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Giaimi-Toniolli: juniores tostissimi, più forti del tempo

22.06.2023
5 min
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SARCHE – Gli juniores sono tutti in attesa dietro il palco. Le loro crono sono state le prime del giorno e in attesa del podio, si passano minuti chiacchierando e approfondendo. Fra le donne ha vinto Alice Toniolli, la ex pattinatrice, scoperta lo scorso anno ai mondiali in Australia. Fra gli uomini, vittoria di Luca Giaimi (in apertura, foto Tornanti_cc), che dalla pista sta passando alla strada con ottimi esiti. Ciascuno ha la sua storia da raccontare.

Due ragazze della Breganze Millenium sul podio: prima Toniolli, terza Bulegato, con loro La Bella (foto Tornanti_cc)
Due ragazze della Bregamze Millenium sul podio: prima Toniolli, terza Bulegato (foto Tornanti_cc)

Pattini e curve

Alice Toniolli, si diceva, viene dal pattinaggio. Vi avevamo mostrato le sue foto e raccontato che la vera difficoltà nell’andare in bici erano le curve. Marco Velo, che l’aveva seguita nel giorno di Wollongong aveva parlato di traiettorie quadrate e così lei aveva salutato dicendo che avrebbe passato l’inverno a lavorare sulla tecnica di guida.

«Sono migliorata nella parte tecnica – annuisce convinta – l’avevo già visto a Romanengo, col secondo posto dietro Federica Venturelli. Questa maglia tricolore vale tanto, perché non si vince solo con la potenza, ma anche con la tecnica. A me in Australia mancava questo e ne sono stata penalizzata (arrivò 15ª a 2’22” da Zoe Backstedt, ndr), altrimenti avrei potuto fare molto meglio. Però ero al primo anno e vedo che ora sono tutta un’altra Alice. Ho avuto più tempo per allenarmi, per fare esperienza e per capire meglio l’ingranaggio del ciclismo».

Oggi Velo l’ha seguita, incuriosito dalle sue continue rassicurazioni e ha confermato di aver trovato un’altra atleta: ancora con margini di miglioramento, ma ben diversa dalla Toniolli impaurita dei mondiali.

Le due ragazze sul podio e Gazzola al 24° posto: per Casarotto (secondo da sinistra) un ottima trasferta
Le due ragazze sul podio e Gazzola al 24° posto: per Casarotto (secondo da sinistra) un ottima trasferta

I piedi per terra

Il suo direttore sportivo alla Breganze Millenium è Davide Casarotto, vecchia conoscenza fra i pro’ e ora grande tecnico nelle donne junior. Proprio lui ci ha raccontato dei tanti chilometri dietro moto sulle ciclabili e nei tratti di strade liberi, curvando e poi curvando ancora.

«Ho lavorato molto con Alessandro Coden – spiega Toniolli – ma anche il mio allenatore ci ha messo tanto del suo. Devo ringraziarli entrambi, perché in questo ultimo periodo ho lavorato sodo degli esercizi molto tecnici e anche di frequenza. Quello che a me mancava e mi ha penalizzato in tutto, agli europei e anche in Australia. Vincere qui è la conferma della mia potenzialità e della mia personalità. Apprendo dagli errori e voglio migliorare. Sono molto testarda, mi pongo tanti obiettivi piccoli ma devo raggiungerli. Devo crescere, per questo non voglio sapere se ci siano state offerte per il prossimo anno. Non so nulla: non voglio avere pressioni, altrimenti faccio dei voli pindarici e poi ci rimango male».

Sul podio con lei sono salite Eleonora La Bella e la compagna Alice Bulegato: su entrambe le sue ragazze, Casarotto è pronto a scommettere.

Giami viene da Alassio e corre al Team Giorgi, la vittoria del tricolore per lui è la quinta di stagione
Giami viene da Alassio e corre al Team Giorgi, la vittoria del tricolore per lui è la quinta di stagione

Fresco di crono

Poco più in là, seduto su gradini del podio, Luca Giaimi parla con Donati e Alari che presto gli faranno compagnia sul podio. Il ragazzo, quantunque giovane, ha una storia sulle spalle, fatta di inseguimenti individuali e pista piuttosto che di strada.

«Il percorso non era facile – racconta il neo tricolore degli juniores – era da interpretare e da gestire, ma adatto a più corridori. Non era per cronoman puri, ma per corridori capaci di gestirsi, dato che c’erano tante curve, poi dei su e giù. La salita era abbastanza dura e quindi contava anche un po’ il peso. Invece l’ultima parte era più adatta a gente come me, più pesante, che riusciva a spingere grossi rapporti e a fare velocità. E’ stata proprio una bella crono.

«Questo italiano è molto importante, dato che l’anno scorso le crono non le facevo neppure. Questa è stata la terza o quarta che abbia fatto in questa stagione e arrivare a vincere il campionato italiano è stato un buon segnale soprattutto per la squadra in cui spero di andare l’anno prossimo. E dato che puntano moltissimo sulle crono e io vengo dall’inseguimento individuale, credo possa essere un buon segnale».

Il cuore batte Ineos

La squadra dei suoi sogni è la Ineos Grenadiers, ne ha la bici e la guarda con orgoglio. Quando ne abbiamo parlato con Dario Cioni, a margine della conferenza stampa di Ganna, il toscano ha lasciato capire che il ragazzo piace, ma che il cammino è ancora lungo.

«Non c’è ancora niente – conferma Giami – quindi vedremo. Devo dire anche che dietro questo desiderio di migliorarmi a cronometro c’è l’interessamento del cittì Salvoldi, per provare a ottenere grossi risultati negli impegni futuri che saranno gli europei e i mondiali. C’è ancora tanto da fare. Corro da quando sono G3, però ho fatto tutte le categorie giovanili solo in mountain bike. Su strada ci sono passato da esordiente, poi ho fatto gli allievi su strada e l’anno scorso ho iniziato anche a far pista. Nel ciclismo la testa conta tanto, nella crono ancora di più. Puoi essere forte quanto vuoi, ma se non ti conosci e non ti sai gestire, non riesci a emergere. E oggi è una bella iniezione di fiducia».