è rientrato a Herentals
All'indomani della vittoria di tappa, Van Aert si è ritirato ed è rientrato a Herentals
All’indomani della vittoria di tappa, Van Aert si è ritirato ed è rientrato a Herentals

Incognita Tour

«Sapevamo già che Wout non aveva molto margine di manovra – ha dichiarato a Het Nieuwsblad il team manager Maarten Wynants – ed era già in ritardo, per cui questo di certo non lo aiuterà. La cosa più importante è che prima di tutto recuperi la forma fisica».

Ci sarà tempo per il Tour? La porta resta certamente aperta, per ammissione dello stesso manager. La sfida francese vedrà la squadra al via con un super gruppo per cercare di contrastare Pogacar e a Van Aert si potrebbe riservare un inizio più soft. Il belga è un guerriero di prima grandezza, pochi sono disposti a credere che non proverà fino all’ultimo a farsi trovare pronto. Ma certo, al pari di altrettanto grandi eroi sfortunati della storia e dei fumetti, è incredibile notare come sia spesso costretto a stop indesiderati.