La BFT Burzoni in trasferta a casa della Picnic PostNL, di cui è development partner per il terzo anno consecutivo

Il diario della BFT Burzoni: gara e test dalla Picnic, poi debutto in Italia

11.03.2026
8 min
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PIACENZA – Il programma di avvio di stagione della BFT Burzoni è stato particolarmente intenso, più del solito. La trasferta di fine febbraio a casa della Picnic PostNL, di cui è development partner per il terzo anno consecutivo, ha tirato la volata all’esordio di domenica scorsa a Nonantola. Tutto concentrato in una dozzina di giorni per accendere motore e fari sul proprio 2026.

Se la gara modenese è stata l’apertura del calendario italiano per tutte le donne juniores, per sei atlete della BFT Burzoni si è trattato della seconda corsa. Il viaggio in Olanda concordato col team WorldTour prevedeva non solo i tradizionali test in laboratorio e su strada, ma anche la partecipazione alla Omloop van Schijndel-Gp Jozon dove erano presenti tutte le migliori formazioni locali. Così come avevamo documentato la prima trasferta del 2024, abbiamo fatto altrettanto anche stavolta seguendo il diario di bordo delle protagoniste della formazione piacentina.

Rossignoli e compagne hanno dovuto subito confrontarsi con i ventagli, quasi assenti nelle gare italiane (foto Björn van der Schoot)
Rossignoli e compagne hanno dovuto subito confrontarsi con i ventagli, quasi assenti nelle gare italiane (foto Björn van der Schoot)
Rossignoli e compagne hanno dovuto subito confrontarsi con i ventagli, quasi assenti nelle gare italiane (foto Björn van der Schoot)
Rossignoli e compagne hanno dovuto subito confrontarsi con i ventagli, quasi assenti nelle gare italiane (foto Björn van der Schoot)

Rapporto consolidato

Breve riepilogo delle puntate precedenti. A fine 2021 Francesca Barale passa dalla BFT Burzoni alla DSM (vecchio nome della Picnic) e diventa la prima junior italiana a saltare nel WorldTour. Inizia il rapporto tra i due team che fa un ulteriore scalino in avanti due anni più tardi con la collaborazione a distanza. La BFT entra nell’orbita della formazione olandese fino ad arrivare ai giorni nostri.

«Durante il ritiro di gennaio in Toscana – racconta il team manager Stefano Solari – è venuto a trovarci Hans Timmermans, il capo dello scouting della Picnic, per invitarci da loro con un programma più denso rispetto all’ultima volta. Ci ha indicato lui le ragazze da portare in Olanda in base a ciò che aveva visto. Per noi è stato un grande onore, anche perché rispetto a due anni fa abbiamo visitato la loro sede. In quel momento realizzi veramente la grandezza della loro realtà e con chi collabora una società come la nostra.

«Abbiamo soggiornato a Sittard – termina Solari – nel loro bellissimo Keep Challenging Center all’interno delle residenze che solitamente usano gli atleti delle loro squadre. Una trasferta simile ti lascia sempre tanti suggerimenti e spunti per migliorare la tua attività in Italia. Non sono da escludere altre iniziative che Hans e la Picnic stanno organizzando e proponendo per quest’anno alle loro development partner. Noi siamo pronti e ben contenti di poter continuare a collaborare con loro».

Gli insegnamenti del Nord

In ammiraglia a dare indicazioni sia in allenamento che in gara c’era Krizia Corradetti, ventunenne diesse della BFT Burzoni che sta crescendo bene e in fretta. A lei il compito di istruire le sue atlete: Matilde Rossignoli, Agata Campana, Anna Longo Borghini, Giada Galasso e le gemelle Alessia e Martina Orsi.

«Ho messo in guardia le ragazze – dice – sul modo di correre che c’è al Nord. Ho detto loro di correre davanti fin dai primissimi metri. Essendo un circuito di poco più di 3 chilometri, io mi sono messa a bordo strada per suggerire le avversarie da marcare. E’ stato molto utile correre lassù perché abbiamo imparato ad aprire un ventaglio. E’ stata un’esperienza formativa in vista della Omloop Van Borsele (dal 24 al 26 aprile, ndr), perché le ragazze sanno già cosa troveranno».

Primo podio stagionale

La gara ha preso la piega prevista con le olandesi a fare selezione con un gruppetto comprendenti Rossignoli e Campana. Proprio quest’ultima ha conquistato la terza piazza in un arrivo frastagliato.

«Non penso – afferma Campana, che a Nonantola ha chiuso in ottava piazza – che si potesse ottenere di più. Nel drappello delle sei fuggitive eravamo in inferiorità numerica e abbiamo dato il massimo, rispondendo ai loro scatti a ripetizione. Ci siamo accorte del livello alto e della preparazione diversa tra loro e noi, però abbiamo dimostrato di essere competitive e siamo fiduciose per il futuro. E’ stata una bella trasferta, anche per visitare Sittard».

