Giro Next Gen 2026, Matteo Fiorin, Solme Olmo, Corato, volata (foto La Presse)

La volata di Fiorin a Corato: pista, strada e l’occhio del crossista 

29.06.2026
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Lo sprint a Corato di Matteo Fiorin, nella quarta tappa del Giro Next Gen, è stato l’unico successo di una formazione continental durante la corsa under 23. Il corridore e pistard della Solme Olmo ha firmato un successo importante sia per lui che per il team, lo si capiva dalle strette di mano e dai complimenti che il giorno dopo i colleghi hanno riservato a Giampietro Forcolin. Parlando prima della tappa di Monte Livata il diesse della Solme Olmo ha sottolineato più volte quanto i movimenti e l’azione di Fiorin siano figli dell’esperienza accumulata in questi anni su pista (in apertura foto La Presse). 

Passato il turbinio del Giro Next Gen siamo andati dal velocista della Solme Olmo per farci raccontare questa vittoria di grande spessore. In questi giorni Matteo Fiorin sta lavorando in vista del campionato europeo su pista che si correrà in Germania dal prossimo 7 luglio. 

«Esco da una sessione di allenamento a Montichiari – ci aveva raccontato venerdì Fiorin – il prossimo obiettivo sono i campionati europei su pista e ci arrivo con il morale abbastanza alto. La condizione era da sistemare con qualche allenamento specifico per la pista, ma il segreto è che non l’abbandono mai. Anche quando mi trovo a correre tanto su strada. Una volta a settimana vado sempre, in questo modo mi viene più semplice passare da una disciplina all’altra».

Giro Next Gen 2026, Matteo Fiorin, Solme Olmo, Corato (foto La Presse)
Quella di Matteo Fiorin è stata l’unica vittoria di una formazione continental al Giro Next Gen (foto La Presse)
Giro Next Gen 2026, Matteo Fiorin, Solme Olmo, Corato (foto La Presse)
Quella di Matteo Fiorin è stata l’unica vittoria di una formazione continental al Giro Next Gen (foto La Presse)
Finito il Giro Next Gen come hai approcciato alla pista?

Prima di tutto ci sono stati dei giorni di recupero e riposo, con uscite blande su strada. Successivamente siamo stati a Montichiari, insieme a Salvoldi, per lavorare su quegli aspetti che torneranno utili in pista. Gli allenamenti prevedevano forza massimale e forza resistente. Dopo il Giro Next Gen erano questi gli aspetto sui quali concentrarsi.

Come mai un ritiro di tre giorni?

Ho scelto io di fare così, perché da adesso fino a fine luglio farò molta attività su pista e mi serviva ritrovare il feeling e il giusto colpo di pedale. Finito l’europeo sarò alla Sei Giorni di Pordenone, poi a quella di Fiorenzuola e infine ai campionati italiani

Torniamo alla volata del Giro Next Gen, in quali aspetti l’esperienza su pista ti è stata utile?

Quella di Corato è stata una volata molto lunga, sono dovuto partire a quasi cinquecento metri dall’arrivo. In questo aspetto la pista mi ha dato quella forza e la resistenza giusta per fare uno sforzo del genere. Su pista le volate sono molto lunghe, spesso sui trenta secondi. A Corato credo di aver fatto un numero notevole, perché nessuno è riuscito a rimontare.

Ti ha aiutato anche nella lettura del momento?

Sotto questo aspetto devo ammettere che anche l’esperienza nel ciclocross mi ha dato qualcosa in più. A Corato si faceva un circuito che passava per due volte sulla linea del traguardo. Nei passaggi precedenti allo sprint ho visto dove si potevano mettere le ruote e dove no. Ho visto che il centro della carreggiata era pieno di buche, quindi era meglio passare vicino alle transenne. 

Hai battezzato un lato?

Il gruppo è andato a destra, mentre io mi sono buttato a sinistra perché avevo visto essere il lato della strada più scorrevole. Poi ho preso Pizzi (il velocista della Technipes, ndr) come punto di appoggio. Anche la squadra mi ha dato una grande mano nell’avvicinamento alla volata. Insieme avevamo deciso che quella sarebbe stata la mia occasione, mentre i giorni prima avevamo lavorato per Fantini. 

Che effetto fa essere l’unico corridore di una continental ad aver vinto?

Sono orgoglioso sia per me, ma anche per la squadra. Qualche volta anche noi delle continental siamo vicini ai devo team. Ma non siamo stati gli unici, perché Arrighetti ha trovato un secondo posto il giorno dopo a Bacoli. 

A sinistra Matteo Fiorin con Davide Stella, Sei Giorni di Gand
Il mese di luglio per Fiorin (qui a sinistra) sarà totalmente incentrato sulla pista tra europei U23, Sei Giorni e campionati italiani
A sinistra Matteo Fiorin con Davide Stella, Sei Giorni di Gand
Il mese di luglio per Fiorin (qui a sinistra) sarà totalmente incentrato sulla pista tra europei U23, Sei Giorni e campionati italiani
Una vittoria che per te ha un peso diverso, la prima internazionale…

Nemmeno da juniores ero riuscito a vincere una gara di questo livello, è arrivata nel modo giusto e nel momento giusto. Sicuramente è una grande conferma della mia crescita. 

Ti dispiace passare su pista dopo aver trovato una vittoria di questo peso su strada?

Per un velocista vincere aiuta a trovare una sicurezza diversa, entri in un flow dove tutto diventa più facile. Sicuramente rimanere su strada avrebbe portato i suoi vantaggi, ma l’europeo su pista è un obiettivo molto importante e al quale tengo tanto

Te lo ritroverai anche su pista questo flow?

Nelle corse di gruppo questa sicurezza me la ritroverò sicuramente, fare un buon europeo serve per non perdere il ritmo.