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Germani non ha dubbi: se Amadori chiama, io rispondo

29.09.2022
5 min
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Dopo aver corso lo Skoda Tour of Luxembourg con i pro’ (foto Getty Sport in apertura), Lorenzo Germani è impegnato alla Ronde de l’Isard, corsa a tappe sui Pirenei francesi iniziata ieri con gran finale domenica. Dopo una tappa ventosa di pianura e già distacchi importanti, oggi il menù prevede il Tourmalet. Domani l’arrivo a Guzet Neige dopo aver scalato il Col de Mente e il Portet d’Aspet. Sabato la Crousette e il Port de Lers e l’arrivo a Goulier Neige. Infine domenica ancora il Port de Lers, il Col d’Agnes e il Col de la Latrape. Solo tre italiani l’hanno vinta. Graziano Gasparre nel 2000, Simone Petilli nel 2015 e Andrea Bagioli nel 2019.

Questa la locandina con cui la Groupama FDJ Continental annuncia il team per la Ronde de l’Isard
Questa la locandina con cui la Groupama FDJ Continental annuncia il team per la Ronde de l’Isard

Il mondiale mancato

La Ronde de l’Isard è una di quelle corse internazionali per under 23 in cui il cittì Marino Amadori vorrebbe portare la nazionale a partire dal prossimo anno, lasciando stare le corse a tappe dei pro’. Il discorso è ampio e parte dal mondiale. Per cui il punto di vista del campione italiano degli under 23, che corre nella Groupama Fdj continental, può essere utile per inquadrare certe dinamiche.

Germani ai mondiali e prima ancora al Tour de l’Avenir non è andato per la microfrattura della rotula rimediata in un incidente durante il ritiro di Sestriere. Come lui erano fuori Frigo e Garofoli, che avrebbero dato alla squadra azzurra una consistenza interessante.

Che cosa ti è parso del mondiale degli under 23?

Una sorpresa, non me l’aspettavo. Mi dispiace un po’ per Vacek, lo conosco e avrei preferito lui. Pensavo che allo sprint lo battesse, ma Fedorov è stato più forte.

La vittoria di Fedorov al mondiale U23: il kazako lo ha preparato correndo la Vuelta
La vittoria di Fedorov al mondiale U23: il kazako lo ha preparato correndo la Vuelta
Se ci fossi stato anche tu, ti avrebbe dato fastidio essere battuto da un corridore che veniva dalla Vuelta?

Se guardo la top 20, ci sono solamente corridori WorldTour e professional. Oppure corridori che l’anno prossimo passeranno WorldTour. Sinceramente, se Fedorov avesse fatto corse normali, non avrei visto niente di strano. Ma visto che ha fatto la Vuelta, secondo me è stata un po’ esagerato, una forzatura.

Troppa differenza?

Fin quando fai corse di una settimana o di un giorno, ci sta. Ma un grande Giro di tre settimane e poi il mondiale under 23 direi che non va bene.

Il prossimo anno passerai nel team WorldTour della tua squadra: se Amadori ti convocasse per fare il mondiale 23, lo faresti o penseresti a un ridimensionamento?

Se Marino mi chiamasse per fare il Tour de l’Avenir e poi il mondiale, io li farei entrambi, sempre in base al mio calendario ovviamente. Perché penso che rimani comunque un under 23. Poi sta anche te essere razionale e vedere il tuo livello. Anche Evenepoel avrebbe potuto fare il mondiale U23, ma non avrebbe avuto senso.

Al Lussemburgo, Germani a ruota di Madouas, leader per tre giorni e poi terzo finale (foto Getty Sport)
Al Lussemburgo, Germani a ruota di Madouas, leader per tre giorni e poi terzo finale (foto Getty Sport)
Amadori ha la sensazione che l’italiano under 23 che passa nel WorldTour poi non voglia più sentirne parlare.

No, secondo me invece ci sta.

L’anno prossimo la nazionale potrebbe fare le corse U23 in Europa che tu fai abitualmente con la tua squadra. E’ una buona idea?

Ma certo. Basta vedere che la Ronde de l’Isard fino a qualche anno fa la faceva anche la Colpack. Ora ci sono più neozelandesi – che la Nuova Zelanda sta a 35 ore di viaggio da qui – che italiani. Io sono l’unico italiano in gara, secondo me non è normale. Si dovrebbero fare molte più corse all’estero. 

TI capita mai di parlarne coi tuoi colleghi italiani?

Sì, gliene parlo ogni tanto. Però mi dicono: «Che cosa possiamo farci se non ci portano?». Poi però vedi che molti stanno cercando di andare all’estero, soprattutto i nuovi junior, ma anche qualche under 23. Lo vedi che qualcosa sta cambiando e sono sempre di più quelli che partono per fare esperienza. Se le loro squadre facessero più attività all’estero, magari non se ne andrebbero.

In questa foto su Instagram si vede come il tricolore di Germani non abbia sponsor: grande rispetto per il simbolo
In questa foto su Instagram si vede come il tricolore non abbia sponsor: grande rispetto per il simbolo
Come va il ginocchio?

Tutto bene, faccio l’ultima corsa e poi in teoria ho finito. Siamo venuti qua con grandi aspettative a livello di squadra, non sul piano personale. Ieri c’era una tappa piatta, con un vento assurdo. Praticamente erano 160 chilometri di vento laterale, quindi è finita che la tappa che doveva essere la più facile, è stata la più difficile. Quanto vento ho preso per Martinez… Oggi c’è una cronosquadre, ma dovrebbe piovere. Nel pomeriggio invece facciamo il Tourmalet, così giusto per sciogliersi un po’ post crono.

Su chi puntate?

Su Reuben Thompson (vincitore del Val d’Aosta 2021, ndr), che sta bene, e appunto su Lenny Martinez (vincitore del Val d’Aosta 2022, ndr).

L’anno prossimo passerete in massa nel WorldTour, vi capita di parlarne?

In continuazione. Ne parliamo già, cioè ci scherziamo sopra, siamo curiosi per quello che troveremo. Siamo tutti contenti e non vediamo l’ora.