GP Liberazione 2026

La Padovani conquista Roma. Liberazione a Bozzola e Lorello

25.04.2026
6 min
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ROMA – «Questa vittoria è per Kevin». Mirko Bozzola non fa troppi giri di parole e dedica il successo del GP Liberazione a Kevin Bonaldo, il compagno scomparso lo scorso autunno. Altro aspetto positivo di questo ragazzo? Che mentre scriviamo abbiamo la sua bici appoggiata al nostro computer e sotto la sua sella ci sono gli scarti dei gel… Cosa non facile, né scontata da fare in un circuito tanto duro e tecnico come quello delle Terme di Caracalla (in apertura foto Simone Lombi).

La due giorni di grande ciclismo romano si conclude con l’evento classico degli under 23. E si è vista una corsa scoppiettante. Una corsa che magicamente si è accesa poco dopo metà gara. All’improvviso il gruppo si è allungato, frazionato. I ragazzi avevano il classico collo tirato e la punta della sella nel sedere. In un amen il gruppo ha quasi dimezzato le unità in corsa.

GP Liberazione 2026
La gioia dei ragazzi della Padovani dopo l’arrivo. Per la squadra di Paiola è la seconda vittoria dell’anno dopo il Piva
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La gioia dei ragazzi della Padovani dopo l’arrivo. Per la squadra di Paiola è la seconda vittoria dell’anno dopo il Piva

Determinazione Padovani

E in questo forcing è emersa la vera forza dei ragazzi della SC Padovani-Cherry Bank. Davvero, vedendoli da bordo strada, traspariva la loro determinazione. Ci credevano più degli altri, questa era la nostra sensazione. E non senza orgoglio possiamo dire che avevamo ragione.
«Sì, l’abbiamo studiata bene – ha detto il direttore sportivo Matteo Paiola immediatamente dopo l’arrivo – Ci hanno corso dietro tutti, praticamente, perché ogni volta che partiva una maglia Padovani chiunque chiudeva. Fortunatamente siamo riusciti a concretizzare. Mi sono mosso anche io a 5 dall’arrivo, mi sono messo in cima allo strappetto più duro e gli ho dato il via. Gli ho detto: è ora. E loro ce l’hanno fatta».

Paiola lo aveva studiato e preparato bene questo GP Liberazione. Una riunione ben fatta e, anche nei giorni precedenti, allenamenti ben ponderati.

«Ognuno di noi vive in zone diverse ma abbiamo individuato strappi che somigliassero a quelli del circuito di Caracalla. Siamo soddisfatti per Mirko poi, specialmente dopo anni difficili e sfortunati: era importante, la puntava, ci credeva. E anche Riccardo Lorello è stato eccezionale. E’ stato un ottimo compagno di squadra, l’ha aiutato in tutto e per tutto. Una doppietta! Meglio di così cosa potevamo chiedere?».

GP Liberazione 2026
Ritmi elevatissimi, soprattutto dopo la seconda metà di gara. La media finale è stata di 42,898 km/h
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Ritmi elevatissimi, soprattutto dopo la seconda metà di gara. La media finale è stata di 42,898 km/h

Bozzola… bis

Bozzola è un classe 2004, un piemontese. Era stato anche nelle fila della continental Q36.5. Poi la squadra chiuse, lui ebbe degli alti e bassi in quel 2024. Ma dal 2025 ha ritrovato nuova linfa alla Padovani. E al terzo anno nella categoria ora qualcosa si muove.

I compagni si radunano dopo il traguardo. Gli abbracci, le pacche sulle spalle e Bozzola a terra, felice, che quasi non ci crede. Per lui qui a Roma, al Liberazione, è una sorta di déjà-vu: vinse sul viale delle Terme di Caracalla da juniores.

«Siamo venuti qua – dice Bozzola – volevamo far bene, volevamo portare a casa la vittoria e siamo stati preparati benissimo. Ho avuto qualche piccolo intoppo in stagione, ma ne sono uscito ed ecco oggi la conferma. Il Liberazione è una corsa che mi piace tantissimo, l’avevo già vinta da juniores e arrivare di nuovo da solo è qualcosa di fantastico. Questa vale senza dubbio di più. A proposito di più, oggi in squadra, come ci succede sempre, avevamo un compagno in più: Kevin. Lui ci dà forza e questa vittoria è tutta per lui».

