Richard Carapaz, Vuelta

Carapaz ci crede. Punta alla classifica e sogna…

22.08.2026
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Ne avevamo parlato qualche giorno fa, quando raccontammo dei suoi dieci giorni da Bartoli. Lo avevamo invece escluso dagli outsider di lusso per la Vuelta quando abbiamo sentito Fabio Aru. Questo perché Richard Carapaz è a tutti gli effetti uno dei big del Grande Giro spagnolo che scatta oggi da Monaco (in apertura foto Instagram – EF).

Abbiamo detto sin da subito che Tadej Pogacar, Felix Gall e appunto Carapaz sarebbero partiti da un altro punto e così abbiamo fatto. Il secondo del Giro d’Italia, il re del Tour e l’atleta che al Giro doveva esserci come primo sfidante di Vingegaard e che invece si è trovato a fare benissimo al Tour… E a fare da sfidante a Pogacar al Tour. Un bell’incastro, eh!

Richard Carapaz
L’ecuadoriano è stato uno dei pochi a finire il Tour in crescendo. Per lui due tappe e la maglia a pois
Richard Carapaz
L’ecuadoriano è stato uno dei pochi a finire il Tour in crescendo. Per lui due tappe e la maglia a pois

Obiettivo classifica

Ed è dunque il momento di raccontare l’avventura della Locomotora del Carchi in questa Vuelta. Dopo un Tour de France simile, da cui è uscito alla grandissima, e con un parterre del tutto differente da quello francese, era nell’aria che un campione quale Carapaz volesse provare a fare classifica.

In fin dei conti, Carapaz è già salito sul podio di tutti e tre i Grandi Giri, vincendo addirittura il Giro d’Italia del 2019.

«Puntiamo alla classifica generale – ha detto Carapaz senza mezze misure – questo è importante per me perché rappresenta un approccio diverso rispetto al Tour. Credo che alla Vuelta ho una grande opportunità. Conosco bene la corsa e gran parte del percorso. In definitiva, è questo che mi motiva di più. E’ una corsa molto montuosa e sarà difficile, ma difficile nel senso che possiamo effettivamente lottare per la classifica generale. Vedermi lottare lassù per tre settimane sarà importante. E’ una mentalità che ho sempre avuto e mi motiva molto per questa Vuelta».

Alla presentazione dei team a Monaco, Carapaz ha parlato poi del percorso. Un tracciato molto duro e montuoso, dove non bisogna farsi ingannare da un finale facile solo in apparenza.

«Ci sono alcune tappe cruciali nelle prime fasi – ha proseguito Carapaz – ad esempio, tra il terzo e il quarto giorno, affronteremo le montagne dove credo che inizieremo a vedere piccoli distacchi nella classifica generale. Anche la tappa di Andorra sarà fondamentale. La ventesima tappa, a Granada, presenta quasi 5.000 metri di dislivello positivo: sarà la tappa regina e credo che deciderà il vincitore della Vuelta. Sono tappe critiche e, ovviamente, anche la cronometro sarà cruciale, dove dovremo difendere la nostra posizione al meglio».

«Nel complesso – prosegue il campione olimpico di Tokyo – è una Vuelta molto montuosa dove bisogna rimanere sempre vigili. Ci sono tappe con finali insidiosi e ravvicinati in cui bisogna prestare attenzione. In fondo, questo è il bello del fare classifica in un Grande Giro: lottare ogni giorno e mantenere sempre la concentrazione. Dobbiamo pertanto correre in modo più intelligente rispetto al Tour, tenendo presente che la gara non si decide in un solo giorno, ma nell’arco di tre settimane. Ottimizzare le prestazioni nei giorni migliori per guadagnare tempo e cercare di limitare al minimo le perdite nei giorni più difficili».

Richard Carapaz, Vuelta
A San Sebastian Carapaz è stato secondo alle spalle di Remco. Ma in salita lo aveva tenuto. Terzo è arrivato Tulett
A San Sebastian Carapaz è stato secondo alle spalle di remco. Ma in salita lo aveva tenuto. Terzo fu Tulett
A San Sebastian Carapaz è stato secondo alle spalle di Remco. Ma in salita lo aveva tenuto. Terzo è arrivato Tulett

Fra Tour e Vuelta

«Dopo il Tour de France, abbiamo trascorso del tempo ad allenarci in altura ad Andorra per mantenere lo stesso ritmo di allenamento che abbiamo avuto dall’inizio dell’anno. Ma soprattutto mantenere la concentrazione è stato fondamentale. Andorra è stata importante per l’altura, ma soprattutto per la testa. Ripeto: la concentrazione su una mentalità vincente.

«Sappiamo che questa Vuelta è un’opportunità che vogliamo sfruttare al massimo. Abbiamo persino lavorato sui nostri punti deboli». E qui probabilmente Carapaz si riferiva alla crono.

Eppure non c’è stato solo il passaggio di Andorra. Carapaz ha sfruttato la coda lunga e benevola del Tour de France e infatti si è giocato la Clásica San Sebastián con l’altro reduce di lusso dal Tour, Remco Evenepoel, salvo poi perdere allo sprint. Ma anche quel giorno aveva dimostrato in salita una super gamba.

Nel frattempo, la sua EF Education-EasyPost gli ha cucito la squadra intorno. Una squadra che sembra un mix ideale di gioventù ed esperienza.

«Abbiamo un gruppo molto giovane e forte – ha proseguito Carapaz – dove ognuno ha un ruolo cruciale. Abbiamo corridori consapevoli. Ragazzi che sanno a cosa puntiamo e qual è il nostro obiettivo generale: cercare di vincere la Vuelta. Questo mi motiva. Avere al mio fianco corridori come Beloki e Steinhauser è fondamentale per le tappe decisive. Poi abbiamo atleti esperti come Albanese e James Shaw, che sono più versatili e hanno già corso diversi Grandi Giri».

Nel 2020, Carapaz fu secondo dietro a Roglic
Nel 2020, Carapaz è stato secondo dietro a Roglic. Quella che sta per iniziare è la sua 7ª Vuelta
Nel 2020, Carapaz fu secondo dietro a Roglic
Nel 2020, Carapaz è stato secondo dietro a Roglic. Quella che sta per iniziare è la sua 7ª Vuelta

Pogi favorito, occhio a Gall

Tadej Pogacar torna alla Vuelta dopo sette anni. Senza dubbio è il favorito e lo sa bene anche l’ecuadoriano. Ciononostante, Carapaz è convinto della possibilità di lottare per la vittoria finale.

«Con tutto il rispetto per i miei avversari, credo di avere buone possibilità di lottare per la vittoria, ma questo va dimostrato sul campo. Al Tour ho raggiunto i miei obiettivi vincendo tappe e la maglia di miglior scalatore. Chiaro, Pogacar è il migliore al mondo ed è il principale rivale da battere. Ma resta una Vuelta interessante, con molte montagne, e farà anche caldo. Darò tutto, ma sempre con la testa bassa e anche un secondo o un terzo posto mi renderebbero felice».

E comunque anche Carapaz sa bene che non c’è solo Pogacar. E indovinate chi ha nominato? «Ci saranno diversi rivali, su tutti Felix Gall, che è in buona forma ed è un corridore che sa come fare bene in classifica generale. Io però sono fiducioso e ottimista per questa Vuelta. E’ una corsa della quale ho bellissimi ricordi. E’ stato il mio primo Grande Giro, sono già salito sul podio, ho vinto tre tappe e ho indossato la maglia di miglior scalatore».