Una caduta, 30 watt in meno e tutto si complica. Ma Sobrero c’è

16.03.2022
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Alla Tirreno-Adriatico doveva fare classifica. Sarebbe stata la sua prima volta… invece le cose non sono andate proprio così per Matteo Sobrero. Il corridore del Team BikeExchange – Jayco come moltissimi altri suoi colleghi è stato rallentato da qualche noia fisica.

Un infortunio al gomito, cadendo nella seconda tappa alla Ruta del Sol, lo ha costretto a rincorrere. Interrompere la crescita della preparazione nel momento clou incide moltissimo, oltre che è davvero fastidioso poiché è come non mettere la ciliegina sulla torta dopo che si è lavorato per un intero inverno. E anzi nella stessa torta si apre qualche crepa.

Sobrero (classe 1997) è al primo anno con la Bike Exchange – Jayco
Sobrero (classe 1997) è al primo anno con la Bike Exchange – Jayco

Poche gare

Il piemontese però non si è perso d’animo e alla fine ne esce tutto sommato bene.

«Ammetto – ci ha detto Sobrero qualche giorno fa – che sono un po’ stanco. Questa Tirreno è stata impegnativa. Molto esplosiva, dal mio punto di vista. Almeno per quel poco che ho visto là davanti. E infatti ho pagato il non aver corso prima. Mi è mancato un po’ il cambio di ritmo».

«Peccato, perché arrivavo dall’altura in Sierra Nevada ed era un passaggio mirato per la preparazione per la Tirreno. E invece poi è stato un rincorrere per cercare di correre».

«Con la squadra – riprende Sobrero – avevamo deciso di provare a fare classifica, cosa che non avevo mai fatto prima in una corsa del genere. Nella crono mi sono difeso bene, per essere totalmente in pianura, poi come ho detto mi sono mancati i chilometri di gara nelle gambe».

La crono di Camaiore non era certo adatta alle caratteristiche di Sobrero. Per il piemontese un buon 10° posto
La crono di Camaiore non era certo adatta alle caratteristiche di Sobrero. Per il piemontese un buon 10° posto

Questione di watt

Resta così l’incognita di come sarebbe potuta andare la sua corsa se le cose fossero andate secondo programma. In fin dei conti Matteo è andato in crescendo, ha un grande potenziale e Giuseppe Martinelli, che di giovani se ne intende, rimase molto male della sua partenza dall’Astana Qazaqstan.

«E’ difficile dire come sarebbe andata – commenta Sobrero – Anche sul Carpegna alla fine sono emersi dei grandi nomi e gli stessi hanno perso parecchio terreno e incassato parecchi minuti. Diciamo che già una top venti poteva avere un senso… per il futuro».

Corridori e tecnici cercano sempre d’interpolare i loro valori con quelli degli avversari. Cercano di capire a che punto sono. Chissà quindi se il miglior Sobrero sul Carpegna poteva essere vicino non a Pogacar che è inarrivabile ma ad un Landa.

«Non è mai facile fare certi paragoni, ma credo che rispetto alle mie migliori giornate mi mancassero una trentina di watt… se vogliamo metterla sul punto di vista dei watt. Ma a quei ritmi lì non so sinceramente se sarebbero bastati. Non ho mai provato nella mia miglior giornata a stare con i migliori».

«Però – rilancia non senza un pizzico di soddisfazione – l’anno scorso allo Slovenia ho provato a seguire Pogacar, ci sono riuscito, e ho raggiunto determinati watt che non avevo mai toccato. Quindi chissà: magari in una giornata migliore potevo essere competitivo. Sicuramente non al livello di Pogacar!».

Sobrero fa parte del “gruppo Giro” che lavorerà per Simon Yates (alla sua ruota)
Sobrero fa parte del “gruppo Giro” che lavorerà per Simon Yates (alla sua ruota)

Verso il Giro

Oggi 30 watt sono tanti. Ma poi in soldoni, all’atto pratico cosa significano? Quanto incidono? Cosa cambia per il corridore? Senza contare che in qualche modo s’insinuano come tarli nella testa. Magari non è il caso di Sobrero, che sapeva perché mancava all’appello quel “pugno” di forza.

«Trenta watt si sentono. E tanto. Giusto negli scorsi giorni parlavamo con corridori più esperti e loro dicevano che una volta la Tirreno era una corsa di preparazione per la Sanremo… e non solo. Adesso, invece, se non si è al 100% ma anche già solo al 99%. sono dolori! Se poi vuoi essere competitivo o fare classifica è difficilissimo. Ma si andava fortissimi anche alla Valenciana, quindi bastano anche 10 watt in meno e sei fuori da giochi».

Watt o meno, la stagione di Matteo va avanti e va avanti con ottimismo. Lui è giovane e le gare da fare sono tantissime. 

«Adesso tornerò qualche giorno a casa e poi rientrerò per la Per Sempre Alfredo, quindi la Coppi e Bartali. Farò di nuovo un periodo di altura insieme a Simon Yates e al gruppo del Giro d’Italia e quindi il Giro della Asturie».

Come detto, la stagione è lunga!