Amstel Gold Race 2025

Amstel in arrivo. Ulissi ci porta sulle cotes olandesi

18.04.2026
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E’ la classica del Nord più giovane, ma anche una delle più affascinanti: è l’Amstel Gold Race, che si corre domani. Una gara che rappresenta, oltre all’omonima birra, il raccordo definitivo fra i muri e il pavé e le Ardenne. Un passaggio che si consuma proprio in questa settimana insieme anche alla Freccia del Brabante, vinta ieri da Anders Foldager. I percorsi, man mano, cambiano: sempre meno pavé, sempre più asfalto.

Siamo nel Limburgo olandese, lembo di terra dei Paesi Bassi, incastonato fra Germania e Belgio e, guarda caso, l’unico di tutto il Paese che può vantare delle colline. Pensate che qui sorge la “vetta” d’Olanda, il Vaalserberg, ben 322 metri di quota, dove confluiscono i confini delle tre Nazioni.

Ma l’Amstel Gold Race è anche una corsa particolare e per questo abbiamo chiamato in causa Diego Ulissi. Pensate che il veterano della XDS-Astana sarà alla decima partecipazione, come Teuns e Wellens. Solo Mollema ne vanta una in più.

Diego Ulissi
Diego Ulissi (classe 1989) si appresta ad affrontare la sua decima Amstel Gold Race
Diego Ulissi
Diego Ulissi (classe 1989) si appresta ad affrontare la sua decima Amstel Gold Race
Eccoci dunque di nuovo per una settimana di Ardenne, Diego. Come stai? Quando sei arrivato?

Sono arrivato ieri sera. Direi che sto bene, non ci lamentiamo. Esco da una buona preparazione e siamo pronti. Non ho fatto la ricognizione perché ormai ne ho diverse sulle spalle, ma questa mattina abbiamo visionato il finale.

Che corsa è l’Amstel Gold Race?

E’ una gara bellissima e ben organizzata, ma anche una delle più difficili da correre. Fra le tre delle Ardenne è senza dubbio quella più tecnica. Ci sono pochissimi metri rettilinei ed è tutta un su e giù, destra e sinistra, per di più con strade strette. Senza contare che è anche molto esigente sul piano altimetrico. Già dall’inizio devi essere concentrato, stare sul pezzo ed è facile arrivare a corto di energie nel finale.

Qual è il tuo ricordo dell’Amstel?

Sicuramente i ricordi delle prime volte che sono venuto quassù. Era il 2011. Era una di quelle corse che guardavo alla TV e ritrovarcisi era una gran bella soddisfazione. E poi c’è sempre quel mare di gente quando arrivi a Valkenburg e imbocchi il Cauberg. Io su queste strade ho disputato anche il mondiale 2012, anche se il tracciato era leggermente diverso. E ricordo che fu stupendo vedere così tanta gente.

Strade stretti, borghi, svolte, strappi e saliscendi.... benvenuti all'Amstel
Strade strette, borghi, svolte, strappi e saliscendi…. benvenuti all’Amstel
Strade stretti, borghi, svolte, strappi e saliscendi.... benvenuti all'Amstel
Strade strette, borghi, svolte, strappi e saliscendi…. benvenuti all’Amstel
Ecco Diego, hai toccato un tasto tecnico interessante: cambia molto la corsa arrivando 1,7 chilometri più avanti e non proprio in cima al Cauberg?

Sì, anche se sono già diversi anni che è così. Senza dubbio il Cauberg era più decisivo. Anche adesso lo è, ma c’è anche la possibilità di rientrare nel falsopiano che porta verso l’arrivo. Di contro la gara esplode molto prima. Una volta si aspettava il muro, adesso già a 50 chilometri dall’arrivo si delinea la corsa.

Oltre 255 chilometri e 33 cotes: c’è una sequenza chiave di salite?

