Abbiamo ancora negli occhi la volata di De Panne, con Wiebes che ha battuto le nostre Consonni e Balsamo, ed è già tempo di voltare pagina e parlare della Gand-Wevelgem Women. La classica belga introduce a quella che per i belgi è la “Settimana Santa”, che culmina con la Ronde, il Giro delle Fiandre. La Gand è quindi un passaggio cruciale e in tante non si nasconderanno.
A raccontarci meglio questa prova al femminile è Maria Giulia Confalonieri. L’atleta della Uno-X Mobility, stava per arrivare all’hotel della squadra quando l’abbiamo raggiunta al telefono. Lo scorso anno fu quinta, disputando un’ottima corsa (nella foto di apertura si nota in secondo piano col casco giallo nello sprint 2024, ndr). Non è certo la prima volta che, lassù, Confalonieri dimostra di cavarsela alla grande.
Maria Giulia, prima di tutto come stai?
Sto bene, spero che ci si possa togliere delle soddisfazioni finalmente… In generale la condizione è buona. E perciò sono fiduciosa. Non so ancora che ruolo potrò avere.
L’anno scorso sei arrivata quinta. Ti piace questa Gand?
L’anno scorso sì, sono andata forte, ma la Gand resta una gara di situazione. Se si guarda l’ordine d’arrivo si può dire che è andata bene, sono arrivata davanti. In realtà, poco prima della volata, il copertone anteriore deve aver toccato credo un dente di un’altra bici e mi è scoppiato. Quindi non ho potuto fare la volata in pieno. Sì, la Gand, alla fine, mi piace sempre. Anche se poi non so se sia l’ideale per me.
Perché?
E’ una gara dove spesso arriva un “grande” gruppo. Quello della Gand è un percorso semplice rispetto al Fiandre. Si parte dalla zona di De Panne, si percorre un tratto in linea che, se c’è vento, diventa molto stressante. Poi si arriva nella zona dei muri, dove si fa un circuito, e tra questi c’è il Kemmelberg, il più famoso e duro di quella della Gand-Wevelgem, nonché l’unico in pavé. Generalmente c’è sempre molto vento, specie nel finale, e per tanti chilometri si va nella stessa direzione. Se questo dovesse essere laterale potrebbe fare male e rendere il finale molto duro. Di solito, se c’è vento alla fine, c’è anche all’inizio, visto che è lo stesso tratto. L’anno scorso, dopo pochi chilometri, si crearono i ventagli.
Quindi col vento cambia tanto…
Esatto. Qui incide molto, cosa che si dice spesso delle corse in Belgio e Olanda, ma è davvero così. In ogni caso, la Gand-Wevelgem resta una corsa veloce. Si potrebbe dire che è per velociste, velociste moderne, quelle che sanno tenere su salite brevi e hanno resistenza. Però il gruppo che arriva non conta mai più di una quarantina di persone al massimo. Almeno così è andata negli ultimi anni. Insomma, arrivare davanti non è scontato.
Allora cosa rende dura questa corsa “facile”? Vento a parte, ovviamente…
Il circuito dei muri non è facile. Chiaro, non è il Fiandre: lì è tutta un’altra storia. I muri sono di più e più lunghi. Ma è importante arrivarci in posizione ottimale. Essere posizionati al meglio nei momenti cruciali è fondamentale, cosa che si dice di tante corse, ma alla Gand, viste le poche occasioni per fare la differenza, questo suggerimento vale ancora di più. Poi incidono anche il meteo e la distanza.
Ecco, la distanza è un altro fattore importante. La Gand, se non è la più lunga in assoluto del calendario, poco ci manca…
A mia memoria, lo scorso anno solo una tappa del Tour de France Femmes fu più lunga (come ha ricordato anche Erica Magnaldi ieri, ndr), perciò anche questo la rende complicata. Però quello che davvero conta non sono i chilometri, ma le ore in sella. Essendo una gara veloce staremo sulle quattro ore. E questo crea già tanta differenza nel finale rispetto a gare che durano mediamente 40-60 minuti in meno.
Le favorite per Confalonieri?
I nomi sono i soliti, ma per me è una gara più aperta rispetto a qualche altra corsa. Immagino che alcune squadre porteranno anche le scalatrici da Fiandre, cosa che a De Panne non c’era. E che potrebbero diversificare un po’ con le leader. Magari chi ha atlete come Elisa Longo Borghini o Demi Vollering (che non ci sarà, ndr) immagino darà più spazio alla velocista, considerando il Fiandre in vista. Certo, se si arriva in gruppo, salvo imprevisti, Lorena Wiebes è imbattibile. Starà a noi, alle altre squadre, cercare d’inventarsi qualcosa.
E come?
Diciamo che le atlete della SD Worx hanno più possibilità, hanno tanta qualità, con Kopecky e Wiebes in pole position. Possono fare sia corsa dura che attendista. Poi ci sono altre velociste, come le italiane Consonni e Balsamo, ma anche Koll o Wollaston.
E inventarsi qualcosa nel finale?
A Wevelgem andare via nell’ultimo chilometro è praticamente impossibile: è uno stradone largo e dritto. Come dicevo, la Gand è una corsa di situazione. Bisogna vedere il vento e magari pensare a un attacco di gruppo. Per esempio, Elisa Longo Borghini qualche tempo fa provò proprio così e poi restò sola: fu ripresa all’ultimissimo. Fare selezione nel finale sarà una conseguenza dell’andamento della gara. Se si sarà fatta corsa dura, allora qualcosa si può fare. E in quel caso l’arrivo per le sprinter diventa meno scontato.