Tatticamente i due Padovani sono stati impeccabili contro il bravo atleta della Technipes-InEmiliaRomagna, Tommaso Anastasia. Andati via in tre quando mancavano circa 14 chilometri all’arrivo, sono riusciti a staccare il drappello in cui viaggiavano. Ma il Liberazione è crudele. Esige rilanci. Ha curve a gomito, ripartenze in salita. Ok la tattica, ma serve tanta, tanta gamba. Anche per essere lucidi. E i Padovani davano sempre la sensazione di sapere dove fossero e perché.

GP Liberazione 2026
Il caldo si è fatto sentire, quasi 30° a Roma. I ragazzi hanno bevuto moltissimo e per tanti ci sono stati i crampi
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Il caldo si è fatto sentire, quasi 30° a Roma. I ragazzi hanno bevuto moltissimo e per tanti ci sono stati i crampi

Corsa dura

Ancora Bozzola: «Abbiamo cercato di correre sempre compatti e davanti. La fuga buona l’ho portata fuori io e ho sprecato molto per farlo. Mi sono serviti almeno tre o quattro scatti di fila, però stavo bene, la gamba c’era e sono venuto qua preparato benissimo. L’ultimo scatto è stato quello decisivo, quello che mi ha portato la vittoria, è qualcosa di fantastico. Ho capito dopo un centinaio di chilometri che poteva essere il giorno giusto perché mi sentivo ancora pieno di energie. Ho detto con Riccardo (Lorello, ndr): proviamo, attacchiamo e vediamo cosa viene fuori. Non abbiamo fatto tanti calcoli, però c’erano le gambe, c’era la forza di squadra ed è uscito tutto questo».

Mirko Bozzola è al terzo anno. Una volta questa gara era un pass per il professionismo. Oggi potrebbe esserlo ancora, ma la cosa è un po’ meno scontata. Il novarese però ci crede, ma resta coi piedi per terra.

«Per ora dico che questa è una bellissima vittoria, ma la testa è già alle prossime corse, che saranno la General Store, poi il GP del Marmo e poi sarò in ritiro per preparare il Giro Next Gen, dove punto veramente forte e spero sia un bellissimo trampolino di lancio».

GP Liberazione 2026
Il podio finale con Bozzola, Lorello e Anastaia tra le varie autorità. Un plauso a Claudio Terenzi (a destra) e al suo staff per la buona riuscita dell’evento
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Il podio finale con Bozzola, Lorello e Anastaia tra le varie autorità. Un plauso a Claudio Terenzi (a destra) e al suo staff per la buona riuscita dell’evento

Bravo Lorello

Vedere una squadra giocare così le sue carte fa davvero piacere. Certe regole del ciclismo restano intatte, al netto dei metodi di allenamento, dei potenziometri e quant’altro, che assolutamente servono sia chiaro. Ma una riunione ben fatta, buone gambe e il vecchio giochino della morsa restano ancora validi.

Quando Bozzola è scattato, quell’attacco si sapeva che, portato nella salita più lunga, quella che risaliva dalla Piramide Cestia, poteva essere decisivo. E così è stato. Dieci metri, poi 12, 20… Anastasia a rincorrere e Riccardo Lorello a ruota a fare da guardiano.

«Abbiamo fatto un gran gioco di squadra – dice Lorello – Io ho vinto al Trofeo Piva: lì il primo a farmi i complimenti è stato Mirko. Lui mi è stato tanto vicino anche durante l’inverno, è nata una fratellanza fra di noi, è il primo anno che corriamo insieme. Siamo stati due mesi in camera insieme tra ritiro e corse e quindi è nata una sintonia. Ho sognato che se fossimo arrivati in un gruppetto avrei dato il massimo per farlo vincere e così è stato».

E su Anastasia, superato in volata, ha aggiunto: «Purtroppo non si regala niente. Bisogna fare il massimo. Una doppietta fa bene. Penso che qui a Roma oggi abbiamo dato spettacolo. Ci siamo anche divertiti. Era da un mese che scherzavamo su questa corsa perché ci tenevamo tutti e due. L’anno scorso avevo fatto sesto e quest’anno ero venuto qua per vincere, ma arrivare secondo è stato come una vittoria perché davanti a me c’era un fratello.
«E ora? Ora ci spettano cinque ore di viaggio perché domani corriamo alla Vicenza-Bionde, altro che bel piattone di carbonara!».