ROMA – Un parterre giovanissimo, una gara storica e squadre provenienti da mezzo mondo. La mattina del 25 aprile va in scena anche il GP Liberazione Women, quello che da qualche anno vede protagoniste le ragazze nella kermesse organizzata dal Cicli Terenzi, chel’altro ieri ha visto Jasmin Liechti prendersi lo scettro di Caracalla.
Certo, rispetto alla vittoria di Chiara Consonni di qualche anno fa, era appena il 2024, le cose sono un po’ cambiate. Il calendario internazionale, sempre più intenso per le donne, non favorisce un certo tipo di partecipazione. Tuttavia il livello tecnico era elevato lo stesso.


Liechti, sorpresa a metà
Alla fine si è rivelata una corsa di pure gambe e non solo di tattica. A vincere è stata la svizzera Jasmin Liechti.
L’atleta della Nexetis ha fatto esattamente il contrario di quanto successo ad Anastasia qualche ora dopo nella prova degli under 23. Era nella morsa delle due atlete della UAE ADQ, ma anziché lasciarsi schiacciare è stata lei ad anticipare lo scatto e alla fine le ha tolte di ruota entrambe.
«Sono davvero felice di come ho gestito la gara – ha detto Liechti – E soprattutto è incredibile aver conquistato un successo così importante in uno scenario come questo! Quando mi sono trovata in inferiorità numerica nella fuga sono riuscita a rimanere calma e a ragionare attentamente su come gestire le energie e sul momento giusto per anticipare. Ho fatto due scatti e sono andati a buon fine, anche perché comunque mi sentivo molto bene».
«Più che tanti cavalli – ha commentato Marta Bastianelli più in accordo con Liechti che con noi – per fare la differenza su questo circuito, secondo me serve anche tanta testa. E anche una certa dose di coraggio. Guardiamo come è andata la corsa: chi ha vinto lo ha fatto decidendo di andare via, lottando una contro due. Insomma, serve anche un certo tatticismo».
Liechti è una classe 2002. Giovane dunque, ma non giovanissima, e i numeri non le mancano. Ci hanno raccontato di un’atleta potente, tra l’altro molto brava a cronometro. E la sua vittoria è una sorpresa a metà. Il direttore sportivo altoatesino Edmund Tesler la conosceva bene, conosceva il tracciato romano e l’aveva studiato a fondo. Non a caso la compagna Nina Kessler completa il podio. Anche in questo caso ci sono state analogie con la gara under 23. Tra l’altro per Liechti si tratta della terza vittoria stagionale: insomma non proprio quel che si dice una sorpresa.


E le italiane?
Qui si aspettava molto da Chantal Pegolo. Alla fine la portacolori della Isolmant si deve accontentare di un buon quarto posto. Con lei avevamo parlato pochi giorni fa e ci aveva raccontato che, per l’esplosività della pista, sarebbe stato meglio attendere ancora un po’.
Visto l’andamento tattico della gara, forse più che di esplosività bisognava cercare di tenere la corsa chiusa un po’ prima, ma certo non era facile su un percorso come quello delle Terme di Caracalla.
Va detto però che le squadre italiane, vedi la stessa Isolmant, ma anche la BePink e la Top Girls-Fassa Bortolo, ci hanno provato. Si sono fatte vedere anche Elena Pirrone, molto attiva, tanto da vincere anche il premio della combattività. Rivedere questa atleta così vivace non può che farci piacere.
Tra le più attese c’era poi anche Giada Silo, che vestendo la maglia della UAE Adq faceva ben sperare. Ma, con tutta onestà, bisogna dire che non era certo questo il terreno migliore per la giovane veneta.


Parola a Bastianelli
Alle Terme di Caracalla era presente anche Marta Bastianelli, in veste di commissario tecnico aggiunto a supporto di Marco Velo. Bastianelli, che qui a Roma è di casa e conosce benissimo il tracciato del GP Liberazione (lo ha vinto due volte), sapeva che si sarebbe trattato più di una corsa di prospettiva che di risultati per le nostre ragazze.
Pizzichiamo Bastianelli mentre sta parlando proprio con Giada Silo: «Giada è stata con me l’anno scorso da juniores, ora è al primo anno in una devo importante come la UAE Adq. Ha tempo e spazio per imparare. Mi diceva che non era una gara adatta alle sue caratteristiche. Ha aiutato le sue compagne, ma sicuramente dalle prossime gare che farà, in Lussemburgo e in Spagna, troverà percorsi che la metteranno più a suo agio».
«Che corsa ho visto? Direi – prosegue Bastianelli – in generale una corsa più lenta all’inizio e poi animata da metà gara in poi, come di solito è questo circuito. Ho visto lavorare bene alcune squadre italiane e sono contenta di questo. Il GP Liberazione non perdona: sembra facile, ma non lo è assolutamente».
Ma Marta guarda il bicchiere mezzo pieno: «Ho visto le squadre italiane molto attive: Isolmant, Fassa Bortolo, BePink e anche la nuova Biesse-Carrera con una buona Giulia Zambelli. Insomma, ci sono realtà che stanno emergendo, soprattutto quando hanno la possibilità di mettersi in mostra. Non mi aspettavo tanto di più, a dire il vero. Quello che conta è che abbiamo corso in modo attivo e ci abbiamo provato. La stagione è molto lunga e tutte le azzurre avranno modo di mettersi in evidenza».