CTF e Cannibal Team, una filiera per Bahrain Victorious

02.10.2022
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Dietro all’annuncio dato nelle scorse ore dalla Bahrain Victorious, che ha scelto Cycling Team Friuli e Cannibal Team come suoi team Development, c’è molto che sapevamo già, ma anche novità importanti. Il rapporto con il CTF era già in essere da tempo e avevamo avuto modo di parlarne, avendo nell’esperienza di Jonathan Milan, oggi colonna della squadra del Paese arabo, un esempio lampante.

Una delle principali novità è che questo rapporto viene ufficializzato, per certi versi istituzionalizzato. Renzo Boscolo, che del CTF è il responsabile tecnico, sottolinea però come dal punto di vista pratico poco cambi.

«E’ l’evoluzione naturale di un rapporto in essere da tempo – dice – e che sta dando buoni frutti. La nostra struttura non cambia, soprattutto perché noi principalmente continuiamo ad avere atleti di primo e secondo anno nella categoria, quindi impegnati ancora con la scuola. Questo significa che dobbiamo privilegiare, nella prima parte dell’anno, impegni regionali e nazionali. Poi si allargano i nostri orizzonti una volta che i ragazzi sono liberi dagli impegni di studio».

Boscolo con il suo ex allievo Jonathan Milan, esempio del rapporto con il Team Bahrain
Boscolo con il suo ex allievo Jonathan Milan, esempio del rapporto con il Team Bahrain

La filosofia non cambia

Il team sta infatti affrontando una serie di gare all’estero, ultimo il Giro di Slovacchia (in apertura i ragazzi del CTF a confronto dopo una tappa) e per la società friulana gare simili sono un passaggio obbligato.

«E’ il nostro modo di lavorare – spiega – ogni gara, ogni giornata di allenamento o impegno agonistico sono tasselli nella costruzione di quel puzzle che è l’atleta. Siamo contenti del lavoro fatto e andiamo avanti sulla stessa strada».

Il rapporto con il team Bahrain diventa però molto più strutturale e soprattutto va a coinvolgere anche un altro team, quella multinazionale chiamata Cannibal della quale avevamo già avuto modo di occuparci. Van Mechelen aveva annunciato grandi novità al riguardo. Queste non riguardavano solo l’approdo nell’orbita di team WorldTour come era logico fosse, ma anche l’inserimento in un discorso più ampio.

I ragazzi del Cannibal Team, provenienti da ben 17 Paesi. Ora lavoreranno in sinergia con il CTF
I ragazzi del Cannibal Team, provenienti da ben 17 Paesi. Ora lavoreranno in sinergia con il CTF

Filiera da junior a pro’

Non è un caso se la Bahrain Victorious ha annunciato il coinvolgimento dei due team in contemporanea.
Con loro si va a formare una vera e propria filiera. I migliori talenti del Cannibal Team (a meno che non abbiano deciso di percorrere nuove strade seguendo i dettami dei propri procuratori) andranno a proseguire la loro carriera nel CTF. Il team Bahrain Victorious avrà poi una prelazione sul loro passaggio al professionismo.

«E’ un ulteriore progresso – dice Boscolo – nel nostro rapporto con loro. Conosco bene il lavoro che ha fatto e fa Van Mechelen, la sua è una proposta interessante e innovativa. A livello junior c’è ad esempio l’Auto Eder che fa la stessa cosa per la Bora Hansgrohe».

Vero, ma la squadra tedesca ha un rapporto molto più stretto con quella madre e mantiene al suo interno uno zoccolo duro nazionale. Il Cannibal Team che Van Mechelen ha spiegato, nasce con intenti molto diversi, è forse più lontano come filosofia dal CTF di quanto sia la formazione teutonica.

«Il progetto di filiera – ragiona Boscolo – è qualcosa di nuovo, che andrà sviluppandosi nel tempo. Il nostro team diventerà più multinazionale e accoglieremo volentieri gli atleti che Van Mechelen o lo staff del team Bahrain ci indicheranno. Manterremo però una forte connotazione nazionale, ma direi anche regionale, visti i tanti talenti che escono dal Friuli».

Fran Miholjevic, protagonista nella stagione ha già staccato il biglietto per la Bahrain Victorious
Fran Miholjevic, protagonista nella stagione ha già staccato il biglietto per la Bahrain Victorious

Ai vertici nel ranking Uci

«Non solo: continueremo a lavorare anche con quei corridori che riteniamo capaci ma con una maturazione più lenta. Saranno eccezioni, ma nel nostro team ci saranno anche corridori che magari, scaduta l’appartenenza agli under 23, potranno fare un’ulteriore stagione nelle nostre fila per giocarsi le proprie carte».

L’idea del nuovo progetto piace molto a Boscolo. Mantiene da un lato quella parte di incognita che rende attraente il futuro. Dall’altro rappresenta la fiducia che il team si è guadagnato anche al cospetto di una realtà importante come quella araba, tesa a una grande crescita.

«Molti parlano in queste settimane – dice – della Groupama come di un esempio da seguire a livello giovanile. In Italia però ci si dimentica che siamo fra il secondo e il terzo posto nel ranking Uci fra quelli Development, qualcosa vorrà pur dire. La nostra è una filosofia vincente che si sta sempre più sviluppando. Poi non dimentichiamo che starà sempre al corridore riuscire a crescere e a guadagnarsi il suo spazio fra i pro’. Noi possiamo solo dargli gli strumenti per riuscirci».