Milan lo ha smentito, Bressan ricorda bene. Era la fine del 2024 e Jonathan aveva appena battuto con 3’59″153 il record del mondo dell’inseguimento a Copenhagen, annunciando che negli anni successivi avrebbe lasciato da parte la pista per dedicardsi alla strada. «Ma vedrai che appena qualcuno gli porta via il record – disse Bressan, che oggi fa parte della struttura del devo team Bahrain Victorious – Johnny torna in pista per riprenderselo».
Milan il record se l’è ripreso pochi giorni fa e non è servito neppure che qualcuno glielo portasse via. Non avendo corso il Tour e dovendosi riprendere da una caduta in Belgio, il friulano ha avuto il tempo per allenarsi a dovere e nella pista di Shanghai ha fermato il cronometro dopo 3’58″850.
Bressan ragiona: i lunghi anni trascorsi in pista gli hanno lasciato il colpo d’occhio per valutare quel che accade in giro per velodromi. E questa volta l’attenzione, partendo da Milan che ha guidato al Cycling Team Friuli, cade sul quartetto azzurro, che ai mondiali cinesi ha centrato l’argento, sia pure a 4″731 dalla Danimarca.


Si pensava che Milan sarebbe tornato nell’inseguimento quando il suo record fosse stato battuto…
Invece l’ha fatto prima. Quando Jonathan ha cominciato a fare gli inseguimenti – ricorda Bressan – vedevo che calava continuamente i tempi. Ho avuto sempre questo pensiero: Jonathan ha cominciato a fare tempi migliori di Ganna nonostante fosse più giovane, migliorando di diversi secondi. Quindi presumevo che prima o dopo, lo avrebbe raggiunto.
E alla fine ce l’ha fatta…
Dobbiamo tenere conto che sono due corridori completamente diversi, perché Ganna è forte anche nelle crono anche lunghe, mentre Jonathan è più esplosivo e quindi è fatto per le crono corte, tipo i prologhi, anche se secondo me potrebbe applicarsi ed essere competitivo fino ai 20 chilometri.
Di certo Milan è uno dei punti fermi del quartetto, da cui però è stato tolto Consonni che ai mondiali ha corso nelle specialità di gruppo. Pensi che ne abbiamo abbastranza per sostituirlo?
Abbiamo due atleti molto interessanti che sono Favero e Magagnotti, solo che sono ancora molto giovani. Secondo me Favero potrebbe diventare un uomo importante, anche più di Magagnotti (la posizione di Bressan farà discutere, ndr) perché è talmente specialista che potrebbe diventare come Consonni. Il nostro grande problema in prospettiva potrebbe essere semmai trovare un uomo che lancia il quartetto, perché il buon Lamon ha 32 anni. Potrebbe anche arrivare a Los Angeles, ma questo campionato del mondo ha dimostrato che il quartetto deve essere lanciato più forte, perché al secondo chilometro i danesi avevano già due secondi di vantaggio.


Non può essere dipeso dal livello dei nostri che non erano ancora al top?
E’ possibile. Analizzando la gara si vede che in questo momento ci sono 4 secondi di differenza con i danesi e che siamo 2 secondi sopra il nostro record del mondo fatto a Tokyo (3’42″032, ndr). Siamo sicuri che Lamon, che alle Olimpiadi avrà quasi 35 anni, possa andare 2 secondi sotto al record del mondo che ha fatto anche lui? Secondo me è praticamente impossibile.
Pensi che il test del mondiale sia così attendibile?
Non del tutto, certo. Anche gli australiani, che hanno il record del mondo, a Shanghai sono andati piano, anche i neozelandesi. Gli inglesi sono un po’ calati, mentre i danesi sono migliorati e si è visto anche dal fatto che sono arrivati secondi e quarti nell’inseguimento individuale, battuti da Milan e Ganna. Per questo dico che l’Italia, con uno tra Favero e Magagnotti che tiene duro, più Jonathan e Pippo che sanno dare più di chiunque altro, potrebbe fare davvero bene.
Pensi che in Italia ci sia un possibile erede di Lamon?
Di certo non lo trovi tra Favero e Magagnotti. Lamon è stato una scoperta di Villa, che è stato in grado di trasformarlo in una certezza, nello specialista capace di vincere un oro olimpico, un mondiale e due europei. Magagnotti non può fare quel lavoro, perché non si sposa con il suo ruolo su strada: non potrebbe fare i lavori necessari. Secondo me, l’unico che potrebbe andare vicino a Lamon è Matteo Fiorin.


Perché?
Perché Fiorin è molto veloce, però dovrebbe super specializzarsi anche lui. E’ già dentro un corpo militare (Centro Sportivo Esercito, ndr), quindi potrebbe farlo, ma come si è sempre detto con il cittì Salvoldi, avrebbe bisogno di una squadra che lo supporti su strada, perché possa crescere come serve per quel ruolo (con la Solme Olmo, il lombardo ha vinto una tappa al Giro Next Gen, ndr).
Intendi dire che dovrebbe fare un’attività superiore a quella che ha fatto con la Solme Olmo?
Ne ho parlato con Salvoldi e posso dire che ho tentato in tutti i modi di portarlo da noi al Bahrain, proprio per fargli fare questo salto. Nella nostra squadra un corridore così, che è un velocista diverso da Capra che prima o poi passerà nel WorldTour, ci sarebbe stato bene. C’è la possibilità di tesserare degli specialisti, superando la quota di 15 corridori. Avremmo potuto portarlo a correre anche da elite nelle corse in cui può partire, ma hanno parlato di problemi di budget e del fatto che ci sono già troppi italiani e infatti hanno preso due russi. Io però Fiorin lo avrei preso subito.
Bressan lo vede lanciare il quartetto, Viviani ha parlato di lui come uomo per le gare di gruppo. Chi ha ragione?
Per carità, in nazionale comanda Elia, che però, se parla con Salvoldi, sa di dover tirare fuori un altro Lamon. E qual è il corridore che somiglia più di tutti a Lamon? Non ne abbiamo, ma c’è Fiorin. Che facendo il quartetto può fare ugualmente l’eliminazione e se diventasse più resistente potrebbe fare anche la madison. Però se si pensasse che Fiorin può essere adatto a quel ruolo, dovrebbe iniziare subito a lavorarci. E’ giovane, la forza ce l’ha e riuscirebbe ad adattarsi. E intanto crescerebbe accanto a Lamon, che sarebbe certamente un’utile scuola.