Se si potessero pubblicare i messaggi che circolavano dopo la sospensione della convenzione tra FCI e Lega, probabilmente si capirebbe più chiaramente quel che è successo. Dopo una serie di contatti con le parti coinvolte, nell’Editoriale del 15 giugno avevamo tracciato una possibile via di uscita: se Pella avesse dichiarato pubblicamente di voler collaborare con la Federazione, probabilmente Dagnoni l’avrebbe preso per un gesto distensivo e avrebbe sotterrato l’ascia di guerra (in apertura, i due sono sul podio di Cuneo con Baroncini, che indossa la maglia arancione della sicurezza, dedicata alla memoria di Giovanni Iannelli).
Nessun margine di trattativa
Questa sensazione, sostenuta dalla conoscenza degli attori sulla scena, a un certo punto è stata invece stroncata da un messaggio proveniente da ambito FCI: nessuno vuole risolverla con una stretta di mano – questa l’estrema sintesi – non è più tempo di patti fra gentiluomini. Aspetteremo l’esito del Consiglio federale della FCI del 22 giugno.
Si poteva immaginare pertanto una decisione drastica, invece il CF si è limitato a mantenere la sospensione, senza alcuna altra argomentazione. E’ stato nell’intervista rilasciata a Pier Augusto Stagi che il presidente Dagnoni ha annunciato l’invio di revisori nella sede della Lega, come passo successivo prima di prendere altre decisioni.


Pancani intervista Pella
Sabato 27 giugno, in occasione dei tricolori elite organizzati a Cuneo dalla Lega di Roberto Pella, è parso tuttavia che la nostra previsione fosse prossima a concretizzarsi. Da ottimo giornalista qual è, Francesco Pancani ha fatto a Pella la domanda necessaria perché il deputato piemontese potesse dire quel che era necessario.
«Abbiamo tutti un amore unico per le due ruote – ha detto – e per la valorizzazione di questo sport fantastico. Per questo sono certo che tutti, da una parte e dall’altra o anche interni e esterni, abbiano un unico valore: quello di valorizzarlo. Io non sono solo fiducioso, ma sono estremamente ottimista, tutte le cose possono essere portate a compimento e quando c’è volontà e, ne sono certo, vedrai che le realizzeremo.
«Così come sono convinto che come noi anche la Federazione e Cordiano Dagnoni – che ringrazio – abbiano il nostro stesso obiettivo. L’unità e il gioco di squadra sono assolutamente necessari per ottenere grandi risultati. Quello che conta è il nostro tricolore. Lo sport ha bisogno di un aiuto anche economico e le istituzioni devono essere unite e compatte per raggiungere assieme grandi obiettivi».
La fuga degli sponsor
Una voce fra quelle raccolte per il precedente editoriale era stata abbastanza chiara: la FCI dovrebbe essere contenta di aver trovato Pella e dovrebbe approfittarne. Perché forse Pella non sa muoversi nei binari più corretti dello sport, ma è il solo che in questo momento possa intercettare risorse a beneficio del ciclismo.
Lo stesso presidente della Lega, sentito pochi giorni fa, commentando le difficoltà derivanti dai recenti attriti, ha lasciato capire chiaramente che gli sponsor arrivati grazie a lui, assieme a lui uscirebbero, delusi dal trattamento ricevuto. In questo senso l’ultima frase rilasciata a Pancani suona come un monito ben preciso.


Rizzato intervista Dagnoni
Ieri pomeriggio, in una sorta di mediazione a distanza gestita dai telecronisti di Rai Sport (non è dato sapere se spontaneamente o se ispirati da altri: di certo già a Roma, Alessandro Fabretti aveva già cercato di mettere insieme i due contendenti al Processo alla Tappa) la palla è passata a Stefano Rizzato che ha intervistato il presidente della FCI Cordiano Dagnoni, chiedendogli se l’apertura di Pella possa favorire una ricomposizione.
«La Federazione è sempre stata molto disponibile, molto e aperta – ha dichiarato Dagnoni, sembrando inizialmente frenato – forse tutto questo è stato generato da una eccessiva apertura e disponibilità da parte della Federazione, per la quale poi la Lega si è presa degli spazi che non erano pertinenti a quelle che sono le competenze di un ciclismo professionistico. Di conseguenza, credo che basterebbe tornare a rispettare i ruoli nel rispetto dei regolamenti federali. Vorrei ricordare che la Lega è una emanazione della Federazione Ciclistica Italiana e agisce su delega della FCI per quanto riguarda l’attività professionistica».
Bisogno di collaborazione
Ma Rizzato a questo punto ha colto nel centro e ha fatto notare a Dagnoni che oltre all’attività collegata al professionismo, la Lega porta con sé un bel portafogli di risorse e di passione. E a questo punto il presidente FCI ha riconosciuto la capacità di Pella di attrarre risorse e ha auspicato di averlo al suo fianco nello sviluppo del ciclismo giovanile, da cui si deve ripartire per arrivare a quello di vertice, nel momento in cui i contributi di Sport e Salute non sono troppo generosi.


«Per cui se ci fosse una maggiore collaborazione tra di noi e una condivisione e supporto sarebbe ben gradito – ha proseguito il presidente della FCI – per poter investire nella promozione del ciclismo giovanile. Basta poco, ieri ho fatto una chiacchierata con l’onorevole Pella, al quale ho solo ribadito quello che da tempo chiedo. Finora non c’era stata apertura e disponibilità da parte della Lega e mi hanno solo fatto piacere le parole pronunciate ieri».
Al lavoro per costruire la pace
Quindi, nonostante i lavori siano ancora in corso, la previsione del 15 giugno sembra più vicina alla verità di quanto trasparisse da quel messaggio. 1) L’ammissione di Pella. 2) La presa di coscienza FCI delle risorse che se ne andrebbero se lui sparisse. 3) Il bisogno di soldi della Federazione, che ha implicitamente ammesso (dopo anni di negazione) che esiste un problema nel ciclismo giovanile. 4) Il ritorno della Lega nelle grazie della FCI.
Manca solo di scrivere che vivranno tutti felici e contenti, ma come accade spesso perché la pace sia duratura, ci sarà bisogno di lavorarci. Altrimenti non avremo solo due presidenti sconfitti, ma un movimento che rischia di sgretolarsi. E in quel caso il rimedio non sarà così semplice.