Quattro giorni sulle strade dell’Amstel Gold Race con amici e familiari, in ricordo del trionfo di trent’anni fa a Maastricht. E’ così che Stefano Zanini ha voluto celebrare quella che è stata la sua vittoria in una delle classiche delle Ardenne. Un viaggio in compagnia, con partenza dalla provincia di Varese e con destinazione i Paesi Bassi: biciclette, birre, chilometri, divertimento e ricordi di una giornata che per Stefano Zanini avrà sempre uno spazio speciale nel suo cuore.
«Le cose belle durano sempre troppo poco – inizia così la nostra telefonata con il diesse della XDS Astana – e queste occasioni sono sempre speciali. L’idea del viaggio è venuta con il trentesimo anniversario dalla mia vittoria alla Amstel Gold Race, ci siamo organizzati e con un gruppo numeroso tra amici e familiari siamo partiti alla volta di Maastricht. Quattro giorni, da giovedì a lunedì».




Viaggio in van
I chilometri che separano Gorla Maggiore, in provincia di Varese, da Maastricht sono tanti: 835 per la precisione. Quattro van caricati a dovere, con biciclette e le scorte per affrontare un lungo viaggio verso i Paesi Bassi. L’obiettivo era quello di stare insieme, pedalare e rivivere le emozioni e i momenti di quel 27 aprile 1996.
«Siamo partiti dall’Italia in ventisei – ci spiega Zanini – a noi si sono aggiunti anche due amici belgi, una coppia, che ci ha raggiunto a Maastricht. Venerdì ci siamo goduti una bellissima pedalata sulle strade delle Ardenne, mentre sabato abbiamo partecipato alla Amstel Tourversie ed è la manifestazione non agonistica dedicata agli appassionati. C’erano 15.000 partecipanti, diciotto dei quali eravamo noi. Ci siamo cimentati nel percorso medio, da 100 chilometri. Per l’occasione hanno pedalato anche mio padre e uno dei miei due figli, loro hanno fatto il percorso corto da 65 chilometri. La cosa bella è che ci siamo ritrovati nell’ultimo chilometro e siamo arrivati tutti insieme».


Cotes e stradine
I ricordi di quella vittoria sono ancora nitidi nella memoria di Stefano Zanini, che durante quel fine settimana sulle strade dell’Amstel Gold Race ha rivissuto sensazioni ed emozioni.
«Venerdì abbiamo pedalato sul percorso vecchio – racconta – quello su cui ho vinto, che è diverso rispetto a quello odierno. Noi arrivavamo a Maastricht accanto al canale, non in cima al Cauberg. Ripercorrere quelle stradine e quelle cotes con il gruppo di amici è stato bellissimo, un’emozione unica. Raccontavo della corsa, di com’era andata, in cui ero scattato staccando i tre in avanscoperta con me (Peron, Sorensen e Missaglia, ndr). Gli ultimi chilometri ora sono diversi, anche noi facevamo tante cotes ma erano distribuite in maniera differente».





Festa con birra e patatine
Le giornate di sabato e domenica sono state caratterizzate dalla voglia di stare insieme e di festeggiare. Chiaramente in Belgio il miglior modo per festeggiare è uno solo…
«Nei cento chilometri fatti sabato – ci dice ancora Zanini – l’unico obiettivo era divertirsi e arrivare tutti insieme, per poi festeggiare con una birra belga e un piatto di patatine. La sera, invece, siamo andati a cena all’Hotel Malpertuus di Yvo Molenaers, che è il suocero di Valerio Piva, perché era lì che alloggiava la squadra (la Gewiss Playbus, ndr) quando nel 1996 ho vinto l’Amstel Gold Race».
«Domenica mattina, il giorno della gara – continua – ci siamo spostati e siamo andati sul percorso, ci siamo posizionati con i van a 900 metri dall’arrivo. Uno dei quattro van era attrezzato con affettatrice e birre, ed abbiamo improvvisato un picnic. Ci siamo spostati anche a vedere qualche passaggio in cima al Cauberg, dove c’è un bar nel quale si radunano i tifosi e c’è sempre festa. Vivere le corse in Belgio è qualcosa di unico, qualche tifoso mi ha anche riconosciuto e mi ha chiesto delle foto.
«Anche i miei amici – conclude Zanini – che non erano mai stati in Belgio a vedere una corsa, sono rimasti positivamente sorpresi. Mi hanno già chiesto quando torniamo, magari l’anno prossimo proviamo a organizzare per il Fiandre…».