Le ultime settimane non sono state all’insegna della fortuna per il team Biesse-Carrera-Premac, soprattutto in ottica Giro Next Gen. Infatti nei giorni scorsi una caduta durante il ritiro di Livigno ha messo fuorigioco Michele Bicelli, scalatore della formazione guidata da Marco Milesi. Una notizia che ha costretto il diesse a rivedere le dinamiche di corsa e le ambizioni della sua squadra.
«Nel cadere, Bicelli – ci racconta lo stesso Marco Milesi – ha preso una bella botta e ha rimediato la frattura della rotula del ginocchio destro. Lo stop sarà di due mesi, più o meno, anche perché ora si trova a casa con la gamba immobilizzata e dovrà restare fermo per un mese. Una volta sistemata la frattura sarà il tempo di fare riabilitazione, insomma uno stop che non ci voleva in ottica Giro Next Gen ma anche per il resto dell’estate».




Sarebbe stato lui il corridore per la classifica?
Avevamo puntato molto su Bicelli, e stava davvero bene. Inoltre l’avvicinamento al Giro Next Gen era stato dei migliori, con Giro di Sardegna, Settimana Coppi e Bartali e poi il Tour of the Alps con la nazionale. La condizione c’era, l’aveva dimostrato al Gran Premio Industrie del Marmo dove aveva fatto secondo.
Come si ridisegna la squadra?
Al posto di Bicelli ci sarà Nicola Zumsteg, lo svizzero che l’anno scorso correva nel Velo Club Mendrisio. E’ un profilo molto interessante, ha iniziato ad andare in bici da un paio d’anni e sta crescendo davvero bene. Chiedergli di fare classifica è forse troppo ma questo Giro Next Gen sarà una bella esperienza per il futuro.


Per gli altri cinque posti?
Avremo l’obiettivo di andare a caccia di tappe, come fatto lo scorso anno con Agostinacchio. C’è Cristian Sanfilippo in ottima forma, è andato forte alla Due Giorni Marchigiana e alla Coppa della Pace. insieme a lui ci saranno Leonardo Vesco, Alessandro Milesi e Stefano Leali.
L’ultimo dei sei posti?
Dobbiamo aspettare, purtroppo Donati è tornato a casa dalla Ronde de l’Oise con una ciste al sottosella e bisogna capire se riuscirà a partire. Al suo posto, in caso ci sarà Nicholas Travella. Ad ogni modo avremo una squadra giovane, composta da quattro ragazzi al secondo anno nella categoria under 23 e da due atleti di terzo anno.


In che modo avete curato l’avvicinamento?
Siamo andati a Livigno per tre settimane, in un appartamento. Tra massaggiatori e diesse ci siamo divisi i giorni in modo che i ragazzi avessero sempre qualcuno con loro. Abbiamo lavorato bene, ne sono convinto.
Quali saranno gli ultimi passi di avvicinamento?
Siamo stati a correre alla Coppa della Pace con quattro dei sei ragazzi che verranno al Giro Next Gen. Un modo per riprendere il ritmo di gara e sbloccarsi dopo il lavoro in altura. In questa settimana a casa si dovranno adattare al caldo, poi il resto si farà in corsa.


Che Giro Next Gen pensi possa essere?
Sicuramente la Red Bull-BORA sarà la squadra di riferimento e prenderanno in mano la corsa. Per il resto mi aspetto una corsa molto aperta. Correremo al centro e al sud, su strade che nessuno conosce e su arrivi inediti (come quello di Piana delle Mele, ndr). Da questo punto di vista partiremo tutti sullo stesso piano.