Canyon Predict

Predict, da Canyon il futuro per la nostra sicurezza

29.06.2026
5 min
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All’Eurobike di Francoforte, peraltro appena terminata, Canyon ha presentato Predict, uno dei modelli più interessanti e fotografati dell’intera fiera. Il motivo è presto detto. Non si tratta, almeno per il momento, di una bicicletta da strada destinata a finire nei negozi. Si tratta di un prototipo talmente avveniristico che è piuttosto un vero laboratorio su due ruote, un progetto con cui il marchio tedesco ha provato ad immaginare come potrebbe evolversi la sicurezza nel ciclismo su strada nei prossimi anni.

L’idea di fondo è semplice quanto ambiziosa. Perché nel settore automobilistico esistono già tecnologie che permettono di leggere i pericoli e anche di correggere la guida, mentre nelle bici tutti i sistemi di sicurezza, al massimo, intervengono quando il pericolo è già comparso? Predict, come suggerisce il nome, si propone di prevedere quello che potrebbe succedere in strada, sia per quanto riguarda i movimenti delle auto che del terreno, e avvisare il ciclista in anticipo.

Si tratta di un cambio di prospettiva interessante. Negli ultimi anni abbiamo visto arrivare radar posteriori, luci intelligenti e sistemi di navigazione sempre più evoluti. Tutti strumenti utilissimi, ma che continuano a lasciare al ciclista il compito di interpretare quello che succede intorno. Predict prova invece a fare un passo ulteriore, trasformando la bicicletta in una piattaforma smart capace di leggere l’ambiente in tempo reale e suggerire come comportarsi.

Canyon Predict display manubrio
La Canyon Predict è un prototipo arrivato dal futuro: prima ancora della performance punta ad una nuova concezione di sicurezza
Canyon Predict display manubrio
La Canyon Predict è un prototipo arrivato dal futuro: prima ancora della performance punta ad una nuova concezione di sicurezza

Una bici che osserva quello che succede intorno

Va bene, ci può chiedere, ma in che modo riesce a farlo? Non dissimilmente da come fanno le automobili di ultima generazione. Canyon ha realizzato un sistema che mette insieme telecamere, radar, sensori e intelligenza artificiale. Un tecnologia avanzatissima in continuo dialogo che analizza metro dopo metro quello che accade attorno alla bicicletta, costruendo una sorta di fotografia in tempo reale della situazione. Non si limita quindi a rilevare un’auto in avvicinamento o un ostacolo, come i radar. Ma grazie ai suoi algoritmi prova anche a interpretarne il comportamento, stimando le possibili traiettorie e il livello di rischio.

Tra le funzioni ci sono l’assistenza in curva, il riconoscimento delle condizioni dell’asfalto in avvicinamento, il monitoraggio degli altri utenti della strada. Perfino il supporto durante le uscite di gruppo, suggerendo la posizione migliore da tenere all’interno del plotone. Tutto questo viene mostrato su uno schermo integrato completamente nel manubrio. Come integrate nel telaio sono anche le luci anteriore e posteriore.

Un’altra particolarità è che tutta l’elaborazione avviene direttamente sulla bicicletta grazie all’intelligenza artificiale Edge AI, senza appoggiarsi alla rete internet. Una scelta che riduce i tempi di risposta e i problemi di connessione, e limita anche i problemi legati alla privacy. Tradotto in pratica, significa che il sistema può reagire istantaneamente, senza dipendere dai server online.

Bici, casco e reggisella: è tutto collegato

Predict non è però soltanto una bicicletta. La piattaforma presentata a Francoforte comprende anche lo Stingr Smart Helmet, un casco aero sviluppato per dialogare con la bici. La visiera ha un display integrato nella visiera grazie al quale il ciclista riceve tutte informazioni senza dover distogliere lo sguardo dalla strada, nemmeno per guardare lo schermo sul manubrio. A tutto vantaggio della sicurezza.

Il livello di avanguardia di Predict è dimostrato dal fatto che non si “limita” ad avvisare il ciclista con previsioni sull’ambiente circostante. In alcune situazioni di pericolo imminente può addirittura intervenire sull’hardware della bicicletta. Il reggisella è telescopico e può abbassarsi automaticamente quando il sistema rileva una situazione critica. Con un baricentro più basso, come ha insegnato a tutti gli stradisti Mohoric, la bici diventa più stabile e più facile da controllare in una manovra d’emergenza o su un tratto particolarmente difficile. Questa è probabilmente una delle funzioni più futuristiche dell’intero progetto, ma rende bene l’idea della filosofia che c’è dietro a Predict. Cioè non limitarsi a segnalare un rischio, come nel passato, ma aiutare concretamente ad evitarlo.

Canyon Predict manubrio e luce
Oltre al display, sulla Predict anche le luci sono integrate direttamente nel telaio
Canyon Predict manubrio e luce
Oltre al display, sulla Predict anche le luci sono integrate direttamente nel telaio

Un’idea di futuro

Con questo prototipo Canyon, più che presentare una nuova bici da strada, ha voluto lanciare una riflessione. Come ha detto Fedja Delic, responsabile del design di Canyon: «Negli ultimi anni il settore automobilistico ha fatto enormi passi avanti sul fronte della sicurezza attiva. Nel mondo della bicicletta, invece, l’evoluzione è stata molto più lenta, nonostante il numero di persone che si spostano o si allenano su strada continui ad aumentare. Le automobili sono diventate intrinsecamente più sicure e negli ultimi dieci anni il numero di decessi tra gli automobilisti è diminuito, ma le biciclette non hanno beneficiato di miglioramenti significativi in ​​termini di sicurezza. Eppure, con la tecnologia disponibile, è più che possibile apportare miglioramenti significativi alla sicurezza dei ciclisti».

Predict quindi è una bici che prova a colmare, almeno in termini sperimentali, questo gap. D’altronde, si sono chiesti nei laboratori di Coblenza, se oggi una bicicletta è già in grado di misurare tutti i parametri legati alle performance e alla navigazione, perché mai non dovrebbe essere capace anche di aiutare ad evitare un incidente?

Per ora comunque si tratta di un prototipo, senza una data di commercializzazione, ed è difficile dire quante delle soluzioni mostrate arriveranno su un modello di serie, e quando. Tutte le novità tecnologiche però nascono proprio così, dapprima come prototipi apparentemente irrealizzabili, che col tempo poi trovano spazio nella vita di tutti i giorni.

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