Protocollo Picnic

Nell’azione decisiva e di supporto a Campana c’era anche la campionessa italiana in carica Rossignoli. Anche per la 17enne veronese di Salizzole il vento è stato un fattore determinante per l’esito della gara, ma ci sono stati altri aspetti di cui tenere conto.

«Abbiamo portato a casa un bel risultato – sottolinea Matilde – e ci siamo divertite su percorsi differente dai nostri. Personalmente ho corso serena, la pressione della mia maglia tricolore la sento più in Italia, ma ci sto convivendo. Piuttosto sono stati molto interessanti i test che abbiamo svolto. Abbiamo seguito il protocollo della Picnic che prevede prove sotto sforzo in laboratorio e simulazione di gara, con volate, su strada. Sono andati bene e mi posso ritenere soddisfatta».

L’energia delle gemelle

Si dice che l’unione fa la forza e buona parte della forza della BFT Burzoni proviene dall’energia delle gemelle Alessia e Martina Orsi. Le due modenesi sanno fare gruppo in viaggi come questo.

«Probabilmente – inizia Alessia – abbiamo sottovalutato la gara per la lunghezza ridotta e abbiamo dovuto poi rimediare. Abbiamo capito una volta di più come gira il mondo fuori dall’Italia. Sono rimasta stupita di come si siano ben comportate le nostre due compagne di primo anno. Hanno sofferto il ritmo e faticato, però non hanno avuto timori e le vedo pronte per le prossime corse».

«Lontane dalla bici – replica Martina – abbiamo rafforzato il nostro legame. Noi ragazze eravamo divise in due appartamenti da tre posti e a turno ci siamo sempre organizzate per colazione e cena, aiutando nel preparare la tavola per tutti. Nel giorno dei test, ognuna di noi si è cucinata il pranzo da sola in base alle tabella del nutrizionista, ripulendo tutto. E alla sera ci si svagava giocando a carte».

Giada Galasso arriva dalla Mtb e quest'anno si dedicherà solo alla strada per la prima volta (foto Björn van der Schoot)
Giada Galasso arriva dalla Mtb e quest’anno si dedicherà solo alla strada per la prima volta (foto Björn van der Schoot)
Giada Galasso arriva dalla Mtb e quest'anno si dedicherà solo alla strada per la prima volta (foto Björn van der Schoot)
Giada Galasso arriva dalla Mtb e quest’anno si dedicherà solo alla strada per la prima volta (foto Björn van der Schoot)

Dalla Mtb ai ventagli

Una delle due juniores di primo anno è Giada Galasso, torinese di Venaria che viene dalla Mtb dove l’anno scorso ha vinto tre gare, compreso il titolo regionale. Ha caratteristiche da passista-scalatrice ed è l’ennesima scommessa della BFT Burzoni che sa come vincerle.

«La gara – confessa – non è andata bene, un po’ per i ventagli che mi hanno tagliata fuori, un po’ perché lassù ho preso un forte raffreddore. Potevo fare meglio, però sono molto contenta dell’esperienza nella quale ho conosciuto meglio le mie compagne. Allenandomi solo su strada, a livello fisico sto notando differenze rispetto al passato».

Anna Longo Borghini ha trascorso il primo inverno senza sci di fondo e allenandosi solo in bici (foto Björn van der Schoot)
Anna Longo Borghini ha trascorso il primo inverno senza sci di fondo e allenandosi solo in bici (foto Björn van der Schoot)
Anna Longo Borghini ha trascorso il primo inverno senza sci di fondo e allenandosi solo in bici (foto Björn van der Schoot)
Anna Longo Borghini ha trascorso il primo inverno senza sci di fondo e allenandosi solo in bici (foto Björn van der Schoot)

Orgoglio di zia

L’altra “neo” junior è Anna Longo Borghini, figlia di Paolo e soprattutto nipote di Elisa, con la quale ha un legame profondissimo, tanto che la stessa zia non vede l’ora di correre con lei tra le elite. Ora però bisogna guardare al presente e anche per Anna è stato un inizio di stagione diverso dal solito.

«E’ stato il primo inverno – racconta – senza sci di fondo, o quasi. A gennaio ho disputato solo una gara internazionale (la Marcia Gran Paradiso a Cogne, ndr) di 25 chilometri di tecnica classica chiudendo seconda dietro una ceca. Mi ero presentata senza allenamento specifico, ma supportata dalla condizione acquisita in bici. E anch’io noto i benefici della preparazione, sento di poter spingere di più e mi sento meglio rispetto al passato, anche perché mentalmente dovevo pensare a due sport.

«Per me – conclude Anna – è stato un inizio di stagione dove ho già conosciuto tutto della categoria. Prima di questa trasferta, sono stata a Montichiari per un collegiale in pista della nazionale ed è stato un grande onore. Poi ho scoperto i ventagli, ma anche i bei panorami olandesi fatti di distese di erba e grandi mulini. Era la mia prima esperienza all’estero con lo sport. Questo periodo lo considero un battesimo importante per la mia crescita».