Sì, ed è quella che va dai 60 ai 30 chilometri dall’arrivo. Ora non ricordo i nomi di tutte le salite, ma quel segmento è molto importante perché è lì che si fa la differenza. E sempre lì conta molto anche la posizione, mentre nel finale contano più le gambe. Ma come dicevo prima, fra strade strette e continue svolte, l’Amstel è una delle gare dell’intero calendario che richiede più attenzione. E’ talmente contorta che, seppur l’abbia fatta tante volte, non la ricordo così bene. Mentre la Freccia e la Liegi, se chiudo gli occhi, potrei rifarle.

E c’è invece una cote in particolare che secondo te è più dura o che incide nell’economia della corsa? Cauberg a parte, s’intende…

Quella che qui tutti chiamano la Salita delle Antenne, l’Eyserbosweg. E’ quella in cui spesso c’è la scrematura vera. Fa un po’ da spartiacque ed è anche piuttosto dura.

La curva che introduce sul Cauberg. Qui nei pub la gente si raduna sin dall'alba. E' un piccolo stadio del ciclismo. Anche Ulissi aveva i brividi
La curva che immette nel Cauberg. Qui nei pub la gente si raduna sin dall’alba. E’ un piccolo stadio del ciclismo (foto Amstel Gold Race)
La curva che introduce sul Cauberg. Qui nei pub la gente si raduna sin dall'alba. E' un piccolo stadio del ciclismo. Anche Ulissi aveva i brividi
La curva che immette nel Cauberg. Qui nei pub la gente si raduna sin dall’alba. E’ un piccolo stadio del ciclismo (foto Amstel Gold Race)
A proposito Diego, che salite sono quelle dell’Amstel?

Somigliano più ai muri fiamminghi, ma senza pavé, che alle salite della Liegi. Sono strappi duri, spesso a doppia cifra, esplosivi. I classici strappi tagliagambe. Non a caso, sia quando sono in Toscana o in Svizzera, in vista di certe corse mi piace cercare percorsi che possano riprodurre o somigliare a quelli delle Ardenne.

Condizioni meteo, cosa si dice? Sembrerebbe variabile…

Non ho il coraggio di guardare! Scherzi a parte, quando vieni in Belgio, in Olanda… insomma al Nord devi aspettarti di tutto e mettere di tutto in valigia. Tu intanto preparati al peggio… così se poi è buono, tanto meglio. Da queste parti ho visto di tutto: dalla neve alla grandine, dal vento alla pioggia, da temperature sotto zero a 25 gradi. Morale: non devi stare a guardare nulla!

Il via da Maastricht

Pronti, insomma, a goderci questa ennesima classica del Nord. Dopo le abbuffate di Pasqua, tra colombe e pietre della Roubaix, eccoci di nuovo pronti sul divano a gustarci lo spettacolo del grande ciclismo.

Correranno sia gli uomini sia le donne. Per le ragazze il percorso misura 157 chilometri e prevede 22 cotes. La regina del 2025 fu Mischa Bredewold, atleta olandese che precedette altre due connazionali, Ellen van Dijk e Puck Pieterse. Qui le speranze italiane si chiamano Silvia Persico, Monica Trinca Colonel e Soraya Paladin.

Tra gli uomini, invece, lo scorso anno l’Amstel Gold Race, complice anche qualche controversia tattica, non negò lo spettacolo neppure a sua maestà Tadej Pogacar. Lo sloveno fu battuto da Mattias Skjelmose e fu seguito da Remco Evenepoel. Proprio Evenepoel è indicato come il primo favorito. Skjelmose invece è reduce da qualche acciacco. Grande attenzione la merita la compagine francese con Kévin Vauquelin, Christophe Laporte e Romain Grégoire… in attesa di un altro super “galletto”, Paul Seixas, che entrerà in scena dalla Freccia Vallone.

L’Italia si affida soprattutto appunto a Diego Ulissi, Andrea Vendrame e Simone Velasco. Ricordiamo che questa è la prima edizione che vedrà il grande ex, Tom Dumoulin quale direttore di corsa.